Archivio Consulenza online
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In questa pagina sono raccolte le lettere inviate ai Terapeuti della Clinica della Coppia dal 2010 a oggi e sono un patrimonio del Sito, in quanto affrontano le problematiche sessuali e di coppia tramite la viva voce dei diretti interessati.
Dipendenza da sesso
E’ davvero difficile cercare di comprendere quali siano i segreti di questo ragazzo e perché lo fanno tanto soffrire. Allo stesso modo, è poco comprensibile il fatto che lui le faccia queste dichiarazioni d’amore, le chieda in qualche modo di rimanere vicini per tutta la vita e poi, quando lei si mostra disponibile a farlo, lui si tiri indietro e sparisca dalla sua vita.
Evidentemente, come lei sospetta, ci deve essere dietro qualcosa di molto grave, o almeno di percepito come tale. La prima cosa da pensare, pensando al peggio, è che questi dieci anni di vita sregolata e di frequentazione di prostitute lo possano aver portato a contrarre una malattia sessualmente trasmessa, che non lo rende libero di stabilire normali relazioni, sessuali o affettive. Se non fosse questo, potrebbero essere accadute delle cose per cui lui oggi sente un grande senso di vergogna e di scarsa stima di sé.
Decidere con la testa e non con il cuore
Salve,
mi chiamo Massimo e volevo porre un quesito su una situazione che mi sta facendo star male: ho conosciuto una ragazza circa otto mesi fa per motivi di lavoro. C’è stata subito una grande intesa fra di noi e un gran feeling affettivo. Ci siamo desiderati da subito ma ci siamo posti dei freni perchè lei, dopo una breve separazione dal marito lo ha riaccolto a se, ma solo per la sua situazione e per il fatto di avere una con lui una bimba di otto anni. Per farla breve, in febbraio ci siamo messi insieme ed abbiamo cominciato a fare dei progetti di convivenza.
Purtroppo però, nonostante io abbia accettato la possibilità che lei avesse ancora dei rapporti sessuali con lui, di sicuro sporadici e accettati da lei per prender tempo, l’ho un pò disturbata, specie nei fine settimana, con le mie ansie. Lei ha sempre cercato di rassicurarmi, mai io, molto stupidamente, lo scorso venerdì le ho chiesto di ritornare amici. Poi me ne sono subito pentito, ma lei adesso prefeisce rimanere così, per paura dei miei scatti. Però continua a cercarmi, sia con gli sguardi che con le mani. Mi abbraccia spesso e soffre se non mi vede. Sono convinto che mi ama e che mi vuole sempre, ma pare mi stia mettendo alla prova. Adesso sto soffrendo e la imploro di tornare, promettendole di non fare più certe mosse. Vorrei capire se sto facendo bene a continuare a corteggiarla e se è possibile che una donna (28 anni ma con un vissuto molto complicato e senza alcun parente quì) possa stare contemporaneamente con due uomini, oppure voglia essere sicura prima di cambiare. E poi, come può lei desiderare fortemente me e accettare rapporti sessuali dal marito? Sarei grato se avessi una risposta.
Grazie e saluti.
Massimo
Gentile Massimo,
E’ possibile che questa ragazza, di soli 28 anni, ma con una figlia di 8 (e dunque messa sin da giovanissima di fronte a delle importanti responsabilità), sia combattuta fra l’amore e il raziocinio, dove l’amore la spinge verso di lei e il raziocinio verso il papà della piccola. I rapporti sessuali non li si hanno solo quando si è preda della passione: in alcuni casi possono essere un comportamento adattivo per consolidare la coppia, per placare l’aggressività, per dare un segnale di disponibilità, ecc.
Direi che la cosa migliore da fare è cercare di non essere pressante, perché probabilmente questa ragazza deve prendere una decisione non facile, che riguarda non solo lei, ma anche il futuro di sua figlia. Stia dunque per un po’ alla finestra e osservi bene l’evolversi degli eventi: potrebbe accadere che questa sua improvvisa neutralità finisca per rappresentare un segnale forte per la ragazza, che potrebbe accelerare la decisione di tornare con lei, per paura di perderla definitivamente. Se così però non fosse, e la ragazza decidesse di voler restare con il marito, lei farebbe bene a rispettare questa volontà, presa sicuramente con la testa e non con il cuore, ma non per questo meno rispettabile.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
Da oltre un anno non hanno rapporti…
Ho 35 anni e da sette anni sto insieme ad una ragazza. Già da quando l’ho conosciuta, lei aveva alcuni problemi di tipo ginecologico che l’hanno portata a fare diverse visite specialistiche e a non trovare comunque soluzione. I problemi che si presentavano, in maniera alternata e talvolta anche contemporaneamente, erano la formazione di una bollicina e una piaghetta sulla parete vaginale.
Dopo qualche mese però tutto è tornato a posto e abbiamo ripreso la nostra vita normalmente. La nostra vita sessuale non è mai stata idilliaca e, circa due anni fa, ho iniziato a notare che ormai ero diventato quello che prendeva l’iniziativa. Dopo un po’ di tempo ho parlato ne ho con lei dicendole che questo comportamento non mi faceva sentire desiderato. Da lì a poco sono iniziati nuovamente i suoi problemi ginecologici. Le poche volte che riuscivamo a fare l’amore dovevo stare attento a tutto: forza, posizione ecc.. Inoltre, la maggior parte delle volte abbiamo dovuto interrompere.
Dopo questo, il buio più totale. Da oltre un anno non abbiamo più rapporti, salvo le due volte che ci abbiamo provato senza risultati. Lei dice di non aver mai risolto i suoi problemi ginecologici (che ho brevemente descritto prima) e dopo oltre un anno di visite specialistiche da urologi e ginecologi (ne ha consultati diversi) non siamo riusciti a risolvere il problema. E’ mai possibile che problemi di natura fisica non possano essere stati risolti in tutto questo tempo da tutti i medici che l’hanno visitata? E’ possibile invece che si tratti di problemi psicologi comunque legati alla paura di provare dolore?
Non abbiamo più una vita sessuale e questo si sta ripercuotendo sul nostro rapporto. Spesso mi sento in collera con lei perché ho il timore che stia abusando della mia pazienza perché questa situazione sta contribuendo ad aumentare la mia insicurezza. All’inizio ho cercato di essere paziente aspettando che le visite specialistiche portassero a qualcosa, ma ultimamente torno spesso sull’argomento e sento di essere anche assillante. Il fatto è che non è tanto il voler fare l’amore in sé che mi manca, ma non aver avuto una vita sessuale da così tanto tempo mi ha reso sempre più triste e insicuro. Nel momento in cui parlo con lei del modo in cui mi sento, lei mi dice che devo avere pazienza, che sono cose che capitano, che comunque sta facendo le sue visite e il fatto che la situazione non migliori non dipende da lei.
Non so più come comportarmi, se mi gliene parlo mi dice che devo avere pazienza, se non gliene parlo passano altri mesi mentre ignoriamo di avere un problema. Io sono del parere che, in seguito ai suoi dolori dovuti a bollicine e piaghette, abbia maturato una fobia che la blocca senza nemmeno provarci. Lei sostiene invece che non è un problema di tipo psicologico ma è un problema fisico. Ma è mai possibile che in oltre un anno di visite specialistiche urologi e psicologi non abbiano risolto il problema? Lei ritiene che la mia reazione sia adeguata oppure dovrei evitare di parlarle troppo spesso dell’argomento per evitare di farglielo pesare?
Il problema, in una coppia, non è mai responsabilità di una sola persona, ma di entrambi i partners.
Inoltre, non è lamentandosi, o arrabbiandosi che si risolvono problemi così complessi e delicati: la cosa migliore da fare in questi casi sarebbe anzitutto quella di cercare di dedicare un tempo maggiore alla propria vita intima, proponendo alla propria partner evitante delle forme di sessualità alternative, magari dando maggiore spazio ai preliminari, in modo da mantenere vivo il rapporto e magari cercare dei compromessi, in attesa che i problemi più grandi si risolvano.
Sembrerebbe invece che lei abbia lasciato trascorrere giorni, mesi e anni senza fare assolutamente nulla, con grande “pazienza”, riversando tutte le colpe della vostra mancata soddisfazione sessuale sulla sua ragazza e sui suoi problemi ginecologici.
In realtà (c’è un passaggio nella sua lettera che lo fa capire: “Il fatto è che non è tanto il voler fare l’amore in sé che mi manca..”) anche lei sembra non avere più interesse per la vostra vita sessuale e se oggi se ne lamenta è solo perché questo stato di cose non la fa sentire normale con gli altri, minando la sua autostima, ed inoltre perché le fa sospettare che la sua ragazza la stia in qualche modo manipolando, con la scusa dei disturbi fisici. Non è dunque il desiderio sessuale in sé ciò che la spinge a lamentarsi, ma altro.
Se si ritrova in tutto ciò che le ho detto sopra, credo che entrambi abbiate bisogno di un supporto psico-sessuologico per trovare il coraggio di affrontare il non-detto e di tornare a comunicare sotto la guida di una persona esperta, che saprà orientarvi anche sui modi e sui tempi più opportuni per riprovare a condividere importanti momenti di intimità, sessuale e non sessuale,
La saluto cordialmente.
Dr. Giuliana Proietti
Con lui sta divinamente, ma…
Salve! sono fidanzata da quasi due anni con un ragazzo che spero mi “porterò dietro” per tutta la vita: con lui sto divinamente, in qualsiasi posto e momento, ci ritroviamo a fare qualsiasi cosa, e anche nell’ambito sessuale è sempre stata una continua scoperta, mai niente di monotono e sempre soddisfacente per entrambi. penso che questo dipenda molto dal fatto che non siamo i tipi che fanno l’amore tutti i giorni (solo perché non ci vediamo tutti i giorni) però ieri mi è capitata una cosa mai successa.
Eravamo in macchina, stavamo tornando a casa e presi da un attimo di “follia” ci siamo fermati con l’intento di “consumare” in macchina. diciamo che la macchina non è uno dei luoghi più comodi per fare l’amore, ma ci si adatta. abbiamo iniziato sul sedile anteriore, l’eccitazione era alta ma, ritrovandoci scomodi, abbiamo deciso di andare su quelli posteriori. il tempo che lui è andato dietro, il tempo che sono andata dietro io e mi sono posizionata su di lui, e la sua erezione era già diminuita. ho riprovato a “riattivarla”, per un attimo ho pensato di esserci riuscita ma niente.
lui mi ha abbracciata e baciata dopo questo, ma io mi sono sentita talmente poco capace che non l’ho guardato per dieci minuti.. pensavo che il problema fossi io, che fosse dipeso da me, da qualche mia mossa sbagliata o posizione sbagliata. ho chiesto conferma a lui, mi sentivo demoralizzata, e lui mi ha rassicurata dicendomi che può succedere, anche se confesso che non è che dopo questa sua citazione ero più tranquilla. mi ci veniva quasi da piangere. potevo stare più tranquilla se eravamo una coppia che era solita fare l’amore tutti i giorni o più volte al giorno, ma come ho detto prima non rientriamo in questa categoria da sempre purtroppo e quindi credo che quando succede, secondo me, non può accadere ciò che ci è successo ieri. spero dipenda davvero ‘dalle tempistiche’ in cui ci siamo mossi, perché altrimenti non so cosa fare.. non sono la tipa che candida il sesso alla base di un rapporto, ma un buon sesso credo sia una delle cose importanti in un rapporto.. spero di essere stata capita e che possiate aiutarmi
Gentilissima,
In primis va detto che quello che è successo in macchina non è niente di particolare: è più che possibile che, per quanto fosse eccitante la situazione, la scomodità, il dover uscire dalla macchina, cambiare i sedili ecc. abbia portato il suo ragazzo a deconcentrarsi e a perdere l’erezione. Gli uomini sono così: basta un pensiero negativo, un po’ d’ansia, una preoccupazione di troppo e l’erezione finisce.
Dunque, non credo che lei dovrebbe colpevolizzarsi eccessivamente, perché la cosa potrebbe essere dovuta a numerosi altri fattori, che non dipendono da lei. Resta però il fatto che, nel vostro stare insieme, c’è poco sesso: non è detto che lui viva la situazione in modo positivo quanto lei (che è comunque soddisfatta dallo “stare divinamente insieme” in altre situazioni).
Il suggerimento, dunque, è quello di parlarne insieme, senza tabù: può essere un discorso imbarazzante e poco romantico, ma la sessualità è importante in una coppia, per cui le suggerisco di ritirare fuori il discorso, partendo dal fatto della macchina, per poi chiedergli come vive la sessualità con lei, se è soddisfatto, se pensa che gli manchi qualcosa, ecc. Non si accontenti di un si o un no: è un discorso importante, che va fatto seriamente e in modo approfondito.
Saluti cordiali.
Dr. Giuliana Proietti
Autoerotismo e pornodipendenza
Buongiorno,
Scrivo questa mail per avere delle risposte ai miei dubbi. Ho da poco scoperto che mio marito si masturba davanti ai video porno. La pratica in se non mi sconvolge più di tanto infatti una volta l’ho beccato sul fatto e non ho detto nulla perchè la trovo una pratica abbastanza normale, tuttavia ultimamente di normalità ne ha poca, secondo me. nell’ultimo anno(che corrisponde ai 9 mesi di gravidanza e ai tre post parto) la pratica si è intensificata: guardava i video porno la mattina prima di andare a lavoro, nella pausa dei 10 minuti del lavoro (me lo ha detto lui, e mi ha detto che volontariamente si isolava dai colleghi per farlo), qualche volta quando io andavo a dormire la sera. ha visto questi video anche la sera che ho partorito (10 minuti dopo esserci sentiti al cel), la sera che il nostro bambino è stato dimesso dall’ospedale dopo un intervento di ernia inguinale a soli 3 mesi, insomma lo ha fatto in situazioni che per me esulano dalla normalità. nell’ultimo mese la cosa è diventata quasi un’ossessione ( io ero a casa di mia madre in un’ altra regione e lui a casa da solo), li guardava tutti i giorni a qualsiasi ora, si masturbava a detta sua ogni 3 giorni e non usciva più di casa neppure per una birra. alla visione dei video porno si è aggiunta l’ossessione di giocare le scommesse calcistiche quindi tornava a casa alle 17 e la sua giornata finiva davanti al pc tra scommesse e visione di video porno. ora io non sono una bigotta e come detto in precedenza l’autoerotismo viene da me considerato una cosa normale ma fino a che punto? quello di mio marito è un autoerotismo normale? aggiungo che data la situazione(gravidanza e postparto) i nostri rapporti si erano ridotti anche se ogni volta erano molto soddisfacenti, io lo attribuivo ad un suo rispettare i miei tempi e la mia stanchezza e lui mi ha confermato che non se la sentiva di “insistere” perchè mi vedeva sofferente e stanca. Ad oggi penso invece che l’eccessivo autoerotismo abbia fatto calare il suo desiderio nei miei confronti e che lui sia diventato un pornodipendente e un dipendente dal gioco d’azzardo. Da quando ne abbiamo parlato lui ha smesso di vedere video porno e di giocare( circa una settimana) e i nostri rapporti sono ripresi più intensi e frequenti di prima. può aiutarmi a capire cosa può essere successo a mio marito e se ha bisogno di aiuto? io mi sento umiliata, tradita e quello che prima per me faceva parte di una normale sessualità ora mi sembra qualcosa di sporco.
Cordiali Saluti
Gentilissima,
E’ possibile che suo marito abbia provato, in questo ultimo periodo, un grande desiderio sessuale, ma vedendo lei sofferente e stanca, come le ha detto, abbia deciso di non insistere.
Come alternativa non gli rimaneva che l’autoerotismo, il quale è facilitato dalla visione di video porno, che sono ormai alla portata di un clic. Questo comportamento, con il tempo, è diventato per lui una sorta di rituale, quasi un ansiolitico: ne è la prova il fatto che lui abbia sentito il bisogno di ricorrere a questo espediente nei momenti più critici che avete ultimamente attraversato.
