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Quando l’amore non arriva

Quando l'amore non arriva

Quando l’amore non arriva

❤️ le ragioni e cosa fare

Ci sono persone che sostengono di non essersi mai innamorate, di non aver mai incontrato l’amore nella loro vita.

La prima cosa da dire a una persona che sostiene di non essersi mai innamorata è che non esiste un’età giusta per innamorarsi.  Le esperienze affettive seguono percorsi molto diversi e non esiste un calendario universale dell’amore.

Il vero interrogativo, in casi come questo, non è dunque chiedersi “che cosa c’è che non va in me?”, ma piuttosto: “Che cosa mi aspetto dall’amore e come vivo le possibilità di relazione che incontro?” “Forse sogno un amore ideale e non mi accorgo delle possibilità che mi offre la vita?”

Cerchiamo di saperne di più.

Innamorarsi è un processo automatico?

Una delle idee più diffuse sull’amore è che prima o poi debba semplicemente “succedere”. Si incontra la persona giusta, scatta qualcosa, ci si innamora e tutto diventa spontaneo.

È una rappresentazione molto presente nella cultura romantica, ma la realtà psicologica è più complessa.

L’innamoramento può certamente essere vissuto come qualcosa di improvviso e incontrollabile. Ma la nascita di un legame dipende anche dalle occasioni di incontro, dalla disponibilità emotiva, dalle esperienze precedenti, dalle aspettative personali e dal modo in cui si interpreta il comportamento dell’altra persona.

Inoltre, non tutte le persone sperimentano l’innamoramento con la stessa intensità o nello stesso modo.

Attrazione sessuale e innamoramento sono la stessa cosa?

No. Attrazione sessuale, attrazione romantica, innamoramento e amore sono esperienze che possono essere collegate, ma non sono necessariamente coincidenti.

Una persona può provare desiderio sessuale senza desiderare una relazione sentimentale. Può sentirsi attratta da qualcuno senza sviluppare un forte coinvolgimento emotivo. Può invece innamorarsi senza che l’attrazione sessuale sia immediata.

 

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❤️ Attrazione, innamoramento e amore

Attrazione: può riguardare l’aspetto fisico, la personalità, l’intesa o altri aspetti della persona.

Innamoramento: è caratterizzato da un forte coinvolgimento emotivo e dalla particolare attenzione rivolta alla persona desiderata.

Amore: è un’esperienza più ampia, che può comprendere affetto, intimità, fiducia, desiderio, cura reciproca e impegno.

Queste dimensioni possono comparire insieme, ma non necessariamente nello stesso momento.

“Non mi è mai successo”: devo preoccuparmi?

Non necessariamente. Il fatto di non essersi mai innamorati può essere semplicemente una caratteristica della propria storia personale. Alcune persone incontrano presto un partner significativo, altre molto più tardi. Alcune hanno numerose esperienze sentimentali, altre ne hanno poche.

Diventa invece interessante chiedersi come viene vissuta questa situazione.

Se una persona è tranquilla, non sente una particolare mancanza e non desidera in questo momento una relazione, non c’è necessariamente qualcosa da correggere.

Se invece la persona desidera intensamente una relazione ma si accorge di evitare sistematicamente l’intimità, di provare forte paura quando qualcuno si avvicina o di interrompere ogni possibile coinvolgimento appena diventa emotivamente significativo, allora può essere utile interrogarsi sulle ragioni di questo comportamento.

 

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Perché potremmo evitare di innamorarci?

Le cause possono essere molteplici e non è possibile individuarne una senza conoscere la storia della persona.

