Il consenso sessuale e i giovani maschi
Il consenso sessuale e i giovani maschi
Geografie Interiori - Conferenza del 21-02-2026
ANCONA FABRIANO TERNI CIVITANOVA MARCHE E ONLINE
Negli ultimi anni, il consenso sessuale è diventato un pilastro dell’educazione affettiva e della prevenzione della violenza. Nelle scuole, nelle università e nelle campagne di sensibilizzazione viene spesso presentato come un principio chiaro, definito e non negoziabile. Eppure, tra la teoria appresa e la pratica vissuta esiste ancora un divario significativo.
Molti giovani uomini dimostrano di conoscere le definizioni formali del consenso e di saperle spiegare con precisione. Tuttavia, quando si trovano in situazioni reali, descrivono l’applicazione di quei principi come complessa, ambigua e talvolta emotivamente faticosa.
Questo articolo, tratto da una ricerca di recente pubblicazione, esplora come i ragazzi interpretano e mettono in pratica il consenso, affidandosi spesso a un sistema intuitivo basato su segnali, contesti e dinamiche relazionali.
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Qual è il divario tra teoria e pratica nel consenso sessuale?
La ricerca globale indica che la violenza sessuale colpisce almeno una donna su tre, confermandosi come un problema sociale persistente. In risposta, molti programmi educativi promuovono il modello del consenso, spesso sintetizzato nell’acronimo FRIES (freely given, reversible, informed, enthusiastic and specific, in italiano liberamente dato, reversibile, informato, entusiastico e specifico).
I giovani uomini coinvolti nello studio hanno dimostrato una buona conoscenza di questi principi. Tuttavia, hanno descritto la loro applicazione concreta come “difficile”, “confusa” e “stressante”. Molti riferiscono di sentirsi lasciati a “capire da soli” come tradurre una regola teorica in un’interazione reale, specialmente in situazioni ambigue, come quelle in cui è presente l’ebbrezza di un partner. Alcuni parlano della sensazione di trovarsi “tra l’incudine e il martello” quando devono prendere decisioni in contesti poco chiari.

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Perché il consenso verbale viene percepito con scetticismo?
Nonostante venga insegnato come standard di riferimento, il consenso espresso verbalmente è visto da molti partecipanti come problematico.
Le principali ragioni emerse sono tre:
1. “Rovina l’atmosfera” – Chiedere esplicitamente può essere percepito come un’interruzione dell’intimità o come un gesto che spezza la spontaneità del momento.
2. Consenso come transazione – Alcuni temono che un “sì” verbale sia solo una formalità, un modo per “spuntare una casella”, senza garantire che il/la partner provi un desiderio autentico. Il timore è che l’altra persona possa sentirsi socialmente obbligata a rispondere positivamente.
3. Percezione di innaturalezza – Il consenso verbale è spesso considerato “irrealistico” o “innaturale”, con una preferenza per forme di accordo tacite e non esplicitate.
Questo scetticismo non implica una negazione dell’importanza del consenso, ma evidenzia una tensione tra norma educativa e percezione soggettiva dell’interazione.
Le risposte verranno pubblicate in una rivista scientifica e su www.clinicadellacoppia.it
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Se non si affidano solo alle parole, come valutano il consenso?
In assenza di un modello esclusivamente verbale, molti giovani uomini descrivono un processo che i ricercatori definiscono “autenticazione a più fattori”. Non si tratta di una singola domanda o risposta, ma della combinazione di diversi elementi interpretati insieme.
I principali fattori citati sono:
Mutualità (essenziale) – Indicata dal 100% dei partecipanti, riguarda la reciprocità dei segnali non verbali. Viene descritta come un’escalation condivisa fatta di contatto visivo, risposte corporee, suoni di apprezzamento e gesti. Alcuni la paragonano a una’“ecolocalizzazione”: si invia un segnale e si attende che ritorni.
Fiducia – Particolarmente rilevante nelle relazioni a lungo termine, dove esiste uno spazio percepito come sicuro per comunicare, chiarire e fermarsi senza timore.
Luogo e tempo – Il contesto gioca un ruolo importante. Essere a casa dopo un appuntamento serale o trovarsi in prossimità di un letto viene interpretato come un indicatore significativo.
Vestiti – Il tipo di abbigliamento non viene considerato un segnale di consenso. Piuttosto, è la partecipazione attiva nel togliersi i vestiti (propri o dell’altro) a essere interpretata come elemento rilevante.
Questo sistema intuitivo si basa quindi su una lettura complessiva della situazione, più che su un singolo atto esplicito.
Dr. Giuliana Proietti
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Qual è il ruolo dell’alcol nella percezione del consenso?
Contrariamente a stereotipi diffusi, l’intossicazione del partner non viene vista come un segnale di consenso. Al contrario, è percepita come un fattore che complica e problematizza la situazione, aumentando l’incertezza su quanto il consenso sia effettivamente libero e informato.
Il consenso viene valutato solo prima o durante l’atto sessuale?
Un elemento centrale emerso dalla ricerca è che il processo di valutazione non termina con l’atto sessuale. La maggioranza degli uomini riferisce cercare una forma di conferma post-atto.
Questa conferma avviene attraverso la percezione di connessione, vulnerabilità condivisa e vicinanza emotiva. Un’atmosfera rilassata e conversazioni aperte dopo l’incontro servono a convalidare retroattivamente l’idea che l’esperienza sia stata desiderata e consensuale da entrambe le parti.
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Come potrebbe evolversi l’educazione al consenso?
Lo studio suggerisce che l’educazione dovrebbe andare oltre principi astratti e formule tecniche. Pur restando fondamentali, le definizioni formali non sembrano sufficienti da sole.
Secondo le indicazioni emerse, sarebbe utile integrare strategie pragmatiche e un linguaggio che tenga conto della dimensione emotiva e relazionale delle interazioni. Non solo l’assenza di coercizione, ma la presenza di fiducia, desiderio reciproco e benessere condiviso dovrebbero diventare parte centrale del discorso educativo.
Come si vede, i giovani uomini coinvolti nello studio non rifiutano i principi teorici, ma faticano a tradurli in pratica in contesti carichi di aspettative sociali, emozioni e ambiguità.
Comprendere questo scarto tra sapere e fare può rappresentare un passo importante per sviluppare percorsi educativi più aderenti alla realtà delle relazioni, capaci di coniugare chiarezza normativa e complessità umana.
Dr. Giuliana Proietti
Fonte principale
Forrest, J., & Ford, J. V. (2026). Multi-Factor Authentication: Young Men’s Intuited Approach to Consensual Sex. Journal of Sex & Marital Therapy, 52(2), 189–207. https://doi.org/10.1080/0092623X.2026.2618492
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Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE TERNI e ONLINE
● Attività libero professionale, prevalentemente online
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.
Sito personale: www.giulianaproietti.it



