• 19 Maggio 2024 18:29

Clinica della Coppia

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incesto

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Cosa significa “incesto”?

La parola incesto deriva dal latino incestum e significa “non casto“, ovvero “impuro“. Questo termine viene usato per indicare un rapporto o una relazione sessuale fra persone consanguinee, parenti o affini.  In una definizione più ampia, l’incesto è un rapporto tra persone con legami formali o informali di parentela, considerati culturalmente come un ostacolo alle relazioni sessuali, il che però non sempre configura un reato.

Perché l’incesto è proibito?

Una delle ragioni per cui si è sviluppato il tabù dell’incesto potrebbe essere di ordine biologico: l’accoppiamento fra consanguinei rischia di favorire l’espressione di geni recessivi letali o dannosi, per cui i figli di genitori incestuosi risultano in genere meno sani rispetto alla media.

Dal punto di vista antropologico Lévi-Strauss (1947) ha ipotizzato che il divieto di sposare la propria madre, sorella o figlia deriverebbe dalla necessità di stabilire relazioni con altri popoli o tribù attraverso lo scambio delle donne.

Il sociologo E. Durkheim (1858-1917) ha teorizzato un’istintiva ripugnanza per i rapporti sessuali tra consanguinei, quali, ad esempio, una qualche sostanza in comune nel sangue.

Dal punto di vista psicoanalitico Sigmund Freud in Totem e Tabù (1912) sviluppò il concetto di orda primitiva, in cui i giovani uccidono di comune accordo il patriarca del gruppo che aveva tenuto per sé tutte le donne della tribù. Il tabù dell’incesto sorgerebbe dunque dal bisogno dei colpevoli di liberarsi del senso di colpa dopo l’assassinio, anche per prevenire la ripetizione dell’atto (questa volta ai loro danni). L’interdizione all’incesto è, secondo la psicoanalisi,  il nucleo a partire dal quale nasce il complesso edipico: la prima scelta dell’oggetto sessuale da parte del bambino è sempre incestuosa. La strada verso il superamento dell’attrazione incestuosa passa attraverso lo sviluppo del super-io, cui spetta il compito di sbarrare la strada al ritorno di questo genere di desideri.

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Quanti tipi di incesto esistono?

L’incesto si verifica più comunemente fra padri, patrigni, zii e fratelli più anziani e figlie o figliastre, nipoti e sorelle. Problemi di alcol dell’abusante, situazioni di sovraffollamento, maggiore promiscuità fisica e isolamento rurale sono considerate condizioni favorenti.

Il tabù dell’incesto fra madre e figlio è più raro e si colloca in un ambito di psicopatologia più grave, così come quella di un padre incestuoso che costringa un figlio dello stesso sesso ad avere rapporti con lui.

Non sempre l’incesto riguarda il congiungimento carnale: può essere considerato comportamento incestuoso anche il solo toccamento dei genitali della vittima, baci profondi, penetrazione con le dita.

Quanto è frequente?

E’ difficile raccogliere dati certi sulla diffusione dei rapporti incestuosi, a causa dei  tentativi di copertura messi in atto dall’intera famiglia. L’incidenza più alta della scoperta di comportamenti incestuosi nelle famiglie con basso livello socioeconomico potrebbe essere spiegata con la maggiore possibilità di contatto di tali famiglie con assistenti sociali e personale sanitario. Le famiglie a più alto reddito riescono a tenere meglio nascosto il problema.

L’unica certezza che possiamo avere è che le cifre che riguardano questo grave abuso sessuale sono sempre sottostimate, in ogni parte del mondo: le vittime infatti non ne parlano e le famiglie non sporgono denuncia. Secondo Hayes (1990) il 43% dei bambini abusati sessualmente lo sono ad opera di un familiare, il 33% sono abusati da parte di qualcuno che conoscono e di cui hanno fiducia e solo il 24% sono abusati da parte di estranei.

A+

Quali sono le leggi che riguardano l’incesto nei vari Paesi del mondo?

La maggior parte delle norme sul divieto di incesto riguardano i rapporti di parentela genitori-figli, zio/nonno-nipote e tra fratelli o fratellastri, mentre alcuni paesi permettono ad esempio il matrimonio tra cugini.

