• 13 Luglio 2024 6:06

Clinica della Coppia

Che l'amore è tutto è tutto quello che sappiamo dell'amore. Emily Dickinson

La discrepanza del desiderio sessuale nella coppia

La discrepanza del desiderio sessuale nella coppia

Dr. Giuliana Proietti 
Psicoterapeuta Sessuologa
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I problemi del desiderio sessuale si manifestano principalmente nel contesto di una relazione di coppia ma, paradossalmente, essi vengono in genere affrontati secondo una prospettiva individualistica, che riduce così il problema ai singoli partner e al loro desiderio sessuale, trascurando il fatto che è nella coppia che, in genere, nasce e si sviluppa il problema del differente desiderio sessuale. Cerchiamo di saperne di più.

Cosa si intende per discrepanza sessuale (Sexual desire discrepancy, o SDD)?

La discrepanza del desiderio sessuale (SDD) è stata definita per la prima volta da Zilbergeld ed Ellison (1980) per descrivere la situazione in cui due partner in una relazione di coppia stabile desiderano livelli o frequenze diverse di attività sessuale.

Gli studi effettuati da allora hanno permesso di tracciare linee guida chiare per affrontare questo problema?

No. La maggior parte della letteratura sulla SDD si è concentrata sulla definizione del problema della discrepanza sessuale e su come collocare la SDD alla luce degli attuali sistemi di classificazione delle disfunzioni sessuali.

La ricerca su questo argomento è ancora scarsa e mancano linee guida cliniche chiare per supportare le coppie angosciate dalla SDD.

In presenza di un problema di discrepanza del desiderio sessuale, i due partner vanno trattati da soli o in coppia?

In linea con le raccomandazioni di Masters e Johnson, si ritiene utile coinvolgere entrambi i partner in una psicoterapia sessuale che si occupi del benessere della coppia.

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Da cosa dipende il Desiderio Sessuale?

Il desiderio sessuale ha chiare basi biologiche (coinvolge infatti strutture corticali, limbiche ed endocrine) che guidano i modelli di iniziazione e ricettività.

Tuttavia, se analizziamo il concetto di desiderio sessuale all’interno di una relazione di coppia dove è presente una discrepanza del desiderio fra i due partners, non possiamo attenerci esclusivamente alle basi biologiche: dovremo invece concentrare l’attenzione su aspetti quali la motivazione ad avere comportamenti sessuali e a come questi comportamenti possano essere influenzati, nel bene e nel male, dalle caratteristiche individuali, dal comportamento del/della partner, dalle dinamiche di coppia e dagli standard socioculturali cui si fa riferimento.

Il desiderio sessuale, infatti, è una risposta emotivo-motivazionale che emerge in risposta a stimoli che segnalano una ricompensa: non è un semplice impulso interno, o una tensione corporea che si manifesta spontaneamente e che non chiede altro che di essere rilasciata.

Il desiderio sessuale è spesso vissuto come una reazione a un segnale sessuale ricevuto dall’esterno o al piacere/motivazione di vivere l’intimità di coppia.

Gli aspetti biologici hanno meno importanza di quelli psicologici nel generare il desiderio sessuale?

Assolutamente no: non si può negare il ruolo importante degli ormoni, dei neurotrasmettitori, dei cambiamenti fisiologici  che si sviluppano all’interno dell’individuo, ma in una relazione di coppia il desiderio viene influenzato moltissimo anche dalla qualità della relazione.

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La Discrepanza del Desiderio Sessuale in una coppia dipende da caratteristiche individuali dei due partner o da caratteristiche della coppia?

Dipende più dalle caratteristiche della coppia, che dalle  caratteristiche, o dai tratti individuali, dei due singoli partner.

La differenza nel livello di desiderio sessuale fra i due partner causa sempre un disagio relazionale?

No, non causa necessariamente disagio, né richiede sempre un trattamento.

Esiste la discrepanza del desiderio sessuale come categoria nosografica?

No, la SSD non è (ancora) una condizione clinica e ad essa non è assegnata alcuna diagnosi ufficiale secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, o secondo la Classificazione Internazionale delle Malattie.

Le differenze di desiderio sessuale fra i partner sono ancora descritte in termini nosografici come disturbi del desiderio sessuale ipoattivo (HSDD). In questo caso la diagnosi riguarda il partner con il desiderio più basso.

Perché si usa ancora questa diagnosi individuale di desiderio sessuale ipoattivo quando il problema non è individuale, ma riguarda la coppia?

