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La paura di diventare genitori

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Negli ultimi decenni, i tassi di natalità nei paesi sviluppati hanno mostrato una tendenza al ribasso. Uno dei fattori chiave che contribuiscono a questo fenomeno è la crescente riluttanza dei giovani a diventare genitori, o a diventarlo troppo presto. Si tratta di problemi oggettivi o siamo di fronte a una generazione spaventata dall’esperienza della genitorialità?

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L’edizione 2024 di “Society at a Glance” 1 evidenzia come il tasso di fecondità totale sia sceso da 3,3 figli per donna nel 1960 a soli 1,5 nel 2022 (media OCSE). Questo valore è nettamente inferiore al “tasso di sostituzione” di 2,1 figli per donna, necessario a mantenere stabile la popolazione in assenza di migrazioni. In Italia e Spagna il tasso di fecondità totale è particolarmente basso (1,2 figli per donna nel 2022), mentre in Corea del Sud registra il minimo storico (0,7 figli per donna stimati nel 2023).

 

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Un trend significativo identificato in “Society at a Glance” è anche il ritardo della genitorialità : l’età media delle donne al parto è salita da 28,6 anni nel 2000 a 30,9 nel 2022.

Confrontando le donne nate nel 1935 e nel 1975, la percentuale di donne senza figli è quasi raddoppiata in Estonia, Italia, Giappone, Lituania, Polonia, Portogallo e Spagna. 1

L’epoca delle incertezze

Le decisioni sulla fertilità vengono oggi sempre più prese in una condizione di fondamentale incertezza, una condizione in cui gli effetti futuri delle azioni presenti non possono essere previsti o stimati con certezza. A partire dagli anni ’80, infatti, si sono verificate una serie di ampie trasformazioni, spesso definite con il termine ombrello “globalizzazione”, caratterizzate da mercati finanziari sempre più volatili, velocità di cambiamento accelerata e interdipendenza delle reti. 2

Questi tempi hanno determinato precarietà del lavoro, salari stagnanti e alto costo della vita, che rendono difficile per molti giovani immaginare di poter sostenere una famiglia. Secondo i dati più aggiornati forniti da Eurostat 3 in Italia, nel 2022, l’8,6 per cento dei giovani tra i 20 e i 29 anni viveva sotto la soglia di povertà relativa, cioè dichiaravano di lavorare come dipendenti o come lavoratori autonomi, pur disponendo di un reddito inferiore alla soglia di rischio di povertà.

 

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A rendere ancora più vulnerabili le fasce giovani della forza lavoro contribuisce la precarietà dell’occupazione.

L’Osservatorio sui lavoratori dipendenti del settore privato nel 2023 ha evidenziato infatti, che il differenziale retributivo per età è strettamente connesso alla presenza di lavoro stagionale o a termine 4.

Carriera

I giovani sembrano dare priorità alla ricerca della stabilità economica rappresentata da un lavoro che consenta una progressione di carriera, soprattutto per chi ha un livello di istruzione elevato e la proprietà di un’abitazione. Come conseguenza di queste priorità si osserva l’aumento dell’età
delle donne, quando decidono di avere il primo figlio, decisione tardiva che condiziona anche la possibilità (e la volontà) di averne altri 5.

Va inoltre considerato che le donne rappresentano oggi, in molti paesi del mondo, una chiara maggioranza degli iscritti all’istruzione superiore: negli Stati Uniti, nel 2015, più donne avevano completato alcuni studi universitari o avevano conseguito una laurea rispetto agli uomini. Questo significa che i lavori super-qualificati e ben retribuiti del futuro dipenderanno maggiormente dalle donne. Tuttavia, le responsabilità di cura familiare probabilmente continueranno a ostacolare la capacità delle donne di occupare molti di quei lavori. Anche se molti uomini stanno assumendo nuove responsabilità per la gestione delle faccende domestiche, le donne continuano a sopportare una quota sproporzionata di questo carico 6.