Le leggi riguardanti l’incesto possono inoltre comprendere divieti di unioni tra individui non biologicamente imparentati ma in cui sussiste uno stretto rapporto giuridico, come ad esempio nel caso dell’adozione; altre giurisdizioni comprendono nella definizione d’incesto anche l’eventuale rapporto sessuale con parenti acquisiti, ad esempio i cognati.

  • Africa
    L’incesto consensuale tra adulti è legale in Costa d’Avorio. In Sudafrica dal 2007 non si parla più di “penetrazione vaginale” ma di “penetrazione sessuale” fra persone legate biologicamente o in forma acquisita  (genitore, figlio adottivo o parente del coniuge).
  • Asia
    A Taiwan è legale l’incesto consensuale tra adulti. A Hong Kong viene considerato incesto intrattenere rapporti sessuali con parenti stretti (nonno-nipote, padre-figlia, madre-figlio e fratello-sorella), anche se questi sono adulti e consenzienti; la pena va dai 14 ai 20 anni di reclusione.La legge non include le relazioni zio-nipote e fra cugini, si rivolge inoltre esclusivamente ai rapporti eterosessuali.Il codice penale indiano non contiene alcuna disposizione specifica contro l’incesto, vi sono invece disposizioni generali relative all’abuso sessuale sui bambini da parte dei genitori.In Malesia è incesto il rapporto sessuale tra persone alle quali secondo la legge, la religione e/o la consuetudine non viene consentito di sposarsi a causa della relazione, biologica o meno, intercorrente. Oltre alla fustigazione le persone che incorrono nel reato di incesto rischiano una pena da 6 a 20 anni di carcere; se all’incesto è associato lo stupro la condanna può salire fino a 30 anni.Il diritto malese considera infine come incestuoso anche il rapporto sessuale con i membri della famiglia acquisita.Il codice di famiglia delle Filippine specifica che i matrimoni tra consanguinei vanno considerati nulli sin dal principio. In Turchia l’incesto tra adulti consenzienti è legale; è vietato però il matrimonio tra fratelli o tra genitore e figlio adottivo mentre quello tra cugini è consentito. In Vietnam l’incesto tra persone con legami di sangue diretti è illegale e può portare fino a 5 anni di carcere.
  • Europa
    La maggior parte degli Stati europei contiene nel proprio ordinamento leggi contro l’incesto tra antenati e discendenti in linea diretta; tuttavia, in alcuni di questi tale legislazione non viene più applicata se l’incesto avviene tra adulti consenzienti.In tutti i Paesi europei, Italia compresa, il matrimonio fra primi cugini è permesso dalla legge civile. In Austria l’incesto è vietato e punibile fino a due anni di prigione. In Danimarca l’incesto è punibile da 2 a 6 anni di prigione. In Finlandia l’incesto tra adulti è punibile con una multa e fino a 2 anni di prigione, mentre non è punibile il minorenne eventualmente coinvolto.Il matrimonio tra consanguinei è vietato. In Francia il codice napoleonico (1810) aveva abolito tutte le disposizioni contro l’incesto in tutto il territorio francese e belga. Nel 2010 è stata ripristinata una legislazione riguardante l’incesto, definendolo però esclusivamente come stupro o abuso sessuale su un minorenne compiuto da un parente o qualsiasi altra persona che ha autorità legittima sulla vittima. L’incesto tra adulti consenzienti non è invece proibito.In Germania viene considerato incesto solo il rapporto vaginale (eterosessuale) tra consanguinei, punibile con una multa e fino a 3 anni di prigione. L’incesto compiuto tra parenti che al momento del reato erano minorenni non è punibile pur rimanendo un crimine, è punibile invece il favoreggiamento dell’incesto tra minori. Il matrimonio tra parenti è proibito.In Irlanda esiste una legge contro l’incesto fin dal 1908, ma questa fa riferimento solo alle relazioni di tipo vaginale non includendo quindi quelle omosessuali. La pena massima può giungere fino a 7 anni per la donna e fino all’ergastolo per l’uomo. In Italia è illegale, ma è punibile solo se da esso deriva pubblico scandalo (a discrezione del giudice). Tra maggiorenni, è punito con la reclusione da uno a cinque anni, e da due a otto anni nel caso di relazione incestuosa. Nei Paesi Bassi l’incesto tra adulti consenzienti è legale. In Polonia l’incesto è punibile fino a 5 anni di prigione.

