Le relazioni di riserva: quando si tiene qualcuno “in caldo” per il futuro
❤️ Chi sono i “back burners” e perché molte persone mantengono aperte relazioni alternative

Ti è mai capitato di continuare a sentire un ex partner, un vecchio flirt o una persona che ti piaceva particolarmente, pur essendo già coinvolto in un’altra relazione? Oppure hai avuto la sensazione che qualcuno ti stesse tenendo “in caldo”, senza impegnarsi davvero ma senza nemmeno interrompere completamente il rapporto?
Si tratta di una situazione molto più comune di quanto si possa immaginare. La psicologia delle relazioni ha persino coniato un termine specifico per descriverla: back burner relationship.
Letteralmente, l’espressione inglese back burner indica qualcosa che viene tenuto sul fornello posteriore, non al centro dell’attenzione ma comunque pronto all’uso. Nelle relazioni affettive il concetto si riferisce a una persona con la quale non si ha una relazione attiva, ma con cui si mantiene un certo contatto per conservare la possibilità di un futuro coinvolgimento sentimentale o sessuale.
Approfondiamo l’argomento.
Chi sono i partner “tenuti in caldo”?
Un back burner non è necessariamente un amante segreto o una persona con cui si tradisce il partner. Molto spesso si tratta di un ex fidanzato, una ex compagna, un vecchio amore mai realizzato, una conoscenza nata sui social oppure una persona verso cui si continua a provare una certa curiosità emotiva.
La caratteristica fondamentale è che il rapporto rimane aperto, anche se in modo ambiguo. Non c’è una vera relazione, ma neppure una chiusura definitiva.
Si continua a scambiarsi messaggi, a commentare le foto, a fare gli auguri nei giorni importanti o a mantenere un contatto che, almeno potenzialmente, potrebbe evolvere in qualcosa di più.
Perché le persone mantengono delle alternative relazionali?
Le ragioni possono essere molto diverse. Alcune persone cercano semplicemente una forma di sicurezza emotiva. Sapere che qualcuno continua a essere disponibile può far sentire meno soli e meno vulnerabili.
Altre persone mantengono questi contatti perché non sono completamente soddisfatte della relazione che stanno vivendo o perché temono che possa finire. In questi casi il back burner rappresenta una sorta di “piano B” affettivo.
Esistono poi situazioni in cui il legame viene mantenuto perché si prova ancora un certo interesse verso l’altra persona, anche se non abbastanza forte da trasformarsi in una relazione vera e propria.
Secondo la teoria dell’interdipendenza di Kelley e Thibaut e il modello dell’investimento nelle relazioni di Rusbult, gli individui tendono a valutare continuamente le alternative disponibili, anche quando sono già impegnati sentimentalmente. Questa valutazione delle opportunità relazionali potrebbe spiegare perché alcune persone continuino a mantenere aperte relazioni secondarie.
I social media hanno cambiato tutto
Se in passato molte relazioni si concludevano definitivamente, oggi le tecnologie digitali rendono molto più semplice mantenere un contatto costante con persone appartenenti al proprio passato sentimentale.
Facebook, Instagram, WhatsApp, Telegram e altre piattaforme consentono di osservare la vita degli altri, inviare messaggi occasionali e riattivare facilmente rapporti che altrimenti si sarebbero probabilmente spenti nel tempo.
Un semplice “like”, una reazione a una storia o un messaggio di auguri possono diventare strumenti per mantenere vivo un legame che rimane sullo sfondo ma non viene mai completamente abbandonato.
Per questo motivo alcuni studiosi ritengono che il fenomeno dei back burners sia diventato particolarmente diffuso proprio nell’era digitale.
Gli uomini e le donne si comportano allo stesso modo?
Le ricerche suggeriscono che sia gli uomini sia le donne mantengono relazioni di riserva, anche se alcuni studi hanno rilevato una maggiore tendenza maschile a investire tempo ed energie nel mantenere questi contatti.
Le differenze osservate non sono comunque assolute e sembrano dipendere anche dall’età, dal contesto culturale e dal tipo di relazione vissuta.
Ciò che emerge con maggiore chiarezza è che il fenomeno riguarda entrambi i sessi e rappresenta una realtà relazionale piuttosto comune.
Quando una relazione di riserva diventa un problema?
Non tutti i back burners rappresentano necessariamente una minaccia per la coppia. Alcuni rapporti rimangono del tutto platonici e non compromettono la relazione principale.
Il problema nasce quando il contatto viene mantenuto in modo segreto, quando alimenta aspettative irrealistiche oppure quando viene utilizzato come rifugio emotivo per evitare di affrontare le difficoltà della relazione presente.
In questi casi il partner “tenuto in caldo” può trasformarsi in una fonte di ambiguità, generando incomprensioni, gelosie e conflitti.
Talvolta la persona che occupa il ruolo di back burner può anche soffrire per una situazione poco chiara, continuando ad aspettare un coinvolgimento che forse non arriverà mai.

Mini Test: stai tenendo qualcuno in caldo?
Rispondi mentalmente alle seguenti domande:
- C’è una persona che continui a sentire anche se non hai intenzione di iniziare una relazione con lei nell’immediato?
- Ti farebbe piacere sapere che questa persona è ancora disponibile?
- Ti sentiresti infastidito/a se iniziasse una relazione importante con qualcun altro?
- Ti capita di scriverle nei momenti di solitudine o di difficoltà sentimentale?
- Mantieni il contatto pensando che un giorno le cose potrebbero cambiare?
Se hai risposto “sì” a diverse domande, è possibile che tu stia mantenendo una relazione di riserva, anche senza esserne pienamente consapevole.
Una riflessione finale
Il fenomeno dei back burners ci ricorda che i legami affettivi non finiscono sempre quando una relazione si conclude e che il bisogno di sentirsi desiderati o di mantenere aperte delle possibilità può influenzare profondamente il nostro comportamento.
Dr. Giuliana Proietti
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Dr.ssa Giuliana Proietti
Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa clinica.
Svolge attività libero-professionale prevalentemente online e riceve ad Ancona, Fabriano, Civitanova Marche Milano e Terni.
Si occupa di psicoterapia individuale e di coppia, sessuologia clinica, ansia, timidezza, fobie sociali e difficoltà relazionali, con particolare attenzione al legame tra benessere psicologico, affettività e sessualità.
È saggista e blogger e collabora da anni con quotidiani, riviste e periodici a diffusione nazionale, occupandosi di divulgazione psicologica e realizzazione di test e contenuti specialistici.
Conduce seminari di sviluppo personale, attività di formazione e alta formazione presso enti pubblici e privati.
È co-fondatrice dei siti:
www.psicolinea.it
www.clinicadellacoppia.it
www.clinicadellatimidezza.it
Nei suoi progetti clinici e divulgativi approfondisce il trattamento dell’ansia, della timidezza, delle fobie sociali e il loro rapporto con la vita affettiva e sessuale.
Sito personale:
www.giulianaproietti.it
La Dr.ssa Giuliana Proietti svolge la propria attività professionale presso Clinica della Coppia come Collaboratrice Scientifica e Terapeuta Senior.








