• 24 Maggio 2024 22:56

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I vaccini per il Covid hanno modificato la fertilità?

I vaccini per il Covid hanno modificato la fertilità?

I vaccini per il Covid hanno modificato la fertilità?

Terapie Online Giuliana Proietti

Nel corso del primo anno di diffusione dell’infezione da Coronavirus-2 (SARS-CoV-2), le uniche misure disponibili per affrontarla sono state il distanziamento sociale, l’uso di mascherine protettive, l’identificazione precoce e l’isolamento dei pazienti positivi e dei loro contatti. Successivamente, a partire da dicembre 2020, sono stati disponibili i vaccini, intesi come il principale strumento per combattere la pandemia, anche se fra mille diffidenze e ipotesi di complotto internazionale, in particolare per quanto riguarda i vaccini di nuova concezione. 

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L’Agenzia europea per i medicinali (EMA) e la Food and Drug Administration (FDA)  hanno rilasciato l’autorizzazione per la somministrazione dei vaccini COVID-19, anche se alcuni soggetti no-vax si sono strenuamente opposti alla vaccinazione, sostenendo che questi nuovi farmaci, ancora non del tutto sperimentati, avrebbero arrecato danni irreparabili alla popolazione. In particolare si è parlato di rischi per la fertilità femminile.

Il danno alla fertilità femminile veniva ipotizzato considerando la reattività crociata con la sincitina-1. In pratica, si sosteneva che vi fosse una somiglianza tra sincitina-1 e proteina spike. La sincitina-1 svolge un ruolo essenziale nella fase di impianto dell’embrione nell’utero e una sua disfunzione avrebbe potuto causare fallimento nell’impianto, o problemi successivi legati a placentazione anormale come la preeclampsia (o gestosi). Tuttavia, le sequenze amminoacidiche delle due proteine ​​sembrano essere differenti e la “cross-reattività” non è stata osservata.

Nei maschi si supponeva che il vaccino potesse influenzare la spermatogenesi e i parametri spermatici, considerando che il virus SARS-CoV-2 è stato associato a compromissione della fertilità maschile.

 

Dal 2020 sono state somministrate in tutto il mondo circa 11 miliardi di dosi di vaccini,  con  profili di sicurezza e di efficacia a breve e medio termine nella prevenzione dell’infezione, del ricovero e dei decessi da COVID-19.

Tuttavia, le preoccupazioni sul possibile impatto sulla fertilità, accentuate dalla disinformazione e dalle campagne no-vax , hanno continuato a circolare sui social media e online, in corrispondenza di un aumento delle ricerche su Internet di argomenti relativi all’infertilità e ai vaccini COVID-19.

Del resto, va puntualizzato che la paura per i possibili effetti dei vaccini sulla fertilità è stato uno dei principali fattori di esitazione nei confronti del vaccino COVID-19, con importanti ripercussioni sulla salute pubblica.

Poiché, in molti paesi, viene ancora segnalato un numero crescente di nuovi casi, con nuove varianti che si diffondono rapidamente tra la popolazione, la vaccinazione contro SARS-CoV-2 rimane una misura importante per prevenire infezioni gravi. Per questo motivo la disinformazione e i dubbi sui vaccini dovrebbero essere adeguatamente affrontati, al fine di guidare la popolazione verso scelte più sicure e informate. Gli stessi medici dovrebbero avere informazioni scientifiche basate sull’evidenza.

In questo contesto, è stata da poco pubblicata una revisione sistematica che aveva lo scopo di riassumere e valutare i dati disponibili sul possibile impatto dei vaccini COVID-19 sulla fertilità maschile e femminile. Si tratta dello studio citato in basso, di cui presentiamo qui una breve sintesi dei risultati.

I ricercatori hanno preso in considerazione tutti gli studi pubblicati sul database PubMed, oltre che Scopus, Web of Science, Cochrane ed Embase, fino all’8 giugno 2022. La ricerca è stata svolta solo su articoli riguardanti gli esseri umani, pubblicati in qualsiasi lingua, senza ulteriori restrizioni. La qualità degli studi è stata valutata dalle scale Newcastle-Ottawa e Before e After Quality Assessment rispettivamente per gli studi di coorte e pre-post. Sono state eseguite meta -analisi degli effetti casuali per i parametri considerati in ≥ 2 studi, calcolando le medie, i valori p e gli intervalli di confidenza (CI) al 95%.

