Il sesso anale è più diffuso di quanto si pensi
Il sesso anale è più diffuso di quanto si pensi
Il sesso anale è una pratica sessuale che, sebbene ancora soggetta a stigma in molti contesti culturali, è molto diffusa tra individui di tutte le identità di genere e orientamenti sessuali. Cerchiamo di saperne di più.
Cosa si intende per “sesso anale”?
Il sesso anale, o rapporto anale ricettivo (in inglese abbreviato con RAI), include qualsiasi attività sessuale in cui un/a partner inserisce la propria parte del corpo (dito, pene, lingua) o un oggetto (accessori sessuali) nell’ano del/della partner. E’ una pratica presente sia tra coppie eterosessuali che omosessuali.
Si tratta di una pratica patologica?
L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) la include tra le pratiche che richiedono attenzione alla prevenzione delle infezioni sessualmente trasmissibili (IST), ma non la considera patologica.
L’ano è una parte del corpo adatta alla penetrazione?
L’ano è una zona altamente innervata, in particolare grazie alla presenza del nervo pudendo, che conferisce potenziale piacere se stimolata correttamente. Tuttavia, a differenza della vagina, non è dotata di lubrificazione naturale e ha una muscolatura sfinterica che tende a contrarsi. Questo rende necessario l’uso di lubrificanti a base acquosa o siliconica e una preparazione adeguata per evitare dolore, lacerazioni o danni.
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Quanto è frequente questa pratica?
Nonostante i tabù, i dati indicano un progressivo aumento della sua accettazione e sperimentazione, in particolare nei paesi occidentali (Herbenick et al., 2010; Chandra et al., 2011). Dai risultati si evince che circa il 30–40% delle donne eterosessuali e il 44% degli uomini eterosessuali hanno dichiarato di aver praticato sesso anale con un/a partner nel corso della loro vita, e una percentuale ancora maggiore riguarda uomini e donne bisessuali, lesbiche e gay. (Leichliter et al., 2007; Herbenick et al., 2010).
Cosa dicono le ricerche circa la propensione al sesso anale ricettivo?
Le ricerche mostrano questi dati:
- Tra i sessi: le donne sono più propense degli uomini a partecipare al sesso anale ricettivo (rispettivamente il 33% contro il 23%).
- Tra gli orientamenti sessuali: le donne gay, gli uomini bisessuali e gli uomini gay avevano maggiori probabilità di dichiarare di praticare il sesso anale ricettivo (rispettivamente il 40%, il 78% e il 39%), mentre gli uomini eterosessuali avevano minori probabilità (17%).
- In base all’età: le donne di mezza età (40-59 anni) avevano maggiori probabilità di aver praticato sesso anale ricettivo, mentre gli uomini più anziani (>59 anni) avevano minori probabilità (rispettivamente il 40% contro il 26%).
Per quali motivazioni si ricorre al sesso anale?
Le motivazioni più comuni sembrano essere:
- Ricerca di nuove sensazioni.
- Curiosità o desiderio di variare la sessualità.
- Percezione che sia una pratica erotica intensa o “trasgressiva”.
- Pressioni del partner o influenza dei media pornografici.
Per quale motivo alcuni uomini eterosessuali non sono propensi a sperimentare questa forma di sessualità?
I ricercatori ipotizzano che questi uomini siano meno propensi a causa dello stigma sociale essendo considerata una attività omosessuale: alcuni uomini eterosessuali cisgender potrebbero evitarla per paura di essere percepiti come gay (omoisteria). Inoltre, non tutti gli uomini che hanno provato l’esperienza l’hanno apprezzata.
Che significati psicologici può assumere questa forma di sessualità?
Il sesso anale può assumere significati psicologici molto diversi: per alcune persone è simbolo di intimità, per altre di sottomissione o dominio. Tali significati possono essere interiorizzati culturalmente o mediati da dinamiche di coppia.
A cosa può portare l’introduzione del sesso anale in una coppia?
Dal punto di vista clinico, l’introduzione del sesso anale in una relazione può portare a un aumento della complicità o, al contrario, a conflitti se vi è disaccordo o coercizione. La ricerca suggerisce che un clima relazionale positivo è predittivo di esperienze soddisfacenti (Muise et al., 2016). È importante, pertanto, che la pratica avvenga nel rispetto del consenso, dell’equilibrio relazionale e della comunicazione aperta.
Quali sono i rischi e le precauzioni mediche da prendere?
I principali rischi legati al sesso anale sono i seguenti:
- Maggiore esposizione alle IST, tra cui HIV, HPV, epatite B e C.
- Microtraumi rettali, emorroidi o ragadi anali.
- Complicanze legate all’uso di oggetti non sicuri o alla mancanza di igiene.
L’uso del preservativo è fortemente raccomandato, così come una corretta lubrificazione e un’eventuale visita medica in caso di dolore persistente o perdite anomale. La profilassi pre-esposizione (PrEP) può essere considerata per individui ad alto rischio di HIV.
Dal punto di vista sociale come è considerato il sesso anale?
Nel contesto occidentale, il sesso anale è stato a lungo oggetto di condanna morale, spesso associato a devianza, omosessualità maschile o promiscuità. Solo recentemente si è assistito a una parziale “normalizzazione” della pratica anche in coppie eterosessuali, talvolta promossa da una sessualità più fluida.
Tuttavia, lo stigma persiste, anche all’interno delle relazioni intime. Questo può generare vissuti di vergogna o ansia, che è importante affrontare in ottica terapeutica o psicoeducativa.
Si raggiunge l’orgasmo attraverso il sesso anale?
Più donne rispetto agli uomini hanno dichiarato di non aver mai raggiunto l’orgasmo con il sesso anale ricettivo indipendentemente dalla contemporanea presenza di altre stimolazioni (rispettivamente il 32% contro il 16%). Inoltre, circa la stessa percentuale di donne e uomini ha richiesto una stimolazione simultanea per raggiungere l’orgasmo tramite il sesso anale (49% contro il 47%). La maggior parte degli intervistati ha riferito di provare più piacere nella parte anteriore superiore (superficiale anteriore) del retto. Esistono diverse teorie sulle possibili cause di ciò:
– Il nervo pudendo attraversa la pelle perianale e lo sfintere esterno e può contribuire ad aumentare il piacere del gioco anale.
– La zona superficiale anteriore è vicina alle “gambe” del clitoride , il che può contribuire ad aumentare il piacere con altre stimolazioni clitoridee (per via orale, tramite aiuti sessuali, ecc.).
– Sebbene non sia del tutto provato, l’area superficiale anteriore si trova in prossimità della prostata e degli altri nervi circostanti che inviano segnali di piacere al cervello, quindi la pressione di un oggetto inserito potrebbe innescare un’esperienza più piacevole per gli uomini.
Dr. Walter La Gatta
Fonte principale
Zaliznyak, M., Walton, A. B., Stelmar, J., Isaacson, D., Gaither, T. W., Knudson, G., & Garcia, M. M. (2025). Anal sex practices and rectal erogenous zone maps among men and women of diverse sexual orientations: An anatomic-map based questionnaire study. Sexual Medicine, 13(3). https://doi.org/10.1093/sexmed/qfaf037 via ISSM
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