Infertilità, sessualità e vita di coppia
Infertilità sessualità e vita di coppia
Geografie Interiori - Conferenza del 21-02-2026
ANCONA FABRIANO TERNI CIVITANOVA MARCHE E ONLINE
Il percorso verso la genitorialità è spesso idealizzato come un momento naturale e spontaneo. Nella realtà, molte coppie si trovano a vivere difficoltà che mettono alla prova non solo la fertilità, ma anche la sessualità e la vita di coppia.
Da un lato, c’è l’infertilità, che nel mondo riguarda circa 50 milioni di coppie (Mascarenhas et al., 2012); dall’altro, c’è la cosiddetta “conception inefficiency”, una condizione in cui non è l’apparato riproduttivo a non funzionare, bensì è la relazione stessa a trasformarsi: il sesso diventa meccanico, poco piacevole e finalizzato solo alla procreazione, con un impatto negativo sul desiderio e sul benessere della coppia.
In entrambi i casi, le emozioni, le aspettative e i vissuti psicologici hanno un ruolo determinante. La pressione sociale, il confronto con chi è già genitore, la paura del tempo che passa e la medicalizzazione della sessualità rendono questo percorso complesso e carico di tensioni.
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Che cosa significa “conception inefficiency”?
Non è infertilità in senso medico, ma una riduzione delle probabilità di concepimento legata al calo del desiderio e alla perdita di spontaneità sessuale. Quando il sesso diventa un compito da svolgere nei “giorni giusti”, senza piacere né intimità, la coppia entra in un circolo vizioso: meno piacere significa meno rapporti soddisfacenti, e questo a sua volta riduce la possibilità di gravidanza.
Quali sono le cause principali dell’infertilità?
Le cause più comuni sono:
- mancata o irregolare ovulazione (20%)
- fattore tubarico (30%)
- difficoltà di migrazione degli spermatozoi (10%)
- fattore maschile (30%) (Brugo-Olmedo et al., 2001).
Non sempre, però, la diagnosi è chiara: nei casi di infertilità inspiegata, lo stress e la frustrazione possono aumentare ulteriormente, generando conflitti nella coppia.
Quanto incide il voler aspettare “il momento giusto”?
Nelle società occidentali, molte coppie scelgono di rimandare la genitorialità. Quando però il momento arriva, l’età biologica – soprattutto della donna – diventa un fattore rilevante. Dopo i 40 anni, il tempo sembra accelerare e cresce la paura di “perdere l’ultimo treno”. Se la decisione di posticipare è stata di uno solo dei partner, possono emergere tensioni e conflitti.
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Quali vissuti psicologici accompagnano l’infertilità?
Secondo Berg (2001), nel primo anno prevalgono ansia e disperazione; nel secondo si assiste a un calo di intensità, ma al terzo anno tali sentimenti ritornano con forza, spesso sfociando in depressione. Queste dinamiche ricordano il percorso di elaborazione di un trauma: inizialmente negazione, poi ansia e insicurezza, fino a sensazioni di perdita e dolore. Lo stress è alimentato dal confronto con gli altri: vivere in un mondo popolato da famiglie con figli accentua il senso di esclusione e anormalità.
Qual è l’impatto dell’infertilità sulla sessualità?
Studi hanno dimostrato che l’infertilità compromette la funzione sessuale, soprattutto quando la causa è femminile e in età inferiore ai 40 anni (Winkelman et al., 2016). Nelle donne infertili si riscontrano frequentemente disfunzioni sessuali legate allo stress (Facchin et al., 2019), mentre negli uomini si osserva un aumento di disfunzioni erettili, anche in assenza di cause organiche (Song et al., 2016).
Il sesso diventa un atto procreativo, simile a una procedura tecnica: conta il momento dell’eiaculazione, più che il desiderio o la qualità del rapporto. Questa visione riduce il piacere e aumenta il rischio di ansia da prestazione, soprattutto negli uomini.
Quanto diminuisce la vita sessuale nelle coppie infertili?
Secondo Möller (2001), durante i trattamenti contro l’infertilità il 56% delle coppie riduce significativamente la propria attività sessuale e il 22% arriva a considerare il sesso privo di senso. Inoltre, l’80% degli uomini infertili presenta disfunzioni erettili, almeno parzialmente di origine psicogena (de Boccard, 2006).
Quali differenze ci sono tra uomini e donne nella reazione all’infertilità?
Le donne vivono più spesso vergogna, senso di colpa e inferiorità (Möller, 2001). L’infertilità è percepita come una minaccia all’identità sessuale e femminile. Gli uomini tendono invece a reagire con rabbia o a collocare il problema sullo stesso piano di altri stress quotidiani, minimizzando. Questa differenza genera spesso incomprensioni: molte donne si sentono sole e poco sostenute, anche perché il tema dell’infertilità raramente viene condiviso con la famiglia o con gli amici.

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Quali effetti indesiderati hanno i trattamenti per l’infertilità?
I protocolli medici, oltre a richiedere tempo e risorse economiche, comportano effetti collaterali come affaticamento, disturbi ormonali, riduzione della libido, ansia, insonnia e aumento di peso. Nell’uomo si registra anche un aumento di disfunzioni erettili. La vita della coppia finisce spesso scandita dai cicli terapeutici, con un’altalena di speranze e delusioni che mina l’equilibrio emotivo.
Che ruolo ha il partner nella sessualità della donna infertile?
Ricerche hanno dimostrato che le donne con partner fertile mostrano maggiore interesse e assertività sessuale rispetto a quelle con partner sterile (Ghavi et al., 2017). Quando il partner è infertile, è più probabile che emergano comportamenti evitanti e un calo dell’intimità (Shahraki et al., 2018).
Come mantenere intimità e piacere nella ricerca di una gravidanza?
Alcuni suggerimenti pratici:
- Non dimenticare che la sessualità è parte integrante della relazione, non solo un mezzo per procreare.
- Coltivare momenti di intimità svincolati dall’ovulazione o dai trattamenti.
- Dare priorità alla coppia, riducendo distrazioni esterne.
- Avere rapporti regolari ogni 1–3 giorni: questo favorisce sia la qualità dello sperma che la probabilità di concepimento.
- Evitare rapporti dolorosi: il dolore indica assenza di eccitazione sufficiente.
Qual è il ruolo della terapia di coppia e sessuale?
L’infertilità è uno degli eventi più stressanti che una coppia possa affrontare (Leiblum, 1997). Un percorso terapeutico può aiutare a gestire le emozioni, prevenire l’isolamento, migliorare la comunicazione e recuperare la dimensione del piacere sessuale. Non è mai troppo tardi per iniziare: lavorare sul legame di coppia è un investimento che va oltre la gravidanza, proteggendo la relazione anche nel lungo termine.
Dr. Giuliana Proietti
Fonte principale:
Dr. Giuliana Proietti
Una presentazione sull'orgasmo femminile
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Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE TERNI e ONLINE
● Attività libero professionale, prevalentemente online
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.
Sito personale: www.giulianaproietti.it




