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Clinica della Coppia

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Processo per stupro (1979): una pietra miliare

DiDr. Giuliana Proietti

Set 22, 2010
Processo per stupro (1979)

Processo per Stupro (1979): una pietra miliare

Terapie Online Giuliana Proietti

Negli anni settanta in Italia lo stupro era ancora considerato un “reato contro la morale“, cioè chi commetteva uno stupro o una violenza sessuale, veniva imputato per aver commesso un reato contro la moralità pubblica e il buon costume, e NON per aver commesso un  reato contro la persona.  Poi le cose per fortuna sono cambiate (ma solo nel 1997!), grazie anche a questo Processo per Stupro, trasmesso dalla TV, di cui vi inviterei a visionare (almeno) questo stralcio.

Processo per stupro è un film realizzato nel 1979 da sei giovani programmiste, filmaker e registe: Loredana Rotondo, Rony Daopulo, Paola De Martis, Annabella Miscuglio, Maria Grazia Belmonti, Anna Carini. Fu il primo documentario su un processo per stupro mandato in onda dalla RAI. Ebbe una vastissima eco nell’opinione pubblica relativamente al dibattito sulla legge contro la violenza sessuale.

L’idea di documentare un processo per stupro nacque in seguito ad un Convegno Internazionale sulla «Violenza contro le donne», organizzato dal movimento femminista nell’aprile del 1978 presso la Casa delle donne in via del Governo vecchio, a Roma. In quel convegno emerse che ovunque nel mondo, quando aveva luogo un processo per stupro, la vittima si trasformava in imputata.

Loredana Rotondo, programmista alla RAI, propose a Massimo Fichera, allora direttore di Raidue, di filmare un processo per stupro in Italia e Fichera accettò. Dietro preventiva autorizzazione del Presidente della corte, il documentario fu filmato al Tribunale di Latina, con un grande e corale lavoro da parte del collettivo femminista che le sei registe formavano.

A32/A11

Il documentario Processo per stupro fu mandato in onda per la prima volta alle 22:00 il 26 aprile 1979 e fu seguito da circa tre milioni di telespettatori; a seguito di richieste di replica, fu ritrasmesso in prima serata nell’ottobre dello stesso anno e fu seguito da nove milioni di telespettatori. Fu quindi insignito del Prix Italia e presentato a svariati festival del cinema, fra cui il Festival di Berlino, la settimana del cinema europeo a Nuova Delhi, ed ottenne una nomination nella terna finale dell’International Emmy Award; se ne conserva oggi una copia negli archivi del MOMA di New York.

L’Avvocato Tina Lagostena Bassi, difensore di parte civile, ricordò anni dopo in un’intervista quanto fu “sconvolgente” per gli spettatori italiani la visione di questa insolita trasmissione in TV, che rendeva finalmente visibile a tutti  ciò che accadeva in Italia durante un processo per stupro, quando la donna violentata veniva trasformata da vittima in adescatrice.

La normativa fu cambiata dopo un lunghissimo iter parlamentare con la legge n. 66/97, denominata «Norme contro la violenza sessuale».

Giuliana Proietti


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Di Dr. Giuliana Proietti

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona ● Attività libero professionale, prevalentemente online ● Saggista e Blogger ● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale ● Conduzione seminari di sviluppo personale ● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici ● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Sito personale: www.giulianaproietti.it La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior.

10 commenti su “Processo per stupro (1979): una pietra miliare”
  1. Ero solo un'adolescente, ma ricordo bene quanto m'impressionava sentire le “ragioni ” della difesa, i commenti, le domande, i toni. Ero incredula e scandalizzata. Forse anche impaurita: la facilità con la quale una situazione veniva ribaltata mi faceva tremare come donna.
    Che tristezza solo a ripensarci.

  2. Sono contenta, gentile lettore, di averle potuto mostrare qualcosa che non aveva ancora visto. Il linguaggio dell'avvocato, il suo dire e non dire, il ricorso ai termini latini, le allusioni e i ridolini, il timbro e il tono della voce rendono il tutto molto grave, ma non serio, come forse avrebbe detto Flaiano.Comunque, siamo d'accordo, la violenza non è solo maschile: oggi ad esempio abbiamo pubblicato un post sulla violenza domestica contro gli uomini. Superati machismo e femminismo, quello che nel presente dovrebbe impegnarci più di ogni altra cosa sono i "diritti umani". Questa buona causa comprende sicuramente tutte le altre. Non trova?