 

Risultati

La letteratura scientifica presa in considerazione ha suggerito che l’infezione da SARS-CoV-2 può effettivamente compromettere la fertilità maschile peggiorando i parametri dello sperma, abbassando potenzialmente i livelli di testosterone e aumentando il rischio di disfunzione erettile.

Per quanto riguarda la fertilità femminile, gli studi riportano l’impatto dannoso che lo stress ossidativo ha sulla qualità di ovociti ed embrioni, implicando che la SARS-CoV-2 potrebbe alterare anche la fertilità femminile, oltre a significative, ma reversibili, alterazioni mestruali, riserva ovarica leggermente modificata ed equilibrio ormonale.

Gli studi considerati, che valutavano il possibile effetto dei vaccini COVID-19 sulla fertilità femminile non hanno riportato alcun peggioramento significativo di alcun indicatore di fertilità valutato.

Non vi sono stati effetti dannosi significativi della vaccinazione sulle concentrazioni di estradiolo e progesterone, estradiolo e progesterone sierici e fluidi follicolari, numero di ovociti, tasso di impianto e tasso di gravidanza. Due studi hanno valutato i livelli di AMH in donne sane in età riproduttiva e non sono state riscontrate differenze significative nella riserva ovarica, così come nei livelli sierici di AMH, FSH, TSH, estradiolo, anticorpi antifosfolipidi.

Per quanto riguarda l’impatto dei vaccini COVID-19 sulla fertilità maschile, studi condotti su uomini sani hanno mostrato assenza di effetti avversi dei vaccini COVID-19 sulle caratteristiche molecolari dei campioni di sperma, volume e concentrazione dello sperma, motilità, morfologia, FSH e livelli LH. Nello studio di Carto et al., i vaccini mRNA erano associati a un ridotto rischio di sviluppo orchite e/o epididimite (OR = 0,568; IC 95%: 0,497–0,649; p <0,0001), mentre i livelli di prolattina e testosterone erano significativamente più bassi dopo la vaccinazione con Gam-COVID-Vac nello studio di Elagin et al.

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Lo studio di Rozhivanov et al., condotto su uomini con normozoospermia e patozoospermia, ha concluso che la vaccinazione con Gam-COVID-Vac (Sputnik V) non ha avuto alcun effetto sui livelli di testosterone o sulla qualità dell’eiaculato.

Due studi che valutano l’impatto dei vaccini sulla fertilità tra uomini sottoposti a fecondazione in vitro o gestione dell’infertilità non hanno mostrato differenze prima e dopo la vaccinazione per quanto riguarda il volume, la concentrazione e la morfologia degli spermatozoi.

Le coppie sottoposte a fecondazione in vitro non hanno avuto cambiamenti significativi sui livelli medi di picco di estradiolo e progesterone, numero medio di ovociti, volume dello sperma, concentrazione o motilità degli spermatozoi prima e dopo i vaccini mRNA.

Il tasso di fecondabilità e il numero di gravidanze non hanno mostrato una significativa differenza tra le coppie vaccinate con qualsiasi tipo di vaccino rispetto a quelle non vaccinate.

Le meta -analisi dei sottogruppi basate sul tipo di vaccino non hanno mostrato differenze significative: tra vaccinati con vaccini mRNA e non vaccinati per quanto riguarda i tassi di gravidanza biochimica; pre e post vaccinazione con Gam-COVID-Vac per quanto riguarda i livelli di testosterone, FSH e LH; pre e post-vaccinazione con vaccini BNT162b2 per quanto riguarda i volumi spermatici.

In attesa di nuovi studi, condotti su una popolazione più rappresentativa della popolazione generale e non concentrati, come questo, su persone che si sottoponevano alla fecondazione in vitro, possiamo per il momento affermare che i vaccini per il Covid-19 preservano la funzione riproduttiva e, inoltre, gli uomini vaccinati hanno meno probabilità di sviluppare orchite e/o epididimite rispetto agli uomini non vaccinati.

Dr. Giuliana Proietti


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Fonte:

The impact of COVID-19 vaccines on fertility-A systematic review and meta-analysis,  D.Zaçe, E.La Gatta, L.Petrella, M.L.Di Pietro, https://doi.org/10.1016/j.vaccine.2022.09.019

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La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia
come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior

Di Dr. Giuliana Proietti

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona ● Attività libero professionale, prevalentemente online ● Saggista e Blogger ● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale ● Conduzione seminari di sviluppo personale ● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici ● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Sito personale: www.giulianaproietti.it La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior.

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