• 24 Maggio 2024 22:10

Clinica della Coppia

Che l'amore è tutto è tutto quello che sappiamo dell'amore. Emily Dickinson

Lo scarso desiderio sessuale è un problema? Perché? Per chi? 

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Il desiderio sessuale è innato?

Nelle visioni classiche della sessualità, il desiderio sessuale è considerato una parte innata e universale della biologia umana: si presume che sia presente in tutte le persone, così come negli animali. Guidati da questo presupposto, gli approcci medici hanno inquadrato il desiderio sessuale come risultato di processi fisiologici essenziali per il funzionamento e la sopravvivenza di esseri umani “normali”. Di conseguenza, un desiderio “scarso” viene visto come una disfunzione (Tiefer, 2004 ).

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Lo scarso desiderio sessuale può essere considerato una disfunzione biologica individualizzata?

E’ ciò che avviene, ad esempio, nel Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM-5; American Psychiatric Association, 2013 ), il quale parla di “Disturbo dell’interesse e dell’eccitazione femminile” come di “una mancanza o una diminuzione dell’interesse nell’attività sessuale e nei pensieri erotici e/o la mancanza di reazione alla stimolazione sessuale, mentale o emotiva (soggettiva) e/o fisica”.

A chi potrebbe convenire considerare lo scarso desiderio come una patologia?

Se la disfunzione viene considerata biologica (cioè medica), questo chiama sicuramente in campo l’interesse delle aziende farmaceutiche, che possono guadagnare producendo un farmaco che cura la disfunzione. Forse non sorprende che coloro che definiscono i criteri del DSM-5 per le disfunzioni sessuali a volte abbiano forti legami con l’industria farmaceutica o che questa industria abbia investito milioni di dollari per produrre una sorta di Viagra al femminile (Meixel et al., 2015 ).

Quanto contano le dinamiche interpersonali all’interno di una data relazione in relazione allo scarso desiderio?

Moltissimo. Ad esempio, le linee guida diagnostiche del DSM-5 per il disturbo di interesse/eccitazione stabiliscono che, prima di fare questo tipo di diagnosi occorre considerare anche:

  • i fattori legati al partner (p. es., i problemi sessuali del partner, lo stato di salute del partner),
  • i fattori di relazione (p. es., scarsa comunicazione),
  • i fattori di vulnerabilità individuale
  • i fattori di stress ( es., abuso emotivo, perdita del lavoro)
  • i fattori medici

L’introduzione di queste linee guida è certamente un miglioramento rispetto alle versioni precedenti del DSM, che non includevano la valutazione di queste correlazioni non mediche, ma in ogni caso la diagnosi finale riguarda ancora l’individuo e non la coppia.

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Perché sono sempre le donne ad avere un desiderio sessuale troppo basso?

E’ un modello fin troppo comune e fin troppo frequente che, nelle relazioni di coppia, siano più le donne che gli uomini ad avere un desiderio sessuale “troppo basso”, tanto da essere considerato una disfunzione tipica della donna.

Questo modello è sospetto perché il numero di donne che riferiscono uno scarso desiderio è veramente alto,  tanto che sembra più una regola che non un’eccezione.

È sospetto, inoltre, che le molte donne che riferiscono di avere uno scarso desiderio sessuale descrivano problemi di relazione generalmente molto simili a quelli che affrontano altre donne con scarso desiderio sessuale (Sims & Meana, 2010 ; Trudel et al., 2001).

Cos’è il desiderio sessuale?

Il desiderio sessuale è spesso inquadrato come un impulso naturale, specialmente verso l’esperienza dell’orgasmo o del piacere genitale e corporeo (Basson, 2002a ; DeLamater & Hyde, 1998 ; Jackson & Scott, 2002 ; Tiefer, 2004 ; Tolman & Diamond, 2001 ; Wood et al. , 2006). Come accennato in precedenza, questa spinta al piacere è in gran parte innata, si verifica all’interno degli organismi e riflette meccanismi interni e fisiologici.

Questa visione, tuttavia, fa sembrare che il desiderio avvenga spontaneamente all’interno del corpo, senza avere bisogno di stimoli esterni: la sessualità è ampiamente intesa come un ciclo che inizia con il desiderio, che porta ad attività sessuali, le quali portano eccitazione e, infine, portano all’orgasmo (Masters & Johnson, 1966 ).

