Che cosa è il disagio sessuale, o sexual distress?
Che cosa è il disagio sessuale, o sexual distress?
Secondo i principali manuali diagnostici internazionali, il DSM-5-TR (American Psychiatric Association, 2022) e l’ICD-11 (World Health Organization, 2019), la presenza di un certo livello di disagio sessuale ( o sexual distress) è una condizione che può portare a formulare una diagnosi di disfunzione sessuale.
Per fare la diagnosi, non basta la presenza di un problema nella risposta sessuale (come difficoltà di erezione o dolore durante i rapporti), ma è fondamentale che questo problema provochi sofferenza o disagio nella persona.
Per questo motivo diversi autori (Hendrickx et al., 2013) hanno sottolineato l’importanza del disagio come elemento centrale nella comprensione della disfunzione sessuale.
La ricerca tuttavia dimostra che chi vive problemi sessuali raramente si rivolge a un professionista. Cerchiamo di comprendere meglio il problema.
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Perché, in caso di disagio sessuale, non si cerca aiuto professionale?
Uno studio condotto in 31 paesi (Moreira et al., 2005) ha evidenziato che solo il 18% degli uomini e il 18,8% delle donne con difficoltà sessuali aveva chiesto un consulto medico. Le motivazioni sono molteplici: considerare i problemi sessuali una parte normale dell’invecchiamento, dubitare che un medico possa essere utile, sentirsi a disagio a parlarne, oppure pensare che il problema non sia abbastanza serio. Dati simili sono stati confermati anche in altri paesi, come Francia, Stati Uniti, Belgio e Canada (Buvat et al., 2009; Laumann et al., 2009; Hendrickx et al., 2016; Lafortune et al., 2023).
Le barriere principali risultano quindi economiche, culturali, psicologiche (come la vergogna) e relazionali (ad esempio, la mancanza di supporto da parte del/della partner). In altri casi, alcune persone dichiarano di preferire l’autogestione del problema o l’uso di terapie alternative.
Che cos’è esattamente il disagio sessuale?
Il termine “sexual distress”, o disagio sessuale, è stato definito in modi diversi. Alcuni lo descrivono come sentimenti negativi e ansia legati alla sessualità o all’attività sessuale (Witting et al., 2008), altri come disagio provocato da un deficit o da una disfunzione sessuale (Hendrickx et al., 2016).
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Il disagio sessuale è misurabile?
Si. Esistono diverse scale di valutazione, tra cui la “Sexual Distress Scale-Revised (SDS-R)” (Derogatis et al., 2008), che misura il disagio personale legato alla vita sessuale. Altri studi hanno utilizzato domande dirette, come: “Quanto disagio o preoccupazione ti ha causato la tua sessualità nelle ultime quattro settimane?” (Bancroft et al., 2003).
Questa varietà di definizioni e strumenti di misurazione evidenzia la difficoltà di avere un modello unico e comparabile. Inoltre, ricerche recenti (Raposo et al., 2023, 2025) hanno dimostrato che il disagio sessuale è associato ma non coincidente con il disagio psicologico generale, suggerendo che le due dimensioni vadano tenute distinte.
Il disagio sessuale riguarda solo la funzione sessuale?
No. comprende diversi livelli:
- Funzione sessuale (colpa della funzione sessuale!): difficoltà legate al corpo e alla risposta sessuale, come disfunzione erettile, eiaculazione precoce, dolore alla penetrazione, vaginismo o difficoltà a raggiungere l’orgasmo.
- Dinamiche relazionali (colpa della coppia!): difficoltà di comunicazione con il/la partner e discrepanze nel desiderio o nelle preferenze sessuali. Ad esempio, quando uno dei due partner desidera pratiche che l’altro non condivide o quando i livelli di desiderio non coincidono.
- Fattori intrapersonali (colpa mia!): caratteristiche individuali che influenzano l’esperienza sessuale, tra cui problemi fisici (come endometriosi, secchezza vaginale o effetti collaterali di farmaci), risposte emotive negative (paura, ansia da prestazione), tratti psicologici (insicurezza, eccessiva preoccupazione, scarsa immagine corporea), e credenze socioculturali rigide (ad esempio, la percezione del sesso come qualcosa di “sporco” o immorale).
Ci sono differenze di genere tipiche relativamente al disagio sessuale?
Si. L’analisi delle esperienze mostra pattern differenti tra donne e uomini. Le donne riportano più spesso dolore durante i rapporti, mancanza di desiderio, difficoltà a raggiungere l’orgasmo e problemi di lubrificazione. Gli uomini, invece, parlano soprattutto di eiaculazione precoce, difficoltà erettili o disinteresse della partner nei confronti della sessualità.
Cosa si dovrebbe fare per limitare il disagio sessuale?
La ricerca sottolinea la necessità di approcci integrati alla terapia sessuale che non si limitino al sintomo genitale, ma considerino fattori emotivi, cognitivi, relazionali e culturali. Interventi basati sulla terapia cognitivo-comportamentale (Brotto et al., 2025), combinati con strategie sistemiche e di coppia, appaiono particolarmente promettenti.
Inoltre, considerato che molte persone non cercano aiuto per motivi economici, geografici o per vergogna, le terapie online rappresentano una soluzione utile per ridurre le barriere e aumentare l’accesso ai servizi (Costa et al., 2023; Rodda & Luoto, 2023).
Consigli pratici se si vive un disagio sessuale
Clicca sulle domande per leggere i suggerimenti
1. È normale provare disagio sessuale?
Sì. Molte persone, uomini e donne, riportano momenti di difficoltà o di insoddisfazione. Il disagio diventa importante solo se limita il benessere personale o relazionale. Riconoscerlo è il primo passo verso il cambiamento.
2. Cosa posso fare se mi sento bloccato/a o ansioso/a?
Pratiche di rilassamento (respirazione profonda, mindfulness), una comunicazione aperta con il/la partner e l’attenzione alla lentezza possono ridurre l’ansia. Lavorare sull’ascolto del corpo aiuta a ristabilire fiducia e piacere.
3. Se provo dolore durante i rapporti cosa fare?
Il dolore non va ignorato. È importante consultare un/una ginecologo/a o andrologo/a per escludere cause mediche. Parallelamente, un/una terapeuta sessuale può aiutare a gestire la componente emotiva ed evitare che il dolore diventi associato a paura o evitamento.
4. Come affrontare la discrepanza di desiderio con il/la partner?
La differenza nei livelli di desiderio è comune. Non è un segno di fallimento, ma una sfida da gestire con il dialogo. Si possono trovare modalità alternative di intimità, pianificare momenti dedicati o ricorrere a mediazione professionale.
5. Mi sento giudicato/a per la mia sessualità: come difendermi?
Il cosiddetto slut-shaming o la stigmatizzazione della sessualità non conforme possono ferire profondamente. Cercare contesti non giudicanti (comunità, gruppi di supporto, terapeuti inclusivi) e coltivare una visione positiva della propria sessualità sono strumenti di resilienza.
6. Quando rivolgersi a un/una professionista?
Se il disagio persiste per mesi, influenza l’autostima, la coppia o la salute mentale, è utile contattare un/una terapeuta sessuale. Le terapie online possono rappresentare un modo discreto e accessibile per chiedere aiuto.
Dr. Walter La Gatta
Fonte principale
Saluto del Centro Italiano di Sessuologia

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