Oche selvatiche: la monogamia riduce lo stress
Oche selvatiche: la monogamia riduce lo stress
La monogamia è veramente rara nel mondo animale, per cui l’idea di una possibile fedeltà a vita può sembrare un po’ strana, almeno a dei biologi evoluzionisti.
Eppure, nelle oche selvatiche, che vivono circa 20 anni, instaurando rapporti di coppia con un solo partner, i biologi hanno scoperto nella scelta monogama un grande beneficio: la riduzione dello stress. Durante i combattimenti, ad esempio, i maschi che vivono uno stabile rapporto di coppia hanno frequenze cardiache inferiori rispetto ai loro simili “single”. Se i loro partner si trovano nelle vicinanze inoltre, le oche selvatiche sembrano ancora più rilassate.
A18
“Sembra che la monogamia rappresenti un vantaggio: avere un rapporto di lungo termine, consente di far fronte allo stress. E’ una buona cosa rispetto al dover sempre trovare un nuovo partner e non avere alcun sostegno in situazioni di questo tipo “, ha detto Claudia Wascher, etologa presso il centro di ricerca austriaco Konrad Lorenz.
Per questo studio, pubblicato, il 16 novembre scorso su Biology Letters, il team della Wascher ha esaminato i dati rilevati da uno strumento capace di registrare la frequenza cardiaca, impiantato in 25 oche selvatiche.
Già in precedenti ricerche era stato osservato come le frequenze cardiache delle oche selvatiche riflettessero i livelli di stress degli uccelli, valore che fluttua moltissimo durante gli scontri, che avvengono frequentemente tra questi uccelli selvatici, altamente sociali, abituati a vivere a stretto contatto.
Ma la Wascher aveva notato che mentre alcune oche erano particolarmente stressate durante i combattimenti, altre rimanevano relativamente calme. Nel nuovo studio dunque, la ricercatrice ha cercato una spiegazione a questo fatto, scoprendo l’importanza di avere un partner fisso. La frequenza cardiaca media dei maschi con partner è risultata inferiore di circa il 10 per cento, durante i combattimenti, rispetto ai maschi non accoppiati.

Conclusione: Osservando il comportamento dei maschi si può dedurre che vi sia un vantaggio nella monogamia, in quanto il rapporto di lungo termine consente meglio di far fronte allo stress.
Forse vi chiederete se è la stessa cosa anche per le femmine… Ebbene, si è osservato che i battiti cardiaci delle femmine delle anatre selvatiche aumentavano quando i loro compagni erano a oltre un metro di distanza, mentre rallentavano quando i loro partners si riavvicinavano.
“Un aumento della frequenza cardiaca è un investimento. Si dispone così di maggiore energia a disposizione. Ma se il cuore batte calmo e regolare si risparmia energia, il che potrebbe essere un vantaggio nel lungo termine “, ha detto la Wascher.
Anche tra gli esseri umani, diversi studi hanno mostrato dei legami tra abitudini sociali e risposte allo stress e alle malattie.
Se e come il vivere in coppia possa aver indotto dei cambiamenti fisiologici nelle oche selvatiche è una questione ancora aperta: Konrad Lorenz, ad esempio, il famoso etologo, vincitore del premio Nobel, al quale è intitolato l’istituto di ricerca, credeva che le oche selvatiche fossero capaci di innamorarsi.
La Wascher è riluttante a descrivere i sentimenti degli uccelli, ma ha osservato che quando un compagno muore, la frequenza cardiaca di un’oca scende precipitosamente e rimane bassa per circa un anno. L’oca “in lutto” finirà poi per trovare un nuovo compagno, ma per lungo tempo mostra qualcosa di molto simile alla tristezza.
TUTTI GLI INTERVENTI DEI PROTAGONISTI DEL FESTIVAL DELLA COPPIA
“C’è un cambiamento fisiologico nel lungo termine, una diminuzione della funzionalità metabolica. È possibile trovare in letteratura termini come “depression-like”, cioè “simile alla depressione”, anche se è una cosa difficile da spiegare e bisogna essere prudenti con queste analogie.
Altra curiosità: Non tutte le oche selvatiche che hanno rapporti di coppia sono eterosessuali. I rapporti omosessuali fra maschi non sono rari e sono state anche osservate triadi, con due maschi e una femmina. Nel gruppo di oche studiato dalla Wascher, c’erano due coppie omosessuali.
“Non abbiamo trovato alcuna differenza tra i partner maschio-maschio e maschio-femmina”, ha detto la Wascher. “Potrebbe essere perché c’erano solo due coppie, ma la mia ipotesi è che non vi sia davvero alcuna differenza“.
Giuliana Proietti
Fonte:
“Physiological implications of pair-bond status in greylag geese.” By Claudia A. F. Wascher, Brigitte M. Weiß, Walter Arnold and Kurt Kotrschal. Biology Letters, Nov. 16, 2011, via Monogamy Helps Geese Reduce Stress, Wired Science
Immagine:
Adukuri, PDP

Tel. Whatsapp 347 0375949

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE TERNI e ONLINE
● Attività libero professionale, prevalentemente online
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.
Sito personale: www.giulianaproietti.it








