Erotofobia, la paura di parlare di sesso
Erotofobia, la paura di parlare di sesso
Cosa significa “erotofobia”?
Il termine “erotofobia” (da non confondersi con eritrofobia o ereutofobia, paura di arrossire) viene dal nome del dio greco dell’amore, Eros e dal termine “fobia” che in greco significa “paura”.
Che cos’è l’erotofobia?
L’erotofobia è il timore di parlare di qualunque cosa che abbia a che fare con la sessualità o con l’erotismo.
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Cosa prova chi soffre di questo problema?
Tutte le fobie, indipendentemente da quale sia l’oggetto o le circostanze temute, causano ansia e stress a chi ne soffre, e l’erotofobia non fa eccezione. Chi soffre di questo problema prova sensi di colpa e di imbarazzo riguardo alla sessualità ed evita di parlare di qualunque tema sessuale. La stessa reazione si ripresenta nella visione in pubblico di materiale sessualmente esplicito, come la pornografia.
Se la situazione temuta può sembrare, ad alcune persone, ridicola o sciocca, la persona che soffre di erotofobia sa fin troppo bene che l’ansia che si sperimenta è reale e molto disturbante.
Chi ne soffre comprende che si tratta di una paura irrazionale?
Certamente, la maggior parte delle persone che soffrono di erotofobia riconosce che la loro paura è “irrazionale” ma continua a sperimentarla, indipendentemente da questa conoscenza.
Quando si manifesta questa fobia?
L’erotofobia è un problema persistente: comporta dunque notevoli difficoltà sociali a chi ne soffre, quando nella conversazione ci si imbatte in storie o domande che riguardano la vita sessuale. Questo tipo di fobia induce chi ne soffre ad isolarsi socialmente e a sviluppare difficoltà di comunicazione con l’altro sesso, tanto da non riuscire spesso a stabilire una relazione sentimentale o sessuale.

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Che effetto produce la fobia nei rapporti sociali?
I sintomi dell’erotofobia sono generalmente automatici e incontrollabili, il che spesso porta a misure estreme per evitare l’oggetto o la situazione temuta: i cosiddetti comportamenti di “sicurezza” o di “evitamento”. Lo stato di allerta permanente prodotto dai sintomi porta il fobico a perdere la sua neutralità nei contatti sociali, perché teme un’imminente incursione nella conversazione di temi che potrebbero imbarazzarlo (rapporto sessuale, vagina, pene, ecc.).
Da cosa dipende questa fobia?
L’erotofobia può essere il risultato di esperienze emotive negative che possono essere collegate direttamente o indirettamente all’oggetto, o alla paura situazionale.
Questi soggetti provano avversione verso il sesso?
Non sempre. Si tratta di una reazione ansiosa rispetto a precedenti esperienze o insegnamenti.
Quanto dura questa fobia?
Può durare anche molto a lungo: i sintomi spesso vengono “normalizzati” e “accettati” come una condizione limitante nella propria vita, per cui “si impara a conviverci”. In alcuni casi, l’erotofobia può peggiorare nel tempo, portando a comportamenti di sicurezza sempre più sofisticati.

Il percorso terapeutico è pensato per accogliere le specificità delle relazioni LGBTQIA+, valorizzando la pluralità dei legami affettivi e promuovendo benessere, comunicazione e intimità condivisa.
Si può curare l’erotofobia?
Si. La buona notizia è che la stragrande maggioranza delle persone che soffrono di erotofobia potrà superare il problema con una psicoterapia.
Dr. Walter La Gatta
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