• 20 Giugno 2024 9:01

Clinica della Coppia

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La mascolinità tossica e la vita sessuale

La mascolinità tossica

La mascolinità tossica e la vita sessuale

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Cosa si intende per “mascolinità tossica”?

Per mascolinità tossica si intende l’insieme di norme e aspettative culturali si riferiscono a una definizione ristretta e dannosa di virilità.

In che cosa consiste, esattamente?

La mascolinità tossica consiste soprattutto in una serie di comportamenti e atteggiamenti che rafforzano le nozioni stereotipate sulla virilità, come ad esempio la capacità di  reprimere le emozioni, rifiutare le proprie fragilità, come ad esempio il desiderio di piangere o la tristezza,  e mostrarsi  sempre attivi, aggressivi, tenaci, audaci e dominanti.

La mascolinità tossica implica spesso anche dei comportamenti misogini, omofobi e violenti.

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Queste aspettative sulla virilità possono danneggiare la salute mentale degli uomini?

Si, e non solo: queste aspettative possono essere dannose anche per le persone che interagiscono con questo tipo di uomini.

Questa adesione alle norme stereotipate della virilità può influire sul comportamento sessuale degli uomini?

Si. In uno studio pubblicato sul Journal of Social Psychology (Hammer, J. H., Parent, M. C., & Spiker, D. A. 2018) , i ricercatori hanno scoperto che l’adesione alle norme maschili tradizionali è associata a una minore espressività emotiva nelle relazioni e a una comunicazione sessuale più scarsa.

In che modo queste norme convenzionali sulla virilità influenzano la vita sessuale?

Un aspetto chiave è la pressione sugli uomini affinché si conformino a uno standard rigido e irrealistico di prestazione sessuale. L’aspettativa che gli uomini siano sempre sessualmente pronti, sicuri, assertivi può creare ansia e stress legato alle prestazioni. Questa pressione può portare a disfunzioni sessuali, comprese difficoltà nel raggiungere o mantenere un’erezione (disfunzione erettile) e/o ridotta soddisfazione sessuale.

Inoltre, lo scoraggiamento dell’espressione emotiva, che deriva da questa “mascolinità tossica” può ostacolare lo sviluppo dell’intimità emotiva nella relazione di coppia, influenzando la soddisfazione sessuale complessiva.

Uno studio pubblicato su Archives of Sexual Behavior (Mark, K. P., Jozkowski, K. N., & Willoughby, J. F. 2011).  ha rilevato che gli uomini che aderivano fortemente ai ruoli di genere tradizionali riportavano livelli più bassi di intimità emotiva nelle loro relazioni, correlati anche a una minore soddisfazione sessuale.

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La mascolinità tossica può incidere anche sulla salute maschile?

Si. La ricerca suggerisce che la pressione culturale affinché gli uomini siano stoici e autosufficienti può anche abbreviare la durata della loro vita, rendendoli meno propensi a discutere dei problemi di salute con i loro medici. (Horowitz, Kate, 2016), Ellis, Marie, 2016). Inoltre, gli uomini interessati a questa mascolinità tossica hanno una maggiore probabilità di morte violenta e di disturbi come il cancro ai polmoni e la cirrosi epatica. (Kirby, 2019)

La mascolinità tossica può incidere anche sulla violenza domestica?

Si, in quanto può contribuire alla perpetuazione della violenza sessuale e della coercizione (Murnen, S. K., Wright, C., & Kaluzny, G. 2002). L’enfasi sulla dominanza e sul controllo può portare a un’inclinazione verso un comportamento aggressivo negli incontri sessuali e a un possibile disprezzo per il consenso, da parte della donna.

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Cosa si può fare per aiutare gli uomini a superare l’impatto della mascolinità tossica nelle loro relazioni?

Affrontare l’impatto della mascolinità tossica sul funzionamento sessuale richiede un approccio olistico. In primis è bene incoraggiare conversazioni aperte sulle norme di genere e promuovere ambienti in cui gli uomini si sentano a proprio agio nell’esprimere una gamma completa di emozioni senza sentire disagio per questo.

Può essere di aiuto il sostegno di un terapeuta, che fornisca anche una sorta di psicoeducazione alla relazione sana, in modo da aiutare l’uomo a scollarsi di dosso questi stereotipi che lo imprigionano nel ruolo del macho.

Cosa si può fare, a livello sociale?

A livello sociale è essenziale promuovere modelli di ruolo positivi e rappresentazioni della mascolinità che abbraccino anche la vulnerabilità e l’espressione emotiva. I media, la cultura popolare e le istituzioni educative possono svolgere un ruolo vitale nel plasmare le percezioni della società e si possono compiere sforzi per ridefinire e ampliare il concetto di mascolinità.

La società deve impegnarsi per smantellare queste aspettative dannose che ancora hanno molti uomini, ed anche molte donne.

Il dialogo aperto, la psicoeducazione, soprattutto dei più giovani, può portare a un cambiamento culturale, verso una definizione di mascolinità più inclusiva e più sana, che possono promuovere un cambiamento positivo degli uomini, anche sul piano della relazione sessuale.




Chi ha parlato per primo di “mascolinità tossica”?

Il concetto è stato originariamente utilizzato da autori associati al movimento maschile mitopoietico, come Shepherd Bliss.

Cosa è il movimento maschile mitopoietico?

E’ un movimento maschile New Age, attivo soprattutto negli ultimi decenni del secolo scorso, che si ispirava alle teorie psicoanalitiche di Jung e che svolgeva seminari terapeutici di auto-mutuo-aiuto attraverso ritiri nella natura selvaggia, spesso utilizzando rituali dei nativi americani come tamburi e canti.

Cosa dicevano gli esponenti di questo movimento?

Questi autori contrapponevano le nozioni stereotipate di mascolinità con una mascolinità “reale” o “profonda”, con la quale secondo loro gli uomini avevano perso il contatto nella società moderna.

Questo movimento maschile è stato accettato facilmente dai più tradizionalisti?

Assolutamente no: il concetto di mascolinità tossica è stato anzi molto criticato da scrittori e autori conservatori che lo vedevano come una condanna indebita della mascolinità tradizionale.

Nel gennaio 2019, commentatori politici conservatori hanno criticato le nuove linee guida dell’American Psychological Association per aver messo in guardia sui danni associati alle ideologie della “mascolinità tradizionale”, sostenendo che ciò costituisce un attacco alla mascolinità.

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Le femministe hanno bene accolto queste teorie?

Non sempre: alcune femministe hanno sostenuto che queste teorie partono da un concetto essenzialista che ignora completamente il ruolo della scelta e del contesto nel causare comportamenti e atteggiamenti dannosi legati alla mascolinità.

Dr. Giuliana Proietti

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Fonti principali:
ISSM 
Wikipedia

Immagine:

Foto di Andrea Piacquadio: https://www.pexels.com/it-it/foto/sportivo-fiducioso-che-riposa-dopo-l-allenamento-in-palestra-3836891/

Di Dr. Giuliana Proietti

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona ● Attività libero professionale, prevalentemente online ● Saggista e Blogger ● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale ● Conduzione seminari di sviluppo personale ● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici ● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Sito personale: www.giulianaproietti.it La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior.

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