Quando nella coppia il desiderio sessuale non è più lo stesso
❤️ le ragioni e cosa fare
All’interno di una relazione di coppia è piuttosto comune attraversare periodi nei quali il desiderio sessuale dei due partner non coincide. In alcune fasi può essere uno dei due a cercare maggiormente l’intimità, mentre l’altro può sentirne meno il bisogno. Questo può diventare particolarmente difficile quando la differenza di desiderio non è occasionale, ma si prolunga nel tempo.
La situazione può essere vissuta con particolare intensità da chi desidera maggiormente il rapporto sessuale: non si tratta infatti soltanto della frequenza dei rapporti, ma anche del bisogno di sentirsi cercati, desiderati e importanti per il proprio partner.
Cerchiamo di saperne di più.
Quando il desiderio sessuale cambia
Il desiderio sessuale non è una caratteristica fissa della persona. Può aumentare o diminuire nel corso della vita e può modificarsi anche all’interno della stessa relazione.
Stress, stanchezza, preoccupazioni economiche o lavorative, mancanza di sonno, problemi personali e cambiamenti nelle abitudini quotidiane possono incidere significativamente sulla disponibilità all’intimità. Una persona può continuare ad amare il proprio partner e sentirsi soddisfatta della relazione, ma avere meno energie o meno interesse per il sesso.
Quando si lavora molte ore, si dorme poco e si affrontano giornate particolarmente impegnative, il corpo e la mente possono avere bisogno soprattutto di recuperare. In queste condizioni, il desiderio sessuale può passare in secondo piano.
Questo non significa necessariamente che il/la partner non sia più attratto/a o che l’amore sia diminuito. Il desiderio sessuale e il sentimento amoroso, infatti, non sono la stessa cosa.
La stanchezza può davvero ridurre il desiderio?
La risposta è sì. La sessualità richiede una certa disponibilità fisica e psicologica e, in una persona cronicamente stanca, questa disponibilità può ridursi.
Quando si dorme poco per lunghi periodi e si vive una quotidianità molto stressante, può diventare difficile avere la stessa energia che si aveva in precedenza. Anche il semplice fatto di incontrarsi ogni sera non garantisce automaticamente che ci siano le condizioni per vivere la sessualità con la stessa frequenza di prima.
È inoltre possibile che una coppia, dopo i primi mesi o i primi anni di relazione, attraversi un cambiamento nella propria vita sessuale. La fase iniziale di una relazione può essere caratterizzata da una forte novità, da curiosità e da un’intensa focalizzazione reciproca. Successivamente la relazione può diventare più stabile e il desiderio può assumere caratteristiche differenti.
Questo cambiamento non deve essere interpretato automaticamente come la fine dell’attrazione. Una sessualità di coppia può trasformarsi senza necessariamente scomparire.
Quando uno dei due desidera molto più dell’altro
La differenza di desiderio può però diventare fonte di sofferenza. Chi desidera più frequentemente rapporti può iniziare a chiedersi: “Perché non mi cerca più?”, “Non gli piaccio abbastanza?” oppure “Perché devo essere sempre io a prendere l’iniziativa?”.
In questi casi il problema non riguarda soltanto il sesso. Dietro la richiesta di maggiore frequenza può esserci il desiderio di sentirsi desiderati, scelti e attraenti agli occhi dell’altro.
Per questo motivo un rifiuto sessuale può essere interpretato, soprattutto quando si ripete, come un rifiuto della propria persona. Ma le due cose non coincidono necessariamente.
Il/La partner può rifiutare un rapporto in un determinato momento perché è stanco/a, preoccupato/a, distratto/a o semplicemente perché non sente desiderio in quel momento. Questo non significa necessariamente rifiutare la persona che ha accanto.
Il desiderio femminile non è meno importante
Esiste ancora l’idea secondo cui sarebbe soprattutto l’uomo a dover prendere l’iniziativa sessuale, mentre la donna dovrebbe avere un ruolo più passivo. Si tratta però di uno stereotipo che non descrive la varietà delle esperienze reali.
Una donna può avere un desiderio sessuale molto intenso, cercare frequentemente il proprio partner, avere fantasie e desiderare di sperimentare una sessualità ricca e soddisfacente. Allo stesso modo, un uomo può attraversare periodi nei quali desidera meno rapporti sessuali.
Non esiste quindi una frequenza “normale” dei rapporti valida per tutti e non esiste una quantità di desiderio che possa essere considerata tipicamente maschile o tipicamente femminile.
Il punto centrale è piuttosto la compatibilità tra i desideri dei due partner e la capacità della coppia di parlarne senza trasformare la differenza in una colpa.
