La violenza:
sessuale, domestica economica, psicologica
❤️ Come riconoscerla e come uscirne
Quando si sente parlare di violenza domestica, molte persone immaginano schiaffi, pugni o aggressioni fisiche. In realtà la violenza può assumere forme molto diverse e spesso inizia in modo graduale, quasi impercettibile.
Una critica continua, il controllo del telefono, la gelosia ossessiva, le umiliazioni, la limitazione della libertà personale o il controllo del denaro possono essere segnali importanti di una relazione abusante. Proprio perché si sviluppa all’interno di rapporti affettivi significativi, la violenza è spesso difficile da riconoscere, sia per chi la subisce sia per chi osserva dall’esterno.
Cerchiamo di saperne di più
Che cos’è la violenza domestica?
La violenza domestica comprende tutti quei comportamenti che hanno lo scopo di controllare, intimidire, dominare o danneggiare un’altra persona all’interno di una relazione familiare o sentimentale.
Può verificarsi tra partner, ex partner, genitori e figli, fratelli, nonni e nipoti o altre persone legate da rapporti familiari. Contrariamente a quanto si pensa, non riguarda una particolare classe sociale, un determinato livello culturale o uno specifico contesto economico: può manifestarsi in qualunque famiglia.
La violenza è sempre fisica?
No. La violenza fisica è soltanto una delle forme possibili di abuso e non sempre è la più frequente.
🚩 Attenzione ai segnali
Se il partner controlla continuamente il telefono, pretende di sapere dove sei in ogni momento, critica le tue amicizie, limita i contatti con la famiglia o ti fa sentire costantemente in colpa, non si tratta di prove d’amore. Potrebbero essere segnali di controllo e manipolazione.
Che cos’è la violenza psicologica?
La violenza psicologica consiste in comportamenti che mirano a svalutare, intimidire o controllare un’altra persona.
Può manifestarsi attraverso insulti, umiliazioni, minacce, ricatti emotivi, gelosia patologica, isolamento sociale, controllo ossessivo e continue critiche. Spesso si sviluppa lentamente e proprio per questo può risultare difficile da riconoscere.
La violenza psicologica può erodere lentamente l’autostima della persona fino a farle dubitare delle proprie capacità, del proprio valore e perfino della propria percezione della realtà.
Che cos’è la violenza sessuale?
La violenza sessuale comprende qualsiasi attività sessuale imposta senza un consenso libero e consapevole.
Molte persone ignorano che il consenso rimane indispensabile anche all’interno di una relazione stabile o di un matrimonio. Nessuno ha il diritto di pretendere rapporti sessuali contro la volontà dell’altra persona.
Anche le pressioni psicologiche, i ricatti, le minacce o le umiliazioni legate alla sfera sessuale possono rappresentare forme di abuso.
Che cos’è la violenza economica?
La violenza economica è una delle forme più sottovalutate di abuso.
Si verifica quando una persona controlla completamente il denaro della famiglia, impedisce al partner di lavorare, pretende giustificazioni per ogni spesa o rende l’altro economicamente dipendente.
In questi casi il denaro diventa uno strumento di controllo e di potere.
Esiste anche una violenza digitale?
Sì. Con la diffusione degli smartphone e dei social network sono aumentate anche le forme di controllo digitale.
Leggere le conversazioni private del partner, pretendere le password, monitorare gli spostamenti, installare applicazioni di sorveglianza o diffondere immagini intime senza consenso rappresentano comportamenti abusanti che possono avere conseguenze molto gravi.
Perché alcune persone restano in relazioni violente?
È una delle domande più frequenti e, allo stesso tempo, una delle più difficili.
Chi osserva dall’esterno spesso si chiede perché una vittima non interrompa immediatamente la relazione. In realtà la violenza tende a svilupparsi gradualmente. La persona abusata può sentirsi confusa, impaurita, isolata o economicamente dipendente dal partner.
A volte intervengono anche la speranza che l’altro cambi, la presenza di figli, il timore di ritorsioni o la perdita progressiva dell’autostima.
Che cos’è il ciclo della violenza?
Molte relazioni abusanti seguono uno schema ripetitivo.
Dopo una fase di tensione crescente si verifica l’episodio di violenza. Successivamente l’autore dell’abuso può mostrarsi pentito, promettere di cambiare e assumere comportamenti affettuosi. Segue quindi un periodo di apparente tranquillità che spesso precede una nuova escalation.