    In Portogallo non è espressamente vietato l’incesto. In Romania viene considerato reato anche l’incesto consensuale commesso tra adulti ed è punibile fino a 5 anni di prigione. In Russia l’incesto consensuale tra adulti non è un crimine, mentre vi è il divieto di matrimonio tra parenti. In Spagna l’incesto consensuale tra adulti è legale. In Svezia l’incesto è proibito; i fratellastri possono sposarsi, ma necessitano di una speciale approvazione legislativa. In Svizzera l’articolo 213 del codice penale proibisce l’incesto e questo è punibile fino a 3 anni di reclusione. Nel Regno Unito l’incesto è illegale ed è punibile fino a 2 anni di carcere.

  • Nord America

    In Canada commette incesto chi ha un rapporto sessuale con un parente conoscendo l’esistenza del rapporto di consanguineità, ed è passibile di condanna da 5 a 14 anni di reclusione.
  • Sud America
    In Argentina l’incesto è legale se entrambe le persone sono sopra l’età minima del consenso sessuale.

  • Oceania
    In Nuova Zelanda l’incesto è vietato e punibile dalla legge.

Cosa prevede la Legislazione italiana, in caso di incesto?

In Italia solamente nel 1996 la violenza sessuale è divenuta un reato contro la persona e non più  contro la morale. L’incesto, se dovuto ad abuso sessuale, costrizione fisica e psicologica a compiere o subire atti contro la propria volontà, si configura come reato penale grazie alla legge del 15 febbraio 1996, n. 66 (Norme contro la violenza sessuale). Questa legge prevede pene e aggravanti quando la violenza è compiuta nei confronti di una persona che non ha compiuto i 14 anni, o nei confronti di una persona che non ha compiuto i 16 anni, della quale il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore (pena aumentata da 6 a 12 anni di reclusione).

Quando invece l’incesto non è dovuto ad una violenza sessuale, si applica l’art. 564 del codice penale, ricompreso tra i delitti contro la famiglia (titolo XI) e, in particolare, tra i delitti contro la morale familiare (capo II). Esso prevede una pena solo qualora vi sia “pubblico scandalo” ovvero il fatto diventi noto all’opinione pubblica, anche a causa di una gravidanza o filiazione incestuosa, oppure una semplice confessione e produca una “reazione morale della coscienza pubblica, accompagnata da senso di disgusto e sdegno contro il turpe fatto”.

Ai fini dell’integrazione del reato, è necessario che l’incesto sia commesso con un discendente o un ascendente, con un affine in linea retta o con una sorella o un fratello; non si configura, pertanto, nel caso in cui il fatto sia commesso nell’ambito di un rapporto di adozione, tra l’adottato e l’adottante, essendo richiesta una relazione tra consanguinei.

Sono previste due circostanze aggravanti speciali:

  • Quando il reato è continuato la pena è della reclusione aumenta da due a otto anni (circostanza ad effetto speciale);
  • Se l’incesto è commesso da persona maggiore di età con persona minore degli anni diciotto, la pena è aumentata per la persona maggiorenne (la pena è dunque aumentata fino ad un terzo).

La condanna per il delitto di incesto pronunciata contro il genitore comporta la perdita della responsabilità genitoriale. La condanna a qualsiasi pena detentiva per il delitto di incesto, subita da un coniuge, costituisce per l’altro coniuge una causa di divorzio.

Relazione su Freud e Totem e Tabù

 

Cosa succede, secondo la legge italiana, ai figli nati da un rapporto incestuoso?

