Desiderio sessuale e percorsi di affermazione di genere: cosa sappiamo oggi
Desiderio sessuale e percorsi di affermazione di genere: cosa sappiamo oggi
La salute sessuale è una parte essenziale del benessere complessivo di ogni individuo. Oggi si riconosce sempre più chiaramente che essa contribuisce in modo importante alla salute fisica, mentale, emotiva e relazionale. All’interno di questo quadro, il desiderio sessuale rappresenta una componente fondamentale: è quella spinta motivazionale che porta a ricercare il piacere, l’intimità o l’unione sessuale con sé o con un’altra persona.
Negli ultimi anni, il desiderio sessuale è stato oggetto di numerose ricerche in ambito medico e psicologico. Tuttavia, quando si parla di persone transgender e gender diverse (TGD), ossia persone la cui identità di genere non coincide con il sesso assegnato alla nascita, le conoscenze sul tema sono ancora limitate. Ciò che emerge è che il desiderio sessuale in queste persone può essere influenzato non solo da fattori biologici e ormonali, ma anche da esperienze di stigmatizzazione, marginalizzazione, e dalla presenza di disforia di genere.
Cerchiamo di saperne di più.
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Che cosa si intende per desiderio sessuale e perché è importante studiarlo nelle persone transgender?
Il desiderio sessuale è la motivazione interna che spinge verso l’attività sessuale, sia con sé stessi (desiderio solitario) sia con un’altra persona (desiderio di coppia o diadico). Comprendere come si manifesta nelle persone transgender è importante perché il percorso di affermazione di genere può modificare profondamente la percezione del corpo, il senso di identità e la relazione con la sessualità.
Cosa mostra la ricerca più recente su questo tema?
Una recente meta-analisi condotta su dieci studi scientifici internazionali ha evidenziato che le persone transgender e gender diverse tendono a riportare un desiderio sessuale complessivamente più basso rispetto alla popolazione generale, soprattutto per quanto riguarda il desiderio di coppia. Questo vale sia per le persone assegnate maschio alla nascita (AMAB) sia per quelle assegnate femmina alla nascita (AFAB).
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Il desiderio sessuale cambia con l’età?
Sì. In media, le persone TGD più adulte riportano un desiderio di coppia e totale inferiore rispetto alle persone più giovani. L’età sembra anche ridurre i benefici della terapia ormonale sul desiderio sessuale, suggerendo che i fattori biologici e psicologici legati all’invecchiamento possano avere un ruolo.
La terapia di affermazione di genere aumenta il desiderio sessuale?
I risultati indicano di sì, soprattutto per quanto riguarda il desiderio di coppia. Dopo l’inizio della terapia di affermazione di genere, molte persone riferiscono un miglioramento del desiderio sessuale, che tende a mantenersi nel tempo. Tuttavia, gli effetti sembrano meno evidenti per il desiderio solitario, che appare più stabile e meno influenzato dai cambiamenti ormonali o sociali.
Ci sono differenze tra chi assume terapie femminilizzanti e chi assume terapie mascolinizzanti?
Sorprendentemente, la meta-analisi non ha trovato differenze significative tra persone AMAB e AFAB. Questo suggerisce che i benefici della terapia di affermazione di genere sul desiderio sessuale possano dipendere anche da fattori psicosociali condivisi, come il sentirsi finalmente riconosciuti e congruenti con la propria identità di genere.
Qual è il ruolo dei fattori psicologici e sociali?
Oltre ai cambiamenti ormonali, il desiderio sessuale nelle persone TGD sembra essere influenzato da fattori psicologici come la riduzione della disforia di genere, il miglioramento dell’immagine corporea e l’aumento dell’autostima. Anche il supporto sociale e l’accettazione giocano un ruolo centrale. Dove c’è meno stigma, spesso si osserva un miglioramento del benessere sessuale complessivo.
Perché occorre evitare interpretazioni patologizzanti del basso desiderio?
Perché se non causa disagio, non rappresenta necessariamente un problema clinico. Al contrario, può essere un aspetto naturale della variabilità umana.

Il percorso terapeutico è pensato per accogliere le specificità delle relazioni LGBTQIA+, valorizzando la pluralità dei legami affettivi e promuovendo benessere, comunicazione e intimità condivisa.
Quali sono i limiti della ricerca attuale?
Gli studi disponibili si concentrano soprattutto su persone transgender in trattamento medico o chirurgico, spesso con diagnosi di disforia di genere, e quindi non rappresentano l’intera popolazione TGD. Inoltre, la scarsità di studi longitudinali e la difficoltà di condurre ricerche controllate su terapie di affermazione (per motivi etici) rendono difficile trarre conclusioni definitive.
Dr. Walter La Gatta
Fonte principale
Intervista - Come salvare un rapporto di coppia
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