Lui torna dalla moglie:
❤️ Perché accade e quale ruolo ha la terza persona
Quando una persona sposata intraprende una relazione extraconiugale, chi vive questa storia si pone spesso la stessa domanda: se torna dalla moglie significa che non mi ha mai amata?
La risposta è raramente così semplice. Nelle relazioni umane possono coesistere sentimenti autentici, bisogni diversi e profonde ambivalenze. Si può provare un sincero coinvolgimento verso una nuova persona e, nello stesso tempo, sentirsi legati al proprio coniuge, ai figli, alla storia costruita insieme e al progetto familiare.
Cerchiamo di saperne di più.
BENESSERE RELAZIONALE
Non servono grandi crisi per stare male in una relazione...
Dare spazio a queste difficoltà non significa che la relazione sia finita. Significa scegliere di comprenderla prima che il silenzio diventi distanza.
Prenota uno spazio di ascoltoLa crisi della coppia viene davvero causata dalla terza persona?
Nella maggior parte dei casi no. La relazione extraconiugale è più spesso la conseguenza di una crisi già esistente che la sua causa. Molte coppie attraversano periodi di distanza emotiva, difficoltà comunicative, calo del desiderio o conflitti irrisolti. In questo contesto l’incontro con un’altra persona può offrire ascolto, comprensione, entusiasmo e la sensazione di sentirsi nuovamente desiderati.
L’amante diventa così il simbolo di ciò che sembra mancare nel matrimonio: attenzione, passione, leggerezza o conferme personali.
Il ruolo psicologico della terza persona
Dal punto di vista psicologico la terza persona può assumere una funzione particolare all’interno della dinamica di coppia. La sua presenza rompe un equilibrio ormai consolidato e costringe entrambi i coniugi a confrontarsi con problemi che forse da tempo venivano evitati.
Non è raro che il partner tradito, di fronte al rischio concreto di perdere il coniuge, riscopra il desiderio di recuperare il rapporto. Allo stesso tempo, anche chi ha tradito può iniziare a vedere il matrimonio sotto una luce diversa, ricordando gli aspetti positivi della relazione e il valore della famiglia costruita negli anni.
Paradossalmente, quindi, la presenza dell’amante può diventare il fattore che riattiva il dialogo all’interno della coppia, facendo emergere emozioni e bisogni rimasti a lungo inespressi.
Sentirsi una persona scelta o la soluzione del problema di un’altra coppia?
All’inizio di una relazione extraconiugale è frequente sentirsi dire: “Con te ho ritrovato la felicità”, “Non sono mai stato così bene” oppure “Con mia moglie è finita da tempo”. Queste affermazioni possono essere sincere, ma non sempre significano che la persona sia davvero pronta a costruire una nuova vita.
Talvolta l’amante rappresenta soprattutto uno spazio di sollievo dalla crisi coniugale: una relazione in cui sentirsi ascoltati, desiderati e compresi, senza dover affrontare immediatamente le difficoltà di una separazione. In questo senso, più che una nuova scelta di vita, la relazione può funzionare come una via di fuga da una situazione diventata difficile.
La differenza emerge con il tempo. Chi è realmente deciso a iniziare una nuova relazione tende, prima o poi, a compiere scelte concrete e coerenti. Chi invece continua a rimandare, pur dichiarando di amare l’altra persona, può trovarsi in una condizione di ambivalenza dalla quale fatica a uscire.
Per questo motivo è importante osservare non solo ciò che il partner dice, ma anche ciò che fa. Nelle relazioni affettive sono i comportamenti, più delle promesse, a indicare la direzione che una persona intende prendere.
Perché lui torna dalla moglie?
Quando un uomo decide di tornare dalla moglie, le motivazioni possono essere numerose e spesso convivono fra loro. Può esserci ancora amore, oppure affetto, senso di responsabilità, il desiderio di crescere i figli nella stessa casa, il peso degli aspetti economici e familiari o semplicemente la volontà di concedere al matrimonio un’ultima possibilità.
Questo significa che il ritorno non rappresenta necessariamente una sconfitta dell’altra relazione, ma piuttosto una scelta che tiene conto di molti aspetti della propria vita.
Il rischio per la persona che aspetta
La posizione più difficile è spesso quella della persona che vive la relazione extraconiugale. Mentre il partner continua a riflettere, prova a ricostruire il matrimonio o rimane indeciso, chi aspetta rischia di mettere la propria vita tra parentesi, nella speranza che arrivi una decisione definitiva.
Con il passare del tempo l’attesa può trasformarsi in una fonte continua di ansia, tristezza e perdita di autostima. Ogni promessa di cambiamento riaccende la speranza, ogni ripensamento produce una nuova delusione.
Cosa è meglio evitare se lui dice di voler lasciare la moglie
Quando si è innamorati è facile lasciarsi guidare dalla speranza. Tuttavia, alcune reazioni rischiano di aumentare la sofferenza senza favorire una soluzione.
Evitare di fare pressioni continue. Chiedere ogni giorno una decisione o un ultimatum raramente aiuta una persona confusa a fare chiarezza. Al contrario, può aumentare il senso di colpa e il desiderio di rinviare la scelta.
Non vivere esclusivamente in funzione delle sue decisioni. Continuare a rimandare progetti personali, amicizie o nuove opportunità nella speranza che “prima o poi si decida” significa mettere la propria vita in pausa.
Non interpretare ogni gesto come un segnale definitivo. Un messaggio affettuoso, una telefonata o una serata insieme non indicano necessariamente che abbia preso una decisione sul futuro.
Evitare di entrare in competizione con la moglie. Cercare di dimostrare di essere “migliore” dell’altra persona raramente porta benefici. La scelta di lasciare o meno un matrimonio dipende da molti fattori e non da un confronto fra due donne.
Non rinunciare al rispetto di se. Se la situazione rimane bloccata per molto tempo e continua a provocare sofferenza, chiedersi quali siano i propri limiti e i propri bisogni è un atto di tutela personale, non di egoismo.
Dr. Giuliana Proietti
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Foto di Yan Krukau: https://www.pexels.com/it-it/foto/uomo-coppia-donna-sorridente-5216623/

Dr.ssa Giuliana Proietti
Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa clinica.
Svolge attività libero-professionale prevalentemente online e riceve ad Ancona, Fabriano, Civitanova Marche Milano e Terni.
Si occupa di psicoterapia individuale e di coppia, sessuologia clinica, ansia, timidezza, fobie sociali e difficoltà relazionali, con particolare attenzione al legame tra benessere psicologico, affettività e sessualità.
È saggista e blogger e collabora da anni con quotidiani, riviste e periodici a diffusione nazionale, occupandosi di divulgazione psicologica e realizzazione di test e contenuti specialistici.
Conduce seminari di sviluppo personale, attività di formazione e alta formazione presso enti pubblici e privati.
È co-fondatrice dei siti:
www.psicolinea.it
www.clinicadellacoppia.it
www.clinicadellatimidezza.it
Nei suoi progetti clinici e divulgativi approfondisce il trattamento dell’ansia, della timidezza, delle fobie sociali e il loro rapporto con la vita affettiva e sessuale.
Sito personale:
www.giulianaproietti.it
La Dr.ssa Giuliana Proietti svolge la propria attività professionale presso Clinica della Coppia come Collaboratrice Scientifica e Terapeuta Senior.