Perché si tratta di un modello obsoleto di interpretazione. Più recentemente, è stato proposto che il desiderio sessuale in una relazione debba essere concettualizzato, studiato e trattato come un concetto relativo alla coppia, piuttosto che come una caratteristica o un tratto individuale.

Nella pratica, invece di patologizzare il/la partner con minore desiderio e utilizzare il/la partner con più alto desiderio come punto di riferimento, occorre ridefinire i problemi del desiderio sessuale come un disturbo che riguarda la coppia e non solo uno dei partner.

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E’ possibile evitare del tutto le discrepanze del desiderio sessuale fra i due partner di una coppia di lunga durata?

No, perché il desiderio sessuale fluttua nel contesto e nel tempo, per cui le discrepanze nel desiderio vanno concepite come una caratteristica inevitabile delle relazioni sessuali di lungo termine.

Come va analizzato il disagio nella coppia?

E’ importante distinguere tra disagio personale (perché a uno dei partner manca qualcosa che c’era prima) e disagio relazionale (perché la SSD mette a dura prova la relazione).

Esistono casi in cui lo scarso desiderio sessuale è un fattore personale e non della coppia?

Certo, non va trascurata la possibilità di un partner con un disturbo patologico del desiderio, né può essere ignorato il comprensibile disagio individuale causato da bassi livelli di desiderio sessuale dell’altro/a. Non sempre e non tutto può essere attribuibile alla coppia.

Quando la differenza del desiderio sessuale fra i due partner dovrebbe consigliare di intraprendere la terapia di coppia?

Quando entrambi, o solo uno dei partner, prova una forte angoscia per questo problema.

Quando il problema è più o meno grave nella coppia?

E’ più grave quando la discrepanza nel desiderio persiste o aumenta nel tempo. E’ meno grave se il livello di desiderio  sessuale di entrambi i partner diminuisce nello stesso modo, o quando la coppia accetta che vi siano flussi e riflussi del desiderio sessuale nel corso della relazione, per cui la SSD diventa meno angosciante.

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Perché, se la fluttuazione del desiderio è una costante nelle coppie, alcune reagiscono meglio ed altre peggio?

Perché in alcuni contesti sociali si può essere influenzati dai falsi miti sulla sessualità, oppure può essere presente della psicopatologia individuale, oppure possono esserci convinzioni personali che non permettono questa elasticità del pensiero.

Quanto conta la specificità di genere nel desiderio sessuale?

In genere conta molto: infatti, gli stereotipi di genere tendono a ritrarre il desiderio sessuale maschile come una forza attiva, internamente guidata che si manifesta spontaneamente. Se nella coppia è l’uomo ad avere scarso desiderio, questo viene vissuto come meno “naturale” rispetto a quando la persona che ha meno desiderio sessuale è la donna.

Perché è utile valutare il livello percepito del desiderio sessuale?

I livelli percepiti di desiderio sessuale sono utili da conoscere e da confrontare con i livelli reali del desiderio, perché i partner tendono spesso a mostrare percezioni distorte del desiderio sessuale reciproco, il che porta a fraintendimenti e disagi non necessari.


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Il desiderio sessuale è sempre presente, ogni volta che si fa sesso?

No, il comportamento sessuale non è un buon indicatore del desiderio sessuale, poiché molte persone fanno sesso non perché provano desiderio, ma per ragioni diverse, come il desiderio di compiacere il/la partner, il volersi sentire sessualmente attraenti, il sollievo dallo stress, il senso di obbligo al “dovere coniugale” oppure la semplice abitudine.

Il sesso può avere significati diversi per i due partner?

Si, il sesso può avere significati assolutamente diversi per persone diverse. Questo significa che i due partner potrebbero astenersi dal fare sesso con il/la partner non perché provano mancanza di desiderio fisico, ma perché hanno scarsa motivazione a svolgere particolari atti sessuali in quel modo/tempo/luogo, o con quella determinata persona.

Questo implica che i problemi di scarsa frequenza dei rapporti sessuali tra i partner possono derivare non solo dai diversi livelli di desiderio sessuale, ma anche da differenze nella concezione del desiderio sessuale, nell’oggetto del desiderio (cioè, le preferenze sessuali) e nelle motivazioni che spingono all’attività sessuale.

E’ giusto fare sesso anche senza desiderio?

No, impegnarsi in attività sessuali per ragioni di evitamento del conflitto ha effetti negativi altrettanto dannosi, poiché può portare a una qualità della relazione inferiore e a maggiore stress fisiologico ed emotivo. L’importante è trovare una mediazione che soddisfi le aspettative di entrambi i membri della coppia.

