Terapia di gruppo per coppie con discrepanza del desiderio
Terapia di gruppo per coppie con discrepanza del desiderio

Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
Tel. 347 0375949
Ancona, Civitanova Marche, Fabriano, Terni, Online
I problemi legati al desiderio sessuale rappresentano, oggi, una delle ragioni più frequenti per cui le coppie decidono di intraprendere un percorso di terapia sessuale. Tuttavia, come osservano Peggy J. Kleinplatz e Maxime Charest (Università di Ottawa) nel loro recente studio pubblicato sul Journal of Couple & Relationship Therapy (2024), ciò che porta realmente le persone in terapia non è tanto l’assenza di desiderio o la scarsa frequenza dei rapporti, quanto la sofferenza relazionale che deriva da una discrepanza nel desiderio sessuale all’interno della coppia.
Quando un partner desidera avere rapporti sessuali più spesso dell’altro, può instaurarsi un circolo di frustrazione, rifiuto e distanza emotiva. Non è il numero dei rapporti a generare disagio, ma la percezione che il proprio bisogno affettivo e corporeo non sia più condiviso. Questa condizione, chiamata “sexual desire discrepancy”, è una delle cause più comuni di conflitto nelle relazioni di lunga durata.
Lo studio di Kleinplatz e Charest, condotto con il supporto della European Society for Sexual Medicine, propone un cambiamento radicale di prospettiva: la terapia non deve mirare semplicemente ad aumentare la frequenza dei rapporti, ma a migliorare la qualità dell’intimità erotica e il legame tra i partner. In altre parole, la cura per il basso desiderio non consiste nel “fare più sesso”, ma nel “creare un sesso che valga la pena di desiderare”.
Perché i problemi di desiderio sono così diffusi in terapia sessuale?
La letteratura indica che le problematiche legate al desiderio sessuale – in particolare le condizioni di “no-low desire” e “no-low frequency” (meno di 12 rapporti sessuali all’anno) – rappresentano una delle principali cause di richiesta di aiuto terapeutico (Sutherland et al., 2019; McCarthy & McCarthy, 2020). Tuttavia, non è il dato numerico in sé a spingere verso la terapia, bensì la difficoltà di gestire l’impatto emotivo della discrepanza del desiderio tra due persone che si amano.
Quando il desiderio non è più sincronizzato, si producono sentimenti di colpa, inadeguatezza o rifiuto. Il partner con meno desiderio può percepirsi come “difettoso”, mentre quello con più desiderio può sentirsi non amato o respinto. Il problema diventa così relazionale prima ancora che sessuale.
Intervista - Come salvare un rapporto di coppia
In che modo la terapia sessuale tradizionale ha affrontato questo tema?
Fin dalle origini della terapia sessuale – con Masters e Johnson (1970) – l’attenzione era rivolta alla coppia come unità di trattamento, soprattutto per disfunzioni di tipo fisiologico come il vaginismo o l’eiaculazione precoce. Negli anni Settanta, con la definizione dei disturbi del desiderio sessuale (Kaplan, 1977; Lief, 1977), il focus si è spostato sul/la partner con desiderio ridotto, spesso identificato come “il paziente designato”.