Anche il gioco d’azzardo può essere diventato un modo per stimolarsi, più nella mente che nei genitali, ma per ottenere gli stessi scopi. Direi quindi che suo marito è probabilmente una persona molto ansiosa, che non riesce a vivere serenamente il momento che state attraversando, in cui crescono le sue responsabilità e passa dal ruolo di figlio a quello di genitore.
Sarebbe opportuno riorganizzare le vostre giornate in modo diverso, allo scopo di fargli superare le dipendenze che si sono venute a creare (di cui lui è sicuramente il primo ad esserne nauseato, ma senza avere la capacità di uscirne).
La ripresa della vita sessuale fa parte del percorso di cambiamento che le ho delineato, ma occorrerebbe anche che suo marito si dedicasse ad occupazioni per lui appaganti e rilassanti, allo scopo di frenare l’impulso all’evasione via Internet. Rinunciare al pc o allo smartphone per un po’ di tempo potrebbe aiutare.
Se non ci dovesse riuscire, le suggerisco delle sedute di psicoterapia, individuale e di coppia.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
Come lasciarlo
Io sto da 3 anni con un ragazzo 10anni piu vecchio di me. Cresciuto in una famiglia divorziata da piccolo ma nonostante questo ha sempre avuto tutto e di più. Ha abusato per anni di cocaina e penso che lui si sia bruciato il cervello in quanto non capisce neanche gli sbagli che fa. In questi 3 anni all inizio era una bella persona poi viavia col tempo è cambiato ed è uscito l egoismo che c e in lui. Raccontare 3 anni sarebbe lunghissima. Per riassumere questa è la 5a volta che mi lascia senza un perche sensato. C e magari una piccola incomprensione lui blocca da fb da whatsapp spegne il telefono e non si fa piu sentire x 4p giorni circa. Poi torna divendo che le sono manavata e tante fiabe. La prima pausa dopo 2 giorni che per me avevamo solo litigato e pensavo di chiarire lui è andato con un altra raccontandomelo dopo 3 settimane nei minimi dettagli. Da li nn mi son piu fidata anche se nel mio inconscio vercavo di fidarmi ma lui nn me ne dava modo. Mentiva su cavolate assurde puntualmente sapevo la verita e lui diceva che nn mi fidavo. Ma va!? In tutte qieste pause io sto male e cerco comunque di non farmi sentire non gli scrivo ne niente nella speranza che rinsavisca ma lui zero. Sa che io ci sono sempre e a me sta cosa fa arrabbiare. Quando son tornata con lui il 10 dicembre la mia famiglia nn m ha parlato per un mese perche nn accetta che io mi faccio prendere in giro da lui. M ha visto stare male e tutto ma 10 giorni fa ha deciso di sparire ancora. Senza chiarire ne niente . non so piu come uscire da questa crisi e come eliminare l idealizzazione che io ho di lui pensando che possa essere lui l uomo giusto quando si dimostra d nn esserlo come posso fare? Come posso uscire da questo tunnel che mi fa sempre sperare che lui mi scriva..che lui cambi..che lui mi ami?? Grazie mille
Gentilissima,
Non dico nulla sulla vostra relazione e su questa persona perché mi sembra che la sua capacità di giudizio sia buona, seppure lei sia coinvolta in queste problematiche ed abbia difficoltà a vederle in modo oggettivo, come farebbe un osservatore esterno.
Praticamente lei ha capito che questa persona non va bene, ma non sa come lasciarla. Come vede, anche l’amore è una dipendenza, così come quella che si ha dall’alcol, dalle droghe, dalle proprie consolidate abitudini.
Per riuscire a scuotersi occorre introdurre nella propria mente dei pensieri nuovi, provare emozioni positive, ritrovare il piacere di credere in se stessi e il coraggio di pensare che il futuro possa portare qualcosa di apprezzabile e desiderabile.
Questo significa, in altre parole, provare a conoscere persone nuove, tirare fuori qualche sogno nel cassetto e cercare di realizzarlo (Imparare a ballare? Andare in palestra? Imparare una lingua? Imparare a dipingere?…). Per ritrovare la fiducia in se stessi a volte basta poco: un salto dal parrucchiere, un vestito nuovo, riacquistare la forma fisica, cercare di migliorarsi nel parlare, imparare qualche battuta simpatica da dire in compagnia, informarsi sui fatti di cronaca per avere argomenti di conversazione, ecc. ecc.
Lei deve capire che, in qualsiasi momento, è sempre libera di prendere decisioni sulla sua vita e che se non le prende, pur avendo deciso di farlo, è solo per mancanza di chiarezza su quello che la aspetta dopo.
Provi allora a pensare a quanto potrebbero tornare produttive le sue giornate, a quanto potrà essere bello avere accanto una persona che non sparisce neanche per un minuto, se lei non lo desidera, e che la ama come lei vorrebbe.
Poiché tutte queste cose sono realizzabili, si tiri su le maniche e cominci a riempire la sua giornata con cose e persone positive. Se non ce la fa, si rivolga ad un terapeuta.
Molti auguri.
Dr. Giuliana Proietti
Andare in terapia da sola
Salve ho un problema di coppia da tempo, direi anche un paio di anni il mio compagno non ha più voglia di fare l’amore, non prende mai l’iniziativa e se lo faccio io evita la cosa. Pensavo che fosse un periodo di stress e non ho mai parlato poiché pensavo di risolvere una volta trasferiti nella nostra casa e raggiunta la tranquillità lavorativa, tuttavia non è cambiato nulla. Ho provato più volte a parlarne ma o si chiude in se stesso o addirittura do fastidio facendolo allontanare ancora di più. Non so più come comportarmi ho provato con delle semplici carezze ma lui sempre respinge qualsiasi approccio di tipo sessuale fermandosi a delle semplici coccole. Può essere utile andare in terapia anche io da sola? Perché lui è come se rifiutasse il problema come se facendo finta di nulla possa risolversi ma ormai va avanti da tanto non so più che via prendere mi provoca molto malessere ma lui non vuole accettarlo , che fare?
Gentilissima,
Credo che lei farebbe senz’altro bene a iniziare una terapia, per essere sostenuta in un momento di difficoltà che non riesce a comprendere e che sicuramente nasconde un serio problema nel vostro rapporto, anche se non è facile capire di cosa si tratti. Per non far sentire il suo compagno troppo al sicuro nella sua posizione di chiusura e di mancanza di comunicazione, provi inoltre a cambiare atteggiamenti ed abitudini, in modo da lanciare un segnale di malessere in modo diverso da come ha fatto finora. Andare in terapia potrebbe essere parte di questo cambiamento con l’auspicio che, ad un certo punto, avendo perso le sue certezze, sia lui a chiedere di partecipare. Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
Alquanto ingenua e sessualmente attiva da poco
ciao!le scrivo per un informazione che mi fa risalire molti dubbi alquanto ingenua e sessualmente attiva da poco,a me personalmente e successo di fare qualcosa ma non sesso completo, perche’ nel momento che il pene del mio patner e entrato dentro la mia vagina ho sentito un dolore forte mentre mi penetrava nn ne entrato tutto perche poi e uscito veloce ma come mai mi sono sentita cosi indolensita? forse per l’ansia? perche ero rigida? io non so quale sia la risposta giusta di questa domanda che le pongo gentilemente grazie!
Gentilissima,
Nella sua mail non è specificata l’età, ma diversi segnali mi fanno capire che lei sia giovanissima.
Per questo inizierei dicendo che, nelle donne, i primi rapporti sessuali in genere non sono mai piacevolissimi: anzitutto c’è la paura per la perdita della verginità, per i tanto temuti sanguinamenti (che poi nella maggior parte dei casi sono veramente di scarsa entità); inoltre, ci si può sentire insicure per il luogo dove si fa, per chi potrebbe accorgersene, e tanti altri problemi del genere. Difficilmente si riesce ad essere rilassate e a concentrarsi sul proprio corpo.
A questo bisogna aggiungere che spesso, quando si è molto giovani, anche il proprio partner potrebbe essere inesperto e quindi tentare la penetrazione senza aver dedicato un tempo sufficiente ai preliminari, per favorire una buona lubrificazione e dunque una migliore penetrazione.
La risposta è dunque questa: i rapporti sessuali migliorano con l’esperienza ed anche con la complicità che via via si acquisisce con il proprio partner. Per il momento dunque, penso non ci siano motivi per essere così preoccupata…
Saluti cordiali.
Dr. Giuliana Proietti
Ansia da prestazione
Salve,sono Andrea, ho 25 anni.
Ho trovato il vostro sito molto interessante, e vi scrivo per una mia forte preoccupazione, e spero voi possiate aiutarmi.
Allora, volevo premettere di essere una persona piuttosto insicura e ansiosa.
Il mio problema consiste in ansia da prestazione.
Ho avuto un solo rapporto sessuale finora, e non molto bello, dato che la ragazza in questione non mi piaceva molto e ho sperimentato per la prima volta questa ansia.
Abbiamo provato a farlo un’altra volta ma prima del rapporto perdevo poi l’erezione.
Ora ho conosciuto una ragazza, mi piace molto, e l’altra sera eravamo sul punto di farlo.
Nei baci, nelle carezze e in tutto il resto era tutto ok, l’erezione c’era.
Appena ho avvertito da alcuni suoi atteggiamenti che era “propensa” a farlo, mi sono agitato, e non poco, e l’erezione è svanita.
Ora, essendo io anche molto ansioso e paranoico, come posso risolvere questo problema..?
Ok, mi dico che devo stare calmo e godermi il momento…
Ma convincere il mio inconscio non è cosi semplice… Come posso fare?
Per me ovviamente è davvero importante.
Grazie per l’eventuale risposta…
Gentilissimo Andrea,
Lei sostiene di essere una persona “particolarmente insicura, ansiosa e paranoica” e dice questo come se si trattasse di caratteristiche “normali” di personalità, da accettare tal quali, senza poterle in qualche modo modificare… Non è così, naturalmente, e molto si può fare con la psicoterapia per cambiare il modo in cui una persona percepisce la sua realtà e reagisce ad essa. I problemi di natura ansiosa di cui parla si riflettono, ovviamente, anche nella sfera della vita sessuale e l’ansia da prestazione è, in effetti, uno dei sintomi più frequenti di chi ha una personalità simile alla sua.
Esistono vari suggerimenti che potrebbero aiutarla, come quello di costringersi a pensare ad altro durante il rapporto (anche se in molte persone questa tecnica produce l’effetto contrario a quello desiderato), oppure cercare di rilassarsi completamente, concentrandosi sul piacere genitale, senza preoccuparsi della qualità della propria prestazione (assumere cioè un atteggiamento maggiormente passivo).
Un altro modo, per chi come lei si sente insicuro a causa della scarsa esperienza, è quello di non coinvolgersi, inizialmente, con persone considerate interessanti o attraenti, in modo da poter fare esperienza, senza curarsi troppo dei giudizi della partner.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
40 anni senza il piacere sessuale
Egr. Dott.ssa Proietti, vorrei parlarle brevemente del mio problema e capire cosa ne pensa. Sono un ragazzo di 37 anni che all’età di 20 anni si innamorò perdutamente di una ragazza ma questo amore non fu corrisposto. Da quel momento mi sono ritirato a vita spartana senza amici a parte uno che incontro ogni tanto. Poiché non volevo arrivare a 40 anni senza aver provato il piacere di un rapporto sessuale quindi circa 5 mesi fa mi sono deciso ad andare con una prostituta ma è stato un disastro. Non riuscivo a rilassarmi, avevo paura anche se non so bene di cosa ed infatti non sono riuscito ad avere un’erezione tale da permettere una penetrazione. La cosa strana è che sentivo i brividi tutte le volte che mi toccava e nonostante non sia riuscito ad avere un’erezione dopo circa 10 minuti ho comunque eiaculato. Insomma ero andato per scrollarmi di dosso tutti i dubbi che da decenni mi attanavagliano la mente e ne sono uscito più frustrato e dubbioso di prima. Secondo lei da cosa potrebbe dipendere e cosa mi consiglia di fare la prossima volta per evitare queste figuracce? La ringrazio e spero davvero di ricevere una risposta rassicurante ed in attesa la saluto.
Gentilissimo,
Tutti i ragazzi e le ragazze intorno ai venti anni sono innamorati di qualcuno, e molti di loro subiscono un rifiuto. Non tutti, fra quelli che hanno subito un rifiuto, si chiudono in casa, scelgono di non frequentare più gli amici e rinunciano alla vita sociale e sentimentale; anzi, essi sono una esigua minoranza. Questo per dirle che non c’è una logica nel legare un rifiuto avuto a venti anni con un comportamento di isolamento sociale durato per altri venti anni. Se lei si è isolato socialmente non è per quell’antico ricordo, ma perché, evidentemente, è una persona particolarmente ansiosa, che soffre di fobia sociale. Per avere informazioni sulla fobia sociale (o ansia sociale) le consiglio di seguire questo link. In ogni caso, mi preme dirle che si tratta di un problema curabile con la psicoterapia e che, se lei è disponibile e motivato al cambiamento, potrà avere ottimi risultati anche in poche sedute (10-20).
Per quello che riguarda le “figuracce”, direi anzitutto di chiamarle con il loro nome, “disfunzioni erettili”, dal momento che qui, invece, c’è un nesso logico: infatti, la maggior parte delle persone ansiose e che soffrono di ansia sociale hanno un qualche tipo di disfunzione sessuale.
Questo per dirle che non si deve preoccupare e che l’aspetto sessuale è una conseguenza dell’altro problema sopra specificato. Conclusione: che fare. L’unica cosa, veramente raccomandabile, che sento di consigliarle è trovare uno psicoterapeuta sessuologo (maschio o femmina, non importa) che possa seguirla in un percorso che abbia quattro obiettivi: la cura per l’ansia sociale, la cura per la disfunzione erettile, il miglioramento dell’autostima e la ricerca di una ragazza. Come lei capisce, si tratta di un progetto ambizioso, ma poiché tutti questi obiettivi sono fra loro collegati, se da parte sua ci saranno l’umiltà di riconoscere di avere un problema e di doversi affidare alle competenze e all’esperienza di un professionista, oltre che l’impegno e la motivazione al cambiamento, il suo problema si risolverà. Le suggerisco di cercare un terapeuta con formazione cognitivo comportamentale e una specializzazione in sessuologia. I sessuologi a lei più vicini li trova in questi albi: Centro Italiano di Sessuologia Federazione Italiana Sessuologia Scientifica
Dr. Giuliana Proietti
Ci amiamo, ma…
Salve,
sono una ragazza di 24 anni e il mio ragazzo ne ha 25. Stiamo insieme da 4 anni, ci amiamo ma il nostro rapporto non è mai stato facile a causa del nostro carattere. Ci sono più o meno sempre state incomprensioni e litigi anche se per piccole cose. Ultimamente (ultimi mesi se non anni non saprei definire precisamente a causa di alti e bassi) la situazione diventa sempre più ingestibile come se fossimo in una situazione di stallo infelici e scontenti ma senza via di uscita. La cosa “strana” è che i motivi di litigio sono gira e rigira sempre gli stessi ed è appunto strano non trovare un compromesso avendo la situazione chiara e definita. I motivi sono:
– ci vediamo pochissimo: siamo due studenti universitari con tanto tempo libero, nonostante questo abbiamo fin dall’inizio preso la cattiva abitudine di vedersi il venerdì e sabato sera e qualche ora di un pomeriggio ad esagerare. Il fatto di vedersi in queste serate ha portato al trascurare le amicizie. Adesso ci vediamo ancora meno, perché lui dalla scorsa estate ha (da una parte giustamente ma nel nostro contesto non più) deciso di dedicare il sabato sera agli amici. Io non ho accettato tale condizione perché anche se ha anche proposto di sostituire quella sera con altre sono sicura che a lungo andare il risultato sarebbe stato solo un vedersi meno. Dico questo perché: è una persona che sta bene a stare sempre in casa da solo, non si annoia mai e finché non sono io a proporre (cosa che non Fo mai perché il mio carattere orgoglioso me lo impedisce) vedersi è davvero difficile. Quello che io vorrei è vedersi di più, per il semplice motivo che abbiamo tempo libero e non ci sono scuse valide per non stare insieme. Invece la scelta più ovvia è quella di stare ognuno a casa sua… Quando discutiamo per questo lui dice che è sempre stato abituato così anche nelle precedenti relazioni per paura che a vedersi sempre ci si stufi, e che è disposto a vedermi anche sempre se solo lo chiedessi ma non lo faccio. A questo proposito passo al secondo motivo.
