Il desiderio sessuale nell’età anziana: cosa cambia davvero?
Il desiderio sessuale nell’età anziana: cosa cambia davvero?
La sessualità accompagna ogni fase della vita. Tuttavia, con l’avanzare dell’età, molte persone si chiedono se il desiderio sessuale e l’attività erotica diminuiscano in modo inevitabile. Una ricerca di Kontula e Haavio-Mannila (2009) offre una prospettiva ampia e complessa su questo tema, mostrando che i cambiamenti legati all’età non sono solo biologici, ma coinvolgono anche aspetti psicologici, relazionali e sociali.
Cerchiamo allora di comprendere meglio come evolve la sessualità nel corso degli anni.
Il desiderio sessuale diminuisce inevitabilmente con l’età?
Non necessariamente. Lo studio citato mostra che “l’età biologica influisce sul desiderio sessuale solo in parte”. Quando si tengono in considerazione altri fattori – come la salute fisica, la qualità della relazione, l’autostima sessuale e le esperienze positive passate – l’effetto dell’età sul desiderio tende a scomparire.
In altre parole, ciò che cambia non è tanto la “capacità di desiderare”, quanto le condizioni che favoriscono o inibiscono il desiderio. La salute, il benessere psicologico e il legame emotivo con il/la partner risultano determinanti e più importanti dell’età anagrafica.
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E l’attività sessuale? Anche quella cala con il tempo?
Sì, la frequenza dei rapporti sessuali tende a diminuire con l’età, ma questo calo non compromette necessariamente la soddisfazione o la qualità della relazione.
A 70 anni, ad esempio, circa un quarto degli uomini e un decimo delle donne riferiscono di avere rapporti sessuali almeno una volta a settimana, mentre una quota simile non ha rapporti da più di un anno. Tuttavia, molti continuano a vivere la sessualità come forma di affetto, intimità e comunicazione, anche in assenza di attività sessuale regolare.
Il significato del sesso, quindi, si trasforma: diventa meno centrato sulla prestazione e più sull’intimità emotiva.
Quali sono i principali fattori che influenzano il desiderio sessuale in età avanzata?
Vi sono tre grandi categorie di fattori:
- Fattori Biologici – variazioni ormonali, problemi di salute cronici (come ipertensione, diabete, artrite o malattie cardiovascolari) e effetti collaterali dei farmaci possono ridurre la risposta sessuale.
- Psicologici – autostima, immagine corporea, emozioni e capacità di immaginazione erotica influenzano fortemente la motivazione sessuale.
- Sociali e relazionali – la presenza o meno di un partner, la qualità della comunicazione nella coppia, le norme culturali e le convinzioni religiose possono favorire o inibire l’espressione del desiderio.
In sintesi, il desiderio sessuale in età adulta è un fenomeno bio-psico-sociale, che non può essere spiegato da un solo fattore.
Ci sono differenze tra uomini e donne?
Sì. Gli uomini mantengono, in media, una maggiore frequenza di rapporti sessuali, soprattutto perché è più probabile che abbiano una partner stabile anche dopo i 60 anni.
Le donne, invece, sperimentano più spesso un calo del desiderio, ma questo è fortemente legato al contesto relazionale. La ricerca mostra che il desiderio femminile è più sensibile alla qualità della relazione e alla comunicazione emotiva, mentre quello maschile è più influenzato dalla salute fisica e dal funzionamento sessuale.
Inoltre, la vedovanza o l’assenza di partner incidono in modo marcato sull’interesse sessuale delle donne anziane.
Il desiderio si riduce nei rapporti di lunga durata?
In parte sì, ma non per tutti. Nelle coppie insieme da oltre 40 anni, la frequenza dei rapporti sessuali si riduce, specialmente per le donne, ma la qualità della relazione e la felicità di coppia restano alte.
Solo una minoranza riferisce insoddisfazione. La diminuzione del desiderio, infatti, non coincide con una diminuzione della felicità relazionale. Per molti, l’intimità assume nuove forme: gesti di tenerezza, vicinanza fisica e affetto quotidiano diventano più importanti della frequenza del rapporto.
Quali sono i fattori che proteggono il desiderio e la soddisfazione sessuale?
Vi sono alcuni “predittori positivi” di vitalità sessuale anche in età avanzata e sono i seguenti:
- buona salute fisica,
- autostima sessuale elevata,
- esperienze sessuali passate gratificanti,
- considerare la sessualità importante nella relazione di coppia,
- un/una partner sessualmente competente e attento/a,
- una relazione in cui è possibile mantenere desiderio e distanza, come nel caso delle coppie “LAT” (living apart together, cioè le persone che pur essendo in una relazione stabile, preferiscono non vivere insieme).
Questi elementi sembrano contribuire al mantenimento di una motivazione sessuale attiva nel tempo.
Come cambia il significato della sessualità con l’invecchiamento?
Le persone anziane considerano il sesso meno importante per la felicità della coppia, ma continuano a dare grande valore al contatto fisico, alla tenerezza e alla comunicazione.
La maturità, l’accettazione di sé e la capacità di intimità diventano centrali per vivere una sessualità soddisfacente.
Cosa può fare la psicologia per sostenere la sessualità nella terza età?
La psicologia può aiutare a superare i tabù e i pregiudizi che spesso circondano la sessualità senile.
Molti anziani interiorizzano l’idea che la sessualità “non appartenga più alla loro età”. In realtà continuare a mantenere un interesse e una vita sessuale attiva può avere effetti terapeutici, migliorando l’umore, l’autostima e la qualità della vita.
Dr. Walter La Gatta
Saluto del Centro Italiano di Sessuologia
Fonte principale
Kontula, O., & Haavio-Mannila, E. (2009). The impact of aging on human sexual activity and sexual desire. Journal of Sex Research, 46(1), 46–56. https://doi.org/10.1080/00224490802624414
💬 Spazio di riflessione e pratica
Un momento per ascoltare se stessi
🌸 Esercizio 1 – Riscoprire la curiosità
Scrivere tre esperienze, ricordi o momenti della vita in cui ci si è sentiti vitali, sensuali o desiderati.
Non devono riguardare per forza la sessualità: può trattarsi anche di un abbraccio, un paesaggio, una danza.
Domanda guida: cosa accomuna quei momenti? Cosa posso reintrodurre nella mia quotidianità?
💞 Esercizio 2 – Il dialogo del desiderio
Con il/la partner, condividere una frase che inizia con “Mi piacerebbe che…” e una che inizia con “Mi sento desiderato/a quando…”.
Piccole parole aprono spazi di intimità che spesso restano inespressi.
🧘♀️ Esercizio 3 – Ascoltare il corpo
Dedica cinque minuti al giorno a un rituale corporeo: respirare lentamente, percepire la pelle, sentire la temperatura, il ritmo del respiro.
Il corpo è il primo linguaggio del desiderio.
✨ Proposito della settimana
Ogni mattina, guardarsi allo specchio e scegliere un gesto gentile verso di sé.
Il desiderio nasce anche dall’autostima e dal sentirsi degni di piacere.
Questi esercizi non sostituiscono un percorso terapeutico, ma possono aiutare ad allenare la consapevolezza corporea ed emotiva.
Un test di coppia è un viaggio nel cuore dell’altro,
una domanda alla volta.
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