I flirt sul posto di lavoro
I flirt sul posto di lavoro
Quando si pensa al comportamento sessuale sul posto di lavoro, si pensa alle scappatelle, alle relazioni clandestine fra colleghi, ma anche ad aspetti molto più negativi, come le molestie sessuali. Marla Baskerville Watkins e colleghi hanno condotto delle ricerche sull’argomento ampliando la prospettiva, studiando cioè anche altri aspetti relativi al comportamento delle persone che lavorano insieme, come ad esempio il modo di proporsi agli altri, che implica spesso anche delle componenti sessuali.
Le donne comunicano la loro disponibilità sessuale soprattutto nel modo in cui scelgono i vestiti, si truccano e curano la loro immagine, mentre gli uomini tendono a mettere in atto i loro comportamenti sessuali attraverso atti di cavalleria verso le colleghe, rendendosi disponibili ad offrire loro dei favori. Sia gli uomini che le donne tendono ad utilizzare un terzo tipo di prestazioni: i complimenti.
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Watkins ed i suoi co-autori suggeriscono che l’obiettivo generale degli uomini è quello di massimizzare lo scambio di prestazioni sessuali, cioè sfruttare tutte le possibilità che si offrono loro, mentre le donne sembrano agire più tatticamente, per correggere lo squilibrio di potere che normalmente si trova nelle organizzazioni lavorative. Per esempio, le donne che lavorano in luoghi dove ci sono soprattutto uomini, adottano forme più strumentali della sessualità, usando il loro sex appeal per fare carriera e comunque per ottenere dei vantaggi.
Quando i comportamenti sessuali si fanno troppo espliciti tuttavia, essi lasciano il segno e le persone che li adottano rischiano di essere additate dai colleghi in modo sprezzante: le donne perché considerate poco di buono e gli uomini, specie se sono maldestri nell’approccio, come dei potenziali molestatori.
In base a questa ricerca tutti usano la loro sessualità nei rapporti con i colleghi, per cui non c’è una legge del tutto o niente: c’è chi esagera e chi rimane entro i limiti, ma tutti ne sono coinvolti.
Le risposte verranno pubblicate in una rivista scientifica e su www.clinicadellacoppia.it
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Del resto, la sessualità sul posto di lavoro non può essere completamente eliminata. Dicono infatti i ricercatori: “la realtà è che gli esseri umani sono esseri sessuali, per cui lavorare insieme per un’organizzazione non estingue magicamente il loro desiderio di esprimere la propria sessualità“. Piuttosto che adottare un approccio troppo rigido a tolleranza zero, Watkins e colleghi raccomandano invece ai datori di lavoro ed ai superiori, di pronunciarsi solo sui comportamenti che sono chiaramente fuori dai limiti.
Gli autori dello studio ammettono che la loro analisi è specificamente eteronormativa, cioè si concentra sulle norme e le interazioni di tipo eterosessuale, dal momento che quelle omosessuali sono in genere più scoraggiate sul luogo di lavoro, esplicitamente o implicitamente per cui, quando ci sono, esse sono pressoché invisibili (e dunque difficili da studiare).
Dr. Giuliana Proietti
Fonte: Marla Baskerville Watkins, Alexis Nicole Smith, & Karl Aquino (2013). The Use and Consequences of Strategic Sexual Performances The Academy of Management Perspectives, 27 (3), 173-186 DOI: 10.5465/amp.2010.0109
via Why we flirt at work: the performance perspective, BPS
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Ancona, Civitanova Marche, Fabriano, Terni, Online
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Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE TERNI e ONLINE
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● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.
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