– se non chiedo mai di uscire è perché (oltre al mio carattere) il fatto che si esca poco mi ha sempre insinuato il dubbio di una non voglia di vedermi e di conseguenza se lo chiedessi io rimarrei sempre con i miei dubbi e tormenti, quando invece vorrei da lui che mi confutasse questi dubbi chiedendo propronendo… dimostrando. Lui dice che oltre a voler che sia io almeno il 10% delle volte ha bisogno di vedermi come ero prima per poter volere uscire e stare bene con me.
– a proposito di dimostrare non ci coccoliamo più non ci diciamo mi manchi o voglio vederti ne ti amo ne nulla se non nei biglietti di auguri o per Chat.. ma mai in faccia. Prima lo facevamo ed era molto dolce. Lui dice che non lo fa perché sono diventata così scostante, rabbiosa ecc.. ma non riesco più ad essere quella di una volta finché ho questa rabbia e delusione nei suoi confronti. Lo amo e tutto ma vorrei che le cose andassero diversamente.
– tutti questi timori e dubbi mi hanno portato ad essere sempre lamentosa e lui per “proteggermi” mi omette di dirmi cose del tipo che parla con le amiche che potrebbero farmi arrabbiare, ma non capisce che la mi rabbia deriva dal suo non essere sincero, basterebbe che mi dicesse tutto perché così anche se non fa nulla di male mi insinua il dubbio inutilmente. Ne abbiamo parlato e mi ha detto che ho ragione e che mi dirà tutto, ma ancora ho beccato delle omissioni di fatti.. il lupo perde il pelo ma non il vizio.
– ultima e presumibilmente consequenziale ai precedenti problemi, ma non per questo di minore importanza, non facciamo più l’amore, mi da fastidio quando si fa perché non mi sento coinvolta ma lontana a causa di questo rancore enorme..
In conclusione ogni volta che cerchiamo di chiarire a parole ci riesce sempre bene perché sembra tutto semplice dire si ok io farò così e te sarai più così.. ma nella realtà non c’è mai corrispondenza. Se invece dovessi pensare alla soluzione opposta di lasciarlo, non ci riuscirei mai perché è la persona più importante della mia vita e per affrontare un simile trauma avrei bisogno di tanto aiuto. Ci amiamo ancora e non riusciamo a fare a meno l’uno dell’altro. Quando minaccio di lasciarlo diventa un bambino disperato e pronto a tutto e la mia determinazione svanisce. Vorrei evitare possibilmente questa strada. Spero di trovare uno spunto col vostro aiuto.
Grazie, cordiali saluti.
Gentilissima,
La relazione, così come la descrive, non può ancora durare a lungo. Infatti, sembrate ormai una coppia stanca, incapace di provare piacere nello stare insieme, dove nessuno dei due appare pronto a sacrificarsi per l’altro, o a rinunciare al suo orgoglio per donarsi all’altro. Inoltre, il non fare più sesso insieme è un forte campanello d’allarme, perché è un segnale importante di allontanamento. A questo si aggiunga il fatto che parlare d’amore vi mette ormai in imbarazzo, come se fosse una cosa del passato, tanto che riuscite a farlo solo se non vi guardate in faccia.
Dato che l’amore dei primi tempi è finito, le strade da percorrere sono due: o tentare una terapia di coppia, per superare i limiti che vi siete auto-imposti e che bloccano l’evoluzione del rapporto di coppia, o accettare la fine dell’amore e aspettare che uno dei due trovi il coraggio di rompere.
Se ci tiene a questo rapporto, cominci lei a cambiare per prima.
Saluti e auguri.
Dr. Giuliana Proietti
Diventare bisex per senso di inadeguatezza
Sono un uomo di 41 anni e ho un problema che non mi fa vivere serenamente e desidererei che lei mi desse un suo parere; proverò a spigarmi al megio:
Soffro da sempre di eiaculazione precoce tanto è vero che pensavo che la mia precocità fosse nella norma fino a che non ho cominciato ad averere i miei primi rapporti sessuali deludendo (loro non lo lasciavano vedere ma io me ne accorgevo e puntualmente dopo 2/3 giorni mi lasciavano con una futilssima scusa) le mie partner per la mia scarsa durata. Le mie erezioni erano soddisfacenti sia da solo che con le donne e quando ero da solo mi bastava semplicemente “maneggiarmi” un po il pene per raggiungere un’erezione. Delusione dopo delusione (anche per le delusioni delle mie aspettative di vita in quanto ho un lavoro dove si guadagna pochissimo, ho pochissimo tempo libero e non potrei mantere un’ipotetica famiglia) ho cominciato a propormi come schiavo passivo per le donne e bisex passivo per gli uomini, anche se non sono mai andato con uomini e non so se mai ci andrò ma l’idea di farmi penetrare mi eccita, e vedendo siti per incontri erotici ho cominciato a provare attrazione per l’organo sessuale maschile, preciso che non nutro ne attrazione fisica ne sentimentale verso gli uomini ciò che nutro invece verso le donne e solo che la cosa mi ha distrutto moralmente e mi sono molto demoralizzato.
Ora, quanto mi masturbo, devo vedere o dvd porno (neanche i giornaletti mi fanno più effetto) oppure mi ci vuole più tempo per raggiungere un’erezione e quando cerco di infilarmi un preservativo posso anche venire o perdere l’erezione, cosa mi sta succedendo??? Non è che l’eiaculazione precoce mi sta venendo meno e quindi mi ci vuole più tempo per raggiungere un’erezione??
Quando sono molto eccitato posso venire anche con il pene moscio………..ora le voglio raccontare un’aneddoto: Un mesetto fa mi sono penetrato con un dildo e sono venuto con il pene moscio, è normale??
Il fatto che mi eccito con la fantasia di essere penetrato da un uomo vuol dire che sono diventato bisessuale?? se si, per quale motivo si diventa bisessuali??
Non è che il mio avvicinamento al ruolo di schiavo mi sta facendo perdere attrazione per il sesso “normale”?? l’ultimo rapporto con una donna (dove abbiamo fatto sesso “normale”) è stato nel 2009. La ringrazio moltissimo per la sua cortese attenzione e nell’attesa di una sua risposta porgo distinti saluti.
Gentilissimo,
Nella sua lettera mi sembra di leggere alcuni suoi convincimenti sulla sessualità che sono piuttosto approssimativi, per cui il consiglio è quello di prendere un appuntamento con un terapeuta sessuologo, sia per chiarirsi alcune idee, sia per approfondire alcuni dettagli.
Tutto il suo discorso sembra fatto da una persona che basa le sue conoscenze, le sue credenze, le sue esperienze, le sue sensazioni, le sue delusioni, ecc. su ciò che ha appreso sul sesso attraverso la pornografia (un genere nato per facilitare il piacere sessuale negli uomini che la guardano, ma non certo per istruirli sulla vita sessuale e, soprattutto, relazionale, provocando anzi spesso uno iato fra ciò che è normale nella pornografia e ciò che è normale nella coppia reale).
Ad esempio, è molto improbabile che ben tre ragazze l’abbiano lasciata con una scusa dopo soli tre giorni di frequentazione, a causa della sua eiaculazione precoce. Una persona piacevole (intelligente, simpatica, creativa, di bell’aspetto ecc. ecc.) non la si lascia solo per questa ragione o, perlomeno, per questa ragione non la si lascia così in fretta. Dunque sarei più orientata a pensare che il suo sia stato un giudizio assolutamente personale e non condiviso con la partner (ed infatti nessuna delle donne che lei ha frequentato le ha parlato di questo “problema”, né le ha manifestato disagio o delusione).
Ritengo possibile che si possa diventare bisex per semplice senso di inadeguatezza, in quanto casi del genere mi sono diverse volte capitati nella mia pratica clinica: chi si sente respinto dalle donne trova abbastanza semplice modificare un po’ i suoi gusti sessuali per evitare la minaccia alla propria autostima (che avverte frequentando il genere femminile), dal momento che il piacere sessuale può arrivare comunque, anche in condizioni diverse da quelle maggiormente desiderate.
Anche il fatto che lei da tempo non faccia “sesso normale” non mi sembra una buona notizia… In conclusione, le suggerirei di rivedere un po’ tutta la sua situazione insieme ad una persona qualificata che possa darle le giuste informazioni e i giusti suggerimenti, in primis per abbandonare la pornografia, o perlomeno per evitare che sia questo l’unico faro della sua vita.
Inoltre, sarebbe bene che lei imparasse a credere di più in se stesso e nella possibilità di intrecciare una relazione stabile.
Cordiali saluti.
Dr. Giuliana Proietti
Lui non è pronto?
Buongiorno Dottore,
io e il mio fidanzato siamo fidanzati da diversi anni ma sessualmente (tranne il primo anno) non siamo mai stati molto attivi semplicemente perchè essendo lui militare alcuni mesi passavano lontani. io sono sempre stata fedele e siamo sempre rimasti uniti. tuttavia nell’ultimo anno ,da quando lui ha lasciato la caserma e vive con altri ragazzi, il nostro legame non è stato così forte. abbiamo purtroppo dovuto continuare la relazione a distanza ma lui ha smesso di venire a letto con me. chiedendo spiegazioni lui mi diceva che i lunghi periodi lontani erano poi sempre piu difficili da superare nei pochi giorni in cui ci vedevamo. io ho continuato a desiderarlo e lo faccio tutt’ora ma con i mesi la situazione è peggiorata perchè le sue mancate spiegazioni e il suo allontanamento fisico mi hanno spinto a chiudermi in me stessa e ha evitare proprio di provare a stuzzicarlo. ora lui ha deciso di lasciarmi (dopo un anno praticamente di astinenza per me, non so lui) ma con la motivazione che il rapporto è cambiato , non mi desidera piu e forse non mi ama piu. io sto male . mi chiedo se anzichè chiudermi in me stessa, sentendomi mortificata e addolorata per le sue mancate attenzioni io avessi potuto affrontare la cosa diversamente o prima (senza cercare rifugio nel fatto che ci vedevamo poco). inoltre soffrendo così tanto per la sua decisione venuta dopo mesi che gli chiedevo di aiutarmi a capire cosa ci stesse succedendo, ho sbirciato nella sua mail (mai fatto prima perchè avevo super fiducia e non avevamo mai avuto il minimo sospetto o dubbio) e ho scoperto che frequenta siti di incontri per rapporti di scambio di coppia (quindi ha una partner?) e rapporti a tre (però con una coppia…strano non con due donne). aggiungo che negli ultimi tempi quando ervamo insieme era sempre nervoso e nascondeva il cellulare. inoltre mi mandava continuamente selfie pur non essendo mai stato egocentrico fino a questo punto. ma perchè non me ne ha parlato? perchè non mi ha spiegato? perchè ha pensato di lasciarmi e divertirsi cosi? forse gli anni in caserma sono stati per lui troppo pesanti e adesso vuole svagarsi anzichè stare con me che insisto x cercare di rendere la nostra relazione un pò più normale (convivenza ad es.) forse ho insistito troppo e lui non è pronto per questo passo? mi aiuti a capire!!!!!!
Gentilissima,
Vorrei aiutarla a capire meglio la situazione, ma purtroppo non ho elementi per farlo, in quanto le ragioni di questo allontanamento di lui possono essere davvero moltissime.
La sua conclusione, tuttavia, mi sembra perfetta: lui non è pronto per questo passo e di conseguenza penso che lei farebbe bene a guardarsi un po’ intorno, invece di continuare a sognare un rapporto tradizionale con una persona che evidentemente non è quella che lei si aspetta.
Cosa può essere successo? Un’idea da approfondire potrebbe essere quella del probabile passaggio di lui dalla pornografia alla realizzazione di particolari fantasie erotiche, attraverso i rapporti proposti in alcuni siti di incontri. Non è da escludere che lui abbia scoperto anche il piacere di tipo omosessuale.
In conclusione, questa persona probabilmente la farebbe soffrire molto nella vita: perché non cercare un’alternativa, invece di insistere tanto nel fargli fare qualcosa che lui non desidera?
Dr. Walter La Gatta
Pornografia e Crisi di Coppia
Scrivo perché sono in crisi in relazione al rapporto sessuale che da tempo vivo con il mio ragazzo.
Io ho 33 anni e lui 39 e stiamo insieme da 5 anni. Per il primo anno il nostro rapporto è stato molto passionale anche se quello che ho sempre lamentato è stata la mancanza di preliminari che invece credo siano fondamentali. Poi dopo il primo anno il rapporto è diventato più tranquillo come credo è normale che sia.
Devo dire che lui a livello emotivo è il partner migliore che abbia mai avuto e la persona più affine a me che io potessi immaginare; per questo motivo ho sempre dato meno importanza all’aspetto sessuale nonostante da questo punto di vista ho avuto partner migliori…
Negli ultimi 2 anni lui ha iniziato un lavoro molto pesante di circa 50 ore settimanale, il suo malessere per la situazione lavorativa che l hanno spinto verso una sorta di forma lieve di depressione. Ora sta meglio ma questo malessere lavorativo continua…
Da un anno siamo andati a convivere e la mia speranza era che ci sarebbero state più occasioni di una maggiore intimità e invece nulla… purtroppo l’unico tempo che passiamo insieme è la sera dopo le 21 e la domenica in quanto lavora fino a tardi anche il sabato e in quei pochi momenti che passiamo insieme lui è sempre stanchissimo tanto da addormentarsi spesso molto presto. La nostra media di rapporti sessuali è di circa 2 volte al mese quando va bene.
Devo sottolineare che lui spesso fa allusioni sessuali su di me in modo giocoso, gioca con le parole su quello che gli provoco, mi fa sentire bella e desiderabile a parole ma poi in concreto non fa nulla di più tranne quelle poche volte in cui stanchi sul divano risolviamo un veloce rapporto poco soddisfacente.
Da parte mia devo dire che questa situazione mi ha fatto diventare più insicura di quello che sono quindi io non lo cerco mai per paura di essere ridicola o per paura di essere rifiutata…
Ho provato a parlarle con lui con difficoltà ma lui mi ha normalizzato la situazione dicendo che è normale che con gli orari che fa è difficile che la sera sia energico per voler avere un rapporto.
In più mi ha detto che non è mai stato un grande amatore con nessuna delle sue ex e non ha mai dato troppa importanza al sesso… peccato che ha ammesso che guarda spesso filmini porno durante la pausa pranzo di giorno…
Insomma ho anche pensato fosse gay, che avesse un’altra ma sono opzioni che poi se ragiono mi sembrano impossibili…
Spero mi possa aiutare…
Grazie,
Gentilissima,
La cosa che lei scrive alla fine della lettera, quasi come a volerla consapevolmente minimizzare, è probabilmente il cuore del vostro problema sessuale. Infatti, molti uomini, soprattutto quando si sentono stressati dal lavoro, sono insoddisfatti, si sentono inadeguati per i compiti che svolgono ecc. fuggono dalla realtà che li opprime attraverso la pornografia.
La pornografia diventa quindi una sorta di “cura”, che però ben presto provoca dipendenza e dunque, come per le droghe o l’alcol, per ritrovare i piacevoli effetti occorre sottoporsi a stimoli sempre più potenti, visto che ben presto non c’è più nulla capace di eccitare e di provocare desiderio (e si hanno spesso disfunzioni sessuali).
E’ difficile che il suo partner guardi la pornografia senza praticare autoerotismo: è ovvio che in questo modo il desiderio sessuale cala notevolmente, un po’ a causa della masturbazione, un po’ perché nessuna partner potrà mai essere eccitante come una pornostar, in quanto la pornostar è “finta” e la partner invece è vera.