Ci sono approcci che superano la teoria della risposta sessuale di Masters e Johnson?

Si: approcci più moderni inquadrano il desiderio sessuale in vari modi.
Uno è che il desiderio possa essere una risposta al piacere e non viceversa (Basson, 2001a , 2001b , 2002b ).
Un altro è che il desiderio sessuale sia multiforme e rifletta non solo il desiderio di orgasmo o di piacere corporeo, ma anche altri desideri, come quello di vicinanza, potere, rilassamento, ecc.
(Chadwick et al., 2017a, 2017b; Goldhammer & McCabe, 2011 ; Mark et al . , 2014 ; Raisanen et al., 2018 ; van Anders, 2012 , 2013 ; van Anders et al., 2011).

Con il concetto di desiderio multiforme, si può anche affermare che il desiderio possa essere di coppia o solitario, variare di grado e tipologia, e che la sua presenza o assenza non sia né naturale né innaturale, ma rifletta semplicemente una serie di fattori situazionali e psicologici.


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Cosa è il modello di motivazione incentivante?

Il modello di motivazione incentivante (Toates, 2009 ) sostiene che l’eccitazione e il desiderio sessuale siano influenzati da fattori contestuali, sorgano simultaneamente e si rafforzino a vicenda. Questo modello sottolinea l’importanza di segnali sessuali rilevanti (o competenti) per suscitare l’eccitazione. Quindi, i problemi del desiderio femminile potrebbero essere ricondotti anche a stimoli inefficaci nella vita della donna.

Si può misurare il desiderio sessuale?

I ricercatori hanno tentato di misurare il desiderio sessuale in vari modi. Ad esempio, il Female Sexual Function Index (FSFI) si concentra sulla frequenza e l’intensità del “sentire il desiderio sessuale” (Rosen et al., 2000 ), mentre il Changes in Sexual Functioning Questionnaire utilizza una valutazione multidimensionale della frequenza sessuale, frequenza delle fantasie, piacere nel vedere materiale erotico o quando si pensa al sesso (Clayton, McGarvey & Clavet, 1997 ). Il Sexual Desire Inventory (SDI; Spector et al., 1996) separa il desiderio sessuale in diadico (cioè il desiderio di un’attività sessuale in coppia) e in solitario (cioè il desiderio di autoerotismo) e valuta questi items attraverso domande relative alla frequenza con cui gli individui avrebbero voluto impegnarsi in attività sessuali, diadiche o solitarie, la frequenza dei pensieri sessuali degli individui e la forza e l’importanza del desiderio sessuale nell’ultimo mese.

Cos’è un desiderio sessuale “scarso”?

Dato che il desiderio sessuale di per sé non ha una definizione universalmente accettata, ne consegue che nemmeno il desiderio “scarso” abbia una definizione universalmente accettata, sebbene possa essere inteso come desiderio inferiore a un certo limite. Tale limite, ovviamente, è fissato soggettivamente poiché non esiste una demarcazione naturale tra il desiderio “scarso” all’interno di intervalli ritenuti normativi o tipici (Richgels, 1992 ; Tolman & Diamond, 2001 ; Wood et al., 2006 ).

È interessante notare, tuttavia, che la determinazione della scarsità di desiderio non sia un processo neutrale rispetto al genere: il limite, infatti, è spesso impostato prendendo il partner maschile come punto di riferimento (Ling & Kasket, 2016; Richgels , 1992 ; Tiefer, 2000a ; Wood et al., 2006 ).  Di conseguenza, quando una donna sperimenta un desiderio inferiore rispetto a un partner maschile, il suo desiderio viene spesso etichettato come “scarso”.

Nella situazione inversa, gli uomini sono ancora il punto di riferimento: nel caso di un uomo che riferisca un desiderio inferiore rispetto a una partner donna, è quasi sicuro che il desiderio della donna venga definito come “troppo alto”,  piuttosto che il desiderio dell’uomo venga definito come troppo basso (Crawford & Popp, 2003; Farvid et al., 2016 ; Tolmann, 1994 ; Widermann, 2005 ). Ciò evidenzia la soggettività di genere inerente alle concettualizzazioni del desiderio “scarso”, dove il desiderio “scarso” è spesso visto come facente parte non solo dei corpi, ma dei corpi delle donne, rispetto ai desideri degli uomini.