Cosa si intende per compatibilità sessuale?

La compatibilità sessuale implica che i due partner desiderino e apprezzino esperienze simili sul piano sessuale.

La compatibilità sessuale è sempre benefica per la relazione?

Sebbene ampiamente elogiata e promossa, la compatibilità sessuale potrebbe essere un falso mito perché sembra improbabile che due individui, per lunghi anni, desiderino la stessa cosa, nello stesso momento e nello stesso modo.

Quando può essere fatta una diagnosi clinica di SSD?

E’ difficile da definire con chiarezza per vari motivi:

1) perché occorre capire se il malessere percepito riguarda entrambi i membri della coppia, o solo uno dei due.

2) La perdita del desiderio sessuale dovrebbe essere persistente e generalizzata, e non una condizione temporanea o dipendente dal contesto.

Per questi motivi, oggi si prende piuttosto in considerazione la frequenza sessuale (effettiva e desiderata) dei rapporti tra i partner e su quella base si formula una diagnosi.

Tuttavia, il metodo è sicuramente sbagliato perché una discrepanza del desiderio sessuale potrebbe essere presente anche in coppie sessualmente molto attive, semplicemente perché alcuni partner decidono di impegnarsi in attività sessuali anche senza provare un reale desiderio sessuale.

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Perché gli studi sulla discrepanza sessuale sono stati dedicati perlopiù a coppie eterosessuali anziché omosessuali?

Perché si ritiene che le discrepanze nel desiderio sessuale siano maggiori e più angoscianti in un contesto eterosessuale, in quanto si pensa che le donne siano maggiormente interessate a un calo del desiderio sessuale rispetto agli uomini. Tuttavia, non vi sono ragioni per aspettarsi che la SSD sia esclusiva delle coppie eterosessuali e che non si verifichi o non causi disagio anche nelle relazioni gay o lesbiche. La ricerca futura sulla SSD dovrebbe includere anche coppie non eterosessuali o coppie con diversi tipi di relazioni (es. non monogamia consensuale).

Un partner che rifiuta il sesso lo fa sempre e solo per mancanza di desiderio sessuale?

No: potrebbe, ad esempio, utilizzare quella strategia per ristabilire o bilanciare il potere nella relazione. Si tratterebbe, in questo caso, di un modo passivo e relativamente sicuro o non conflittuale per esprimere insoddisfazione riguardo ad aspetti sessuali e/o non sessuali della relazione. Inoltre, potrebbero esserci anche fattori biologici come la menopausa, trattamenti medici, malattie o semplici questioni pratiche come lo stile di vita, gli orari preferiti per dormire, il ruolo genitoriale o lo stress lavorativo.

Sono da prendere in considerazione le differenze di genere?

Si. Ci sono prove che le donne hanno un desiderio sessuale più basso o comunque più sensibile al contesto rispetto agli uomini, per cui si è presunto che le donne siano con maggiore probabilità il partner della coppia con minore desiderio sessuale nelle coppie con SSD. Tuttavia, non ci sono prove solide a supporto di questa affermazione.

Quale è la differenza sessuale principale fra uomini e donne riguardo al desiderio?

È stato suggerito che le donne valorizzino la qualità emotiva del sesso più della sua quantità in termini di frequenza e siano meno spinte verso l’attività sessuale. Di conseguenza, le donne potrebbero percepire le discrepanze nei livelli di desiderio sessuale o nella frequenza sessuale come meno importanti rispetto alla soddisfazione dei bisogni emotivi collegati al loro desiderio. È inoltre plausibile che le donne utilizzino i sentimenti di vicinanza e impegno nella relazione come indicatore del desiderio sessuale, mentre per gli uomini è il desiderio sessuale stesso a generare la motivazione per cercare l’intimità con la partner.

Un’altra differenza di genere rilevante è che le donne attribuiscono meno valore a chi prende l’iniziativa sessuale nella coppia, mentre gli uomini cercano un equilibrio tra i partner nell’iniziativa sessuale. Studi hanno dimostrato che se le donne mantengono la convinzione che dovrebbero essere sempre gli uomini a prendere l’iniziativa sessuale, questo abbassa la soddisfazione sessuale in entrambi i partner, mentre l’iniziativa sessuale in entrambi i sessi aumenterebbe la soddisfazione sessuale di entrambi.