La pornostar infatti si trucca e si abbiglia in modo provocante per fare sesso, mentre la donna normale in genere si strucca, si spoglia o si mette in pigiama quando va a letto… Tutta un’altra cosa! C’è poi da dire che la pornostar recita una parte (mettendo in scena una sessualità non realistica, ma molto gradita agli uomini), mentre la donna normale in genere non recita e mostra al partner la sessualità come la sente e la vive (e dunque non necessariamente come quella che l’uomo desidererebbe).
E’ possibile dunque che anche lui abbia trovato in lei una compagna ideale, ma che non si senta molto soddisfatto della vostra vita sessuale e abbia per questo scelto di trovare un suo equilibrio attraverso il ricorso alla pornografia.
Il suggerimento è quello di parlare apertamente di questo argomento: se volete ritrovare una sessualità più appagante potreste sottoporvi ad una terapia sessuale con un sessuologo, oppure parlarne con sincerità fra di voi, magari provando a far diventare la pornografia un gioco da condividere (se lei lo gradisce).
Sicuramente lui dovrebbe affrontare i suoi problemi e smettere di curarli con i porno: ci sono molti altri sistemi, molto più efficaci e con assai meno “effetti collaterali” (la crisi di coppia è, sempre più spesso, uno di questi).
Saluti cordiali.
Dr. Giuliana Proietti
Disfunzione erettile
Buongiorno,
cercando delle risposte alle mie domande ho trovato il vostro blog e mi sembra decisamente interessante tanto che ho deciso di approfittarne. Sono una donna di 28 anni, sposata da circa 3 con un uomo di 37, lui ha sempre avuto problemi di ansia con conseguente disfunzione erettile. Durante il rapporto (ma anche prima alle volte), perde l’erezione.
E’ seguito da una psicoterapeuta da circa 8 anni (cioè da quando ci siamo conosciuti e ha preso coscienza di questo problema), la situazione a periodi migliora, ma poi collassa lasciando nella coppia poca voglia di riprovare, inficiando sull’intimità e impedendo quella complicità e quella conoscenza che normalmente si presentano con una sessualità serena.
Abbiamo deciso di provare ad avere un figlio, appena presa la decisione abbiamo perso il controllo della situazione, a lui è venuta un’ansia forte e non abbiamo più avuto rapporti per qualche mese, ora la situazione si è un pò ripresa, non abbiamo rapporti molto frequenti (ogni 10 giorni quando va bene) e neppure molto sentiti. Preciso che attualmente sta assumendo ansiolitici e cialis. Lui sembra aver perso ogni desiderio nei miei confronti, quando si avvicina ho l’impressione lo faccia per forza ed io, dal conto mio, ho paura di prendere l’iniziativa perchè mi sembra quasi di forzarlo e poi, se le cose vanno male, come spesso accade, ho paura di doverle affrontare ancora un’altra volta. questa situazione per me è davvero pesante, mi sento come se mi avessero strappato un pezzo di femminilità, come se fossi inadeguata e spesso sono nervosa e lo tratto male per questi motivi.
Quando ne parliamo lui me la fa passare come una cosa normale, la verità invece è che non abbiamo la complicità e la soddisfazione delle coppie che hanno una vita sessuale normale e la storia di questo figlio ci ha ulteriormente destabilizzati. Io volevo aspettare di avere una vita sessuale normale, ma visto che non arriverà mai ho deciso che è il momento di procreare (lui lo vuole da tempo). Viste le premesse le mie domande sono: abbiamo possibilità di avere un figlio? non è necessaria una media di 3-4 rapporti a settimana per favorire la procreazione? come faccio se ne ho 3 al mese? ci sono delle cose che possiamo fare per ritrovare il desiderio reciproco di avere rapporti?lui inoltre è poco collaborante, svogliato e sempre stanco, io sono l’esatto contrario, c’è un modo per mediare? o forse è tutto un discorso al vento ed in realtà la causa di tutto sono io e con un altro qualsiasi uomo succederebbe la stessa cosa? la donna deve mettere in atto degli atteggiamenti (nel modo di porsi in particolare) per “attivare sessualmente” l’uomo? non è possibile che debba vivere una cosa che potenzialmente potrebbe essere bella ed un collante per la coppia come un incubo!!
Attendo una vostra risposta anche se potrebbe contenere nulla di buono…
Francesca
Gentilissima Francesca,
Come diceva Flaiano, la vostra situazione è grave, ma non è seria. Mi spiego meglio: allo stato attuale sembra che la vostra relazione stia sull’orlo del precipizio, a causa dell’insoddisfazione, dell’ansia, dell’astio che si sta creando tra voi, per i motivi che ci ha ben descritto. Per questo la vostra situazione di coppia è indubbiamente grave.
Tuttavia, non mi pare una cosa seria, in quanto dopo tanti anni di frustrante convivenza, non mi sembra abbiate ancora tentato l’unica soluzione possibile a tutto ciò: una terapia sessuale di coppia. E’ molto strano, a mio modo di vedere, che suo marito vada da ben 8 anni dalla stessa terapeuta, senza risolvere nulla, e che non abbiate ancora mai pensato ad una terapia di coppia.
Le disfunzioni sessuali infatti, in un rapporto di coppia stabile, non riguardano più l’uno o l’altro partner, ma la coppia stessa: è possibile ad esempio che lei, anche senza volere, con il suo fare stanco e deluso, possa influenzare negativamente le capacità erettili di suo marito, impedendogli di guarire.
Urge dunque un cambiamento di rotta, che dovrete fare insieme, affrontando seriamente il problema, ma a livello di coppia.
Quanto alla possibilità di avere un figlio: certo che può riuscirci, perché no? Le ricordo che molte donne restano incinte anche dopo uno stupro: dunque, una sola volta, e nel modo che può immaginare… 3 o 4 rapporti al mese, nel periodo fecondo, sono l’ideale per rimanere incinta. Un periodo di relax comunque, quando avrete iniziato la psicoterapia, vi farà davvero molto bene.
In bocca al lupo, per tutto.
Dr. Giuliana Proietti
Eiaculazione precoce
Salve, Le chiedo la gentilezza di darmi un Suo parere sulla mia situazione. Convivo da 2 anni con il mo partner.abbiamo 30 anni.Io sono l’unica di cui si sia innamorato e con la quale ha voluto create una relazione seria.Dopo i primi rapporti, che ricordo addirittura troppo lunghi,ha iniziato a soffrire di eiaculazione precoce (solo con me, prima non aveva questo problema), spesso riesco cmq ad avere anch’io l’orgasmo, ma solo perchè inizio subito a stimolarmi, invece vorrei avere la tranquillità di godermi tutti i momenti dell’amore senza l’ansia di rimanere insoddisfatta.(la seconda nella stessa giornata non si può fare perché l’erezione non è stabile, e ciò accresce solo la frustrazione)da anni fa palestra 3 volte la sett.Se riusciamo a fare l’amore 1 gg si ed uno no i tempi si allungano,ma alla fine la media è di 1 volta a sett.Le posizioni influiscono in minima parte.
Aggiungo che l’ho incitato a farlo più spesso, invece ho addirittura scoperto che in alcuni gg si masturba(e non per allenarsi a mantenere l’erezione più a lungo) Non sarebbe un problema se così facendo non togliesse l’occasione di fare l’amore con me…Forse piuttosto che rimanere deluso dalla sua prestazione preferisce fare da solo? Ho preso questo discorso circa 5 volte, spalmate nel tempo, e mi aveva detto di star facendo qualcosa e dato che gli avevo consigliato di guardare degli esercizi su internet pensavo li stesse facendo, ma in realtà non era così.Credeva che sfogandosi di più in palestra sarebbe migliorato qualcosa…Dal canto mio credevo che con il tempo sarebbe un po’ calata l’emotività, mi lusinga sapere che mi desidera ancora come dal principio, ma spero ci sia un modo per durare di più nonostante si desideri molto la propria donna. Per orgoglio non vuole andare da uno specialista , continua a dirmi che risolverà da solo….
Lei crede che facendo degli “esercizi” insieme, ad esempio stimolarlo cercando di protrarre l’erezione il più possibile si possa risolvere il problema? grazie 1000 . (Forse paradossalmente, sessualmente non siamo complementari, ad entrambi piace che sia l’altro a prendere l’iniziativa, lui è poco passionale e focoso, il rapporto sessuale è intenso e fentastico, ma il prima è sempre un po’ scontato, ad esempio posti alternativi al letto li ho sempre proposti io, e spesso si rivelano un fiasco, o perchè gli si raffreddano i piedi o perché la posizione è scomoda…mi sento poco donna e men che meno la Sua donna, non c’è quella complicità e disinibizione che una coppia consolidata dovrebbe secondo me raggiungere)
Lui caratterialmente rifugge i conflitti, parla poco e quando sono io ad affrontare dei discorsi seri devo praticamente imboccargli le parole o fargli 300 volte la stessa domanda e forse, dopo ,mi regala 2 parole soffocate come risposta.
Mi ha molto deluso sapere che in due anni non ha praticamente fatto nulla di concreto per risolvere il problema, non si è nemmeno informato su internet, e come motivazione mi ha detto che si dimenticava! cosa? si dimenticava di non soddisfare la sua compagna e che avrebbe dovuto fare qualcosa al riguardo?
Anche se ora mi dicesse che a costo di soddisfarmi si farebbe circoncidere rimarrebbe sempre la mia sfiducia in lui.
Come potrei mettere la mia vita nelle sue mani quando so che per 2 anni ha preferito ignorare me, piuttosto che mettere in discussione la sua virilità e affrontare un suo limite.
Mi dica la sua impressione per favore
Grazie 1000
Gentilissima,
L’erezione maschile è una cosa molto delicata, perché basta un po’ di insicurezza, la paura di essere giudicati, l’ansia da prestazione, un po’ di depressione e quant’altro, che essa magicamente sparisce, o si crea la disfunzione.
Credo che lei farebbe meglio ad evitare di reclamare a gran voce il suo bisogno di soddisfazione sessuale, come se fosse una rivendicazione sindacale: suo marito, se fosse in grado di durare di più, lo farebbe sicuramente… Che beneficio pensa che abbia lui, a tenersi la disfunzione ?
Gli “esercizi” di cui parla possono anche essere utili, ma in un contesto completamente diverso, come quello di una terapia sessuale, dove c’è un terapeuta che vi guida e vi consiglia sulle cose da fare, o da evitare. La cosa migliore che posso suggerirvi è dunque quella di intraprendere una terapia sessuale. Le sconsiglio invece di proporsi nel ruolo di “infermiera del sesso” di suo marito, perché questo renderebbe il rapporto ancora più ansiogeno per lui e deludente per lei.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
Coppia aperta
Io e mia moglie siamo sposati da più di trent’anni. Il sesso nel ns rapporto ha occupato sempre un posto importante, uno spazio da salvaguardare ed ampliare possibilmente. All’inizio come spesso accade sono stato io a proporre novità non senza titubanze da parte di Lei, ma poi si è trovato una giusta linea per entrambi. Abbiamo sperimentato il sesso a tre con singoli e singole e con altre coppie con scambio dei partners. Non tutto è filato via sempre liscio ma alla fine posso e possiamo dire che ha rafforzato il ns legame e arricchito la ns sessualità. Ora però è accaduta una cosa che sta mettendo in crisi il ns rapporto ed io non so più che fare. In breve, circa un anno fa abbiamo iniziato ad avere rapporti sessuali saltuari assieme ad un ns amico, tutti e tre insieme. Poi io ho manifestato a mia moglie la fantasia di farli incontrare da soli. A lei l’idea eccitava ma aveva titubanze riguardo la mia tenuta emozionale. Ma alla fine ha acconsentito ed ha organizzato un incontro a casa nostra mentre io non c’ero. Lui sapeva che io sapevo. Alla sera mia moglie mi ha raccontato come si sono svolti i fatti tra di loro ma io avevo già fame di particolari e sentivo crescere in me una potente energia dal doppio aspetto, eccitante ma rabbiosa allo stesso tempo. Nei giorni seguenti la rabbia aumentava e così ho inziato a proporre a lei un loro secondo incontro ma predisponendo una telecamera nascosta per poter sentire e vedere poi cosa fosse realmente successo. Così è stato, si sono rivisti e oltretutto mia moglie ha alzato il tiro in quanto a rapporto fisico, in quanto oltre alla penetrazione vaginale ha cercato e messo in atto anche quella anale. Di questo a dire il vero me l’ha confessato la sera stessa al mio ritorno a casa, ma io non vedevo l’ora di vedere il video rubato. Nel video non ho trovato nulla di sentimentale ne di estremamente tenero tra i due per cui un pò mi sono rassicurato, ma invece ho trovato una grande energia virile di lui soprattutto nel rapporto anale che ha mandato in paradiso mia moglie e le ha fatto esprimere notevoli apprezzamenti su di lui. Quì è iniziata la mia crisi, l’entrata nel tunnel. Ho confessato a mia moglie di averla ripresa di nascosto. Le ho chiesto conto di tutto quello che lei gli ha detto, che ha fatto, delle sue emozioni. Litigi su litigi. Mi vergono di me stesso. Ora ho un gran bisogno di parlare e di confrontarmi con qualcuno per riuscire ad elaborare quanto è successo, ma sono solo. Mia moglie ha chiuso con il ns amico e nonostante tutto mi vuole un gran bene ma si sente in colpa, vorrebbe soltanto archiviare per dimenticare e ricominciare tra di noi ad essere felici. Ma io non ce la faccio, con la testa sono sempre a quelle immagini e a quelle frasi dette tra di loro.
Gentile Carioca,
La prima osservazione da fare è che nel momento stesso in cui si condivide con la propria partner, e poi lo si realizza, l’ingresso nella vita sessuale di coppia di terze figure, questo apre la porta ad emozioni e sentimenti come quelli che lei sta provando. Naturalmente sono sentimenti ed emozioni che proverebbe identicamente sua moglie, nel caso opposto.
Sarebbe troppo facile ora farla riflettere sul fatto che quella scelta di tanti anni fa è stata probabilmente avventata e pericolosa come oggi si dimostra. Lei ora cerca rimedi.
I suggerimenti che posso darvi sono due:
– il primo riguarda la necessità di smettere di discutere all’infinito sull’accaduto, che avrà il solo risultato di logorare il vostro rapporto, senza venire a capo di nulla. Quindi, da subito, parlare solo della vostra vita familiare e non di quella psico-sessuale;
– il secondo è quello di rivolgervi al più presto ad uno psicoterapeuta sessuologo, che ha gli strumenti per aiutarvi e che sa come affrontare professionalmente questo problema.
Grazie per aver scritto e buone cose,
Dr. Walter La Gatta
Ansia da prestazione
Salve,
sono Daniele, un ragazzo di 21 anni. Io provengo da una situazione familiare normalissima, con una sorella che stravede per me e due genitori, a volte un pò apprensivi ma che non mi hanno mai oppresso. Studio giurisprudenza, suono, pratico sport (calcio), ho degli amici a cui sono legatissimo e una ragazza da quasi 5 mesi. Le scrivo proprio riguardo a quest’ultimo punto e senza tralasciare dettagli, anche personali, che potrebbero però aiutarla a formulare un giudizio o, quantomeno, un parere sulla mia situazione: ho manifestato episodi di ansia da prestazione che mi hanno portato a perdita dell’erezione prima del rapporto sessuale.
Parlo di ansia perchè da un punto di vista fisico ho erezioni forti sia nei preliminari che durante la masturbazione. Non ho problemi di eiaculazione precoce. In passato mi era capitato (un anno e mezzo fa) di manifestare gli stessi sintomi nel momento in cui cercavo di mettere il preservativo; ne avevo parlato con il mio medico di base (con cui ho un ottimo rapporto e che stimo molto personalmente e professionalmente) e mi aveva consigliato ezerex (o qualcosa di simile), un integratore che però non ha avuto su di me particolari benefici.
