Gaslighting: una sottile forma di violenza psicologica
Gaslighting: una sottile forma di violenza psicologica
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Il gaslighting è una forma di violenza domestica che può avere gravi conseguenze sul benessere psicologico. Riconoscerlo è il primo passo per uscirne. Chiedere aiuto, rompere l’isolamento e affidarsi a professionisti sono azioni fondamentali per ritrovare fiducia in sé stessə e ricostruire la propria autonomia emotiva.
Questo articolo si propone di aiutare le persone che vivono questa forma di violenza psicologica a riconoscerla senza difficoltà, a comprenderla e ad affrontarla nei dovuti modi.
Che cos’è il gaslighting?
Il termine “gaslighting” deriva da un’opera teatrale del 1938 intitolata Gas Light, in cui un marito manipolava la moglie fino a farla dubitare della propria salute mentale. Nel 1944 ne venne tratto un film con Charles Boyer e Ingrid Bergman che divenne famoso in tutto il mondo. (Nel film il marito, fra le altre cose, abbassava le luci a gas, rendendo gli ambienti oscuri e facendo credere alla moglie che il buio era una sua percezione: in realtà, le diceva, gli ambienti erano luminosissimi)
Cosa significa gaslighting in senso psicologico?
Oggi il termine Gaslighting si usa in senso psicologico per descrivere una sottile forma di violenza psicologica che consiste in un insieme di comportamenti manipolatori.
Questa tattica è spesso utilizzata da individui narcisisti per ottenere il controllo sul/sulla partner. Chi lo pratica cerca di confondere la persona, inducendola a mettere in discussione le proprie convinzioni, valori, pensieri e comportamenti.
Proprio come nel film, una persona sottoposta a ripetuti tentativi di gaslighting arriva a mettere in dubbio i propri pensieri, ricordi e comportamenti, il che a sua volta può renderla dipendente dall’abusante e logorata emotivamente.
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Come si manifesta il gaslighting in una relazione?
Il gaslighting può assumere diverse forme.
- Il/la partner nega episodi passati (“Non è mai successo” o “Te lo sei inventato”).
- Svaluta emozioni e reazioni (“Esageri sempre”, “Sei troppo sensibile”).
- Fa sentire l’altra persona confusa o insicura (“Hai problemi a ricordare le cose”, “Nessuno ti prenderebbe sul serio”).
- Cambia versione dei fatti, anche di fronte a prove evidenti.
- Isola progressivamente la persona da amici, familiari o fonti esterne di supporto.
Quanto è comune il gaslighting?
Il gaslighting è molto comune e si verifica più spesso di quanto si possa immaginare. Nel 2022, “gaslighting” è stato definita parola dell’anno dal Merriam-Webster (Italia, 2022) ed è diventata molto più comune nella lingua inglese rispetto agli anni precedenti.
Una semplice ricerca su Internet usando il termine “gaslighting” rivela una miriade di articoli e video incentrati sulla definizione di gaslighting, sulle tecniche utilizzate dai gaslighter, su come affrontarlo e combatterlo e altro ancora.
I ricercatori si sono occupati di questo tema?
Un sondaggio condotto dalla National Domestic Violence Hotline ha indicato che il 74% delle donne vittime di violenza domestica ha subito gaslighting da parte del partner (Conrad, 2023). Ampliando la portata della ricerca per studiare il narcisismo e il disturbo narcisistico di personalità (NPD), che include sia uomini che donne, anche la letteratura sul gaslighting si sta ampliando.
La Cleveland Clinic (2020) riporta che fino al 5% della popolazione statunitense soffre di NPD, un dato in aumento rispetto a uno studio del 2005 che suggeriva che solo lo 0,5% della popolazione statunitense soffrisse di NPD (Torgersen, 2002). Nel 2011, una ricerca indicava che il 6,2% della popolazione soffriva di NPD (Cambell & Miller, 2011).