  3. Devo confessare, pur avendo 54 anni, che non avevo mai visto i filmati di quel processo. Un'idea guardando le sequenze me la sono fatta, ma non voglio esprimermi nel merito. Solo una cosa, io l'avrei denominato "Processo per miseria". Lo stupro vero e proprio, a mio modestissimo parere, e' un'altra cosa. Le violenze carnali sulle donne, anche sui bambini spesso, vengono commessi da persone malate sia alivello psichico e quant'altro, ma in quei casi il contesto e' molto difficile da giudicare, capire e guarire. Mi venga Lei in supporto, che ne ha sicuramente le facolta' professionali adatte. Mi sono sforzato a non scrivere fesserie, spero di esservi riuscito almeno in parte, ma le posso assicurare che non sono cosi' cinico e qualunquista come potrebbe sembrare. Comunque, se non altro, siamo d'accordo che bisognerebbe scaraventare fuori di casa gli apparecchi televisivi. Io l'ho fatto da quasi 5 anni. Ascolto solo la radio e la mia amica (oltre a mia moglie da ormai 32 anni) rete. Rinnovando distintamente.

  4. Grazie a lei, drummer, per i suoi commenti a questo Blog. Nessuno qui vuole negare il fatto che "le donne oggi ci stiano subito", ma non mi sembra questo il punto… Parlavamo dello stupro: se una ragazza "ci sta", ci sta per fare sesso, non per essere violentata. Sono due cose completamente diverse! E proprio quando non ci sarebbe più "bisogno" (se mai ci fosse stato) di prendere una donna con la violenza, perché appunto c'è più libertà di costumi, gli stupri aumentano… Sembra paradossale, ma forse non lo è, e una delle cause di questa situazione è sicuramente quella cui lei fa cenno: la tv. Una pessima maestra, che meriterebbe solo di rimanere spenta.

  5. Gent. ma dott.ssa Proietti, inorridisco all'episodio di cronaca quale Lei ha fatto riferimento. Non c'e' dubbio, lo stupro e' da condannare sempre e comumque. Un tempo pero' questi episodi accadevano con molto minore frequenza. E che, secondo me, l'universo maschile-femminile al giorno d'oggi si e' ribaltato. Non sono un sociologo ne' uno psicologo, pero' e' sicuro che le donne/ le ragazze di oggi hanno acquisito una dialettica e degli atteggiamenti che hanjno deteriorato la loro natura, rifiutano persino di essere corteggiate. Conoscono un ragazzo, ci fanno sesso e solo dopo si pongono la domanda "ma mi piace? " Ecco, questo ha spiazzato gli uomini, le donne oggi "ci stanno subito" ( e chi nega questo e' in malafede). Purtroppo questo fenomeno di costume femminile e' stato prodotto da tutto cio' che esce dagli schermi televisivi ormai da circa 30 anni, e non mi dilungo oltre su questo argomento. Le violenze sulle donne sono aumentate in modo esponenziale proprio in questi ultimi 30 anni, o giu' di li'. I trentenni di oggi si sono fatti un'idea che le donne tutte, siano lo stereotipo di cio' che si vede in tv. Non mi sento di dare loro torto ne' di giustificarli, a costo di sembrare cinico. Ma quando piove ci si bagna!! Avrei tante altre cose da dire ma mi fermo qui. Grazie per l'ospitalita' concessami sul Suo blog. Distinti saluti.

  6. Gentile drummer,le donne non sono tutte uguali e se anche ce ne fossero alcune (diciamo pure "molte", se le fa piacere) che si comportano come lei dice, è assolutamente sbagliato dire e pensare che "le donne" siano tutte ipocrite e vigliacche. Gli stupri e le molestie esistono davvero, non sono un'invenzione femminile o femminista e, da sempre, gli uomini e la società tendono a sottovalutare questo problema. Se oggi qualche scemetta approfitta delle tanto sudate leggi che tutelano la donna per farsi i propri comodi o per trarne dei vantaggi, va semplicemente denunciata.Proprio oggi una donna è stata uccisa perché aveva denunciato il violentatore di sua figlia; credo che questo fatto dica più di mille parole 🙁

  7. Gent.mo dott. Proietti, sono conscio di essere stato giudicato come una specie di emarginato. Evidentemente nella mia vita avro' fatto degli incontri sbagliati per essere cosi' caustico nei confronti dell'altro sesso. Tuttavia, e' innegabile che buona parte dell' "altra parte del cielo" talvolta induce a noi maschietti a farsi un opinione non positiva. Anche Oscar Wilde ha avuto spesso occasione di esprimere giudizi poco lusinghieri sull'altro sesso. Non mi si venga a dire che O.W. la pensava cosi' perche' era omosessuale… Distintamente la saluto.

  8. Che dire? La ringrazio immensamente per aver scritto questo commento, che ci fa capire come dal 1979 ad oggi ben poco sia cambiato. Cordialmente.

  9. L'ipocrisia delle donne. Prima si fanno corteggiare, poi ci stanno e si concedono in tutti i modi possibili ed immaginabili. Alla fine se non sono ripagati come vogliono loro sono capaci di denunciare l'uomo per violenza carnale fino a rovinarli definitivamente. Perche' loro si avvalgono del diritto di appartenere al sesso debole… Le donne sono ipocrite e vigliacche.

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