• 14 Giugno 2024 5:54

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La clitoride, questa sconosciuta

La clitoride, questa sconosciuta

La clitoride, questo sconosciuta

Terapie Online Giuliana Proietti

La clitoride è un organo fondamentale nel corpo femminile, ma paradossalmente rimane ancora poco conosciuta e compresa.

Questo piccolo, ma potente organo, svolge un ruolo chiave nel piacere sessuale femminile, ma la sua mancanza di visibilità e comprensione ha portato a una significativa mancanza di conoscenza sulla sua anatomia e le sue funzioni. Cerchiamo allora di capire perché così poche persone conoscono la clitoride e perché è invece importante che le persone comincino a conoscerla.

Da quanto tempo si conosce la clitoride?

La clitoride è stata descritta e studiata fin dall’antichità, sebbene la sua vera natura e funzione siano rimaste oscure per lungo tempo.

Si possano trovare riferimenti sulla clitoride già negli antichi testi greci, persiani e arabi, ma fu solo nel XVI secolo che gli anatomisti italiani Realdo Colombo e Gabriele Falloppio descrissero la clitoride e la sua relazione con il piacere sessuale.

Da questo momento in poi, la clitoride ha subito “scoperte e riscoperte” nel corso della storia poiché la struttura e la sua funzione furono censurate da vari anatomisti a causa dello stigma sociale associato alla sessualità femminile.

Nel XVI secolo Vesalio, considerato il “padre dell’anatomia moderna”, affermò che la clitoride non esisteva nelle donne e che veniva trovato solo tra gli “ermafroditi”.

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A cosa ha portato questa disinformazione sulla clitoride?

Questa disinformazione, ampiamente accettata, ha consentito la diffusa accettazione e adozione di pratiche disumane nella storia della medicina, come la clitoridectomia per “curare” la masturbazione, la ninfomania, la menorragia, la depressione, l’epilessia e le malattie mentali (una su tutte: l’isteria)

Quanto è stato importante il movimento femminista per la riscoperta del clitoride?

Il movimento femminista è stato fondamentale, avendo posto l’accento sulla differenza fra sesso e riproduzione: questa diversa interpretazione ha notevolmente  cambiato l’atteggiamento della società nei confronti del piacere sessuale, in particolare femminile, creando le basi per lo studio della clitoride, che è stata accuratamente descritta solo nel 2005.

A chi si deve la descrizione accurata dell’anatomia della clitoride?

Lo si deve all’urologa australiana Dott.ssa Helen O’Connell, la quale descrisse per la prima volta la clitoride secondo le nostre attuali conoscenze, utilizzando l’imaging trasversale per valutare l’anatomia della clitoride in donne sane, in premenopausa, nelle nullipare e cisgender.

Va notato, tuttavia, che l’anatomia tridimensionale e prevalentemente interna della clitoride ha reso difficile la comprensione di questo organo,  rispetto alla natura lineare ed esterna del pene.

Pertanto, solo attraverso l’utilizzo dell’imaging in sezione trasversale si è potuta dare una rappresentazione accurata della clitoride.

C’è da dire che sono passati quasi 40 anni dall’invenzione di questa tecnologia di imaging (inventata negli anni Settanta del secolo scorso) prima che questa fosse utilizzata per definire la moderna anatomia della clitoride, ma questo rientra in quanto già detto sui miti e sui pregiudizi relativi alla sessualità femminile.

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La clitoride è presente anche in altri animali?

Si, è presente anche negli struzzi e nei mammiferi di sesso femminile.

Dove si trova la clitoride, nel corpo della donna?

La clitoride si trova nella parte anteriore della vulva, sopra l’apertura uretrale e la vagina. Essa è ancorata all’osso pubico nella parte superiore, tramite il legamento sospensore, lateralmente alle piccole labbra e al monte di Venere e centralmente all’uretra e alla vagina.

L’apporto vascolare della clitoride deriva dalle arterie clitoridee dorsali, che nascono dall’arteria pudenda, un ramo dell’arteria iliaca interna.

Il drenaggio venoso deriva dalla vena clitoridea superficiale e profonda. La vena clitoridea superficiale si alimenta nella vena pudenda esterna, che poi drena nella vena grande safena, e la vena clitoridea profonda drena nel plesso vescicale nella vena iliaca interna.

Come è fatta la clitoride?

La clitoride è costituita da una testa, chiamata glande, che è paragonabile al glande del pene maschile, e da due crura (radici), saldate al labbro interiore del ramo ischio-pubico.

Il glande corrisponde alla parte più visibile e esterna della clitoride. Questa struttura, molto più piccola del glande maschile, è ricoperta da una pelle sottile chiamata cappuccio o prepuzio del clitoride, che può parzialmente retrarsi durante l’eccitazione sessuale.