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Quali sono i segnali per riconoscere il gaslighting?
Ci sono segnali che possono indicare di essere vittime di gaslighting, tra cui:
- Dubbi ricorrenti sulla propria memoria o lucidità mentale.
- Costante bisogno di chiedere scusa, anche quando si pensa di non aver fatto nulla di sbagliato.
- Sensazione di camminare sulle uova (agire con cautela estrema, a volte esagerata) per evitare i conflitti.
- Perdita di fiducia in sé stessi e nelle proprie decisioni.
- Isolamento sociale crescente (perdita di contatti con familiari e amici, perché non piacciono al/alla partner).
Quali effetti ha il gaslighting in chi lo subisce?
Gli effetti del gaslighting variano da lievi a gravi e possono avere conseguenze durature in tutti gli aspetti della vita di una persona, dal lavoro alla scuola, dalla famiglia alle relazioni sentimentali.
Sul piano psicologico si riscontrano: ansia, isolamento, depressione e traumi psicologici (Nall, 2020); difficoltà a fidarsi degli altri; calo dell’autostima e della fiducia in se stessi; confusione (Lancer, 2018); e co-dipendenza, sentimenti di disperazione, disturbo da stress post-traumatico, senso di colpa e sottomissione. Il problema, per molte vittime, è che le altre persone intorno a loro spesso non ne vedono i segnali, a meno che non vengano a loro volta attaccate
Quali domande porsi per capire se si sta subendo gaslighting?
Alcune domande utili per riflettere sulla propria situazione possono essere:
- Mi sento regolarmente confusa/o o insicuro/a dopo aver parlato con questa persona?
- Devo spesso giustificare i miei sentimenti o scusarmi anche quando non ne capisco il perché?
- Ho iniziato a dubitare delle mie percezioni anche quando prima ne ero sicuro/a?
- Le altre persone mi fanno notare che ho cambiato atteggiamento, che sono più insicuro/a o isolato/a?
- Provo sollievo quando quella persona non è presente?
Da chi farsi aiutare?
Il supporto è fondamentale. È utile rivolgersi a:
- Uno/a psicoterapeuta con esperienza in dinamiche relazionali;
- Centri antiviolenza o servizi sociali, soprattutto se il gaslighting è accompagnato da altre forme di abuso;
- Familiari e amici fidati, per rompere l’isolamento e avere conferme esterne.
Quali strategie si possono mettere in atto per proteggersi?
Alcune strategie utili sono:
- Tenere un diario in cui annotare episodi, sensazioni e reazioni per mantenere il contatto con la propria realtà.
- Stabilire confini chiari nelle conversazioni (“Questa frase mi ferisce, ti chiedo di non ripeterla”).
- Invece di arrabbiarsi a causa delle continue accuse del gaslighter, è meglio rimanere calmi e indifferenti. Non interagire con loro o rivelare le proprie emozioni dimostra fiducia in se stessi e autocontrollo. I gaslighter vogliono che il loro bersaglio si arrabbi, perché questo li aiuta a indebolirlo/a ancora di più.
- Coltivare spazi personali e relazioni sane. Circondarsi di amici, familiari e colleghi, di cui potersi fidare.
- Minimizzare i contatti e le conversazioni con quella persona: è meglio dare il minimo di informazioni possibile, poiché quelle che si condividono con lui/lei saranno probabilmente usate in seguito contro la propria persona.
- Considerare un percorso terapeutico di rafforzamento dell’autostima e del senso di realtà.
Perché una persona arriva a fare gaslighting?
Chi attua gaslighting può agire spinto/a da diversi fattori, tra cui:
- Bisogno di controllo e dominio sull’altra/a.
- Paura dell’abbandono o insicurezza mascherata da ipercontrollo.
- Modelli relazionali disfunzionali appresi nell’infanzia.
- Disturbi di personalità (come il disturbo narcisistico, ma non necessariamente).
Tuttavia, queste spiegazioni non giustificano il comportamento manipolatorio. È sempre importante dare priorità alla protezione e al benessere di chi subisce la violenza piuttosto che alle motivazioni psicologiche di chi la mette in atto.
Dr. Giuliana Proietti

IN PRESENZA:
Ancona, Civitanova Marche, Fabriano, Terni

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa
ANCONA FABRIANO CIVITANOVA MARCHE TERNI e ONLINE
● Attività libero professionale, prevalentemente online
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.
Sito personale: www.giulianaproietti.it