Insistere può diventare controproducente
Quando una persona sente molto desiderio e il partner ne prova meno, è comprensibile che cerchi di creare occasioni di intimità. Tuttavia, se ogni incontro sessuale nasce prevalentemente dall’insistenza di uno dei due, può instaurarsi un meccanismo poco soddisfacente per entrambi.
Chi desidera meno può iniziare a vivere le richieste sessuali come una pressione e, di conseguenza, sentirsi ancora meno spontaneamente disponibile. Chi desidera di più, invece, può sentirsi progressivamente poco desiderato e aumentare ulteriormente le richieste per ottenere una conferma dell’interesse del partner.
Si può così creare un circolo nel quale più uno cerca rassicurazioni attraverso il sesso, più l’altro si sente sotto pressione; e più l’altro si ritrae, più il primo sente il bisogno di essere rassicurato.
Per interrompere questo meccanismo può essere utile ridurre la pressione e cercare di comprendere che cosa sta succedendo nella relazione.
Parlare del desiderio senza trasformarlo in un’accusa
Una conversazione sulla sessualità può essere molto utile, purché non venga impostata come un processo al partner.
Dire “Non mi desideri più” può suscitare difesa o senso di colpa. Può essere invece più efficace spiegare che cosa si prova: “Quando l’iniziativa parte quasi sempre da me, mi capita di sentirmi poco desiderata e vorrei capire insieme che cosa sta succedendo”.
In questo modo la questione non diventa “chi ha ragione?”, ma “che cosa sta succedendo tra noi?”.
È importante anche chiedere al partner come vive la propria sessualità: se è soddisfatto, se sente di avere meno desiderio rispetto al passato, se la stanchezza rappresenta il principale ostacolo oppure se ci sono altre difficoltà.
A volte, infatti, la diminuzione del desiderio può avere origini molto diverse: stress, sonno insufficiente, difficoltà emotive, problemi nella relazione, cambiamenti personali, farmaci o altre condizioni fisiche. Se il cambiamento è marcato, persistente o accompagnato da altri sintomi, può essere opportuno parlarne anche con un professionista sanitario.
Il desiderio può essere spontaneo oppure nascere dall’intimità
Un altro aspetto importante è che non tutte le persone sperimentano il desiderio nello stesso modo.
Per alcune persone il desiderio compare spontaneamente prima del contatto fisico: nasce una fantasia, si sente attrazione e viene voglia di cercare il partner. Per altre può comparire più facilmente dopo che è iniziata una situazione di vicinanza, affetto e intimità.
Questo significa che aspettarsi che entrambi debbano sentire contemporaneamente una forte spinta sessuale può creare aspettative poco realistiche.
Una coppia può quindi imparare a riconoscere i diversi modi nei quali il desiderio emerge, senza trasformare ogni differenza in un segnale di disinteresse.
Quando la differenza di libido diventa un problema?
Non è la differenza numerica nella frequenza dei rapporti a stabilire se esista un problema. Una coppia può avere rapporti una volta alla settimana ed essere pienamente soddisfatta, mentre un’altra può vivere con sofferenza una frequenza molto maggiore.
La difficoltà nasce soprattutto quando uno dei due vive una frustrazione persistente, quando l’altro si sente continuamente sotto pressione oppure quando la sessualità diventa un modo per misurare l’amore e l’interesse reciproco.
In questi casi è utile chiedersi non soltanto “Quanto spesso facciamo sesso?”, ma anche:
- Quanto siamo soddisfatti entrambi della nostra vita sessuale?
- Ci sentiamo desiderati e desiderabili?
- Riusciamo a parlare del sesso senza vergogna, accuse o sensi di colpa?
- La differenza di desiderio è recente oppure esiste da sempre?
- La stanchezza e lo stress stanno occupando uno spazio eccessivo nella nostra vita?
- Esistono altre forme di intimità e vicinanza oltre al rapporto sessuale?
Bisogna “calmare” il proprio desiderio?
Avere molto desiderio sessuale non significa di per sé avere un problema. Non è necessario considerare patologico un desiderio intenso soltanto perché è maggiore di quello del partner.
Allo stesso tempo, non è necessario che il partner aumenti la propria frequenza sessuale per adeguarsi a quella dell’altro. L’obiettivo non dovrebbe essere stabilire chi dei due abbia una libido “giusta”, ma trovare un equilibrio rispettoso dei bisogni e dei limiti di entrambi.
Se il desiderio è particolarmente intenso e diventa difficile gestire la frustrazione quando non viene soddisfatto, può essere utile imparare a tollerare la differenza senza trasformarla immediatamente in una prova d’amore.