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Quante donne sono interessate alla mancanza di desiderio sessuale?

Si riporta che circa il 30% delle donne sperimenti scarso desiderio (Fugl-Meyer & Fugl-Meyer, 2002 ; Laumann et al., 2005 ) con stime che vanno dal 10,2% fino al 55% (Mercer et al., 2003 ; Witting et al ., 2008 ).
Per gli uomini, i numeri vanno dall’1 al 28% (Brotto, 2010a , 2010b ; Frank et al., 1978 ; Laumann et al., 1999 , 2005 ; Lindau et al., 2007 ).

Lo scarso desiderio sessuale è sempre patologico? 

Lo scarso desiderio è tipicamente visto come un problema che risiede nei corpi delle persone, di solito nelle donne, in parte perché il desiderio sessuale è visto come un universale naturale e umano. Vedere lo scarso desiderio sessuale come una patologia ignora anzitutto che il desiderio sessuale delle persone è variabile (Ridley et al., 2006 ) e che molte fasi della vita coinvolgono, o addirittura sono caratterizzate da, scarso desiderio sessuale (Dawson & Chivers, 2014).

Quando lo scarso desiderio sessuale può definirsi patologico in una donna?

Secondo il DSM-5 il Disturbo del desiderio sessuale e dell’eccitazione sessuale femminile si ha quando vi è mancanza, o significativa riduzione, di desiderio/eccitazione sessuale, come manifestato da almeno 3 dei seguenti problemi:

• Assente o ridotto interesse per l’attività sessuale;
• Assenti o ridotti pensieri o fantasie sessuali/erotiche;
• Nessuna iniziativa di attività sessuale e nessuna risposta ai tentativi da parte del partner;
• Assente o ridotto piacere ed eccitazione sessuale durante l’attività sessuale;
• Il desiderio non è scatenato da alcuno stimolo sessuale;
• Assenti o ridotti cambiamenti genitali e/o non-genitali durante l’attività sessuale.

B. I sintomi sono protratti come minimo da circa 6 mesi
C. Il problema causa disagio clinicamente significativo o impedimenti;
D. La disfunzione sessuale non è meglio giustificata da un altro disturbo di asse I e non è dovuto esclusivamente agli effetti fisiologici diretti di una sostanza o a una condizione medica generale.

Come si vede, uno dei motivi per cui lo scarso desiderio sessuale nelle donne può essere considerato patologico è perché le donne riferiscono di provare disagio per questo motivo. La domanda da porsi è : quanto, gli uomini che vogliono fare sesso  e che si sentono ostacolati dalla mancanza di desiderio sessuale della donna, incidono su questo disagio?


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E’ vero che le donne sono più interessate al sesso prima della convivenza o del matrimonio?

Le donne segnalano effettivamente una diminuzione del desiderio con la convivenza o con il matrimonio  (Murray & Milhausen, 2012 ), ma perché non pensare a qualche problema che si verifica nella relazione, piuttosto che necessariamente al corpo della donna?

Ad esempio, quando la coppia inizia a vivere insieme, la maggior parte delle donne resta delusa per la mancanza di partecipazione degli uomini ai lavori domestici (Baker, 2012; Baxter ,2005 ; Baxter et al., 2008 ; Davis et al., 2007 ; Shelton & John, 1993 ). La promessa fallita degli uomini di pratiche di collaborazione eque potrebbe avere un impatto molto negativo sul desiderio delle donne. Sostenere, in questi contesti, che lo scarso desiderio sia un problema all’interno delle donne elude la necessità di prestare attenzione anche alle dinamiche e alle disuguaglianze all’interno della coppia.

Quali sono gli approcci biomedici allo scarso desiderio sessuale femminile?

Gli approcci biomedici allo scarso desiderio nelle donne tendono a concentrarsi sugli ormoni, in particolare sugli androgeni come il testosterone. Gli androgeni sono una classe di ormoni steroidei rilasciati dai testicoli e dalle ovaie, così come dalla ghiandola surrenale (meglio nota per lo stress e il cortisolo) e altro ancora.

