Il divorzio “silenzioso”: quando una relazione finisce senza rumore
Il divorzio “silenzioso”
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ANCONA FABRIANO TERNI CIVITANOVA MARCHE E ONLINE
Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di relazioni che non esplodono, ma si spengono lentamente: non ci sono tradimenti clamorosi né liti definitive, bensì una distanza che cresce giorno dopo giorno, quasi senza farsi notare. Questo fenomeno, oggi molto discusso, ha finalmente un nome: “divorzio silenzioso”.
Che cos’è il “divorzio silenzioso”?
Il “divorzio silenzioso” (quiet divorcing) indica un ritiro lento e discreto all’interno di una relazione stabile. I partner restano formalmente insieme, ma smettono gradualmente di nutrire il legame emotivo che li univa.
Non c’è una rottura improvvisa: le interazioni quotidiane si indeboliscono, i piccoli gesti che un tempo mantenevano viva la relazione spariscono. Il divorzio legale, se arriva, è spesso solo l’atto finale di una separazione iniziata molto tempo prima.
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Perché questo termine è diventato così popolare nei media?
L’espressione deriva da quiet quitting (dare il minimo indispensabile al lavoro senza dimettersi apertamente) e ha preso piede perché dà un nome a un’esperienza che molte persone riconoscono, ma faticano a descrivere. Il successo del termine dimostra quanto sia diffusa la sensazione di “essere ancora insieme, ma non davvero”. Come sempre, le parole aiutano a rendere visibile ciò che, in assenza di un termine di riferimento, rimaneva confuso e difficile da nominare.
Le relazioni finiscono sempre con grandi conflitti?
No. Le ricerche dello psicologo americano John Gottman mostrano che solo alcuni coppie entrano rapidamente in cicli di conflitto aperto. In molte relazioni di lunga durata, invece, i primi segnali di crisi sono estremamente sottili.
Si tratta di:
- tentativi di interazione che restano senza risposta;
- messaggi ignorati;
- condivisioni accolte con freddezza;
- un progressivo ritiro emotivo che passa quasi inosservato.
Perché i piccoli gesti sono così importanti?
I tentativi di interazione quotidiani possono essere minimi: un messaggio durante la giornata, un commento leggero, indicare qualcosa di bello durante una passeggiata. Quando il/la partner risponde con calore, la vicinanza si rafforza, quando invece questi gesti vengono ignorati o respinti, la distanza cresce lentamente.
Studi longitudinali – che seguono le stesse coppie nel tempo – mostrano che la diminuzione delle interazioni positive è uno dei segnali più affidabili di disagio relazionale, spesso molto prima che emergano conflitti evidenti.

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Esiste un modello tipico del declino relazionale?
Sì. La soddisfazione di coppia tende a seguire un andamento in due fasi:
1. una lunga fase di allontanamento silenzioso;
2. una caduta più rapida e visibile quando la fine della relazione si avvicina.
Quando i partner cercano finalmente di affrontare i problemi, lil rapporto di coppia è talvolta già troppo fragile per sostenere una vera riconnessione fra i partners.
Che ruolo ha la noia nel divorzio silenzioso?
La noia – intesa come routine, stagnazione e mancanza di slancio – è un fattore chiave. In uno studio durato nove anni, i ricercatori hanno osservato che le coppie che dichiarano di annoiarsi sono mediamente meno soddisfatte, anche tenendo conto del livello iniziale di felicità.
Questo accade perché la noia erode lentamente la vicinanza emotiva e riduce le attività nuove o stimolanti, la qualità delle esperienze condivise, la passione e l’energia della relazione. Col tempo, molti partner arrivano a pensare che “tutto sia già finito” molto prima della rottura ufficiale.
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Perché oggi il concetto di “divorzio silenzioso” appare così diffuso?
Perché oggi le aspettative nei confronti della coppia sono altissime. Non si cerca solo stabilità, ma anche realizzazione personale, ispirazione; crescita continua, una relazione quasi “trasformativa”.
Quando la passione diminuisce, un fenomeno del tutto naturale, questo cambiamento viene spesso vissuto non come una fase, ma come una minaccia.
Ci sono differenze di genere nel modo di vivere il declino?
Si Le ricerche indicano che le donne percepiscono più rapidamente il disagio emotivo, sono più inclini a parlarne e più spesso iniziano le pratiche per la separazione. Gli uomini, in media, tendono maggiormente al ritiro o all’evitamento del confronto.
In molte culture, inoltre, alle donne viene attribuito il compito di gestire il lavoro emotivo della coppia: notare i problemi, avviare conversazioni, organizzare momenti di connessione. Quando questo impegno incontra silenzio o resistenza, può logorare la sensazione di sentirsi amati e favorire il disimpegno emotivo.
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Dr. Giuliana Proietti
Ancona, Civitanova Marche, Fabriano, Terni, Online
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Il divorzio silenzioso può essere reversibile?
In molti casi sì. Il “divorzio silenzioso” ricorda che le rotture sono spesso processi, non eventi improvvisi. I ricercatori hanno osservato che le coppie attraversano mesi o anni di declino prima della separazione vera e propria.
Riconoscere i segnali in tempo può offrire uno spazio di intervento prezioso?
Si. Gli stessi piccoli gesti che creano distanza possono, se reintrodotti, possono aiutare a ricostruire il legame. Ad esempio:
– rispondere alle richieste quotidiane dell’altro/a;
– esprimere gratitudine;
– introdurre novità nella routine;
– prestare attenzione alla presenza emotiva.
Il calo dell’intimità emotiva o sessuale non è sempre un verdetto finale, ma può essere un invito a prendersi cura della relazione.

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Quando invece è giusto lasciar andare?
Non tutte le relazioni devono essere salvate. A volte il distacco silenzioso segnala una presa di coscienza onesta: la relazione non risponde più ai bisogni di entrambi o è diventata troppo dolorosa o squilibrata.
In questi casi, andarsene non è un fallimento, ma un atto di lucidità e di rispetto — verso se stessi e verso la possibilità di una vita più autentica oltre il rapporto.
A cosa occorre prestare attenzione per prevenire la situazione?
Occorre prestare attenzione ai segnali sottili: risate che mancano, curiosità che si spegne, silenzi che si allungano. Questo aiuta non solo a capire se la relazione può essere curata, ma anche a riconoscere quando è tempo di lasciarla andare.
Dr. Giuliana Proietti
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Scritto dai fondatori della Clinica della Coppia.
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IN PRESENZA:
Ancona, Civitanova Marche, Fabriano, Terni
Fonte principale:
Le « divorce silencieux », un nouveau nom à un vieux problème : la lente érosion de l’intimité
Immagine:
Le risposte verranno pubblicate in una rivista scientifica e su www.clinicadellacoppia.it
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Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE TERNI e ONLINE
● Attività libero professionale, prevalentemente online
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.
Sito personale: www.giulianaproietti.it