Sono sempre stato un ragazzo “che ci sa fare”: non ho mai avuto particolari difficoltà a “far colpo” sulle ragazze, soprattutto per il mio modo di fare disinvolto ed estroverso. Ho avuto tante esperienze, quasi tutte (la maggior parte) di breve durata, concluse quasi sempre per scelta mia o, ad ogni modo, a causa di miei comportamenti disinteressati (“da stronzo”, per farmi capire meglio). Queste esperienze però erano così brevi che quasi sempre si fermavano a baci e preliminari. Un anno e mezzo fa conosco Giulia, con cui ho incontrato le difficoltà con i preservativi che le raccontavo prima, ma con cui riuscivo ad ogni modo ad avere penetrazioni in cui mantenevo l’erezione. 5 mesi fa circa, invece, conosco Marina, la mia attuale ragazza: bella, molto bella, un anno e mezzo più grande di me e vergine.
I primi periodi sono io che faccio un pò di pressioni ma lei non se la sente, quindi desisto e cerco di tranquillizzarla. A metà febbraio, in un momento di intimità lei mi dice che vuole fare l’amore; colto di sorpresa (non mi aveva fatto nemmeno un preliminare fino ad allora) e senza preservativo, sono un pò restio sul fatto di avere un rapporto a rischio: ad ogni modo la penetro e “resto dentro” pochissimo proprio per questa mia paura di diventare padre per un episodio. Fin qui sembrerebbe tutto bene, ma nei due episodi successivi, ai preliminari (in cui riuscivo ad ottenere una soddisfacente erezione) sono seguite due defajances che, in un ragazzo ovviamente, destano qualche pensiero.
Le ho parlato del mio problema con i preservativi e lei mi ha detto che si informerà circa la pillola anticoncezionale.
Dopo questo lungo racconto, Le volevo chiedere se secondo lei è solo un fattore mio (magari inconscio) o se è dovuto anche al fatto che lei mi dica continuamente che le faccio male (anche nei preliminiari) e che la sua inesperienza in qualsiasi ambito della sfera sessuale, ma anche solo, della vita di coppia mi influenza?
Qualora iniziasse a prendere la pillola, ciò potrebbe aiutarmi ad avere una maggiore sicurezza e, soprattutto, tranquillità?potrebbe realmente giovarmi? Da quando ho questa ragazza ho veramente voglia di fare l’amore con lei ma ora che ne ho l’opportunità non ci riesco: è questo che mi preoccupa…
Grazie dell’opportunità e, se ha letto questa lettera stralunga, della pazienza!
Distinti saluti, in attesa di una risposta,
Daniele
P.S. In quella marmaglia di informazioni più o meno attendibili di internet, ho trovato un integratore naturale, venduto in farmacia: Provigrax. Dovrebbe aiutare l’erezione e il controllo dell’ansia…consiglierebbe di provarlo o esclude il fatto che possa portare benefici?
Ancora grazie.
Gentile Daniele,
Per scelta non le dirò nulla sui farmaci che mi indica, un po’ perché non è la mia materia (sono psicologo) ed un po’ perché i miei consigli in questo campo non avrebbero alcun significato…
Venendo al suo caso, ritengo si tratti di un problema di semplice inesperienza: è vero che in passato lei ha avuto diverse esperienze, ma essendo tutte così brevi e poco significative sul piano dei sentimenti, esse non fanno storia, sono semplicemente un’altra cosa. Oggi che, per la prima volta, vive un rapporto così importante e coinvolgente sul piano sentimentale, non deve più preoccuparsi solo per se stesso, ma anche per la sua partner e questa è indubbiamente una novità, che le può creare qualche ansia.
A mio parere, in conclusione, lei non dovrebbe assumere farmaci (per scrupolo potrebbe fare una visita andrologica, se non altro per escludere problemi organici), ma solo cercare di tranquillizzarsi e di fare l’amore senza pensare di dover dare dimostrazioni, né a se stesso, né alla sua partner, imparando a godersi in pieno quei momenti di piacere, senza per forza valutarsi, nel bene quanto nel male.
Con il tempo e con l’esperienza, la sua ansia da prestazione si attenuerà, fino a scomparire: basta avere un po’ di pazienza e non attribuire esagerata importanza ad episodi che in qualsiasi uomo giovane sono normali, oltre che frequenti.
Qualora questi consigli non le fossero utili, non le rimane che consultare un sessuologo, per affrontare la cosa in modo più approfondito.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
Scambio di coppie
Sono sposata da undici anni e mamma di due bambini di sette e cinque anni. Dopo una prima gravidanza accettata da entrambi seguita da un aborto spontaneo ,io ho insistito per avere al piu’ presto una seconda possibilita’ per colmare il dolore e il senso di inadeguatezza seguito alla perdita del primo.
Non ho capito l’esigenza di mio marito di attendere un attimo prima di ributtarsi alla ricerca di un figlio , e molto egoisticamente ascoltando il mio unico desiderio in quel momento ho insistito per riprovarci subito.L’arrivo della seconda gravidanza e’ stato accolto prima con una profonda crisi da mio marito..poi con maggiore rassegnazione e partecipazione sino all’arrivo di C., nata prematura che ha coinvolto amorevolmente entrambi.
L’arrivo del secondo bambino non cercato,ma piombato tra capo e collo ha determinato ulteriore crisi da un lato io propensa a dare a C. una compagnia lui bloccato sulla paura potessero esserci ancora complicazioni di salute per me e il bambino.Ho scelto, non coinvolgendo nella scelta mio marito e non ascoltando il suo parere (secondo atto di egoismo!) ,di portare avanti la gravidanza quando lui molto probabilmente avrebbe scelto per un aborto.
Qui la situazione e’ poi degenerata.Mio marito,ingabbiato nella vita di padre,lavoratore ,marito sempre pronto a soddisfarmi,essendo stato da sempre coinvolto in esperienze sessuali alternative ed aperto ad ogni tipo di gioco sessuale,mi ha chiesto dapprima di partecipare a scambi di coppia,per poi ripiegare davanti alla mia angoscia alla frequentazione di luoghi alternativi come privee’ in cui non si escludeva la possibilita’ di fare esibizionismo ( cosa a me gradita) o di partecipare a giochi con altre coppie.
Io ho accettato di partecipare a queste serate in locali, anche con una partecipazione a volte attiva,ma l’idea di dover assistere a giochi sessuali di mio marito con altre o viceversa non e’ mai stata una mia convinzione,anzi l’idea ha sempre suscitato in me una certa angoscia ,poiche’ il mio istinto sessuale e’ sempre stato orientato solo ed esclusivamente verso la persona che amo.
Una sera la situazione e’ degenerata, e ci siamo ritrovati a fare sesso orale scambiandoci con un’altra coppia.Ammetto di non essermi tirata indietro sul momento e di aver sperato sino in fondo in un moto di gelosia di mio marito che mi togliesse da quella situazione.
Cosa che giustamente non e’ avvenuta in quanto mio marito era in quel momento convinto che io fossi in grado di gestire autonomamente la situazione che lui stesso vedeva come un realizzarsi parziale di un suo desiderio.
Da quel giorno pero’ per me e’ iniziato la strada del declino.Ho cercato attenzioni di altri uomini via internet,tradendo solo virtualmente mio marito con invio di foto ad altri uomini e provocazioni virtuali,poi scoperte da mio marito,con sua delusione per aver portato per ripicca la mia voglia di vendetta su un piano di segretezza quando lui si era aperto a me con le sue fantasie.
Capito il suo disagio..questi contatti sono finiti.Abbiamo continuato a frequentare i privee’ senza avere alcun contatto con altre coppie ma solo tra noi.Io sono impegnata nel mio ruolo di moglie ,mamma, lavoratrice. Ma le cose sono tutt’altro che rose e fiori.
Da un lato lui che vorrebbe avere ancora contatti con altre coppie, assicurandomi che l’amore e la nostra famiglia non e’ intaccata da questa esperienza saltuaria,dall’altro io che mi sento tradita, anche se lui insiste a dire che non e’ un tradimento cio’ che e ‘ accaduto,e che ho perso gran parte dell’entusiasmo per il sesso e la fantasia nel sesso.
Nonostante io cerchi a tratti di ritornare la donna fantasiosa, intraprendente e passionale che ero prima dell’episodio nel privee'(fatto anche e lo confesso per cercare di farlo desistere), successivamente ad ogni serata un pochino piu’ passionale e fantasiosa condotta da me,ogni suo richiamo a siti di scambi,privee’,chat con gente e coppie di quell’ambiente mi rigetta nello sconforto e mi causa tristezza e perdita di entusiasmo.
Capisco a questo punto di avere un problema di identita’ e di autostima della mia funzione di moglie e di donna,e non so come uscirne.L’essere catalogata come donna con scarsa apertura mentale non aiuta…e d’altro canto se riconosco benissimo che le fantasie sessuali sono richieste a se stanti che non coinvolgono la sfera dei sentimenti,francamente la mia visione dell’amore,retrograda o meno, e’ sempre stata ben diversa.
E se ben posso riconoscere che un tradimento vero e proprio sarebbe stato aver condotto queste esperienze da solo senza di me..non posso vietare al mio animo di sentirsi tradita e sminuita o peggio ancora a volte merce da bancarella.
Cerco un canale per uscire da questo limbo in cui mi trovo..a tratti donna…a tratti depressa…a tratti arrabbiata…e poi la versione peggiore..a tratti stanca di tutto.Grazie se vorrete darmi qualche spunto.
Gentilissima,
Leggendo questa lettera mi è sembrato anzitutto che lei abbia coltivato profondi sensi di colpa nei confronti di suo marito, per averlo costretto all’esperienza genitoriale contro la sua volontà.
Credo che lei abbia deciso di accettare tutto quello che ha descritto come una forma di riscatto, per tornare ad essere “degna” dell’amore di suo marito e delle sue attenzioni.
Probabilmente in un primo tempo frequentare questi luoghi non le sarà del tutto dispiaciuto, come lei stessa ammette, almeno fino a quando si trattava di agire delle fantasie, come nell’esibizionismo, cosa che poteva rientrare benissimo nel gioco erotico “alternativo” che piace a suo marito, senza sconvolgere la vostra intimità e la vostra relazione.
Quando invece si è trovata a fare sesso orale con l’altra coppia, cosa che lei ha accettato, come lei dice, per “scuotere” suo marito, per farlo ingelosire, pur senza riuscirci, ha percepito questa esperienza non come un gioco, ma come un vero tradimento, anche se solamente sessuale e non sentimentale.
Avendo in qualche modo “saltato il fosso”, avendo superato le barriere psicologiche e valoriali che le impedivano il tradimento, ha poi continuato a cercare uomini su Internet, con lo scopo esplicito di tradire suo marito, seppure solo virtualmente, in quanto lei per prima si sentiva tradita da lui e non riconosceva, nel fare sesso con altre coppie, un suo desiderio, o una sua aspirazione.
C’è da dire che quando le fantasie sessuali vengono completamente agite e addirittura superate dalle esperienze che si vivono nella vita reale, esse perdono naturalmente la loro funzione eccitante, dal momento che non rappresentano più la trasgressione, ma esperienze della vita. Nel suo caso, oltre tutto, queste esperienze erano anche associate a profonde emozioni negative (gelosia, rabbia, disgusto).
Occorrerebbero ora nuove fantasie sessuali per ritrovare il gusto del gioco erotico con suo marito, il che è più facile a dirsi che a realizzarsi.
Le cose che dice di se stessa, cioè di avere scarsa apertura mentale, una visione retrograda dell’amore, ecc. mi sembra siano dette con una connotazione non proprio positiva, forse il risultato di pressioni psicologiche fatte a scopo persuasivo da suo marito, per indurla verso questa sessualità “alternativa” che a lui tanto piace.
Se lei però si sente tradita e sminuita, se si sente merce da bancarella, facendo queste esperienze, il mio suggerimento è drastico: non accetti più, per nessuna ragione, di essere trascinata in esperienze che le tolgono la stima di se stessa e che la stanno portando verso la depressione.
Se suo marito vorrà ridimensionare il suo desiderio di trasgressione fino a limiti che lei ritiene accettabili e condivisibili, c’è la possibilità di trovare un compromesso e di continuare una serena vita di coppia.
Se lui invece vorrà continuare su questa strada, infischiandosene dei suoi sentimenti, delle sue propensioni e dei suoi valori, ritengo che questa sia da considerare una violenza psicologica, e non altro.
La presenza di violenza psicologica all’interno di una coppia compromette il primo valore fondante su cui si basa una relazione di lunga durata, che è il rapporto di fiducia fra partners. Lascio a lei le implicite conclusioni.
Le faccio molti auguri affinché lei ritrovi al più presto, in qualsiasi modo, la sua serenità.
Dr. Giuliana Proietti
La nostra storia nata in chat
Vorrei esporre la mia storia ..sono un uomo di 65 anni che conoscendo in chat una donna di 39 anni sposata ..lei dice felicemente ,la nostra conoscenza e nata da un inganno mio dicendo che avevo 35 anni ,con il passar dei mesi senza volerlo ci siamo piaciuti ,alla domanda di lei di volermi conoscere mi rifiutavo sempre ,per non rovinare la nostra storia che nel frattempo si rafforzava ,un giorno scopri la mia vera identita’,pensavo che la nostra storia finisse cosi in quel momento lei invece mi disse che non l’importava la mia eta’ ma gli piacevo qualsiasi fosse la mia persona ,mi volle conoscere di persona ci siamo incontrati parlammo di noi e non successe nulla ,eravamo troppo emozionati, ma le volte seguenti ci appartammo e ci siamo abbracciati e coccolati senza andar oltre ,ma quelle poche cose ci fece sentire che ci piacevamo ,passava il tempo ci amavamo come due ragazzi facevamo l’amore con passione ,era magnifico per tutti e due i nostri rapporti .Sicuramente per l’eta’ e perche io volevo una storia piu’ presente …
lei con i troppi impegni di lavoro e impegni con casa sua non ci vedevamo spesso e si litigava spesso,ogni volta sembrava che la storia finisse ,ma l’amore che ci avevamo dato ci faceva tornare ancora assieme ed era bellissimo poi riabbracciarsi ..,lei ora vorrebbe chiudere questa storia perche vede che sta’ diventando troppo pericolosa per tutti e due , ma anche adesso dopo qualche messaggio semtiamo la voglia di rivedersi ..e da dire che non ho’ un fisico attraente lei invece e bella fisicamente ,come potrebbe finire una storia cosi ,ci sembra impossibile che possa esserci una fine ..troppe volte abbiamo provato ..ma niente ….
Gentilissimo,
E’ una storia, la vostra, che è nata sull’inganno: lei ha barato alla grande sull’età e la sua amica si è mostrata, in chat, molto più disponibile di quanto in realtà poi non fosse nella realtà, per gli impegni, il lavoro, la famiglia, ecc.
E’ un rischio che si corre quando ci si conosce in Rete: quello che funziona benissimo via computer non sempre poi garantisce gli stessi risultati nella vita reale.
Forse questa signora non vive una vita felice e probabilmente aveva bisogno di qualcuno con cui potersi confidare e dal quale farsi un po’ coccolare, ma questa storia, date le sue caratteristiche, non sembrerebbe avere altissime probabilità di durare nel tempo…
La migliore cosa da fare ora è godersi il presente, apprezzare tutte le cose belle che questa storia può ancora riservarvi, ma con la consapevolezza che il futuro per lei difficilmente avrà lo stesso nome di questa affascinante signora.
Saluti cordiali.
Dr. Giuliana Proietti
Indeciso fra due donne
Ho 47 anni convivevo fino a 5 mesi fa con la mia compagna, convivenza durata 7 anni. negli ultimi due anni il nostro rapporto si è un pò rilassato nel senso che: filava tutto o quasi nei migliori dei modi ma nell’intimità io non provo più un appagamento totale. Ogni tanto evitavo di fare l’amore in tutto questo da parte mia vari tradimenti e i rapporti con le varie donne si prolungava e mi dava molte soddisfazioni facendomi sentire un uomo ancora molto virile.
Da 5 mesi ho conosciuta un’altra donna molto bella tra noi c’è un po di distanza in km intendo ma ci vediamo molto spesso rimanendo anche varie settimane insieme in 5 mesi non abbiamo fatto l’amore penso tre quattro giorni perciò tutti i giorni sempre più bello. Sono molto preso e pensavo innamorato adesso l’ennesimo dubbio la prima ragazza, mi da tanta tranquillità ed e molto innamorata insomma tranne la sessualità ragazza da sposare.