Si presume che il testosterone causi lo scarso desiderio, probabilmente perché i ricercatori hanno a lungo analizzato fenomeni comportamentali in cui gli uomini ottengono punteggi più alti rispetto alle donne (Karkazis & Jordan-Young, 2015; van Anders, 2013 ). In realtà il testosterone è legato al desiderio in modi complessi e sfumati (Chadwick et al., 2017b ; Hintikka et al., 2009 ; Jockenhövel et al.,2009 ; Raisanen et al., 2018 ; van Anders, 2012 ; van Anders et al., 2011 ), ma non spiega né le differenze di genere/sesso nel desiderio, né lo scarso desiderio nelle donne con diagnosi clinica di desiderio ipoattivo (Basson et al., 2010; Davis , 2005 ; Raisanen et al., 2018 ; Schreiner -Engel et al., 1989 ; van Anders, 2012 ; van Anders & Dunn, 2009 ; van Anders et al., 2007a , 2014 ).

I ricercatori hanno anche esaminato altre cause biomediche, prendendo in considerazione gli estrogeni (Cappelletti & Wallen, 2016 ). Altri si sono rivolti ai neurotrasmettitori, come il farmaco Flibanserin, la famosa “pillola rosa” (Jaspers et al., 2016 ). La flibanserina aumenta i livelli di dopamina e norepinefrina, che si pensa aumentino l’eccitazione sessuale, e diminuisce la serotonina, che si pensa inibisca l’eccitazione sessuale (Pfaus, 2009 ; Stahl et al., 2011 ). Tuttavia, ci sono poche prove a sostegno di questi fattori biomedici come trattamenti efficaci o come cause di scarso desiderio sessuale.

I ricercatori che studiano gli estrogeni li hanno generalmente caratterizzati come correlati alla lubrificazione vaginale o alla vasocongestione, piuttosto che al desiderio (Sarrel, 1998; Shen et al., 1999 ). Inoltre, è stato dimostrato che farmaci come Flibanserin hanno effetti davvero minimi rispetto agli standard clinici o della vita reale: un evento sessuale soddisfacente ogni due mesi e un aumento di 0,3 del desiderio auto-riferito su una scala a 5 punti (Jaspers et al., 2016 ).

Le “correzioni biologiche” dello scarso desiderio sessuale femminile non funzionano, tuttavia la convinzione che il desiderio sessuale sia causato da cause biologiche rimane inalterata: perché? Uno dei motivi è che la biologia per molti sembra essere la vera e unica causa di tutti i fenomeni umani (Fausto-Sterling, 2000 ; van Anders, 2014 ). Un altro è che i dati empirici che non supportano lo status quo vengono spesso ignorati (alcuni lo hanno definito un “imbarazzante surplus di conoscenza”) (Fujimura, 2006).

Naturalmente, non si vuole dire che la biologia non abbia nulla a che fare con il desiderio sessuale; la critica riguarda gli approcci biomedici che posizionano il desiderio come un fenomeno innato.

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La terapia psicologica è più adatta per lo scarso desiderio sessuale?

Sembra di si. Questi metodi mostrano un certo successo, a differenza degli approcci biomedici. Ad esempio, la terapia basata sulla consapevolezza implica saper coltivare abilità per aumentare l’attenzione al momento presente e sviluppare un’accettazione non giudicante e compassionevole delle proprie esperienze attuali. Diversi studi non controllati hanno valutato la consapevolezza come trattamento per lo scarso desiderio sessuale e una meta-analisi ha mostrato effetti da moderati a elevati.  (Stephenson & Kerth, 2017).

I ricercatori hanno teorizzato che la terapia basata sulla consapevolezza possa migliorare il desiderio sessuale delle donne perché l’attenzione e l’accettazione del momento presente (elementi fondamentali della consapevolezza) riducono i comportamenti cognitivi che inibiscono l’eccitazione e il desiderio (Brotto et al., 2016; Brotto & Basson, 2014 ; Leavitt et al., 2021 ; Pepping et al., 2018); in particolare, molti di questi comportamenti cognitivi sono collegati alle aspettative di genere per le donne. Ad esempio, la terapia basata sulla consapevolezza può aiutare a ridurre la tendenza all’autocritica, che è essa stessa collegata alle pressioni culturali affinché le donne soddisfino standard di bellezza irraggiungibili (Fredrickson & Roberts, 1997; Schick et al., 2010; Woertman & Brink , 2012 ) .