Fra i possibili fattori psicologici possono esserci:

  • paura della vulnerabilità: innamorarsi significa permettere a un’altra persona di diventare importante e quindi anche esporsi alla possibilità di soffrire;
  • timore del rifiuto: alcune persone evitano il coinvolgimento per non correre il rischio di essere respinte;
  • eccessivo controllo delle emozioni: analizzare continuamente ciò che si prova può rendere più difficile lasciarsi coinvolgere;
  • aspettative molto elevate: se l’amore viene immaginato come un’esperienza straordinaria e travolgente, esperienze più graduali possono essere percepite come “non abbastanza”;
  • perfezionismo nella scelta del partner: cercare una persona che corrisponda a un ideale molto preciso può ridurre le possibilità di costruire un legame reale;
  • scarse occasioni di incontro: a volte la spiegazione è molto più semplice e riguarda il contesto sociale e le opportunità di conoscere persone compatibili;
  • esperienze relazionali limitate: senza esperienze di vicinanza è anche più difficile capire come si manifesta personalmente il coinvolgimento affettivo.

Queste sono possibilità, non diagnosi. Non innamorarsi, specialmente se si è ancora giovani, non permette di dedurre l’esistenza di un trauma, di un problema ormonale o di un disturbo psicologico.

 

❤️ Consiglio

Invece di chiedersi continuamente “Perché non mi sono ancora innamorato/a?”, può essere più utile domandarsi:

“Come vivo la vicinanza con gli altri? Cosa desidero veramente da una relazione? Cosa succede dentro di me quando qualcuno si avvicina?”

Queste domande permettono di conoscersi senza trasformare la propria vita sentimentale in un esame da superare.

Il ruolo dell’auto-osservazione

Le emozioni non sono programmi identici installati in tutti gli esseri umani. Le persone differiscono nel modo in cui riconoscono, esprimono e regolano le proprie emozioni e anche nel modo in cui costruiscono la propria intimità.

Una persona molto riflessiva può inoltre osservare continuamente ciò che sente: “Mi piace davvero? È amore? È solo attrazione? Perché non sono gelosa? Dovrei sentire qualcosa di più?”

Questo controllo continuo può trasformare un’esperienza che dovrebbe essere vissuta anche attraverso la spontaneità in una sorta di test permanente dei propri sentimenti.

 

Approfondimento clinico

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Quando l’idea dell’amore diventa un ostacolo

Paradossalmente, il desiderio di innamorarsi molto può rendere più difficile riconoscere ciò che sta realmente accadendo.

Se una persona si aspetta “le farfalle nello stomaco”, la gelosia, il desiderio irresistibile di stare sempre insieme e una sensazione immediata di certezza, potrebbe non riconoscere come significativo un interesse che nasce lentamente.

Ma una relazione può iniziare anche in modo molto meno spettacolare: curiosità, piacere nello stare insieme, fiducia crescente, desiderio di conoscere meglio l’altro e progressiva intimità.

Non tutte le storie d’amore cominciano con un colpo di fulmine.

La gelosia è una prova d’amore?

No. Una persona può amare profondamente il proprio partner senza sentirsi particolarmente gelosa. Al contrario, una forte gelosia può essere associata a insicurezza, paura di perdere l’altro o difficoltà nella fiducia e non necessariamente a un amore più intenso.

Per questo sarebbe rischioso utilizzare la gelosia come una sorta di “termometro” dell’innamoramento.

Quanto conta aver avuto precedenti esperienze?

La mancanza di esperienza sentimentale può diventare un problema soprattutto quando viene interpretata come una prova di diversità o di inadeguatezza.

Una persona che non ha mai avuto una relazione può pensare: “Tutti gli altri hanno già vissuto queste esperienze, quindi io sono in ritardo.”

Ma il confronto sociale è spesso ingannevole. Le esperienze degli altri vengono osservate dall’esterno, mentre le proprie vengono vissute dall’interno, con tutte le incertezze e le paure che comportano.

E se una persona desidera una famiglia ma non si innamora?

Questo desiderio dimostra che il voler costruire una famiglia e l’esperienza dell’innamoramento non sono necessariamente la stessa cosa.