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Crisi globali

Analizzando le paure dei giovani non possiamo non citare il recente rapido susseguirsi di crisi globali, come la pandemia da Covid-19, le crescenti questioni climatiche, la guerra in Europa e Medio Oriente, che potrebbero aver diffuso un sentimento di incertezza e imprevedibilità.

Secondo l’Osservatorio Città Clima di Legambiente, tra alluvioni, frane, mareggiate, grandinate e temperature eccezionali, in Italia nel 2023 si sono registrati 378 eventi meteorologici estremi, con un aumento del 22% rispetto allo scorso anno. Nel 2023, secondo Save the Children, nel mondo
almeno 12 mila persone hanno perso la vita a causa degli eventi climatici estremi: inondazioni, incendi, cicloni, tempeste e frane a livello globale, sempre più frequenti e gravi.7

Equilibrio vita-lavoro

Il desiderio di mantenere un equilibrio tra vita lavorativa e personale è un altro fattore significativo. I giovani di oggi danno grande valore al loro tempo libero, ai viaggi e agli hobby. La percezione che avere figli possa limitare queste libertà è una preoccupazione diffusa. I giovani sentono il bisogno di sentirsi liberi, leggeri, sereni, di liberarsi da condizionamenti e regolamentazioni, di vivere forme di ben-essere. Essi desiderano vivere in contesti resi dinamici
dall’innovazione, dalla facilità e semplicità di uso e accesso. Secondo il rapporto Ipsos sull’Italia 7, i giovani sentono il bisogno di esternalizzare i problemi, di evadere dai pensieri relativi a cosa accadrà nel futuro, dal timore di non farcela, di non essere abbastanza forti e di non essere abbastanza felici.

È un vivere nel presente, cercando di cauterizzarsi dalle preoccupazioni e di focalizzare l’attenzione su pensieri, cose e fatti positivi e piacevoli, riducendo le emozioni spiacevoli, tra cui l’ansia e la tristezza, puntando a migliorare i rapporti interpersonali, a perseverare nella realizzazione dei propri desideri e progetti. Nei numeri, il 62% dei giovani aspira
alla serenità, il 44% alla libertà assoluta, il 34% ricerca la leggerezza. L’incubo è la noia, la paura del vuoto, il rimanere indietro rispetto alla moda, o a seguire uno stile del presente.7

Salute Mentale

La fotografia scattata dallo studio Headway – Mental Health Index 2.0 rivela che il 20% degli italiani soffre di almeno un disturbo psichico, in particolare ansia e depressione – un dato di prevalenza che supera quello della media europea. Si calcola che almeno la metà dei disturbi mentali esordisca prima dei 15 anni e che l’80% di essi si manifesti prima dei 18 anni. Il rapporto segnala, tra i problemi di salute mentale più comunemente riscontrati tra gli adolescenti, ansia (28%), depressione (23%), solitudine (5%), stress (5%) e paura (5%).7

 

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Uso dei social media

L’uso dei social media genera, tra i giovani, deformazioni, ossessioni e debolezze, ad esempio rispetto all’immagine di se stessi e del confronto con gli altri 7. L’utilizzo intenso del web esaspera il continuo confronto tra l’immagine di sé e i modelli di riferimento ed il fenomeno ha raggiunto proporzioni mai viste prima. Un aspetto significativo dei danni introdotti e accentuati dai social media è quello relativo all’incremento delle forme di invidia sociale e della cosiddetta Fomo (Fear
Of Missing Out), ovvero la paura di essere tagliati fuori, di essere esclusi da quella infinita possibilità di azioni, incontri, momenti, feste e esperienze cui si è esposti attraverso la frequentazione dei social. 7