La terapia basata sulla consapevolezza può anche ridurre la tendenza delle donne a valutare la loro reattività sessuale, che è legata ai copioni sessuali di genere secondo cui le donne devono provare eccitazione e piacere, altrimenti non riescono a soddisfare i partner maschili (Cacchioni, 2007; Frith , 2013 ; Nicolson & Burr, 2003 ; Nobre & Pinto-Gouveia, 2008).

La terapia basata sulla consapevolezza può anche ridurre la tendenza delle donne a seguire pensieri che distraggono durante il sesso, molti dei quali si riferiscono agli ampi elenchi di compiti che derivano da ruoli di genere prescrittivi per le donne (es. pensare alla casa, al mangiare, ai figli, ecc.) (Bodenmann et al., 2006; Hamilton & Julian, 2014; Hochschild & Machung , 1989 ; Sims & Meana, 2010 ).

La terapia basata sulla consapevolezza, dunque, può essere un trattamento efficace, non perché risolva i problemi psicologici delle donne, innati o meno, ma perché permette di affrontare gli effetti collaterali negativi degli eventi che modellano maggiormente la vita delle donne.

La terapia di coppia quanto può aiutare?

La terapia psicologica ha utilizzato anche la terapia di coppia per affrontare lo scarso desiderio delle donne in coppia con uomini. Una strategia particolarmente efficace per trattare lo scarso desiderio delle donne attraverso la terapia di coppia è l’uso della terapia cognitivo comportamentale (CBT) (Günzler & Berner, 2012 ).

La CBT affronta i pensieri disadattivi e i comportamenti di evitamento.  Nel caso del desiderio ipoattivo nelle donne di solito implica l’addestramento comportamentale per migliorare la comunicazione tra i partner, aumentare l’intimità e le abilità sessuali e ridurre l’ansia sessuale e da prestazione.

Una meta-analisi di approcci prevalentemente per lo scarso desiderio (Frühauf et al., 2013 ) ha rilevato una dimensione complessiva dell’effetto della terapia di coppia CBT come migliore rispetto alla lista d’attesa o ad altri trattamenti (Cohen’s d = 0,91).

La terapia di coppia, inoltre, non si limita a prendere in considerazione la donna, ma si interessa delle dinamiche relazionali della coppia.

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Quali preoccupazioni portano le donne ad avere problemi di desiderio?

Uno studio ha scoperto che le preoccupazioni sono principalmente le seguenti: ansia per le reazioni negative dei partner ai rifiuti sessuali, mancanza di piacere sessuale,  sentimenti di colpa e vergogna sessuale, sensazione di essere trattate come oggetti sessuali  (Trudel et al. al., 2001; Widermann, 2005 ).

Cosa si può concludere riguardo alle terapie in uso?

Si può concludere che gli approcci biomedici mostrano che il basso desiderio non è causato dal corpo disfunzionale delle donne, nonostante la credenza comune che il desiderio sessuale sia un bisogno spontaneo e naturale guidato da ormoni o altri parametri fisiologici.

Al contrario, il relativo successo di alcuni approcci di terapia psicologica nel trattare lo scarso desiderio nelle donne mostra che lo scarso desiderio è soprattutto connesso ai processi psicologici degli individui e/o alle dinamiche interpersonali nella relazione.

Dr. Giuliana Proietti

Terapie Online Giuliana Proietti

Adattato da:
van Anders, S.M., Herbenick, D., Brotto, L.A. et al. The Heteronormativity Theory of Low Sexual Desire in Women Partnered with Men. Arch Sex Behav 51, 391–415 (2022). https://doi.org/10.1007/s10508-021-02100-x

Foto di Ajay kumar Singh da Pixabay

Di Dr. Giuliana Proietti

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona ● Attività libero professionale, prevalentemente online ● Saggista e Blogger ● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale ● Conduzione seminari di sviluppo personale ● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici ● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Sito personale: www.giulianaproietti.it La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior.

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