La sindrome di alienazione genitoriale

La sindrome di alienazione genitoriale (PAS)

Terapie Online Giuliana Proietti

La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia
come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior

 


La sindrome di alienazione genitoriale è una patata bollente che gli psichiatri si palleggiano da anni, senza riuscire a trovare una soluzione.

L’associazione degli psichiatri americani ha pubblicato per la prima volta il suo manuale diagnostico dei disturbi, conosciuto come il DSM, nel 1952.

Ora l’American Psychiatric Association (APA) si accinge a completare, dopo anni di studio, la stesura definitiva della quinta edizione del DSM, (DSM5), attesa per il maggio 2013.  I gruppi di lavoro nei vari settori hanno esaminato le numerose proposte di aggiunta ai 283 disturbi dell’edizione corrente: fra queste c’è la sindrome di alienazione genitoriale (o parentale – SAP, o PAS, dall’acronimo di Parental Alienation Syndrome).

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Questa sindrome riguarderebbe il rapporto disfunzionale del bambino, figlio di genitori divorziati, con il genitore che è uscito di casa (generalmente il padre), ad opera dell’altro genitore (in genere la madre).

La sindrome di alienazione parentale fu eleborata dallo psichiatra americano Richard A. Gardner, il quale così la descrisse in questi termini:

“un disturbo che insorge quasi esclusivamente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. In questo disturbo, un genitore (alienatore) attiva un programma di denigrazione contro l’altro genitore (genitore alienato). Tuttavia, questa non è una semplice questione di “lavaggio del cervello” o “programmazione”, poiché il bambino fornisce il suo personale contributo alla campagna di denigrazione. È proprio questa combinazione di fattori che legittima una diagnosi di PAS. In presenza di reali abusi o trascuratezza, la diagnosi di PAS non è applicabile

Qualunque sia il problema che state affrontando

C’è un ampio accordo sul fatto che questo stato di cose si verifichi realmente e molto spesso, dopo un divorzio conflittuale e dopo le tante controversie per l’affidamento dei figli.

La domanda che tutti si pongono però è la seguente: questo fenomeno, seppure reale, merita di essere formalmente classificato come una “patologia psichiatrica”?

Il Dott. Darrel Regier, vice presidente della task force redazionale del manuale degli psichiatri americani ammette che su questa questione stanno ricevendo molte email e non sanno quale decisione prendere. “Le passioni che questa decisione suscita in entrambe le parti sono fuori del comune” dichiara.

Da una parte ci sono le femministe, i sostenitori delle donne maltrattate e altri che considerano la “sindrome di alienazione parentale” una sindrome costruita a tavolino, non provata scientificamente e dunque potenzialmente pericolosa: molti uomini potrebbero infatti avvalersi di questa sindrome per cercare di distogliere l’attenzione dal loro comportamento abusivo.

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Sull’altro fronte ci sono legioni di convinti sostenitori dell’esistenza della sindrome, da classificare come “disturbo mentale” o come “disturbo relazionale”.

Questi affermano che il riconoscimento di alienazione parentale nel manuale degli psichiatri porterebbe a risultati più equi nei tribunali e permettebbe a un maggior numero di bambini, figli di divorziati, di essere più vicini al genitore che se ne va di casa ed anche alla sua famiglia allargata, fatta di nonni, zii, cugini ecc.

La descrizione che si vorrebbe aggiungere nel DSM riguardo a questa sindrome è la seguente: “un problema psicologico per il quale un bambino, generalmente figlio di genitori fortemente conflittuali durante una causa di divorzio, si allea con un genitore e rifiuta la relazione con l’altro genitore, senza legittima giustificazione”. 

“Non ci sono prove scientifiche sufficienti a giustificare la sua inclusione nel DSM”, ha affermato Regier – che dirige la divisione di ricerca dell’APA – per cui la proposta resta tecnicamente in vigore, in attesa di presentazioni finali entro la fine del 2011.

Sembra che l’associazione degli psichiatri americani stia orientandosi verso la non-inclusione e secondo alcuni osservatori questo dipenderebbe dal fatto che essi temono di sollevare le contestazioni dei gruppi femministi. Le pressioni sugli psichiatri continuano.

Il concetto di alienazione parentale è fonte di confusione e divisione anche fra gli avvocati.  Alcuni giuristi fanno osservare che non è necessario che la sindrome sia inserita nel DSM: si potrebbe portare comunque il problema in tribunale anche senza che vi sia il placet degli psichiatri, visto che il porblema esiste ed è facilmente osservabile.

Altri fanno rilevare la pericolosità dell’accettazione, in campo legale, di questa “sindrome”: un padre abusante ad esempio, per questo allontanato, potrebbe avvalersi di questo strumento per riavvicinarsi ai figli.

I fan più convinti della PAS restano sicuramente i padri e i movimenti per i diritti dei padri.

Sembra però, secondo alcuni, che anche gli psicologi ed i consulenti familiari comincino a vedere la sindrome di buon occhio, in quanto aprirebbe loro molti mercati nelle controversie familiari: sarebbe un vero business specializzarsi nelle valutazioni cliniche e nelle terapie delle famiglie separate… Come finirà? Staremo a vedere.

Giuliana Proietti


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Dr. Giuliana Proietti

Di Dr. Giuliana Proietti

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona ● Attività libero professionale, prevalentemente online ● Saggista e Blogger ● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale ● Conduzione seminari di sviluppo personale ● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici ● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Sito personale: www.giulianaproietti.it La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior.

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