Fino a non molto tempo fa i figli nati da un rapporto fra genitori consanguinei, per la legge italiana, non  potevano essere riconosciuti dai loro genitori.  L’art. 251 del codice civile infatti così recitava:

Riconoscimento di figli incestuosi

I figli nati da persone, tra le quali esiste un vincolo di parentela anche soltanto naturale, in linea retta all’infinito o in linea collaterale nel secondo grado, ovvero un vincolo di affinità in linea retta, non possono essere riconosciuti dai loro genitori, salvo che questi al tempo del concepimento ignorassero il vincolo esistente tra di loro o che sia stato dichiarato nullo il matrimonio da cui deriva l’affinità. Quando uno solo dei genitori è stato in buona fede, il riconoscimento del figlio può essere fatto solo da lui. Il riconoscimento è autorizzato dal giudice, avuto riguardo all’interesse del figlio ed alla necessità di evitare allo stesso qualsiasi pregiudizio.

Solo nel 2013 la legge n. 219 ha introdotto la possibilità di riconoscimento dei figli incestuosi, indipendentemente dal fatto che i genitori siano in buona o in mala fede, previa autorizzazione del giudice che ha avuto riguardo all’interesse del figlio e alla necessità di evitare allo stesso qualsiasi pregiudizio (art. 251 c.c.). Il figlio non riconosciuto può agire al riconoscimento giudiziale della maternità o paternità. L’azione è imprescrittibile.

Quali sono le caratteristiche della vittima di incesto?

La vittima di un incesto è in genere estremamente riluttante nel rivelare il suo trauma: ha il timore di non essere creduta (anche perché spesso i suoi ricordi sono confusi) e soprattutto teme di essere rimproverata e punita, in quanto si sente responsabile dell’accaduto.

Come si comportano i familiari della vittima di incesto?

Solo il 40% delle vittime (M.D. Everson et. al., 1985)  vede la famiglia al suo fianco dopo la rivelazione di un incesto. Secondo i dati del CBM (Centro di aiuto al bambino maltrattato e alla famiglia), per i casi trattati tra il 1990 e il 1995, emerge che solo nel 27% dei casi il bambino riceve protezione dalla sua famiglia nei casi di incesto.

I familiari evitano di parlarne e non sporgono denuncia, nel tentativo di preservare il buon nome della famiglia, di evitare maldicenze e pettegolezzi, così come separazioni fra coniugi o allontanamenti familiari disposti dai servizi sociali, ecc.

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Cosa si sa delle madri delle vittime di incesto?

In genere la madre nella famiglia incestuosa soffre di una malattia cronica, è depressa, è sovraccarica di lavoro o è a sua volta vittima di abusi: il ripetersi degli eventi le appare quindi quasi naturale, come fosse un diritto da parte del maschio di appropriarsi del corpo di una bambina. Questo accade perché l’abuso subito ha strutturato in lei una personalità fragile, tale da ricercare un partner dominante e prepotente ed inoltre il suo vissuto non elaborato la porta a reiterare, in maniera più o meno inconscia, il proprio trauma, come se nella famiglia che si è formata sia necessario ri-costruire il proprio dramma, rimettere in atto, come regista, il proprio abuso per poterlo esorcizzare (T. Furniss, 1983).

Alcune madri rispondono alle confessioni dei figli credendoli e sostenendoli, alcune ignorano completamente la confessione e “dimenticano” persino che sia stata menzionata. Questa pseudo-amnesia, oppure l’accusa di essersi inventata tutto, lascia nella vittima la sensazione di rifiuto e di mancanza di protezione.

Cosa si sa dei soggetti abusanti?

Spesso, l’aggressione sessuale viene effettuata da figure sostitutive del padre, come il patrigno o il convivente della madre, o anche un fratello maggiore della vittima.

Quando l’abusante è un padre-padrone siamo spesso di fronte ad un uomo profondamente calato nel modello patriarcale tradizionale, autoritario e dispotico, con personalità fortemente egosintonica, spesso violento e maltrattante verso moglie e figli (R.C. Summit, J. Kryso, 1978). Quest’uomo è il risultato di una sub-cultura che vede nel maschio l’unico portatore di valori tradizionali, al quale devono essere sacrificate le vite di tutte le donne-oggetto della famiglia (A. Gombia, 2002).

La personalità del padre incestuoso è notevolmente disturbata, principalmente per la grande confusione esistente in se stesso circa i ruoli, il rispetto dell’altro, la non distinzione tra i propri desideri e quelli degli altri (J.A, Schakel, 1987). Questo soggetto spesso non distingue più nettamente fra tenerezza, legame di cura, protezione, legame d’amore e sessualità.