La ragazza attuale una professionista più intraprendente , a volte molto possessiva ,forse il suo passato non aiuta. Anche lei divorziata con non pochi problemi però viviamo la nostra sessualità al top. Adesso mi sto rivedendo anche con la prima la sessualità non è cambiata ma gli voglio un mondo di bene e mi manca quando non è con me.
La mia paura che alla fine rovino il rapporto con tutte e due .
Che fareeeeeeeeee????
In tutto questo la nuova compagna vuole sposarmi ed avere un figlio .
Grazie in anticipo per la risposta.
Gentilissimo,
L’unica cosa certa, in tutto ciò, è che lei non dovrebbe sposare la donna con cui si trova bene soprattutto sul piano sessuale (e tanto meno avere un figlio con lei). Infatti, statisticamente la gravidanza e la nascita di un figlio comportano quasi sempre una diminuzione del piacere e dell’intesa sessuale fra partners (è un fatto biologico: la donna in questo periodo è presa soprattutto dal bambino e si preoccupa meno della sua vita sessuale), la qual cosa può anche durare nel tempo, creando conflitti e dissapori.
Questo significa che, dal momento che la vostra intesa si basa specialmente sul sesso, a breve potrebbe non esservi più niente fra voi e magari la sua prima ragazza potrebbe finire per diventare la sua amante, condizione nella quale potrebbe essere impossibile costruire con lei un rapporto più stabile e una famiglia.
Se è il caso di mantenere in piedi le due relazioni o no è una decisione che non può esserle consigliata da nessuno: spetta solamente a lei.
La saluto cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
Perdita dell’erezione e dello stimolo
Salve.
Vorrei farle una domanda in merito, Sono un ragazzo di 20 anni mi è capitato le ultime due volte che ho fatto sesso con due ragazze diverse da subito provare forte attrazione specialmente nei preliminari ma poi nel momento di farlo di perdere completamente l’erezione e lo stimolo….
E’ una cosa grave? perchè questa è la seconda volta consecutiva che mi succede
Vorrei Sapere il vostro parere forse è più una questione psicologica ?
Grazie in anticipo
Distinti Saluti
Paolo
Gentile Paolo,
E’ una cosa che accade abbastanza di frequente, specialmente quando si è alle prime esperienze. In più, è probabile che per lei sia importante stabilire una relazione più profonda con una persona, prima di farci sesso. In ogni caso, non è grave e con il tempo si risolverà. L’unica cosa da fare è cercare di ottimizzare al massimo la situazione: tempo a disposizione, tranquillità, atmosfera, sicurezza di sé.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
Cosa succede alla vagina se non la si usa?
Salve mi chiamo Franco e le vorrei chiedere che se una ragazza perde la verginità e fa sesso per 2 anni e poi non fa più sesso per circa 5 anni cosa succede alla vagina si potrebbe ristringere un po o rimane uguale come quando faceva sesso? grazie
Gentile Franco,
La vagina è un organo estremamente elastico, tanto che può dilatarsi fino al diametro che permette il passaggio della testa di un neonato. Se non la si usa, non si restringe, rimane delle dimensioni originarie. E’ possibile che, in alcuni casi, possa esservi una leggera perdita del tono muscolare, ma non c’è niente di cui preoccuparsi perché alla ripresa dei rapporti tutto torna a funzionare alla perfezione.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta
Una insana passione
Siamo sposati da 43 anni, il nostro matrimonio è felice e pieno di soddisfazioni sotto tutti i punti di vista, compreso quello sessuale, anche se ultimamente c’è qualche limite come più avanti spiegherò. Ho sempre nutrito molta attrazione per la trasgressione sessuale nonostante mia moglie sia da sempre molto disponibile e disinibita nei rapporti, felice di soddisfare qualsiasi mia voglia o proposta, ovviamente tutto ciò avviene, da sempre, anche da parte mia. Ciò nonostante, sin dai primi anni di matrimonio, ho cominciato a frequentare prostitute che prima di sposarmi, forse, non vedevo neanche, questa frequentazione è durata una ventina d’ anni, ora il mondo della prostituzione mi attrae sempre ma penso che non riuscirei ad avere rapporti con prostitute.
Premetto che eviterò deliberatamente di esprimere giudizi morali, in quanto la mia professione richiede un giudizio oggettivo, laico e rispettoso della persona che si rivolge a me.
Devo dirle tuttavia che a mio avviso ciò che lei sta facendo è gravissimo. Come lei può immaginare infatti, le persone che vi guardano possono registrare i video e renderli virali. Ciò significa, in altre parole, che possono essere guardati ovunque e da chiunque.
La cosa grave sta nel fatto che sua moglie non è consapevole di ciò che sta accadendo e che, visto che lei lo sta facendo di nascosto (nonostante l’apertura mentale che sua moglie mostra di avere sulla sessualità), molto probabilmente sarebbe contraria, così come è contraria ad incontrare altri uomini.
A mio avviso questi comportamenti possono avere anche un risvolto penale ma, al di là di questo, ogni volta che lei cede a questa “insana passione”, come lei stesso la definisce, aggrava il problema.
Per questa ragione io le suggerirei di superare la sua vergogna: un bravo professionista, come le ho detto, non si permetterebbe di giudicarla sul piano morale. Si confidi dunque con uno psico-sessuologo di sua fiducia e si sottoponga al più presto ad una psicoterapia, volta a curare questo disturbo della personalità, che ha dei risvolti ossessivo-compulsivi.
Sarebbe anche il caso di chiudere i rapporti con questo sito e verificare, per quel poco che è possibile, l’eventuale diffusione online dei vostri incontri.
Quanto a sua moglie, qui non si tratta di confidare un semplice tradimento sessuale, ma un tradimento che riguarda anche la persona di lei. Come le dicevo, è una cosa molto seria e pertanto una eventuale confessione, (valuti lei), dovrà essere fatta preferibilmente all’interno di una terapia di coppia.
Le auguro di risolvere al più presto.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
Amicizia e Amore
Salve, mi chiamo Fausto, sono un ragazzo di 20 anni e sono fidanzato da due settimane con una ragazza di 21 anni. Io e lei ci conosciamo da un anno, ma quando ci siamo conosciuti era già fidanzata(avevano un rapporto a distanza e si vedevano rarissimamente). Non ostante questo notammo che provavamo interesse l’un per l’altra, ma dato che era fidanzata il nostro legame si è spostato sull’amicizia e siamo diventati grandi amici passando tanto tempo insieme(quasi 24h su 24). Due mesi fa ha rotto con il suo ragazzo e questo ha naturalmente acceso in me molte speranze di stare con lei. Due settimane fa le ho chiesto di stare con me perché in quel momento mi sembrava “pronta” ad avere un’altra relazione e lei molto felice mi ha detto di si. Più o meno da una settimana però lei è avvolte triste e mi ha confessato che ha capito di non essere pienamente pronta a stare con me anche se mi ama.
Prima di lasciare il suo ex io ero il suo unico amico, ora quindi non ne ha, e sente il bisogno di uscire con altre persone per fare amicizie, specialmente ragazzi (dato che delle altre ragazze non si fida). Il problema però è che tutti i ragazzi che vogliono uscire con lei non lo fanno per semplice amicizia, ma per secondi fini che non tanto mi piacciono.
Di questo ne sono sicuro sia perché lei (non per vantarmi) è molto bella, sia perché mi dice tutto quello che le dicono e mi ha anche confessato che alcune di queste persone in passato ci hanno già provato con lei anche se era fidanzata. Ora non so che fare, porle dei limiti non mi piace, ma purtroppo non riesco a stare col pensiero che uno abbia la possibilità di saltarle addosso. Lasciarci è una cosa impensabile, sia perché ci amiamo tanto e anche perché sono l’unica persona su cui lei si può poggiare, e lasciarci significherebbe allontanarci molto. Secondo voi questo suo bisogno di uscire con altri significa che non sono riuscito a conquistarla completamente? Cosa posso fare?
Mi scuso per la lunghezza e la confusione della mia richiesta. Grazie in anticipo per la vostra risposta.
Cordiali Saluti
Gentile Fausto,
Devo dire che tutta la situazione appare abbastanza originale. Originale il fatto che la ragazza senta il bisogno di stare 24 ore su 24 con un amico che non è il suo fidanzato, originale che le piaccia avere amicizie esclusivamente maschili, oltre tutto in concomitanza con rapporti sentimentali da poco stabiliti: nel caso precedente la storia con l’altro durava solo da qualche mese mentre, nel caso che la riguarda, solamente da due settimane. (Dunque non possiamo pensare a ragioni quali la noia, il calo del desiderio, la voglia di vedere altre persone, il bisogno di uscire dalla routine… )
La mia sensazione è che la ragazza abbia dei problemi con la sessualità, nel senso che probabilmente si sente attratta dai ragazzi, ma poi preferisce stabilire con loro un rapporto di profonda amicizia, che permette dunque la possibilità di manifestazioni di affetto, interesse ed intimità, ma esclude i rapporti sessuali. Se non fosse questa la causa, non capisco davvero cos’altro, in due settimane, avrebbe potuto trasformarla agli occhi della sua ragazza, tanto da non poter più aspirare ad essere, oltre che il suo ragazzo, anche il suo amico del cuore.
Forse, conoscendo qualche elemento in più della vostra storia e della vostra situazione in generale potremmo considerare anche altri elementi, ma basandoci solo sul contenuto della sua lettera, francamente l’unica chiave di lettura del comportamento della ragazza mi sembra quella che le ho accennato.
Le faccio molti auguri.
Dr. Giuliana Proietti
Lui ha perso il desiderio sessuale
Salve,
faccio i complimenti per il Vostro blog,ho girato molto su internet per trovare le risposte al mio preblema e le Vostre di risposte sono molto soddisfacienti.
Allora mi chiamo Alessandra ed ho 18 anni sono fidanzata da 5 anni con un ragazzo più grande di me di 8 anni.. Da un pò di tempo,direi un bel pò,di sicuro un anno che lui non ha più molto desiderio sessuale verso di me. Facciamo l’amore all’incirca una volta ogni 10 giorni…ho cercato di risolvere il problema in molti modi,intimo sexy,giochini erotici mi sono documentata molto per migliorare il sesso orale ma niente! purtroppo il mio problema più grande è che lui non ne vuole parlare dice di amarmi di desiderarmi che ha la voglia ma poi non gli va a causa dello stress del suo lavoro(lavora di notte)..
Io sono una ragazza carina e giovane e al suo contrario il desiderio sessuale non mi manca ma questo nostro problema sta creando in me molta insicurezza sul mio aspetto fisico e mi chiedo sempre dov’è che sbaglio e se questo problema si risolverà!
Vorrei provare a fare della terapia di coppia ma i costi sono davvero elevati ..Voi cosa mi consigliate?? esistono degli “esercizi” di coppia,esiste una soluzione o davvero il sesso è il barometro di un rapporto??..e quindi il nostro di rapporto è al capolinea!!!
Confido in una Vostra risposta
grazie mille
Alessandra
Gentile Alessandra,
Il desiderio sessuale verso il/la partner non è un barometro della coppia, altrimenti dopo pochi mesi, talvolta qualche anno, tutte le coppie scoppierebbero. E’ infatti assolutamente normale che, nel tempo, si perda il desiderio sessuale “spontaneo” verso il/la partner, così come è normale che anche il più grande amante di cioccolato, dopo qualche vasetto intero di nutella, desideri mangiare di tutto, purché non sappia di cacao…
In una coppia di lunga durata dunque, il desiderio sessuale deve essere ricercato, indotto, provocato, attraverso continui “aggiustamenti”, che rispettino le nuove esigenze della coppia (nel tempo, non solo cambiano le persone, ma cambiano anche le relazioni).
Bene fa dunque lei a cercare di stimolare il partner in modi diversi, ma il suo impegno non dovrebbe essere unilaterale, nel senso che anche lui dovrebbe comprendere che fra voi sta nascendo un problema e che sarebbe opportuno attivarsi alla ricerca di una soluzione. La terapia di coppia è molto meno costosa di quanto lei probabilmente immagina: dieci sedute possono a volte risolvere un problema esistente da anni, ad un costo più che abbordabile presso i terapeuti meno cari (calcoli dai 500 agli 800 euro in 3 mesi), ma nel vostro caso potrebbe essere prematura.
Le faccio molti auguri.
Una situazione difficile
Buonasera e grazie per il servizio che offrite!
Mi trovo in una situazione difficile da gestire con un partner che si sta rivelando problematico e avrei bisogno di un supporto nella gestione di questa relazione o quanto meno un consiglio su come agire.
Cercherò di essere breve e precisa.
Veniamo da due backgrounds diversi, io italiana residente in Uk, terza figlia di genitori divorziati, anima libera, autonoma e viaggiatrice.
Lui britannico, figlio unico, 37 anni, genitori molto presenti ( quasi al limite della stranezza…)
Condividiamo tutto, i primi mesi sono fantastici. Ci occupiamo entrambi di teatro, siamo attori e registi. Io qui insegno mentre lui ha una buona carriera attoriale e di produzione e vive nel centro di londra.
Presenta da subito la richiesta di un rapporto più stabile. Io richiedo il mio tempo, precisando che intendo prima conoscerlo più affondo. Lui è’ ossessionato dalla richiesta di stabilità. Vuole presentarmi subito come la sua compagna, alla sua famiglia e agli amici. Piaccio fin da subito ai suoi onnipresenti genitori, e anche loro piacciono a me. Tuttavia ci vado sempre piano. Lui è’ in un momento particolare, il più importante della sua carriera, investe tutte le sue risorse in un progetto molto importante. Io lo sostengo. Presenta dei rush cutanei lui dice dovuti allo stress per l’investimento e ci sono difficoltà nei rapporti sessuali ( questo fin dall’inizio). Dopo due mesi che la situazione sessuale non migliora nonostante la forte intesa provo ad affrontare l’argomento, ma lui reagisce stupito, come se non capisse a cosa mi riferissi. Riprovo qualche settimana dopo, stessa reazione. Abbandono l’idea di parlare di questo problema con lui e decido di non farne una questione, D altra parte molte altre cose funzionavano alla perfezione.
Fino a che… Arriva il mio momento di stress. Mi ritrovo con un grande problema sul lavoro e chiedo il suo aiuto.lui è’ disponibile a livello affettivo, ma poco concreto. Non prende in mano la situazione e apparte tenermi la mano e dirmi quanto mi ami, lascia che io affondi nel mio problema, problema che se non avrei risolto mi avrebbe costretta a tornare in Italia. Allora io decido di chiudere la relazione accusandolo di non essere stato di supporto. Ed ecco qua che assisto ad una reazione spropositata. Si chiude in se stesso, piange e si dispera, salta fuori che negli ultimi 10 anni e’ stato in una relazione violenta e infelice durante la quale la sua ex partner lo accusava di non essere abbastanza presente e di supporto, al punto che hanno seguito una terapia di coppia per lunghissimo tempo, culminata in una drastica separazione.
Io gli chiedo di vederci per un confronto e lui si rifiuta, dice che mi ama gli manco ma che non può rendermi felice, che ha fatto del suo meglio ma il suo meglio non è’ sufficiente, che le mie parole hanno rimesso in discussione il suo lavoro psicologico degli ultimi 3 anni e che hanno intaccato le sue sicurezze in se stesso e mi chiede tempo per fare chiarezza. Passano due mesi, con contatti frequenti ma solo scritti. Ora mi chiede di nuovo di vederci. Ci rivediamo e lo trovo molto male…. Acne, eritema, chili in più… Dice di avere sofferto molto la mancanza e di stare male, piange per quasi tutta la durata dell incontro ad ogni mia parola. Allora gli chiedo scusa ( e’ chiaro che non avrei mai avanzato delle accuse se avessi sospettato di causare tutto ciò…) e gli propongo di condividere con me queste sue insicurezze e di cercare di colmarle insieme. Mi risponde che vorrebbe rivedermi, ma che non può fare progetti, che ha bisogno di chiarezza, che ancora non sa cosa vuole e che ha paura che anche tornando insieme il problema si ripresenterebbe. Io gli dico che ho bisogno di stabilità e di un ritorno consapevole e concreto e lui mi risponde che non me la può dare ( come…prima era lui a chiedermela!)