La fragilità delle relazioni

Amare sembra essere diventato sempre più difficile. Eva Illouz (sociologa e studiosa delle trasformazioni della vita emotiva ed amorosa) sottolinea che si va affermando una visione dell’amore “sostenibile”, che implica un abbassamento dei toni romantici e la necessità di un costante impegno dei partner. Il nuovo ordine amoroso assume dunque contorni sempre meno romantici e così ci si trova di fronte a un immaginario dell’amore sempre più fluido, sfuggente,
incerto dove le relazioni sono caratterizzate dalla difficoltà a stabilire legami forti e duraturi.8

La Illouz vede l’attrazione sessuale (o sex appeal) come categoria culturale separata dai valori morali, che riflette l’importanza attribuita in questa cultura alla sessualità e all’attrazione fisica in sé e come la libertà sessuale, che oggi trova espressione in pratiche consumistiche e tecnologiche,
abbia impattato e alterato le relazioni amorose.9

Per la sociologa “la libertà è diventata il valore cardinale che comanda le relazioni” e ci si trova nel costante oscillare tra il desiderio di incontrare la persona da cui ci si sente attratti e l’incapacità di farlo realmente, senza essere mai sicuri di essere soddisfatti. Una condanna non solo alla fragilità,
ma anche al rischio di infelicità. 9

Sono concetti simili a quelli elaborati da Bauman, che nel suo “amore liquido”, già diversi anni fa, avvertiva l’incedere dell’individualismo, la spinta a soddisfare necessità ondivaghe mutanti e transitorie, generando emozioni che non durano a lungo, portando gli individui al conflitto permanente tra il desiderio di vivere emozioni e la paura di legarsi effettivamente a qualcuno. 10

 

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Clinica della Coppia

La “fobia dell’impegno” la Illouz la vede soprattutto negli uomini, che rappresentano l’impossibilità o la mancanza di volontà, di proiettarsi nel futuro. 11

Questa consapevolezza che, con ogni probabilità, il rapporto di coppia stabilito non durerà per tutta la vita e che, a causa delle discordanze, i due partner potrebbero in futuro allontanarsi,
anche geograficamente, ha contribuito a creare nei giovani la paura del divorzio ed il timore di doversi un giorno allontanare dai propri figli o limitare il tempo da trascorrere con loro, contro la propria volontà. Questo ha aumentato decisamente la soglia che definisce chi può essere un/una
partner accettabile e affidabile da giustificare il rischio di perdere la propria libertà 12.

Prendere in giovane età una decisione sbagliata può significare, in futuro, essere assaliti dal rimpianto. Ovviamente, maggiore è il numero di decisioni di cui una persona si trova a rammaricarsi, minore è la sua soddisfazione per la vita e più negative sono le emozioni vissute. 13
Quanto sopra spiega perché, quando i giovani decidono di avere figli, tendono a volerne solo uno, o al massimo due, come la pianificazione familiare consapevole e l’accesso ai metodi contraccettivi da tempo permettono. 14

La paura di diventare genitori

La paura di avere figli, come si è visto, è complessa e multifattoriale e sarebbe semplicistico pensare che i giovani non facciano figli perché non c’è più l’istinto verso la procreazione, e neppure il desiderio di adottarli.
Molti giovani adulti temono di non essere all’altezza del ruolo genitoriale a causa della mancanza di esperienza, della incertezza sul proprio essere in grado di gestire lo stress associato alla cura dei bambini e delle preoccupazioni riguardanti l’educazione e la disciplina dei figli, come ad esempio avere a che fare con un figlio dal carattere difficile, oppure avere un supporto sociale insufficiente, o problemi di salute del bambino 15 e questo è ancora più vero se un/una giovane ha già vissuto in passato problemi di ansia o depressione.

Come diceva Elizabeth Stone, “Decidere di avere un figlio è una scelta radicale. È accettare di avere per sempre il proprio cuore che cammina per il mondo, fuori dal nostro corpo” 16.
E oggi non c’è nulla di più vero.