Questa alternanza tra paura e rassicurazione può creare un forte legame emotivo e rendere difficile interrompere la relazione.
🔄 Il ciclo della violenza
Tensione, aggressione, pentimento, calma apparente e nuova tensione. Molte relazioni violente seguono questo schema. Comprenderlo è importante perché aiuta a riconoscere dinamiche che spesso vengono scambiate per normali crisi di coppia.
Quali conseguenze può avere la violenza domestica?
Le conseguenze possono essere profonde e durature.
Sul piano psicologico possono comparire depressione, ansia, attacchi di panico, disturbo post-traumatico da stress, insonnia, abuso di alcol o sostanze, senso di colpa e perdita della fiducia in sé stessi.
Anche la salute fisica può risentirne. Molte vittime sviluppano mal di testa cronici, problemi gastrointestinali, dolori persistenti, disturbi del sonno e altre patologie legate allo stress cronico.
Che cos’è la violenza assistita?
Quando un bambino assiste a episodi di violenza tra gli adulti di riferimento, anche senza essere colpito direttamente, subisce comunque una forma di maltrattamento.
Sentire urla, minacce, pianti o aggressioni modifica profondamente il senso di sicurezza del minore e può influenzare lo sviluppo emotivo, relazionale e scolastico.
👧 Un bambino che assiste alla violenza è una vittima
La ricerca mostra che assistere ripetutamente a episodi di violenza familiare può avere effetti psicologici importanti, anche quando il minore non viene coinvolto direttamente.
Cosa fare se si è vittima di violenza?
Il primo passo consiste nel riconoscere che ciò che si sta vivendo non è normale e non è colpa della vittima.
Parlarne con una persona fidata, rivolgersi a un professionista della salute mentale, contattare un centro antiviolenza o richiedere assistenza legale può rappresentare l’inizio di un percorso di protezione e recupero.
Nelle situazioni di pericolo immediato è fondamentale rivolgersi alle Forze dell’Ordine o ai servizi di emergenza.
💚 Chiedere aiuto non è un segno di debolezza
Molte vittime provano vergogna o si sentono responsabili di ciò che accade. La responsabilità della violenza appartiene sempre a chi la commette. Cercare sostegno è spesso il primo passo verso la sicurezza e il recupero del proprio benessere.
🔴 Come uscire da una relazione violenta: guida pratica
| Passaggio | Cosa fare |
|---|---|
| 1 | Riconoscere che la relazione è diventata abusante e che il problema non dipende dalla vittima. |
| 2 | Parlare con una persona fidata e rompere l’isolamento. |
| 3 | Conservare eventuali prove degli episodi di violenza: messaggi, fotografie, certificati medici e testimonianze. |
| 4 | Contattare un centro antiviolenza per ricevere informazioni e supporto specializzato. |
| 5 | Valutare con professionisti qualificati le strategie più sicure per proteggere sé stessi e gli eventuali figli. |
| 6 | Presentare denuncia quando necessario e richiedere eventuali misure di protezione. |
Dr. Giuliana Proietti
Immagine
Foto di Pixabay: https://www.pexels.com/it-it/foto/pugno-umano-163431/

Dr.ssa Giuliana Proietti
Psicologa, Psicoterapeuta e Sessuologa clinica.
Svolge attività libero-professionale prevalentemente online e riceve ad Ancona, Fabriano, Civitanova Marche Milano e Terni.
Si occupa di psicoterapia individuale e di coppia, sessuologia clinica, ansia, timidezza, fobie sociali e difficoltà relazionali, con particolare attenzione al legame tra benessere psicologico, affettività e sessualità.
È saggista e blogger e collabora da anni con quotidiani, riviste e periodici a diffusione nazionale, occupandosi di divulgazione psicologica e realizzazione di test e contenuti specialistici.
Conduce seminari di sviluppo personale, attività di formazione e alta formazione presso enti pubblici e privati.
È co-fondatrice dei siti:
www.psicolinea.it
www.clinicadellacoppia.it
www.clinicadellatimidezza.it
Nei suoi progetti clinici e divulgativi approfondisce il trattamento dell’ansia, della timidezza, delle fobie sociali e il loro rapporto con la vita affettiva e sessuale.
Sito personale:
www.giulianaproietti.it
La Dr.ssa Giuliana Proietti svolge la propria attività professionale presso Clinica della Coppia come Collaboratrice Scientifica e Terapeuta Senior.









