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Perché si resta in una relazione infelice?

Perché si resta in una relazione infelice?

 

PSICOLO PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGO

CDC

Le relazioni sono fatte anche di compromessi, ma restare in una relazione infelice solo per “non ferire” l’altro può trasformarsi in una trappola affettiva. Riflettere su ciò che si vuole davvero, senza attribuire all’altro intenzioni o bisogni non verificati, può essere un primo passo verso scelte più sane per entrambi. Cerchiamo di capire meglio come fare.

Esistono relazioni infelici da cui è difficile uscire?

Si, esistono relazioni infelici da cui è difficile uscire, e le ragioni non si riducono alla debolezza o alla mancanza di volontà. Al contrario, spesso si tratta di dinamiche emotive complesse che meritano ascolto e comprensione.

 

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Perché alcune persone restano in relazioni sentimentali insoddisfacenti?

Molte persone restano in una relazione infelice non solo per motivi legati al proprio investimento emotivo, economico o temporale, ma anche perché ritengono che l’altro/a partner abbia bisogno che la relazione continui. È un motivo altruistico più che egoistico.

Quali sono le ragioni che, in genere,  impediscono di rompere una relazione?

Ecco alcune delle motivazioni più frequenti per cui, pur essendo infelici, non si riesce a porre fine a una relazione:

  • Legami di attaccamento
    Anche quando la relazione è fonte di insoddisfazione o sofferenza, può comunque esistere un legame di attaccamento profondo. Questi legami, sviluppatisi spesso nel tempo o anche durante fasi vulnerabili della vita, creano una forma di dipendenza affettiva che rende difficile la separazione. In alcuni casi, si teme che “senza l’altro” non si possa funzionare emotivamente.
  • Paura della solitudine
    Il timore di restare soli o di non riuscire a trovare un’altra persona compatibile può indurre a restare anche in relazioni che non danno più benessere. Questa paura può essere amplificata da bassa autostima o da esperienze precedenti di abbandono.
  • Idealizzazione del passato o speranza nel cambiamento
    Molte persone rimangono legate al ricordo di com’era la relazione agli inizi, o sperano che l’altra persona cambi. Questo genera una sospensione decisionale, dove si aspetta sempre un momento migliore per lasciarsi… che non arriva.
 

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  • Investimenti accumulati nella relazione
    Tempo, energie, progetti comuni, figli, beni materiali: tutto ciò che si è condiviso può diventare un “costo psicologico” che ostacola la rottura. In economia comportamentale si parla di sunk cost fallacy: più si è investito in qualcosa, più si tende a restarvi legati, anche quando non funziona più.
  • Cicli di dipendenza emotiva e dinamiche disfunzionali
    Alcune relazioni sono caratterizzate da alti e bassi estremi: momenti di conflitto seguiti da fasi di riavvicinamento intenso. Questo può generare un rinforzo intermittente simile a quello che avviene nei comportamenti compulsivi, creando una vera e propria dipendenza relazionale.
  • Pressioni sociali, culturali o familiari
    La paura del giudizio sociale, l’idea che “una relazione va portata avanti a tutti i costi”, o la presenza di figli possono portare le persone a rimanere anche in situazioni di profonda infelicità. In alcune culture, la separazione è ancora vista come un fallimento personale o morale.

Quanto conta la paura di ferire l’altro/a?

I dati indicano che anche chi si sente poco impegnato o insoddisfatto nella relazione è riluttante a rompere se percepisce che il/la partner ci tiene. È come se, anche in una condizione di infelicità, si pensasse prima al potenziale dolore dell’altro/a.

È un gesto di generosità o un’illusione?

Può essere entrambe le cose. Da un lato è un comportamento prosociale: non si vuole ferire il/la partner. Dall’altro, c’è il rischio di sopravvalutare quanto l’altro/a sia realmente legato o quanto soffrirebbe.

 

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Restare per il bene del/della partner può avere effetti negativi?

Sì. Se la relazione non migliora, questo tipo di scelta può prolungare una situazione di sofferenza per entrambe le parti. Inoltre, non è detto che un partner voglia davvero essere con qualcuno che resta solo per “pietà” o senso del dovere.

Cosa fare in questi casi?

In questi casi, il supporto di un/a terapeuta può aiutare a esplorare i motivi della resistenza al cambiamento e a chiarire i propri bisogni autentici, per poter agire in modo più consapevole.

Dr. Walter La Gatta

 

IPNOSI CLINICA

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Fonte principale

Samantha Joel, Emily A. Impett, Stephanie S. Spielmann, Geoff MacDonald. How interdependent are stay/leave decisions? On staying in the relationship for the sake of the romantic partner.Journal of Personality and Social Psychology, 2018; 115 (5): 805 DOI: 10.1037/pspi0000139

Immagine

Foto di Min An

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