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La gentilezza verso se stessi e la felicità di coppia

La gentilezza verso se stessi e la felicità di coppia

La gentilezza verso se stessi e la felicità di coppia

 

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Le relazioni di coppia sono uno dei contesti più complessi e significativi per il benessere psicologico. Ogni relazione si fonda su dinamiche di scambio, comunicazione e reciprocità, ma porta inevitabilmente con sé momenti di conflitto, vulnerabilità e imperfezione. Nessuno, infatti, entra in una relazione come individuo “perfetto”: si portano con sé difetti, fragilità, storie personali e modi diversi di affrontare le difficoltà.

Un aspetto cruciale che la ricerca psicologica ha iniziato a esplorare con sempre maggiore attenzione è il ruolo dell’”autocompassione“, cioè la capacità di rivolgere a sé stessi la stessa gentilezza e comprensione che si offrirebbe a una persona cara in un momento di difficoltà. A differenza dell’autocritica, che alimenta il senso di inadeguatezza e mina la sicurezza personale, l’autocompassione favorisce un atteggiamento accogliente verso i propri limiti.

 

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Nelle relazioni sentimentali, questo atteggiamento può avere effetti sorprendenti: non solo migliora il benessere individuale, ma contribuisce alla stabilità e alla soddisfazione di coppia. Quando una persona è capace di non giudicarsi con durezza, diventa anche più disponibile, meno difensiva e più empatica verso il/la partner. In altre parole, la qualità della relazione non dipende soltanto da come i partner si trattano reciprocamente, ma anche da come ciascuno tratta sé stesso.

Uno studio, condotto dalla Otto Friedrich University di Bamberga e dalla Martin Luther University di Halle-Wittenberg approfondisce proprio questo tema, mostrando come l’autocompassione possa essere un fattore chiave per la felicità di coppia. Cerchiamo di capire meglio i risultati di questa ricerca.

 

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Che cos’è l’autocompassione?

L’autocompassione è la capacità di mantenere un atteggiamento gentile, premuroso e attento verso sé stessi, in particolare quando si sperimentano difetti, errori o momenti di sofferenza. Significa trattarsi con la stessa cura che si riserverebbe a una persona amata.

Qual era l’obiettivo dello studio?

I ricercatori volevano indagare se l’autocompassione influisse solo sul benessere personale, come già dimostrato da studi precedenti, o anche sulla qualità e sulla soddisfazione all’interno delle relazioni sentimentali.

Chi ha partecipato alla ricerca?

Sono state intervistate 209 coppie eterosessuali di lingua tedesca, tra gennaio e dicembre 2022, attraverso questionari online che esploravano vari aspetti della vita di coppia.

 

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Quali aspetti della relazione sono stati presi in considerazione?

Le domande si sono concentrate sul livello di soddisfazione della propria sessualità, sul potenziale a lungo termine della relazione e su come i partner affrontano situazioni di conflitto o gelosia. È stato inoltre distinto il livello di autocompassione nella vita quotidiana da quello specifico nella relazione.

Quali sono stati i risultati principali?

I risultati hanno mostrato che l’autocompassione porta benefici a entrambi i partner: migliora la propria felicità e quella dell’altro. In particolare, gli uomini in relazioni eterosessuali hanno riportato un livello più alto di soddisfazione quando la partner mostrava un atteggiamento autocompassionevole.

Perché l’autocompassione del partner ha un impatto così rilevante?

Quando una persona affronta i propri difetti e fallimenti con gentilezza anziché con autocritica, riduce la tensione nella coppia. Questo atteggiamento favorisce la comprensione reciproca, rende più costruttiva la gestione dei conflitti e alimenta un senso di sicurezza e accettazione.

Lo studio si è concentrato solo sulle coppie eterosessuali?

Sì, ma i ricercatori hanno sottolineato la necessità di ampliare le indagini a coppie omosessuali e ad altri contesti culturali. Infatti, le aspettative e i ruoli di genere possono influenzare in modo diverso il modo in cui l’autocompassione si riflette nella relazione.

L’autocompassione potrebbe dunque essere allenata e integrata nei percorsi di terapia. Lavorare sulla gentilezza verso sé stessi aiuta a ridurre l’autocritica e a sviluppare un clima relazionale più empatico e collaborativo. Un esercizio proposto consiste nel chiedersi: “Come mi comporterei con il/la partner se fosse al posto mio in questa situazione difficile?” e applicare lo stesso atteggiamento a sé stessi.

Dr. Giuliana Proietti

 

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Fonte principale

Robert Körner, Nancy Tandler, Lars‐Eric Petersen, Astrid Schütz. Is caring for oneself relevant to happy relationship functioning? Exploring associations between self‐compassion and romantic relationship satisfaction in actors and partnersPersonal Relationships, 2024; DOI: 10.1111/pere.12535

Immagine
Foto di Rainer Eck

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