E’ stato riscontrato che gli uomini riportano maggiore soddisfazione quando è la donna a prendere l’iniziativa sessuale, poiché, tra le altre cose, ciò contraddice le norme sociali e le aspettative.

Perché molti uomini non si accorgono che le donne spesso fanno sesso senza desiderio?

Le donne tendono ad assumersi la responsabilità principale di mantenere la relazione e sono quindi più inclini a dare priorità ai bisogni della relazione rispetto ai propri. Di conseguenza, le donne possono nascondere la loro mancanza di desiderio sessuale, così che i loro partner non siano nemmeno consapevoli della discrepanza.

Dobbiamo comunque fare attenzione a non dare troppa importanza alle differenze di genere, poiché potrebbe esserci tanta variazione all’interno di ogni genere quanto tra i generi. Le differenze nell’impatto della SDD potrebbero essere, per fare un esempio, più fortemente legate a differenze di età e influenze culturali o sociali che alle differenze di genere.

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Quanto conta la durata della relazione per la perdita del desiderio sessuale?

Sebbene una coppia possa sperimentare livelli simili di desiderio sessuale all’inizio della relazione, il desiderio sessuale di entrambi i partner può divergere con lo sviluppo della relazione. Di conseguenza, si ritiene che la discrepanza del desiderio sessuale sia prevalente e più problematica nelle relazioni di lunga durata, rispetto a quelle nate da poco.

La SDD potrebbe verificarsi anche perché non interessano più le pratiche sessuali messe in atto durante i rapporti?

Si. Le preferenze sessuali possono cambiare nel corso della relazione. Pertanto, un copione sessuale che suscitava eccitazione all’inizio della relazione potrebbe diventare meno eccitante e non più desiderabile nel corso degli anni.


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Come si cura la SDD?

Il focus principale del trattamento dovrebbe essere diretto a diminuire il disagio associato alla SDD e aiutare i partner a gestire meglio i livelli discrepanti di desiderio.

La cura dovrebbe concentrarsi sull’interazione di coppia e sulla funzione della SDD all’interno della relazione, piuttosto che sui livelli individuali di desiderio sessuale. Questo significa che è necessario esplorare il significato che ciascun partner dà all’avere o non avere rapporti sessuali all’interno della relazione.

In che modo una terapia di coppia può far funzionare meglio la coppia?

Gli strumenti sono i seguenti:

  • psicoeducazione,
  • miglioramento della comunicazione per ampliare la comprensione del sesso e del repertorio sessuale della coppia,
  • compiti a casa che insegnino ai partner a programmare l’intimità,
  • impegno per generare desiderio sessuale
  • esplorazioni sistemiche per comprendere la funzione della SDD all’interno della relazione.

Esiste un protocollo basato sull’evidenza per trattare la SDD?

No. Attualmente, non esiste un trattamento basato su evidenze per la SDD.  La maggior parte dei terapeuti adotta un approccio individuale e, in genere, si concentra sull’aumento e l’espansione del desiderio sessuale del partner con basso desiderio.

Come si presenta in terapia una coppia con problemi di SDD?

Molto spesso, questo tipo di coppia non chiederà consiglio per la discrepanza del desiderio sessuale fra i due partners, ma presenterà il problema focalizzandosi sul partner che soffre di desiderio sessuale ipoattivo.

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Quali interventi sono possibili nella coppia per curare la SDD?

Il terapeuta deve:

