Sterilità incurabile: la coppia riesce a rassegnarsi?
La capacità di concepire e portare a termine una gravidanza è un desiderio profondamente radicato e, per molti, motivo della scelta di legarsi a un partner attraverso un matrimonio o una convivenza stabile. Quando questo progetto non può realizzarsi, l’impatto sulla salute mentale e sul benessere generale può essere significativo.
La scoperta di una sterilità incurabile rappresenta dunque un evento estremamente stressante per una coppia. Il desiderio di avere un figlio, spesso percepito come naturale e condiviso, si scontra con una realtà che esclude le soluzioni mediche convenzionali.
Questa situazione può generare emozioni intense e complesse, come tristezza, frustrazione, senso di colpa e inadeguatezza. La capacità della coppia di elaborare questa perdita e di trovare un nuovo equilibrio nella vita insieme dipende dalla comunicazione, dal sostegno reciproco e dalle risorse emotive individuali.
Cerchiamo di saperne di più.
A cosa è dovuta la sterilità?
La sterilità può avere cause genetiche, disfunzioni ormonali, patologie croniche o fattori ambientali. Nonostante i progressi nella medicina riproduttiva, alcune forme di sterilità restano incurabili.
Quanto sono frequenti questi casi?
Secondo un articolo pubblicato su The Lancet (Mascarenhas et al., 2012), circa il 10-15% delle coppie a livello mondiale soffre di infertilità, e una frazione significativa di questi casi è considerata incurabile nonostante le tecniche avanzate disponibili.
Quali progressi ha fatto la medicina?
Negli ultimi decenni la medicina ha sviluppato molte tecniche per affrontare l’infertilità: fecondazione in vitro, ICSI, embrioni crioconservati e donazione di ovociti. Tuttavia, alcune coppie non possono beneficiare di queste opzioni, a causa di cause biologiche non risolvibili o di rischi medici.
Quali sono le reazioni emotive più comuni?
La diagnosi di sterilità incurabile può scatenare shock, tristezza, rabbia, senso di colpa e vergogna. Studi come quelli di Greil et al. (2010) mostrano che le persone infertili hanno un rischio maggiore di sviluppare disturbi depressivi e ansiosi, oltre a un calo dell’autostima.
È normale sentirsi disperati o arrabbiati?
Sì. Questi sentimenti rappresentano una reazione naturale al lutto per il progetto genitoriale che non può realizzarsi. Rabbia, invidia verso chi ha figli, tristezza e frustrazione sono reazioni comuni e non indicano debolezza.
La coppia può rimanere unita?
La comunicazione e il sostegno reciproco sono fondamentali. Le coppie che riescono a condividere apertamente sentimenti e paure tendono a rafforzare il legame emotivo. Al contrario, evitare l’argomento o nascondere il dolore può aumentare conflitti e distanze emotive.
È possibile rassegnarsi?
Sì, ma non significa cancellare il desiderio di genitorialità. La rassegnazione implica accettare la realtà senza negare le emozioni, aprendo la strada a nuovi progetti di vita, all’adozione, al volontariato o al sostegno a bambini in difficoltà.
Come affrontare il senso di colpa o di inadeguatezza?
Condividere questi sentimenti con il partner o un professionista riduce il peso emotivo. Strategie utili includono terapia di coppia, supporto psicologico individuale e gruppi di confronto con persone che vivono esperienze simili.
Come cambia la sessualità della coppia?
Per alcune coppie, la sessualità può perdere spontaneità se il rapporto era strettamente legato all’obiettivo di concepire. È importante separare il piacere e l’intimità dal solo intento procreativo, riscoprendo momenti di vicinanza e desiderio senza pressioni.
Come adattarsi alla nuova realtà?
La resilienza varia tra gli individui. Il supporto del partner, la partecipazione a gruppi di sostegno e l’adozione di nuovi interessi o progetti di vita sono elementi chiave per ritrovare equilibrio emotivo. Alcune strategie includono viaggiare, impegnarsi in attività creative o di volontariato, dedicarsi al lavoro o prendersi cura di un animale domestico.
Quali ostacoli incontra la coppia infertile?
Non è sempre semplice costruire una rete sociale, scegliere un’adozione o prendersi cura dei figli degli altri. Paure, costi, procedure complesse e l’impatto emotivo possono scoraggiare anche le coppie più motivate.
Come può aiutare la psicoterapia?
La psicoterapia consente di elaborare il lutto per la perdita della capacità di concepire, di ristrutturare la propria visione della vita e di trovare nuovi significati. Offre inoltre un sostegno per contenere il dolore e favorire una migliore comunicazione all’interno della coppia.
Cosa dire, in conclusione?
Si può dire che la sterilità incurabile rappresenta una sfida significativa, ma non segna la fine della vita di coppia. Accettare la situazione, pur mantenendo viva l’intimità e il legame emotivo, può aprire la strada a nuovi progetti e a una maggiore vicinanza reciproca. La comunicazione, il sostegno e la creatività nel vivere la relazione restano strumenti fondamentali per affrontare questa esperienza complessa.
Dr. Giuliana Proietti
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Dr.ssa Giuliana Proietti
Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa clinica.
Svolge attività libero-professionale prevalentemente online e riceve ad Ancona, Fabriano, Civitanova Marche Milano e Terni.
Si occupa di psicoterapia individuale e di coppia, sessuologia clinica, ansia, timidezza, fobie sociali e difficoltà relazionali, con particolare attenzione al legame tra benessere psicologico, affettività e sessualità.
È saggista e blogger e collabora da anni con quotidiani, riviste e periodici a diffusione nazionale, occupandosi di divulgazione psicologica e realizzazione di test e contenuti specialistici.
Conduce seminari di sviluppo personale, attività di formazione e alta formazione presso enti pubblici e privati.
È co-fondatrice dei siti:
www.psicolinea.it
www.clinicadellacoppia.it
www.clinicadellatimidezza.it
Nei suoi progetti clinici e divulgativi approfondisce il trattamento dell’ansia, della timidezza, delle fobie sociali e il loro rapporto con la vita affettiva e sessuale.
Sito personale:
www.giulianaproietti.it
La Dr.ssa Giuliana Proietti svolge la propria attività professionale presso Clinica della Coppia come Collaboratrice Scientifica e Terapeuta Senior.








