Generazione Z: il sesso e l’amore
Generazione Z: il sesso e l’amore
Negli ultimi anni diversi dati hanno mostrato un calo dell’attività sessuale e dell’interesse verso le relazioni di lunga durata tra i giovani della Generazione Z. In parallelo, si osserva una crescente frattura politica e di genere che sembra influenzare anche il modo in cui ragazzi e ragazze vivono l’intimità. Come interpretare questi cambiamenti nel contesto sociale, economico e politico attuale? Cerchiamo di capire meglio come stanno le cose.
Chi sono i giovani della Generazione Z?
Con il termine Generazione Z si indicano le persone nate indicativamente tra la metà degli anni ’90 e il 2010. In Italia, quindi, parliamo oggi di ragazzi e ragazze che hanno tra i 13 e i 28 anni circa. Sono cresciuti in un mondo fortemente digitalizzato, con internet e i social network come strumenti quotidiani di comunicazione e costruzione identitaria.
Questa generazione si distingue per alcuni tratti comuni:
- una forte familiarità con la tecnologia e le relazioni online;
- un’attenzione particolare ai temi dell’inclusione, della diversità e della sostenibilità;
ma anche una maggiore esposizione a precarietà economica, ansia sociale e incertezza sul futuro.
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La Generazione Z fa meno sesso rispetto alle generazioni precedenti?
Sì. Le indagini condotte negli Stati Uniti e nel Regno Unito indicano una diminuzione significativa dell’attività sessuale tra i giovani adulti e gli adolescenti. Anche in Italia, secondo i dati ISTAT sul comportamento sessuale, emerge una riduzione della frequenza dei rapporti rispetto ai ventenni degli anni ’90 e 2000. Molti ragazzi dichiarano di vivere periodi prolungati di astinenza o di disinteresse verso gli incontri romantici.
Perché i giovani sembrano meno interessati alle relazioni stabili?
Le motivazioni sono molteplici. Da un lato c’è un clima di incertezza economica che rende difficile progettare il futuro: precarietà lavorativa, difficoltà di accesso alla casa, pressioni scolastiche e professionali. Dall’altro, le relazioni vengono vissute come un impegno emotivo complesso, che non tutti si sentono di affrontare. In Italia, dove la transizione all’età adulta è spesso tardiva, questo si traduce in un posticipo non solo della convivenza o del matrimonio, ma anche delle relazioni stabili.
Che ruolo hanno le differenze politiche e di genere?
Le ricerche internazionali hanno messo in evidenza una frattura tra giovani donne – tendenzialmente più progressiste – e giovani uomini – spesso più conservatori. Anche in Italia si osservano differenze simili: le ragazze mostrano maggiore sensibilità verso temi come parità di genere e diritti riproduttivi, mentre alcuni ragazzi esprimono diffidenza nei confronti del femminismo. Queste divergenze possono rendere più difficile creare un terreno comune nelle relazioni eterosessuali.
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Cos’è l’“eteropessimismo” e perché è rilevante per i giovani?
L’eteropessimismo descrive una forma di disincanto nei confronti delle relazioni eterosessuali, vissute con ironia, distacco o frustrazione. Molte giovani donne, anche in Italia, raccontano un senso di fatica nel dover gestire squilibri di genere all’interno della coppia, dal carico emotivo al lavoro domestico. Ma non riguarda solo le donne: alcuni uomini sperimentano la stessa sensazione di sfiducia verso le dinamiche di coppia.
Le app di incontri non stanno aiutando?
Al contrario, diversi giovani dichiarano che le app generano ansia da prestazione sociale ed emotiva. Esporsi con un interesse diretto può sembrare rischioso, perché il rifiuto viene percepito come umiliazione. Questo porta molti ragazzi a restare bloccati nella “fase di chat” senza evolvere verso una relazione reale. Anche in Italia, le principali piattaforme di dating online hanno registrato un calo dell’uso da parte dei più giovani.
Il contesto psicologico quanto pesa su queste scelte?
Molto. L’aumento dei problemi psicologici nella Generazione Z è documentato in tutto il mondo. Ansia, depressione e stress legati a pandemia, crisi climatica e precarietà economica contribuiscono a rendere più fragile la disponibilità emotiva. Per molti, una relazione non appare come una fonte di sicurezza, ma come un ulteriore rischio. In questo senso, il ritiro dall’intimità può essere letto come un tentativo di protezione psicologica.

Il rimanere single è quindi una scelta o una conseguenza?
Entrambe le cose. Alcuni giovani scelgono consapevolmente di rimanere single come forma di libertà o di resistenza alle disuguaglianze di genere. Altri lo subiscono, per mancanza di condizioni economiche, psicologiche o relazionali favorevoli. In Italia cresce il numero di giovani adulti che restano single per periodi lunghi, non per mancanza di desiderio di relazione, ma per difficoltà a trovare uno spazio emotivamente sicuro e sostenibile.
In Italia, come altrove, la sfida sarà creare contesti culturali e sociali che restituiscano ai giovani la fiducia nelle relazioni, riducendo il senso di vulnerabilità che oggi li spinge ad allontanarsi dall’amore tradizionale.
Dr. Walter La Gatta

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Fonte principale
Génération Z : l’amour en crise
Immagine
Foto di Mihaela Claudia Puscas

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