Giuliana Proietti – Walter La Gatta

Affiliazioni degli Autori

Giuliana Proietti – Psicologa Psicoterapeuta
Membro del Cis – Centro Italiano di Sessuologia
Membro della Fiss – Federazione Italiana Sessuologia Scientifica
Membro del Comitato Scientifico della Fiss
Delegato Cis per la Regione Umbria

Walter La Gatta – Psicologo Psicoterapeuta
Membro del Cis – Centro Italiano di Sessuologia
Membro della Fiss – Federazione Italiana Sessuologia Scientifica
Membro della Siams – Società Italiana di medicina della Sessualità
Delegato Cis per le Regioni Abruzzo-Marche-Molise

 

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Bibliografia
1. Society at a glance. Biennial, ISSN: 19991290 (online) https://doi.org/10.1787/19991290
2. MILLS, Melinda, BLOSSFELD, Hans Peter, The second demographic transition meets globalization: a comprehensive theory to understand changes in family formation in an era of
uncertainty, in Ann R. EVANS and Janeen BAXTER (eds), Negotiating the Life Course: Stability and change in life pathways, Dordrecht ; London : Springer, 2013, Life course research and social policies, vol. 1, 9-33 – https://hdl.handle.net/1814/25583
3. Tasso di lavoratori a rischio di povertà per età e sesso – indagine EU-SILC, https://ec.europa.eu/eurostat/databrowser/view/ilc_iw01/default/table?lang=en
4. Inps, statistiche in breve
https://servizi2.inps.it/servizi/osservatoristatistici/api/getAllegato/?idAllegato=1043#page=3
5. Quali fattori incidono sulla scelta di avere figli? Osservatorio Conti Pubblici Italiani, Unicatt,
https://osservatoriocpi.unicatt.it/ocpi-pubblicazioni-quali-fattori-incidono-sulla-scelta-di-avere-figli
6. The Caring Company: How Employers Can Help Employees Manage Their Caregiving Responsibilities—While Reducing Costs and Increasing Productivity
https://www.hbs.edu/ris/Publication%20Files/The_Caring_Company_08e19f30-66d9-4eb4-83d7-c7b56934ed48.pdf
7. Italia 2024 un paese divergente
https://www.ipsos.com/sites/default/files/ct/news/documents/2024-03/Flair%202024-libro%20COMPLETO%20Digital_Alta.pdf
8. Perché l’amore fa male. Riflessioni su un problema sociologico, Consorzio Festivalfilosofia, 2014
9. La fine dell’amore. Sociologia delle relazioni negative, Codice, 2020
10. Baumann Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi, Laterza, 2006
11. Eva Illouz – Fobia da legame. Amore, impegno, comunità, consorzio Festivalfilosofia, 2009
12. Maureen R. Waller and H. Elizabeth Peters The Risk of Divorce as a Barrier to Marriage among Parents of Young Children Soc Sci Res. 2008 Dec; 37(4): 1188–1199.
doi: 10.1016/j.ssresearch.2008.05.010
13. Jokisaari M. Regrets and subjective well-being: A life course approach. J Adult Dev 2004;11:
281–288. 10.1023/B:JADE.0000044531.11605.d5.
14. Kateryna Golovina, Natalie Nitsche, Venla Berg, Anneli Miettinen, Anna Rotkirch, Markus Jokela, Birth cohort changes in fertility ideals: evidence from repeated cross-sectional surveys in Finland, European Sociological Review, Volume 40, Issue 2, April 2024, Pages 326–341, https://doi.org/10.1093/esr/jcad048
15. Jones TL, Prinz RJ. Potential roles of parental self-efficacy in parent and child adjustment: a review. Clin Psychol Rev. 2005 May;25(3):341-63. doi: 10.1016/j.cpr.2004.12.004. PMID: 15792853.
16. https://eroi.it/frasi/S/Elizabeth-Stone/biografia-di-Elizabeth-Stone.html

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