Da allora, gran parte della ricerca e della pratica clinica ha tentato di “curare” il basso desiderio come se fosse un problema individuale, localizzato nel corpo o nella psiche di una sola persona – quasi sempre la donna (Balzer & Mintz, 2015; Brotto et al., 2021). Tuttavia, gli esiti terapeutici sono stati spesso deludenti: gli interventi focalizzati sull’aumento del desiderio, senza considerare la qualità della relazione o della sessualità condivisa, hanno mostrato risultati poco efficaci (Leiblum, 2010).
In sintesi, si è tentato di “aggiungere desiderio” senza cambiare il contesto in cui quel desiderio avrebbe dovuto nascere.
INIZIATE UNA TERAPIA DI COPPIA CON NOI!
Qual è l’innovazione del modello proposto da Kleinplatz e Charest?
A partire dal 2005, l’équipe di Kleinplatz ha esplorato un percorso opposto rispetto ai tradizionali studi sulla disfunzione: ha iniziato a indagare le “esperienze sessuali ottimali”, intervistando coppie che si autodefinivano “profondamente soddisfatte della propria vita erotica”. Da queste ricerche è emersa una costellazione di otto caratteristiche comuni alle relazioni sessuali più appaganti:
1. totale assorbimento nel momento presente;
2. connessione e fusione con il/la partner;
3. intimità erotica profonda;
4. comunicazione e empatia elevate;
5. autenticità e trasparenza;
6. vulnerabilità e resa reciproca;
7. esplorazione e rischio interpersonale;
8. trascendenza e trasformazione.
Indipendentemente da età, orientamento, genere o tipo di relazione, queste componenti erano sempre presenti. Secondo gli autori, il desiderio sessuale nasce e si rinnova solo quando la sessualità è vissuta come esperienza di contatto profondo e autenticità.
Da queste scoperte è nato un modello terapeutico innovativo, orientato alla “qualità dell’intimità erotica” più che alla frequenza dell’attività sessuale. L’obiettivo è aiutare le coppie a re-immaginare la propria sessualità e a creare esperienze che meritino davvero di essere desiderate.
Come si svolge la terapia di gruppo per coppie con discrepanza del desiderio?
Dal 2013, il gruppo di ricerca ha tradotto queste evidenze in un approccio clinico concreto: una terapia di gruppo per coppie che affrontano difficoltà legate al desiderio sessuale. A differenza della terapia tradizionale centrata sull’individuo, questo modello lavora sull’intera relazione, aiutando entrambi i partner a esplorare il proprio modo di vivere l’intimità.
Il gruppo offre uno spazio protetto dove le coppie scoprono di non essere sole. Molte persone credono che la mancanza di desiderio sia una loro “colpa” o una prova di fallimento relazionale; condividere esperienze simili con altre coppie riduce rapidamente la vergogna e la sensazione di isolamento.
Questo contesto, inoltre, favorisce la “normalizzazione” delle difficoltà sessuali, promuovendo l’empatia e la comprensione reciproca. L’esperienza di gruppo consente di vedere la sessualità come parte di un percorso di crescita, non come un indice di valore personale.

Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa
Tel. 347 0375949
Ancona, Civitanova Marche, Fabriano, Terni, Online
In che modo la pandemia di COVID-19 ha influenzato questo modello terapeutico?
Durante la pandemia, la necessità di supporto psicologico è aumentata esponenzialmente, così come le difficoltà sessuali e relazionali (Estlein et al., 2022; Lowe et al., 2023). Per rispondere a questa emergenza, il team ha adattato il proprio modello alla teleterapia, utilizzando piattaforme sicure e conformi alle normative sulla privacy (PIPEDA, PHIPA, HIPAA).
Le ricerche condotte mostrano che i risultati della terapia online sono sovrapponibili a quelli ottenuti in presenza. Anzi, la modalità virtuale ha aumentato l’accessibilità al trattamento, consentendo di raggiungere coppie in aree rurali o in condizioni di isolamento geografico e psicologico.
In un contesto di crisi globale, la teleterapia ha dimostrato di poter offrire non solo continuità, ma anche una nuova forma di prossimità emotiva, favorendo un senso di comunità tra coppie che condividono le stesse sfide.

IN PRESENZA:
Ancona, Civitanova Marche, Fabriano, Terni
Quali risultati ha prodotto questa forma di terapia?
I dati raccolti pre- e post-trattamento mostrano un miglioramento significativo in numerose aree della vita sessuale e relazionale:
- comunicazione dei desideri e delle preferenze sessuali;
- disponibilità e iniziativa del/la partner;
- varietà e creatività erotica;
- piacere e capacità di abbandonarsi al piacere;
- apertura emotiva reciproca;
- equilibrio tra dare e ricevere;
- soddisfazione complessiva per la vita sessuale recente.
L’aspetto più interessante è che questi miglioramenti non dipendono dall’aumento della frequenza dei rapporti o dalla capacità di raggiungere l’orgasmo. Il cambiamento avviene nella “qualità dell’incontro erotico”, nella capacità di essere presenti, vulnerabili e autentici.
Molte coppie descrivono di aver ritrovato fiducia, curiosità e gioco erotico, comprendendo che la passione non è un fenomeno spontaneo, ma il risultato di un investimento emotivo continuo.
Ancona, Civitanova Marche, Fabriano, Terni, Online
Qual è la filosofia di fondo di questo approccio?
Kleinplatz e Charest ribaltano l’assunto tradizionale secondo cui lo scarso desiderio è un segno di disfunzione. Al contrario, suggeriscono che esso possa essere un segnale di “buon giudizio erotico”: un’indicazione che la sessualità, così com’è vissuta, non è più significativa o appagante.
In questo senso, il desiderio non è un interruttore biologico da riaccendere, ma un indicatore psicologico di quanto la relazione erotica sia viva, sincera e nutriente. Il loro approccio invita i partner a “fidarsi del proprio disagio” e a non forzarsi a rapporti indesiderati, ma a lavorare per costruire “una sessualità che valga la pena di voler vivere”.
Come affermano gli autori: il rimedio per il basso desiderio non è aumentare la frequenza dei rapporti, ma creare un sesso che valga la pena di desiderare.”

Tel. Whatsapp 347 0375949
Quali sono i vantaggi specifici della terapia di gruppo?
La terapia di gruppo per coppie offre tre vantaggi principali:
1. Riduzione della vergogna – Condividere esperienze simili fa emergere un senso di normalità e appartenenza.
2. Accessibilità economica e geografica – Il formato di gruppo e la teleterapia rendono il trattamento più sostenibile e diffuso.
3. Apprendimento reciproco– Ascoltare altre coppie favorisce nuove prospettive, stimola l’empatia e ispira cambiamento.
Molti partecipanti riportano che il solo fatto di vedere altre coppie lottare con le stesse difficoltà ha permesso loro di sentirsi meno soli e di aprirsi più liberamente. In questo modo, la terapia diventa non solo uno spazio di cura, ma anche un’esperienza di comunità terapeutica.
Ancona, Civitanova Marche, Fabriano, Terni, Online
TERAPIE SESSUALI - TERAPIE DI COPPIA
Che implicazioni ha questo modello per la psicoterapia sessuale contemporanea?
L’approccio di Kleinplatz e Charest rappresenta una vera e propria rivoluzione concettuale. La sessualità viene reinserita nella sua dimensione relazionale, superando la visione riduzionista che la considera un insieme di atti o sintomi.
Tre sono i principali spostamenti terapeutici proposti:
1. Dalla patologia alla possibilità – non curare, ma potenziare la capacità erotica della coppia.
2. Dall’individuo alla relazione – il “paziente” è la coppia, non il singolo.
3. Dalla quantità alla qualità – la frequenza non misura la salute sessuale; la connessione sì.
Questo paradigma integra il concetto di “giustizia erotica”, riconoscendo che il piacere e l’intimità sono diritti psicologici fondamentali, non privilegi da conquistare.
Il desiderio è un fenomeno da correggere?
No. Il lavoro di Kleinplatz e Charest apre una prospettiva nuova e profondamente umana sulla sessualità. Il desiderio non è un fenomeno da correggere, ma un linguaggio da ascoltare. Le sue fluttuazioni possono indicare la necessità di rinnovare la connessione, di riscoprire la vulnerabilità o di ridefinire il significato stesso del piacere condiviso.
Come ricordano gli autori, “gli amanti straordinari non nascono tali, ma lo diventano”: imparano a disimparare ciò che la cultura ha insegnato loro sul sesso e a ricostruire la propria intimità su basi di autenticità, comunicazione e curiosità.
Il messaggio più potente che emerge da questa ricerca è che la sessualità, per essere viva, deve essere “creata”, non semplicemente agita. E che la terapia può offrire alle coppie non tanto la promessa di desiderare di più, ma l’opportunità di desiderare di meglio,
Dr. Giuliana Proietti
Fonte principale

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE TERNI e ONLINE
● Attività libero professionale, prevalentemente online
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.
Sito personale: www.giulianaproietti.it