La clitoride ha anche una struttura interna, che si estende all’interno del corpo. Questa parte interna è composta da due crura, o radici, che sono simili ai corpi cavernosi del pene maschile. Le radici del clitoride si estendono all’interno del corpo femminile e sono situate ai lati della vagina.

Come il pene maschile, la clitoride è costituita da tessuto erettile, che può riempirsi di sangue durante l’eccitazione sessuale, causando l’ingrossamento e la sensibilità dell’organo. Questo tessuto erettile è ricco di vasi sanguigni e terminazioni nervose, il che lo rende estremamente sensibile alla stimolazione.

La clitoride è incredibilmente ricca di terminazioni nervose, con più di 8.000 nervi sensoriali, più di qualsiasi altra parte del corpo umano. Questa elevata densità nervosa la rende altamente sensibile al tocco e alla stimolazione, rendendola cruciale per l’esperienza sessuale femminile e l’orgasmo.

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Quanto è importante la clitoride per il piacere femminile?

La clitoride è il principale organo del piacere femminile ed è fondamentale per raggiungere l’orgasmo nelle donne. La sua stimolazione, sia attraverso la manipolazione manuale, sia attraverso la stimolazione orale o durante un rapporto sessuale penetrativo, può portare a sensazioni di piacere intenso e all’orgasmo. Ogni clitoride risponde in modo diverso alle stimolazioni.

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Perché è importante interessarsi del piacere sessuale?

Perché il piacere sessuale è intrinseco all’esistenza umana e funge da importante parametro della qualità della vita.

La clitoride può essere paragonata al pene maschile?

Assolutamente si, visto che durante lo sviluppo embrionale, le cellule che formeranno la clitoride nella femmina sono le stesse che formeranno il pene nel maschio: come si vede vi è un’origine comune.

Quali sono le dimensioni normali della clitoride?

La clitoride può variare in dimensioni e posizionamento da donna a donna. In genere ha una lunghezza di circa 0,5 – 2 centimetri quando non è in stato di eccitazione, ma può aumentare notevolmente di dimensioni durante l’eccitazione sessuale, allungandosi fino a 2-3 volte la sua dimensione originale. Tuttavia, è importante notare che non ci sono dimensioni “normali” o “standard” per la clitoride.

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Perché si sa così poco della clitoride?

Vi sono molte ragioni: le rappresentazioni errate nei media, l’educazione sessuale carente e la mancanza di discussione aperta sul piacere femminile hanno contribuito alla perpetuazione di numerosi miti e fraintendimenti sulla clitoride e sull’orgasmo femminile.

Può aver influito anche l’idea che l’unico piacere femminile derivasse dalla penetrazione pene-vagina?

Assolutamente si: solo da pochi decenni è stato riconosciuto che il sesso comprende atti fisici e intimi che vanno ben oltre la penetrazione del pene. Per molte donne, il piacere sessuale non coinvolge affatto il pene.

Questa definizione tradizionale ed eccessivamente ristretta del sesso come “sola penetrazione del pene” ha contribuito alla cancellazione della clitoride come organo di piacere e, in definitiva, ha limitato la capacità di questo campo della medicina sessuale di interessarsi delle donne.

Sono state fatte ricerche sul pene in misura maggiore delle ricerche svolte sulla clitoride?

Senza dubbio si: la ricerca pubblicata dedicata al pene è 20 volte maggiore rispetto a quella sulla clitoride. Ciò ha portato all’accumulo di conoscenze mediche nel trattamento delle patologie del pene che superano di gran lunga la nostra comprensione della clitoride e della gestione delle patologie ad essa associate.




A cosa ha portato questa mancanza di consapevolezza?

La mancanza di consapevolezza sulla clitoride ha diverse implicazioni negative. Innanzitutto, può influenzare negativamente l’esperienza sessuale delle donne, poiché la mancanza di comprensione su come stimolare correttamente questo organo può ridurre il piacere sessuale e portare a una percezione errata della propria sessualità.

Inoltre, questa mancanza di consapevolezza può alimentare disuguaglianze di genere nell’ambito sessuale, contribuendo a una percezione errata del piacere femminile come se esso fosse assente, meno importante, o meno legittimo rispetto a quello maschile.

Per tutto ciò è fondamentale promuovere una maggiore consapevolezza e comprensione della clitoride, per garantire esperienze sessuali più piacevoli e soddisfacenti per le donne. Questo richiede un impegno continuo per migliorare l’educazione sessuale, incoraggiare una discussione aperta sul piacere femminile e contrastare i miti e i preconcetti riguardanti il sesso e l’anatomia femminile.

Perché è difficile trovare immagini accurate della clitoride?

Storicamente, anche se le rappresentazioni dell’anatomia vulvare diventavano più accurate, la clitoride veniva spesso omessa dalle illustrazioni mediche e chirurgiche. Ancora oggi, le rappresentazioni accurate della clitoride e della vulva non sono costantemente ben documentate o discusse nei libri di testo di medicina e chirurgia.

