• 19 Maggio 2024 17:30

Clinica della Coppia

Che l'amore è tutto è tutto quello che sappiamo dell'amore. Emily Dickinson

Il sesso e la violenza sono strettamente collegati?

Il sesso e la violenza sono strettamente collegati?

Il sesso e la violenza sono strettamente collegati?

Terapie Online Giuliana Proietti

In una famosa lettera scritta da Sigmund Freud allo scienziato Albert Einstein nel 1932, leggiamo:

Noi presumiamo che le pulsioni dell’uomo siano soltanto di due specie, quelle che tendono a conservare e a unire da noi chiamate sia erotiche (esattamente nel senso di Eros nel Convivio di Platone) sia sessuali, estendendo intenzionalmente il concetto popolare di sessualità, e quelle che tendono a distruggere e a uccidere; queste ultime le comprendiamo tutte nella denominazione di pulsione aggressiva o distruttiva.(…)     Tutte e due le pulsioni sono parimenti indispensabili, perché i fenomeni della vita dipendono dal loro concorso e dal loro contrasto. Per esempio, la pulsione di autoconservazione è certamente erotica, ma ciò non toglie che debba ricorrere all’aggressività per compiere quanto si ripromette.(…)    La difficoltà di isolare le due specie di pulsioni nelle loro manifestazioni ci ha impedito per tanto tempo di riconoscerle. D’altronde non si tratta, come lei stesso osserva, di abolire completamente l’aggressività umana; si può cercare di deviarla al punto che non debba trovare espressione nella guerra. Partendo dalla nostra dottrina mitologica delle pulsioni, giungiamo facilmente a una formula per definire le vie indirette di lotta alla guerra. Se la propensione alla guerra è un prodotto della pulsione distruttiva, contro di essa è ovvio ricorrere all’antagonista di questa pulsione: l’Eros. Tutto ciò che fa sorgere legami emotivi tra gli uomini deve agire contro la guerra.(…)

Già Freud dunque aveva individuato il collegamento diretto fra sesso e violenza, di cui peraltro parlò in tanti altri suoi scritti, ma finora questo collegamento cerebrale non era stato fin qui delineato nettamente, dal punto di vista strettamente scientifico.


TERAPIE SESSUALI - CLINICA DELLA COPPIA

Ne parliamo perché ieri è uscita una illuminante ricerca su Nature, che sembrerebbe finalmente dimostrare che, almeno nel cervello dei topi, questo collegamento fra sesso e violenza effettivamente vi sia.

Dalla ricerca emerge che, un piccolo nucleo di cellule, sepolto in profondità all’interno del cervello del topo maschio, sia in grado di determinare sia il comportamento aggressivo, sia quello di accoppiamento (e ci sono buone ragioni per ritenere che gli esseri umani possiedano un circuito simile).

Il nuovo studio mostra che quando i neuroni di questa area sono “tranquilli”, i topi ignorano l’intrusione di altri maschi,  che altrimenti avrebbero attaccato, ma non appena questi neuroni vengono attivati, i topi cominciano a manifestare un comportamento aggressivo, anche verso gli oggetti inanimati, così come verso le femmine.

Questi neuroni si trovano all’interno di un’area dell’ipotalamo che ha collegamenti già noti con il comportamento aggressivo. Sappiamo infatti che una scossa elettrica in questa area genera comportamenti aggressivi, sia nei gatti che nei topi. Gli esperimenti neurofisiologici condotti in quest’area decenni fa tuttavia, si erano concentrati nella stimolazione di un’area troppo grande, che non aveva permesso di identificare i circuiti cerebrali specifici, per non parlare dei singoli neuroni, coinvolti nel comportamento aggressivo.

A32/A9

Ora, il team guidato da  Dayu Lin e David Anderson ha esposto dei topi maschi ad incontri consecutivi con altri intrusi, maschi e femmine di topo. Sono state quindi classificate le aree cerebrali attivate dagli incontri con un marchio fluorescente, che poteva permettere di distinguere i neuroni attivati di recente. Sorprendentemente si è così scoperto che i neuroni della regione chiamata ipotalamo ventromediale (VMH) si attivano sia durante i combattimenti, sia durante il comportamento sessuale.

Perplesso, il team ha impiantato nei topi di sesso maschile degli elettrodi, in grado di misurare l’attività di singole cellule in questa zona del cervello, per osservare quello che accade realmente quando i topi  combattono o si accoppiano. Si è visto così che alcuni neuroni si attivano specificamente durante il sesso ed altri durante i comportamenti aggressivi, ma ve ne sono alcuni che si attivano in entrambi i comportamenti, apparentemente opposti.

I ricercatori hanno poi infettato questa regione con un virus che inserisce un gene che li rende sensibili alla luce blu – una tecnica chiamata optogenetica. Con una fibra ottica impiantata nel cervello di questi topi, Lin e Anderson potevano eccitare i neuroni dei topi a comando.

Quando lo hanno fatto, i topi maschi hanno cominciato ad attaccare gli altri maschi intrusi nel gruppo ed anche i maschi castrati, che di solito vengono ignorati, così come gli animali anestetizzati (e perfino un guanto di laboratorio gonfiato).

L’attivazione di questi neuroni ha spinto i topi ad ad attaccare non solo i maschi, ma anche le femmine – anche se solo fino a un certo punto. Quando i maschi sono al primo incontro con una femmina, si attivano gli stessi neuroni dei comportamenti aggressivi, ma se a questo incontro segue un comportamento sessuale, non vi è modo di spingere i topi all’attacco della femmina.  Tuttavia non si tratta di amore o di naturale rispetto: subito dopo il coito, l’attivazione del circuito di aggressione, da parte dei ricercatori, provocava un rapido attacco sulla femmina.

La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia
come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior

Giuliana Proietti

Lin e Anderson ipotizzano che questi circuiti cerebrali, coinvolti sia nel sesso sia nel comportamento aggressivo, potrebbero servire a reprimere il desiderio del maschio di scagliarsi contro una femmina sconosciuta, per fini sessuali: del resto vi è la necessità di proteggere i propri territori dagli invasori di sesso maschile, ma anche il bisogno di avere rapporti sessuali con gli invasori di sesso femminile, per la riproduzione della specie.

Probabilmente questi circuiti, tra loro collegati, esistono anche negli umani: l’ipotalamo è infatti una delle strutture più antiche del cervello, dove risiede sicuramente l’area legata all’aggressività, come sappiamo dagli studi condotti sul cervello delle scimmie.

Si potrebbe dunque ipotizzare che in alcuni individui vi sia un qualche tipo di collegamento non corretto di questi circuiti cerebrali, per cui gli impulsi violenti e gli impulsi sessuali non sono adeguatamente separati gli uni dagli altri. E questo spiegherebbe, dal punto di vista neurologico, il perché della violenza sessuale e il perché, tornando a Freud, molti preferiscono fare la guerra, anziché fare l’amore (o trasformano l’incontro d’amore in uno stupro).

Dr. Giuliana Proietti


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Fonte:

Sex and violence linked in the brain     Scientific American

Immagine:

Felice Ficherelli (1603–1660) Wikimedia


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La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia
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Di Dr. Giuliana Proietti

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa di Ancona ● Attività libero professionale, prevalentemente online ● Saggista e Blogger ● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale ● Conduzione seminari di sviluppo personale ● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici ● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Sito personale: www.giulianaproietti.it La Dr.ssa Giuliana Proietti presta la sua attività professionale su Clinica della Coppia come Direttrice Scientifica e Terapeuta Senior.

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