Quali sono le conseguenze fisiche e psicologiche nella vittima?

L’incesto è una delle peggiori forme di abuso sui minori, perché l’aggressore è sempre presente ed il bambino/ragazzo deve imparare a convivere con richieste sessuali sempre più pressanti, oltre che con un imbarazzante ed inconfessabile segreto, perdendo così ogni senso di sicurezza e di tranquillità personale.

Le conseguenze sul piano fisico possono riguardare: lesioni varie ai genitali e all’ano, gravidanza, malattie a trasmissione sessuale. Per quanto attiene le difficoltà psicologiche vi saranno anzitutto disturbi emotivi nell’area della sessualità e delle relazioni sociali, che di solito accompagnano la vittima per tutta la sua esistenza, oltre ad eventuali compromissioni sul piano cognitivo, in quanto i processi regressivi scatenati dall’esperienza incestuosa possono interferire negativamente sullo sviluppo intellettivo della vittima, tanto più gravemente quanto più bassa è l’età del minore.

Numerose ricerche dimostrano inoltre che gli abusati non riescono a ricordare con precisione il trauma subito: si pensa che possano intervenire anche dei cambiamenti endocrini e neurologici, che causano una perdita completa o parziale dei ricordi legati all’evento. (vedi Matsakis, 1991).   Quando non c’è amnesia, possono esservi i tipici disturbi della sindrome post traumatica da stress: flashback, incubi, depressione, perdita dell’autostima, senso di vergogna, con conseguenti comportamenti autodistruttivi nell’uso e l’abuso di sostanze e/o alcol, prostituzione.

Intervista su Eiaculazione Precoce


Cosa ne pensa la religione cattolica?

Nel Catechismo, alla voce “altre offese alla dignità del matrimonio” (2388) si legge:  L’incesto corrompe le relazioni familiari e segna un regresso verso l’animalità.

L’incesto è condannato dal Lv 18,6-16. Qui vi si legge una lunga sequenza di possibili incesti tra consanguinei o affini (suocera, nuora, cognata…).

Anche San Paolo stigmatizza questa colpa particolarmente grave: “Si sente da per tutto parlare d’immoralità tra voi… al punto che uno convive con la moglie di suo padre!… Nel nome del Signore nostro Gesù… questo individuo sia dato in balia di Satana per la rovina della sua carne” (1 Cor 5,1; 1 Cor 5,4-5).

S. Agostino osserva che, se all’inizio del genere umano l’unione tra fratelli e sorelle fu una condizione necessaria per la propagazione del genere umano, col cessare di questa necessità, tale unione fu condannata dalla religione.

Il diritto canonico esclude le seguenti relazioni fra persone collegate da sangue o da affinità: il matrimonio fra tutti gli ascendenti e i discendenti in linea diretta; nella linea collaterale tra fratelli e sorelle e fra primi cugini (CJC 1091); tra gli affini in tutti i gradi nella linea diretta, e cioè fra un uomo e una suocera o nuora e fra una donna e il suocero o genero (CJC 1092).
La Chiesa, sebbene a malincuore, dispensa nei matrimoni fra primi cugini e anche nell’affinità in linea diretta.

In passato si parlava anche di “incesto spirituale” e si verificava nel caso di parentela spirituale (tra battezzato e battezzante o padrino). Il nuovo CJC (Codex Juris Canonici) non ne parla più.

Dr. Walter La Gatta

Riferimenti bibliografici:

Hayes, Robert. (1990, Summer). “Child Sexual Abuse.” Crime Prevention Journal.

Siti consultati:

Ruzzarin B., Il fenomeno dell’incesto: aspetti psicologici e giuridici
Aduc
Wikipedia
Studio Celentano
Blog Donatella Poretti
Catechismo della Chiesa Cattolica

Domenicani

Link: Dacia Maraini La “famiglia naturale”? Non esiste, perché la natura è violenza, caos, incesto


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Lot e le figlie, Hendrick Goltzius (1616)

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Di Dr. Walter La Gatta

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