Il desiderio sessuale può inoltre essere vissuto attraverso la fantasia, la masturbazione e altre forme di espressione della propria sessualità, senza che tutto debba necessariamente essere richiesto al/alla partner.
È necessario cercare un/a partner con la stessa libido?
Una forte differenza nel desiderio sessuale può rappresentare una difficoltà di compatibilità, ma non significa automaticamente che la relazione debba terminare.
Molte coppie hanno livelli di desiderio differenti e riescono a trovare un equilibrio attraverso il dialogo, la comprensione reciproca e una maggiore attenzione alle condizioni che favoriscono l’intimità.
Prima di concludere che sia necessario cercare una persona con una libido identica alla propria, può essere utile capire se la differenza è una caratteristica stabile della coppia oppure se è legata a una fase particolare della vita.
Se, invece, la distanza tra i due desideri rimane molto ampia nel tempo e genera una sofferenza significativa, affrontare la questione con un sessuologo/a o con un terapeuta di coppia può aiutare entrambi a comprendere meglio i propri bisogni e a valutare le possibilità concrete della relazione.
La sessualità non misura l’amore
Uno degli aspetti più importanti da ricordare è che la frequenza dei rapporti sessuali non costituisce un misuratore preciso dell’amore.
Si può amare molto una persona e attraversare un periodo di scarso desiderio. Allo stesso modo, si può provare un forte desiderio sessuale senza che questo coincida necessariamente con un sentimento amoroso altrettanto intenso.
Per una coppia è quindi importante distinguere il bisogno sessuale dal bisogno di rassicurazione affettiva. Se il sesso diventa l’unico modo attraverso il quale sentirsi amati, ogni rifiuto rischia di assumere un significato eccessivo.
Una relazione soddisfacente può invece permettere di sentirsi desiderati anche attraverso il contatto fisico, le attenzioni, le parole, la complicità e la vicinanza quotidiana.
💛 Cosa fare quando nella coppia c’è una differenza di desiderio sessuale?
- Parlare apertamente: esprimere ciò che si prova senza accusare l’altro e cercare di capire come ciascuno vive la propria sessualità.
- Non interpretare automaticamente il rifiuto come mancanza d’amore: stanchezza, stress, preoccupazioni e mancanza di sonno possono ridurre il desiderio senza compromettere necessariamente l’attrazione o il sentimento.
- Evitare le pressioni: il rapporto sessuale dovrebbe essere desiderato da entrambi. Insistere ripetutamente può aumentare la tensione e rendere ancora più difficile la comparsa di un desiderio spontaneo.
- Capire che cosa sta accadendo: chiedersi se la differenza di desiderio è sempre esistita oppure se è comparsa in un determinato periodo e se coincide con cambiamenti nello stress, nel sonno, nel lavoro o nella relazione.
- Coltivare l’intimità anche fuori dal sesso: carezze, baci, abbracci, complicità e momenti condivisi possono mantenere il senso di vicinanza anche quando non si desidera avere un rapporto sessuale.
- Non cercare una frequenza “normale”: non esiste un numero universale di rapporti sessuali che una coppia dovrebbe avere. Conta soprattutto il grado di soddisfazione di entrambi.
- Rispettare i diversi ritmi: avere una libido maggiore o minore rispetto al partner non significa avere qualcosa che non va. L’obiettivo è trovare un equilibrio che tenga conto dei bisogni e dei limiti di entrambi.
- Chiedere aiuto quando la difficoltà persiste: se la differenza di desiderio provoca sofferenza, conflitti o incomprensioni che non si riescono a risolvere, può essere utile rivolgersi a uno psicologo, psicoterapeuta o sessuologo.
La differenza di desiderio non è necessariamente un problema da eliminare: diventa una difficoltà soprattutto quando i due partner non riescono più a parlarne, rispettarsi e trovare insieme un modo soddisfacente di vivere l’intimità.
Dr. Walter La Gatta
Image by MBertolotti from Pixabay

Dr. Walter La Gatta
Psicologo, Psicoterapeuta e Sessuologo clinico. Si occupa di psicoterapia individuale e di coppia, sessuologia clinica, disturbi d’ansia, timidezza, fobie sociali, tecniche di rilassamento e ipnosi.
Riceve ad Ancona, Terni, Fabriano, Civitanova Marche Milano e online.
Svolge attività clinica come terapeuta senior e collaboratore scientifico di Clinica della Coppia.
Per appuntamenti: 348 3314908
Email: w.lagatta@psicolinea.it
Sito personale:
www.walterlagatta.it
Altri progetti online:
www.psicolinea.it
www.clinicadellatimidezza.it
www.festivaldellacoppia.it