Di cosa si tratta dottore? Premetto che non e’ un don Giovanni, ne il classico uomo che fa il furbo. E’ una persona di una vastissima cultura, immerso e sommerso dai suoi libri e dalla sua passione per il teatro.
E’ un uomo insicuro o è’ un uomo troppo pieno di se? La linea e’ sottile. I problemi a letto possono essere indicativi? Cosa posso fare per risanare le cose o riprovarci? La nostra intesa a livello generale e’ altissima. Ci rispettiamo profondamente e condividiamo tante cose. Non vorrei buttare via questa occasione della vita, la reputo una persona valida e credo in un futuro.
Mi può aiutare a vederci chiaro? Mille grazie!!!
N.
Gentilissima,
Non vedo perché non affidarci alle parole di lui per comprendere quello che sta accadendo: questa crisi fra voi ha rimesso in discussione un equilibrio faticosamente riconquistato dopo la fine della storia con la sua ex. Quando, all’inizio della storia, lui le chiedeva stabilità lo faceva perché credeva nel vostro rapporto, ma anche nelle sue capacità di impegnarsi nella relazione.
Oggi probabilmente sente di non essere più in grado di offrire questa stabilità, perché lei l’ha messo di fronte alle sue manchevolezze, le stesse che gli rimproverava la sua ex e che probabilmente sono il rovescio della medaglia del suo interesse profondo per la cultura, per il teatro, per il lavoro, ecc.: tutte cose che per lui sono ragioni di vita e che però quasi sicuramente gli impediscono di avere un contatto più profondo con la vita reale, oltre che di costruire e mantenere relazioni stabili.
Forse non sa offrire supportVisualizza articoloo in quanto è troppo preso dai suoi pensieri e problemi per calarsi nella realtà di un’altra persona, forse è l’onnipresenza dei genitori a non averlo fatto crescere e diventare autonomo: sentendosi sempre un adolescente non pensa di poter essere veramente di supporto per altre persone.
Last but not least, per rimanere in tema, non potrebbe esserci anche l’effetto di un bias culturale, per cui lei potrebbe aver nutrito delle aspettative errate riguardo al comportamento di lui, ispirandosi involontariamente a modelli noti di partner italiani, sempre pronti a difendere la propria donna da possibili minacce, quando invece un inglese, in situazioni simili, potrebbe non sentirsi così responsabilizzato nel cercare di essere di supporto alla propria partner?
In ogni caso, molti auguri.
Dr. Walter La Gatta
Il primo rapporto dopo i quaranta
Salve dottoressa….Ho 44 anni e non ho mai avuto rapporti sessuali.
Leggevo ora del suo articolo sulle fobie sessuali….non so dirle se mi riconosco.
Sono stata in terapia per 3 anni , senza risultati…il fatto e’ che la paura mi blocca ancor prima di conoscere un uomo….e quelli che ho conosciuto, forse involontariamente li ho allontanati..per paura dell’intimita’.
L’anno scorso in discoteca ci ero quasi arrivata…..ma la paura che scoprisse la verita’.., la paura che mi assale , pensando “chissa’ chi e'” quest’uomo..che potrebbe farmi del male( tipo uomo che uccide…) mi blocca. Ho aderito alla religione (omissis) 20 anni , dall’adolescenza al’eta’ matura…..non so se conosce il loro punto di vista rigido sul sesso…..fatto solo nell’ambito matrimoniale. E.., dulcis in fundo, da bimba sono stata oggetto di molestie sessuali da parte di uno zio acquisito.
Ora , mi rendo conto che la paura mi blocca e mi impedisce di vivere ..ma e’ un circolo vizioso: ho paura mi blocco….e sono immobilizzata. solo che sono stufa.
So che l’aiuto esterno e’ solo relativo…ma cosi’ da sola…..non riesco proprio!
Attendo una sua risposta..la ringrazio anticipatamente.
Gentilissima,
Non capisco perché lei dica che un aiuto esterno sia “solo relativo”… Credo, al contrario, che lei non abbia altra strada, per uscire da questo circolo vizioso in cui si trova, che quello di cercare un aiuto esterno.
Detto questo, vale la pena ricordare che non tutte le terapie funzionano e che non tutti gli psicoterapeuti sono formati per curare questo tipo di problemi o, semplicemente, non con tutti i terapeuti si riesce a creare la giusta alleanza per raggiungere i propri obiettivi.
Il suggerimento che sento di darle quindi è anzitutto quello di affidarsi ad un terapeuta sessuologo/a di cui abbia veramente fiducia e che le dia la possibilità, a sei mesi dall’inizio della terapia, di cominciare a vedere qualche risultato. La terapia non è solo uno sfogo, è qualcosa che deve produrre risultati.
In secondo luogo, data la situazione, direi che lei non dovrebbe pensare di provare questa prima esperienza, tanto attesa quanto temuta, con una persona qualsiasi da poco conosciuta in discoteca, ma piuttosto cercare di stabilire un buon rapporto amichevole/sentimentale con una persona con la quale si trova bene e che non le crea ansia o timori. La prima volta è forse meglio averla con una persona amica, di cui non è follemente innamorata, in modo da vivere l’esperienza con meno ansia.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
Un amore sbagliato
Salve..! Il mio nome è Carolina ho 16 anni, credo che ‘amore’ sia una parola veramente complessa per indicare un sentimento che può nascere in un età come la mia.. Ma il mio lo chiamo così perchè non potrebbe essere altro!
Il cuore che batte, le gambe che tremano, la voglia, tutto..! Mi ritengo motlo diversa dalle mie coetanee, credo di essere leggermente più matura per via di una serie di esperienze che ho vissuto.
Sono sempre nei guai, e questa volta, credo di ever fatto un danno motlo grosso.. ma cosa posso farci io? Il mio cuore ha deciso!
Sono dell’idea che solo chi mi sa prendere davvero, merita i miei sentimenti.. Mi guardo intorno da un paio d’anni, per ricercare una persona che mi dia sicurezza e mi faccia sentire importante anche perchè non ho un autostima motlo alta, ma fino ad adesso solo delusioni e poche concretezze!
Da un mese a questa parte però mi frequento con un ragazzo che mi ha resa davvero felice, sicura di me, traqnuilla.. Credevo non mi mancasse nulla, ma solo le favole e i sogni sono perfetti, perchè questo ‘ragazzo’ è un uomo, ha 28 anni, (ma per me l’età non conta) perchè è una persona fantastica, che mi ha rispettata, tantissimo,ha rispettato i miei tempi e le mie esigenze, ma ha un bambino.. e anche una convivente. In questo mese, lui e la ragazza non sono stati insieme per vari litigi e sono entrata io nella sua vita, abbiamo vissuto momenti splendidi e anche se un mese, non è una vita, mi ha riempito il cuore di giogia..! L’altro giorno l’ho visto triste.. e gli ho chiesto il motivo, e lui mi ha detto che non vedeva il bambino da 2 settimane, mi sono dispiaciuta un sacco, e gli ho detto di chiamare la ex e di vedersi.
Così ha fatto, si sono visti, e hanno deciso di tornare a vivere insieme.. Lui intanto mi ha detto che non l’ama e vuole contunuare a frequentarsi con me, tutto ovviamente di nascosto e con un ansia incredibile.
Fondamentalmente sono una bambina e questa storia è davvero troppo più grande di me.
Gli ho detto che non esiste proprio, che se tornano insieme io esco dalla sua vita, lui mi ha detto che non è d’accordo e continua a fare lo stupido.
Da quando ho preso questa decisione, non riesco più a dormire, non mangio, sto male.. cammino per strada insicura, piango facilmente, sono capricciosa e nervosa.. non riesco più ad entrare nella camera nella quale abbiamo fatto l’amore..non ha più senso nulla!Avevo ancora bisogno di lui nella mia vita, ero sicura che non sarebbe durata per sempre, ma speravo solo se ne andasse quando ormai non avevo più bisogno di lui. AIUTO.. VI PREGO..
Gentile Carolina,
Come tu dici benissimo, questa storia è molto più grande di te e credo che, nel tempo, se c’è qualcuno che da questa relazione possa realmente guadagnarci qualcosa, quella non sei certo tu, anche se al momento può sembrarti il contrario.
Se per te l’età non conta infatti, dovrebbe contare almeno per lui che, come tu dici, non è più un ragazzo, ma comincia ad essere un uomo abbastanza maturo, tanto da doversi assumere delle responsabilità, ad esempio nei confronti del figlio che ha, invece di trastullarsi con una ragazza minorenne. Posso capire che lui per te sia stata una persona “speciale”: certo, niente a che vedere con i modi di fare e di pensare dei tuoi coetanei, che dopo questa esperienza possono sembrarti ancora più sciocchi e sprovveduti.
Tu però hai diritto di vivere la tua età con i tuoi coetanei ed è davvero troppo presto per imbarcarsi in una storia così complicata. Inoltre, non credo che lui abbia nostalgia solo del figlio: se così fosse non avrebbe deciso di tornare insieme alla compagna. Dice che non l’ama: forse non è vero neanche questo. Certo, la ama in un modo diverso da come “ama” te, ma esistono tanti tipi di amore e forse la tua giovane età e la poca esperienza ti fanno pensare che sia vero amore solo quello del batticuore e delle farfalle nello stomaco.
Non è così: esiste, fra le coppie che sono insieme da tempo, un amore che è soprattutto affetto, solidarietà, desiderio di condivisione di un progetto di vita, ecc. Credo che tu per lui rappresenti sicuramente un’esperienza molto eccitante e forse davvero insperata, per cui capisco che faccia di tutto per non perderti. Continuare a vivere con la famiglia ed uscire con te è certamente per lui un modo ideale per essere davvero felice, avendo due donne molto diverse fra loro a sua disposizione, il figlio, la sicurezza della famiglia e lo “sballo” con la minorenne innamorata.
Cosa potrebbe volere di meglio? Non è così per te, che stai precorrendo i tempi, rischiando di buttare al vento questi anni di adolescenza, che vengono una volta sola nella vita e che hanno una funzione molto importante: quella di formare la tua personalità, di farti diventare quella che vuoi essere da grande. Precorrere i tempi con una storia così “anziana” ti toglie il tempo e il modo di maturare in modo naturale e di fare le esperienze che si debbono fare alla tua età (flirtare, frequentare le feste, stare in gruppo, ecc.).
O vuoi diventare anche tu una ridicola quarantenne che si veste da adolescente e che come tale si comporta, perché rimpiange di non averlo potuto fare durante la sua adolescenza? Pensa a te e alla tua vita, Carolina, divertiti, cerca di stare bene e lascia che lui trovi in altro modo un suo equilibrio e una sua stabilità, che certo gli manca e che ha erroneamente pensato di poter trovare con te.
Ciao, stai bene 😉
Dr. Giuliana Proietti
Vergogna e paura del rapporto
mi chiamo laura…. io e il mio ragazzo vorremmo avere un rapporto… io xò mi vergogno e ho anche molta paura… xò mi sento pronta… cm posso far passare questa mia vergogna??
Gentile Laura,
Non dici quanti anni hai, ma tutto lascia pensare che tu sia un’adolescente. Provo a risponderti, evidenziando anzitutto quella che a me sembra decisamente una contraddizione: infatti, se ti sentissi veramente “pronta” non dovresti provare né vergogna, né paura del rapporto.
In genere, quando tra due persone c’è un forte legame e ci si conosce molto bene, non ci si vergogna del proprio corpo, né della propria nudità ed intimità: tutto questo dovrebbe apparire anzi come la cosa più naturale del mondo…
Allo stesso modo, una persona “pronta” non ha paura: perché ha raccolto tutte le informazioni possibili, perché ha preso tutte le precauzioni del caso e, non ultimo, perché ha fiducia nella persona che ha scelto, per cui sa che se anche durante il rapporto dovesse accadere qualcosa di spiacevole, può sempre chiedere al suo ragazzo di smettere, o di fare le cose in un altro modo, che sia più gradevole, o comunque meno doloroso.
Il consiglio quindi è quello di cominciare ad avere rapporti sessuali completi solo quando questo pensiero non ti creerà più né paure, né vergogna, né ansia, ma ti sembrerà una cosa bella e soprattutto “normale”.
Auguri per tutto.
Dr. Giuliana Proietti
Un problema di coppia
Buona sera… Mi chiamo Giuseppe, e, aimè, ho un problema di coppia non indifferente.. Compirò 23 anni il 7 aprile, mentre la mia lei ne ha compiuti 20 a febbraio. La nostra storia è iniziata l’1 agosto 2010, ed era tutto perfetto… qualche litigio per gelosia, seguito da silenzio ed indifferenza da parte sua, ma siamo sempre andati avanti tranquillamente… A metà dicembre, una domenica, dovevo andare a casa sua. Ho fatto un errore il giorno precedente: senza neanche avvertirla o dirglielo anticipatamente, ho invitato a casa mia un’amica a dormire perchè aveva problemi col suo ragazzo.. e dentro di me ho pensato “se per una volta non ci vediamo e aiuto un’amica capirà”… ed invece no, è scoppiata ed ha deciso di mollarmi. Tutto questo perchè, dice, ho messo qualcun’altro prima di lei, non glie l’ho chiesto se potevo ospitare o meno un’amica, le ho mancato di rispetto, ho tradito la sua fiducia.Dopo circa 3 giorni siamo tornati insieme col sorriso.. ma poi, nel giro di 5 giorni, lei è cambiata… di colpo.
Ha smesso di dare attenzioni o di cercarmi spesso, ha smesso di raccontarmi cosa le succede durante il giorno per sms, è raro che mi dica “ti amo”, molto raro, se non su richiesta.. Ovviamente ho pensato cose come “non mi ama più”… ne abbiamo parlato e litigato molte volte su questo argomento, e la conclusione è stata, da parte sua, che mi ama ancora come prima, ma che è cambiata, che senza di me non si vede e non sa stare, e ha sottolineato che non è per abitudine, l’ho ferita ed ha una sorta di rancore nei miei confronti, che non le da più la spontaneità nel fare le cose insieme, di dire cose carine a me, di dare determinate attenzioni… di cercarmi spesso come prima… E’ diventata molto indipendente dalla coppia, diciamo che quasi non lo siamo più. Ho ho chiesto scusa e ho fatto mille peripezie, mi preoccupo per lei, la porto in ospedale fino a T. per fare delle trasfusioni mensili (è anemica)…
Ma nulla, lei rimane la stessa…
Durante la nostra storia, mi è capitato più volte di litigare e che mi mollasse, dicendo che non mi ama più… alla fine, palando usciva fuori la presunta verità sua, ovvero “io ci provo a non amarti, ma non ci riesco..”
E questo come già detto, successo piu di una volta, a volte con frasi e parole diverse, ma erano tutte bugie. Un giorno ero molto arrabbiato e decisi io di mollarla, perchè non riuscivo più a sopportare la sua indifferenza nei miei confronti.. lei era disperata, non mangiava, non riusciva a dormire..
E alla fine siamo tornati insieme ma nulla è cambiato… io nei periodi dove mi mollava e non mi spiegava le cose, o diceva bugie come “non ti amo” la assillavo parecchio perchè volevo capire, e lei si chiudeva ancora più a riccio, mandandomi a quel paese, dicendomi che non mi sopportava più..
E’ anche capitato che purtroppo le arrivò un sms e io lo lessi senza in sua assenza.. ma poi ho dichiarato la mia azione, e la sua reazione è stata di incazzatura e di indifferenza per piu di una settimana…
Fino ad oggi. Dobbiamo vederci in settimana per parlare su come risolvere questa questione, ovvero il suo cambiamento nei miei confronti.
Stasera ho un pò affrontato il discorso con lei, purtroppo, per SMS… e ciò che è saltato fuori mi ha fatto molto male.
