• 14 Giugno 2024 6:08

Clinica della Coppia

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Disturbo da ipersessualità

Il disturbo da ipersessualità

Terapie Online Giuliana Proietti

La dipendenza da sesso, della quale si parla da tempo, è un disturbo psicologico grave, visto che potrebbe distruggere famiglie, relazioni, vite; ciò nonostante non tutti gli addetti ai lavori si sono sempre mostrati concordi nel definire questo comportamento come una vera e propria “dipendenza”. In effetti, ci sono molte similitudini, ma anche molte differenze rispetto a chi ha sviluppato una dipendenza da sostanze.

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Si è preferito dunque optare per un altro termine: “ipersessualità”, non ancora molto diffuso, ma che lo diventerà non appena verrà pubblicata la nuova edizione del DSM5, il manuale diagnostico e statistico degli psichiatri, che dovrebbe uscire, completamente rinnovato, il prossimo anno.

Rory Reid ricercatore dell’Istituto Semel di Neuroscienze e Comportamento Umano presso la UCLA ha cercato, con una nuova ricerca sul tema, pubblicata sul Journal of Sexual Medicine, di comprendere meglio il problema, in modo da aiutare il gruppo di lavoro degli psichiatri che stanno lavorando al DSM5, nel definire la patologia e le linee guida per l’analisi dei sintomi.

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Secondo Reid, lo studio è importante perché inquadra la “ipersessualità” come una vera e propria malattia mentale. Ma vediamolo nei dettagli:

Sintomi: quando un individuo sperimenta ripetute fantasie o comportamenti sessuali, della durata di almeno 6 mesi, che non sono dovuti ad altri fattori, come i farmaci, o ad altre patologie, come l’abuso di sostanze , o episodi maniacali legati al disturbo bipolare. Le attività sessuali di questi individui rappresentano una reazione a stati d’animo disturbati, come nella depressione o quando il sesso viene utilizzato per far fronte allo stress.

Le linee guida per definire il disturbo di ipersessualità stabiliscono che il soggetto deve aver cercato di fermare o ridurre la propria attività sessuale, se ritiene che essa stia diventando un problema, ma senza riuscirvi.

“Come per molti altri disturbi di salute mentale, ci deve essere anche la prova di un disagio personale causato da questi comportamenti sessuali, che interferiscono con le relazioni, il lavoro o altri aspetti importanti della vita“, ha detto Reid.

Per valutare gli standard per il disturbo “hypersexual”, come sarà definito in lingua inglese, Reid e il suo gruppo hanno realizzato test psicologici e colloqui con 207 partecipanti, reclutati in molte strutture di salute mentale negli Stati Uniti. Tutti i pazienti coinvolti stavano cercando di risolvere un problema dato dall’abuso di sostanze, da comportamenti sessuali inappropriati o da problemi di ansia o depressione.

Tra questi pazienti, l’88% è stato identificato come avente un disturbo di ipersessualità, secondo i criteri sopra descritti. Le linee guida hanno inoltre aiutato i ricercatori a trovare risultati negativi il 93% delle volte. Ciò significa che i criteri definiti permettono di distinguere tra coloro che non hanno disturbi di ipersessualità per cui potrebbe essere maggiormente utile un trattamento per problemi di ansia, depressione ecc.

Si tratta di un dato significativo, dal momento che molti avevano espresso il timore che la proposta avrebbe falsamente classificato le persone. Questi nuovi criteri sembrano più efficaci nel discriminare i pazienti ipersessuali dagli altri.


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Lo studio ha mostrato che un aumento del comportamento ipersessuale è comunque legato ad altri disturbi emotivi, come impulsività  o incapacità di gestire lo stress. Questi pazienti inoltre, per il loro disturbo, subiscono altri gravi danni:

– Il 17% dei 207 pazienti coinvolti nello studio hanno perso il lavoro almeno una volta
– Il 28% ha sviluppato una malattia a trasmissione sessuale
– Il 39% ha perso una relazione
– Il 78% ha avuto un interruzione nella loro attività sessuale “sana”.

Secondo il rapporto, il 54% dei pazienti con disturbo di ipersessualità pensava che i propri problemi sessuali fossero iniziati prima di aver compiuto 18 anni, e il 30% di loro ha detto che aveva iniziato a notare i problemi fra i 18 e i 25 anni. Si può dire dunque che il problema sembra emergere in adolescenza o nella prima giovinezza.

Tratti comuni dei pazienti “ipersessuali” sono stati: masturbazione, consumo di grandi quantità di pornografia e cybersex. Questi pazienti inoltre hanno mostrato di utilizzare spesso i servizi dei “lavoratori del sesso”, come ad esempio le prostitute, sono piuttosto promiscui, e hanno rapporti con partner sessuali sconosciuti: circa 15 partner all’anno, prima dell’inizio dello studio.

Non si tratta dunque di pazienti che occasionalmente usano il sesso per fuggire dalla realtà, ma la loro ricerca di sesso è un modello costante che si intensifica, fino a che il desiderio per il sesso viene a controllare ogni aspetto della loro vita e si sentono impotenti nel loro sforzo di cambiare.

Dr. Giuliana Proietti


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Fonte:
Sex Addiction Is A Legitimate Mental Disorder, Medical News

Immagine:
Unsplash

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Di Dr. Giuliana Proietti

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona ● Attività libero professionale, prevalentemente online ● Saggista e Blogger ● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale ● Conduzione seminari di sviluppo personale ● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici ● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Sito personale: www.giulianaproietti.it La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior.

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