Desiderare una famiglia può rappresentare un valore personale, un progetto di vita e un bisogno di appartenenza. Occorre capire se nella propria vita prevale un bisogno o l’altro naturalmente tenendo conto dell’età, specialmente nelle donne. Quando le donne sentono l’orologio biologico avanzare fino a toccare il limite dell’età fertile, possono sopraggiungere considerazioni più concrete, che mettono da parte l’amore romantico e si concentrano su altre qualità del possibile partner, come l’affidabilità, la fiducia, il senso di sicurezza, la solidarietà, la disponibilità, il rispetto.

 

SESSUOLOGIA

CDC

È possibile “imparare” ad amare?

In parte sì, nel senso che le relazioni offrono occasioni per conoscere se stessi e l’altro.

Imparare ad amare non significa imparare una tecnica per produrre l’innamoramento. Significa piuttosto sviluppare progressivamente capacità come ascoltare, comunicare, tollerare la differenza, esprimere i propri bisogni, accettare la vulnerabilità e costruire fiducia.

L’amore adulto non è soltanto un’emozione che “accade”: in una relazione stabile comprende anche comportamenti, scelte e responsabilità reciproche.

Quando può essere utile rivolgersi a uno psicologo?

Non perché non essersi mai innamorati sia una malattia, ma perché può essere utile chiedere aiuto quando questa situazione produce sofferenza, ansia, senso di diversità o difficoltà ripetute nelle relazioni.

Un percorso psicologico potrebbe aiutare, ad esempio, a comprendere:

  • quali aspettative abbiamo sull’amore;
  • come reagiamo quando qualcuno mostra interesse per noi;
  • se tendiamo ad avvicinarci o ad allontanarci dall’intimità;
  • quali paure possono emergere nella relazione;
  • quanto siamo condizionati dal confronto con gli altri;
  • quale tipo di relazione desideriamo realmente.

Lo scopo non sarebbe “far innamorare” la persona, ma aiutarla a comprendere meglio il proprio modo di vivere le relazioni.

Non esiste un’età giusta per innamorarsi

Una delle pressioni più forti sulla vita affettiva nasce dall’idea che tutti debbano vivere determinate esperienze nello stesso momento.

La realtà è diversa. Ci sono persone che si innamorano molto presto e altre che vivono il primo importante coinvolgimento sentimentale molti anni dopo. Alcune costruiscono relazioni durature, altre attraversano numerose relazioni, altre ancora scelgono forme di vita affettiva differenti.

Non esiste quindi una scadenza oltre la quale si debba concludere che “qualcosa non funziona”.

Cosa fare se non ci si è mai innamorati?

    • Osservare ciò che si prova davvero: chiedersi che cosa si sente dentro quando si ha a che fare con una persona, quando questa cerca un contatto o quando si immagina una possibile relazione.
    • Distinguere attrazione, affetto e innamoramento: non sono necessariamente la stessa cosa e possono comparire in momenti diversi.
    • Mettere in discussione le aspettative: chiedersi se si sta aspettando di vivere l’amore secondo un’immagine ideale, magari molto intensa o romantica, e se questo porta a non riconoscere forme di coinvolgimento più graduali.
    • Concedersi di conoscere le persone senza un obiettivo: frequentare qualcuno non significa necessariamente dover arrivare a una relazione. Può essere semplicemente un modo per capire meglio ciò che piace e ciò che non si desidera.
    • Non confrontarsi con gli altri: il fatto che amici o coetanei abbiano già vissuto relazioni importanti non significa essere “in ritardo”: le biografie personali sono molto varie e differenti fra loro.
    • Parlarne se la situazione fa soffrire: quando emergono solitudine, ansia, paura dell’intimità o difficoltà ricorrenti nelle relazioni, parlarne con uno psicologo o una psicologa può aiutare a comprendere meglio ciò che accade, senza partire dal presupposto che ci sia qualcosa che non va.

Dr. Giuliana Proietti

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Image by Moraru Sorin from Pixabay

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