  • riformulare il problema come un problema della coppia in cui entrambi i partner sono coinvolti.
  • “normalizzare” la SDD come un’esperienza comune nelle relazioni di lungo periodo.
  • non focalizzarsi sulla riduzione della SDD, ma sulla riduzione del disagio e aiutare i partner a gestire meglio i livelli discrepanti di desiderio.
  • dare alla coppia strumenti di psicoeducazione.
  • dare strumenti per creare aspettative positive e realistiche per integrare il sesso nella vita quotidiana.
  • far capire alle coppie che il desiderio e la qualità del sesso possono variare di giorno in giorno, che è normale avere sesso mediocre e meno soddisfacente di tanto in tanto, e che sono necessari sforzi per mantenere viva la scintilla, specialmente di fronte allo stress quotidiano e ai cambiamenti della vita.
  • insegnare strategie non sessuali per bilanciare la discrepanza e diminuire il disagio associato. Possono, ad esempio, essere forniti consigli specifici per rompere la routine, attivare l’eros in entrambi i partner, ampliare la loro definizione di sesso e aiutarli a sintonizzare i loro livelli di desiderio sessuale.
  • favorire una comunicazione aperta, in cui entrambi i partner possano esprimere liberamente i loro desideri e comunicare le loro preoccupazioni sessuali.
  • addestrare i partner alle competenze comunicative può facilitare la discussione su come ciascun partner definisce il sesso e definire se entrambi sono d’accordo su questa concettualizzazione. Questo può chiarire se il desiderio sessuale ridotto è legato a una minore eccitabilità (che può essere dovuta a una serie di fattori biologici o psicosociali), o a insoddisfazione o a preferenze e pratiche sessuali specifiche. Le coppie hanno spesso una definizione troppo ristretta di “sesso.”
  • stimolare un accordo reciproco sugli atti sessuali desiderati e sulle interazioni considerate più piacevoli: questo permetterà alla coppia di ampliare il loro repertorio sessuale e sviluppare un copione sessuale comune che sia soddisfacente per entrambi.
  • rendere espliciti i tipi di stimolazione sessuale che ciascun partner desidera e trovare un compromesso su quando e come ottenerli.
  • far si che i partner comprendano sia il bisogno dell’uno di avere rapporti sessuali sia il bisogno dell’altro di non averne. I motivi di entrambi i partner devono essere riconosciuti e rappresentati.
  • normalizzare e de-patologizzare l’avere rapporti sessuali senza un desiderio iniziale diretto.
  • insegnare ai partner come trovare una mediazione fra le loro posizioni.
  • assistere i partner nello sviluppo di script sessuali congiunti che siano reciprocamente soddisfacenti.
  • capire se il partner con il desiderio più basso desideri effettivamente espandere il proprio desiderio. In ogni caso, non deve essere solo questo partner l’unico a modificare o a giustificare il proprio desiderio sessuale.

Quali strumenti può utilizzare il terapeuta?

Può utilizzare diversi strumenti, come fare una lista degli atti sessuali desiderati da far discutere ai partner o assegnare esercizi di focalizzazione sensoriale a casa per scoprire che tipo di stimolazione sessuale piace a ciascun partner.

Questo approccio graduale alla reintroduzione e all’espansione del contatto sessuale può aiutare a migliorare la comunicazione sulla sessualità, minimizzare la pressione e le aspettative, ricostruire l’intimità fisica e aumentare la consapevolezza sul fatto che l’attività sessuale è una responsabilità reciproca.

Uno dei vantaggi di assegnare compiti a casa è che i partner imparino a programmare occasioni per l’intimità sessuale. Istruirli a perseguire il desiderio sessuale creando opportunità per il sesso (ad esempio, serate romantiche) va contro la credenza popolare che i partner dovrebbero semplicemente lasciarsi andare e aspettare che emerga il desiderio sessuale spontaneo.

Il desiderio sessuale deve essere “spontaneo”?

Non in una coppia di lunga durata. Il desiderio sessuale non emerge “dal nulla” ma è scatenato da uno stimolo che prevede una ricompensa. Sebbene il desiderio sessuale possa sembrare spontaneo, è sempre avviato in risposta a un segnale sessuale o anche non sessuale (ad esempio, intimità relazionale).

Pertanto, i partner devono cercare attivamente una stimolazione sessuale adeguata, che spesso include il flirtare e la seduzione.

Quale è l’obiettivo finale di una terapia per SDD?

L’obiettivo finale è che la coppia ottenga una visione più realistica delle relazioni sessuali di lunga durata e impari che il desiderio sessuale richiede impegno, intenzionalità, intimità e pianificazione.

Il successo della terapia consiste nell’aver migliorato il piacere sessuale e il benessere della coppia, nonché la soddisfazione sessuale e relazionale, che va ben oltre la quantità di penetrazioni messe in atto.

Dr. Giuliana Proietti

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Fonte

Marieke D, Joana C, Giovanni C, Erika L, Patricia P, Yacov R, Aleksandar Š. Sexual Desire Discrepancy: A Position Statement of the European Society for Sexual Medicine. Sex Med. 2020 Jun;8(2):121-131. doi: 10.1016/j.esxm.2020.02.008. Epub 2020 Mar 16. PMID: 32192965; PMCID: PMC7261674.Vocali LM, Mark KP.

Di Dr. Giuliana Proietti

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa  ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE TERNI e ONLINE ● Attività libero professionale, prevalentemente online ● Saggista e Blogger ● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale ● Conduzione seminari di sviluppo personale ● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici ● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Sito personale: www.giulianaproietti.it La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior.

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