Anche se più del 50% della popolazione ha una vulva, non è ancora una pratica standard per un aspirante medico essere istruito/a su un esame vulvare completo, compreso l’esame della clitoride.

E’ possibile che, per questo motivo, molte condizioni della vulva spesso non vengano diagnosticate o trattate?

Si, è così: molte patologie vulvari vengono attribuite, ancora oggi, a fattori di stress emotivi e di vita, in genere inquadrando la persona come in qualche modo “responsabile” della propria condizione medica. Un esempio chiave di ciò è la clitorodinia associata alle aderenze clitoridee. Dati recenti di Myers et al hanno mostrato una prevalenza di aderenze clitoridee fino al 25% della popolazione. Gli autori hanno scoperto che le aderenze della clitoride sono associate a dolore, difficoltà di eccitazione e disfunzione dell’orgasmo e sono notevolmente migliorate dopo un semplice trattamento di lisi delle aderenze.

E’ possibile che vi siano ancora cose che non si conoscono sulla clitoride?

Si. Ad esempio esistono informazioni limitate sull’impatto degli ormoni sulla clitoride, non solo gli estrogeni ma anche il testosterone. Il testosterone, ad esempio, presente anche sul corpo femminile, è stato studiato prevalentemente sul corpo maschile, seguendo il modello “un ormone, un genere”, che è in definitiva antiscientifico.

Cosa fare per fare un passo avanti nello studio e nella considerazione della clitoride?

Paradossalmente, occorre fare un passo indietro: la negligenza sulla clitoride ha portato a una generale mancanza di consapevolezza e a una mancanza di ricerca e scoperta scientifica, contribuendo direttamente a scarsi risultati per le pazienti.

Per questo motivo, il primo passo da fare è guardarsi indietro, riconoscendo che l’oppressione storica della donna e la mancata considerazione dei suoi organi sessuali (che non sono solo quelli che consentono la riproduzione) ha creato molti danni, come ad esempio la mancata comprensione dell’orgasmo femminile.

Le donne sono consapevoli di tutto quello che abbiamo descritto in questo articolo?

In maggioranza no: la cancellazione della clitoride è stata così profonda che molte donne non sono nemmeno consapevoli di averla, per non parlare della conoscenza del suo ruolo nel proprio benessere sessuale.

In quali campi devono orientarsi eventuali altre ricerche sulla clitoride?

C’è un enorme bisogno di ricerche più rigorose riguardo alla struttura e alla funzione della clitoride. Al momento, permangono lacune fondamentali non solo nella conoscenza dell’anatomia e della fisiologia di base, ma anche negli stati patologici come la disfunzione dell’orgasmo, le aderenze clitoridee, l’eccitazione genitale persistente, la vestibolodinia mediata dagli ormoni, la vestibolodinia neuroproliferativa e la clitorodinia, solo per citarne alcuni.


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Questi studi saranno utili anche per le persone transgender?

Certamente, la clitoride è l’organo principale coinvolto in molte procedure genitali transmascoline di affermazione del genere, come la metoidioplastica (intervento chirurgico di cambio sesso per sostituire l’organo genitale femminile con quello maschile). Una solida comprensione della sua anatomia e della funzione sessuale è fondamentale per mantenere la sensazione erogena e ottimizzare la salute sessuale dopo le procedure di falloplastica di affermazione del genere.

Un’ultima precisazione: si dice “la” clitoride o “il” clitoride?

Secondo l’Accademia della Crusca: “clitoride deriva dal greco clitoris e in italiano è registrato a partire dalla IV edizione del Vocabolario della Crusca (1729-1730), che ne parla al femminile, ma da dall’800 i dizionari iniziano a registrare anche la forma maschile, che nell’uso comune è stata quasi sempre dominante”.

Insomma, non ci è stato concesso neanche di avere l’articolo al femminile per parlare del nostro organo sessuale. La clitoride, dunque! Assolutamente al femminile.

Dr. Giuliana Proietti

Giuliana Proietti

Fonte principale:
Blair Peters, Amara Ndumele, Maria I Uloko, Clinical implications of the historical, medical, and social neglect of the clitoris, The Journal of Sexual Medicine, Volume 20, Issue 4, April 2023, Pages 418–421, https://doi.org/10.1093/jsxmed/qdac044

Immagine
Wikipedia
Legenda

1. glande clitorideo
2. corpo cavernoso
3. crus del clitoride
4. uretra
5. bulbo vestibolare
6. apertura vaginale

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Di Dr. Giuliana Proietti

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona ● Attività libero professionale, prevalentemente online ● Saggista e Blogger ● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale ● Conduzione seminari di sviluppo personale ● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici ● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Sito personale: www.giulianaproietti.it La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior.

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