In sintesi, mi ha detto che non ha più il batticuore, e quando ci abbracciamo è semplicemente contenta ( 2 settimane fa diceva di avere il cuore in gola al mio abbraccio ),
ha detto che il suo amore non lo sente più come prima, è diverso, pensa sia contaminato da sentimenti negativi per quanto è accaduto quando ho invitato la mia amica.. che ovviamente lei ora odia, e giò prima non le stava nemmeno simpatica.. ma non dice di non amarmi..
Dice che quando ripensa a quando ho invitato questa mia amica a dormire, le crea un senso di malessere… A sms dolci o simili, spesso risponde in modo carino si, ma monosillabico, altre volte non risponde.. completamente diverso da come rispondeva una volta.. e sono passati 3 mesi dall’accaduto…Ho notato che non mi bacia nemmeno più con cosi tanta passione come prima.. si ferma spesso a baci a stampo o tra le nostre labbra…
Ora non so cosa credere, lei è dannatamente orgogliosa e quando litigavamo diceva che non mi amava di proposito, stasera con questo discorso che abbiamo avuto, forse si è sentita un pò giù, non saprei, e ha deciso ancora una volta di mentirmi.. Tutto quello che vorrei capire, seppur non esistono i miracoli, è come recuperare il nostro rapporto, come era fino a 3-4 mesi fa, dove c’erano attenzioni, tanto affetto dato e tanto interessamento nei miei confronti… tanta voglia di condividere e fare le cose insieme… Lei voleva sempre fare le cose insieme, io, avendo invitato questa mia amica, quella domenica glie l’ho impedito… e da quel momento sembra che non voglia più fare nulla o condividere momenti con me..
Gentile Giuseppe,
A volte capita che certe regole di comportamento che appaiono scontate per un membro della coppia non lo siano anche per l’altro e questo è ragione di profonde incomprensioni. Il modo di difendersi dalla gelosia della sua ragazza non è cambiato: ancora oggi, tre mesi dopo l’episodio, per reagire a quella che fondamentalmente lei reputa una offesa ed una mancanza di rispetto nei suoi confronti, ostenta il solito atteggiamento freddo e indifferente che aveva sin dall’inizio.
Nella vostra relazione si è instaurato un meccanismo per cui ciascuno di voi, per rassicurarsi dell’amore dell’altro, è costretto ad assumere un atteggiamento che non vorrebbe e che comunque non lo/la rende felice. (Lei, Giuseppe, è in ansia e chiede rassicurazione, allora la sua ragazza risponde con freddezza perché così si rassicura, e allora lei, Giuseppe, è sempre più in ansia e allora la sua ragazza è sempre più fredda…).
Per uscire da questo circolo vizioso, occorre cambiare decisamente modo di fare. Lei, Giuseppe, dovrebbe cercare di convincersi che la sua ragazza sia innamorata e felice con lei e quindi smettere di farle domande sul vostro rapporto, chiedendole se è innamorata o meno, se è arrabbiata o no. Cercate piuttosto di fare insieme dei progetti per il futuro, che riguardino una esperienza interessante da vivere insieme (un viaggio, una vacanza), cercando di concentrarvi più sul futuro della vostra coppia che sull’ossessiva analisi pseudo-terapeutica del vostro rapporto di coppia.
Inoltre, evitate di comunicare via SMS: un comportamento del genere serve solo a placare l’ansia, non a chiarire qualcosa… In realtà poi questi SMS complicano solo le cose, visto che permettono una comunicazione limitata. Concludendo, cerchi di stare più tranquillo, mostri un maggiore senso di sicurezza in se stesso e nel vostro rapporto, non faccia più domande allo scopo di rassicurarsi.
Per quanto riguarda la coppia, non parlate più di quanto è accaduto con l’amica, stabilite delle regole più chiare per la vostra relazione e fate dei progetti per il futuro. Auguri!
Dr. Giuliana Proietti
Il sesso come merce di scambio
Mi chiamo cinzia, ho 36 anni e da un anno sono fidanzata con un ragazzo che non è della mia città per cui lui viene da me soltanto nei week end.
Il mio problema è che non ho più desiderio sessuale nei suoi confronti. Sarei arrivata alla conclusione che non è la persona adatta a me e che il desiderio (presente fino a 6 mesi fa circa) è scomparso perché non sono più innamorata di lui.
Il problema però è che mi è SEMPRE successo nelle storie più importanti che ho avuto e per questo motivo sono purtroppo finite tutte perché la mancanza di rapporti sessuali portavano ovviamente numerose liti creando risentimento e alla fine (come nel caso attuale) il sesso diventava “una merce di scambio” da fare soltanto nel caso in cui “lui si fosse comportato bene” e magari non avessimo litigato. Ma ovviamente siamo arrivati ai ferri corti anche stavolta e nonostante per ora nessuno dei due abbia il coraggio di dire Basta sappiamo entrambi che la fine sarà questa.Credo proprio che l’unica soluzione possibilie per me per avere una relazione duratura sia quella di risolvere questo problema.
Gentile Cinzia,
Fino a che lei considererà il sesso come merce di scambio e non come qualcosa che piace e che serve anche a lei, il problema non si risolverà. Prima di affrontare il problema con uno psicologo, per andare a cercare le ragioni antiche di questo atteggiamento nei confronti della sessualità, potrebbe provare a leggere uno dei tanti manuali pubblicati sull’argomento, optando, se possibile, per un testo con qualche fondamento scientifico.
Saluti cordiali.
Dr. Giuliana Proietti
Crisi matrimoniale
Buongiorno.
Sono molto imbranata nella navigazione on line per cui scrivo questa una e-mail. Chiedo una consulenza per un problema che coinvolge una mia amica che non sa usare in computer. Lei si sfoga con me e vorrebbe dei consigli che io non sono in grado di darle. AIUTATECI siamo due quasi sessantenni inesperte e tranquille che non sanno da che parte cominciare.
Lei (che chiamerò EVA) ha 56 anni ed è casalinga; lui (che chiamerò ADAMO) ha 69 anni ed è pensionato. Sono sposati da 34 anni. Lui è amico di mio marito da 45 anni e da giovani avevano costituito un gruppo musicale che si esibiva nei locali. Da adulti si sono persi di vista per oltre 20 anni. Da circa 15 anni hanno ricominciato a frequentarsi ed anche noi mogli siamo diventate amiche.
I nostri mariti, essendo in pensione, hanno iniziato a rielaborare dei brani inediti che “ai vecchi tempi” avevano registrato e hanno realizzato dei CD per gli amici e che vorrebbero sottoporre ad alcune case discografiche. Adamo ha confidato a mio marito che circa 25 anni fa dopo 10 anni di matrimonio lui ha preso una “sbandata” per un’altra donna ed ha lasciato la moglie e la madre (che viveva con loro) e ha vissuto la sua storia d’amore. Poi ha ricapitolato ed è tornato con la moglie vivendo, a detta di entrambi, un matrimonio felice. Ma sappiamo per certo che Adamo per diversi anni, dopo aver riallacciato i rapporti con mio marito, ha cominciato a “tampinare” una sua ex fidanzata di gioventù (amica intima di mio marito e mia) con telefonate mute, telefonate con richiesta di incontri, con appostamenti sotto casa solo per il gusto di vederla.
Mio marito, su richiesta dell’amica, ha affrontato Adamo e gli ha chiesto di smettere di importunare ‘ex fidanzata altrimenti i loro rapporti appena ripresi si sarebbero nuovamente interrotti. E Adamo ha smesso. Per lavoro (anni fa) ha sempre viaggiato molto e le occasioni per allontanarsi da casa non gli sono certo mancate. Da circa 15 giorni la mia amica nota atteggiamenti strani nel comportamento del marito. Cercando di sbirciare mentre lui è al computer (che lei non sa usare) e spiando il cellulare ha scoperto che in internet ha “amicizie” con alcune donne alle quali fa complimenti e con una di queste (che chiamerò ANNA) ha iniziato ad avere colloqui telefonici/messaggi con richieste di incontro.
Allarmatissima la mia amica EVA si è rivista ripiombare nella situazione di 25 anni fa. Ha chiesto spiegazioni al marito il quale ha negato di avere rapporti di qualunque genere e asserisce che sono solo contatti per scambi di opinione sulla musica (Anna, di circa 40 anni, si presenta su Face book senza volto ed in posizione “scosciata”). Però qualche giorno dopo ha ammesso di aver incontrato ANNA per darle un CD con le sue musiche.
Qualche giorno fa eravamo a pranzo a casa loro ed Eva ha ritenuto di parlare apertamente del suo disagio per gli atteggiamenti del marito e ci ha coinvolti in una discussione. Io ho fatto presente ad Adamo che per una donna non è solo il tradimento sessuale che ferisce e mortifica; che se sua moglie è sconvolta e ferita dai suoi contatti internet e dalle telefonate con le signore lì conosciute, ma che, se è vero, per lui sono senza importanza, farebbe bene a chiederle scusa ed eliminare i contatti. In tutta risposta Adamo risponde che ha già iniziato a cancellare i contatti, ma ci vuole tempo perché è complicato. E NOI DUE POVERE SCEME E IGNORANTI non abbiamo argomenti per controbattere.
Quel giorno sono rimasta molto sconvolta dall’atteggiamento generale di Adamo (strafottente, indolente) tanto che pensavo fosse sotto effetto di psicofarmaci (ma Eva mi ha assicurato di no). Anche mio marito ritiene che sia “strano” da circa 15 gg. In questi ultimi mesi il marito le ha detto diverse volte che, nel pomeriggio, doveva andare in una casa discografica. Glielo ha detto anche settimana scorsa quando mio marito era a casa loro. Eva ha allora approfittato dell’occasione per chiedere come mai mio marito non va anche lui. Adamo ha spiegato nebulosamente che non è il caso di scomodare l’amico che abita fuori città ma che se ne occupa lui della cosa e poi riferisce. Mio marito ha sempre saputo solo a posteriori di alcune sue visite presso le case discografiche e sinceramente si sta un stancando degli atteggiamenti dell’amico che ritiene “racconta palle” così come era da giovane e che sembra non voler portare fino in fondo il loro progetto musicale.
Sbirciando nuovamente il PC, EVA scopre che il marito cerca donne divorziate; riponendo una giacca del marito nel taschino trova n° 1 pastiglia di Viagra (ma non trova la scatola!!! Le ha già finite tutte??). Disperata ci telefona e chiede il nostro aiuto. Non vuole confessare al marito che è stata in grado di spiare il PC ed il telefonino perché poi non avrebbe più l’opportunità di scoprire nulla. Io gli avrei già messo la valigia davanti alla porta ma capisco che lei vuole solo far rinsavire il marito che ha sempre ritenuto una persona molto seria, gentile, premurosa, che non le ha mai fatto mancare nulla.
Non riconosce più l’uomo che le è accanto da oltre 30 anni e che si comporta così grossolanamente facendola passare per scema. E’ stata accanto a lui (e a sua madre) nelle numerose vicissitudini di salute. Capisce che questo può essere un momento di crisi dovuto a depressione per problemi di salute che, tra l’altro, gli impediscono di coltivare come vorrebbe la sua passione per la musica. Capisco che pensare, per una donna soprattutto, a 56 anni di separarsi dopo 35 anni di “felice matrimonio” non è facile ma non è per niente facile fare finta di nulla.
Adamo non ha mai confidato nulla neanche a mio marito, suo unico e solo amico, che gli aveva già suggerito di cancellare tutti quei contatti ambigui. Eva ha implorato mio marito di parlare con Adamo, ma mio marito teme che parlandogli (gli dovrebbe riferire che la moglie sa, perché lo spia) potrebbe poi succedere l’irreparabile.
Come possiamo aiutare i nostri amici? Cosa possiamo dire/consigliare a Eva che ci chiama 2-3 volte a giorno perché è disperata ed ha bisogno di sfogarsi? Vi ringrazio e confido in una volta risposta.
Gentilissima,
Il primo suggerimento che sento di darle, dopo aver letto la sua lunga lettera, è che lei e la sua amica smettiate di definirvi “POVERE SCEME E IGNORANTI” e vi iscriviate immediatamente ad un corso di informatica di base, per imparare ad usare un PC. Non è ammissibile accettare di vivere consapevolmente nell’ignoranza per l’errata convinzione di appartenere ad un’altra epoca, o di non avere più la mente “fresca” per dedicarsi alle nuove tecnologie. Come ha visto, Adamo ha imparato benissimo e altrettanto ha fatto (in parte) la sua amica, cercando le informazioni che le servivano, sia sul pc, sia sull’ipad.
Venendo alla storia dei suoi amici, per cancellare i contatti ci vuole un attimo, per cui l’informazione che Adamo vi ha dato è inesatta, ma del resto un uomo che chissà da quanto tempo vive una doppia vita potrebbe non avere tutto questo entusiasmo a cancellare non dal pc, ma dalla sua giornata, queste signore e signorine che gli fanno compagnia. Sarebbe interessante sapere che tipo di vita conducono i due vostri amici, cioè se mantengono rapporti sessuali o vivono, come accade a molte coppie, in regime di castità.
A volte i mariti che vivono con la moglie senza avere rapporti possono sembrare ormai rassegnati, ma poi segretamente cercare il loro soddisfacimento attraverso le pillole dell’amore, le chat erotiche e gli incontri occasionali.
Credo, in ogni caso, che non dobbiate essere voi a consigliare i vostri amici e l’idea migliore mi sembrerebbe quella di inviare la coppia in crisi ad un terapeuta della coppia/sessuologo (uomo o donna che sia), affinché i due partners possano chiarire tutto quello che c’è da chiarire, mantenendo una maggiore privacy sulla loro vita privata ed evitando l’antipaticissimo ‘io-so-che-tu-sai-che-io-so’.
Per la scelta del terapeuta le suggerisco di usare questi due Albi di specialisti (clicchi sopra alle parole di diverso colore): Albo del Centro Italiano di Sessuologia e Albo della Federazione Italiana Sessuologia Scientifica. In un primo tempo Eva potrebbe prendere un appuntamento da sola, per sfogarsi ed essere opportunamente consigliata.
Saluti cordiali,
Dr. Giuliana Proietti
Con lui non ci tornerebbe mai… Però…
Salve,anche io ho bisogno di un aiuto,mi sono lasciata col mio ragazzo 4 mesi fa,a volte sono spensierata ma altre volte mi sento giù e provo dolore….
la nostra storia è durata 1 anno e mezzo,io ero fortemente innamorata di lui,invece lui no,anzi mi voleva bene,ma nn era amore,da quando mi sono lasciata,sono riuscita a capire che lui in realtà non mi ha mai amato davvero e l’ho capito aprendo gli occhi su alcuni suoi atteggiamenti nei miei confronti…il problema non è questo,ma è un altro:
una settimana prima che ci siamo lasciati,una ragazza flertava con lui,e lui ci stava,mi fidavo di lui,e allora gli ho detto di allontanarla perchè io ci stavo male,ma lui non lo ha fatto,diceva che mi sbagliavo,ma io insistevo e alla fine ci siamo lasciati,facendomi credere che il motivo per cui ci siamo lasciati era il fatto che noi litigavamo sempre e che c’erano incomprensioni tra noi,ma invece non era cosi,noi litigavamo solo 1 volta al mese,e nell’eltima settimana di più proprio per quel motivo della ragazza che flertava con lui….
dopo che ci siamo lasciati lui ha continuato a sentirla e a frequentarla,e adesso stanno per mettersi insieme…ma io nn mi spiego una cosa,so ke nn ci tornerei nemmeno morta con lui per il male che mi ha fatto,non mi interessa più niente di lui e ne di lei,però ho paura di uscire in un specifico posto,per paura di incontrarlo insieme a lei,perchè so chè ci rimarrei male,rimanerci male è anche poco,se devo essere sincera,svenirei quasi…e non mi speigo perchè…l’altro giorno ebbi una svista,mi sembrò di averlo visto con lei,ed io dentro sentivo morire,sapendo ke nn ci tornerei MAI con lui,nemmeno se fosse l’ultimo uomo sulla terra…
Quando non lo vedo e non lo sento,mi sento bene,invece quando lo vedo o lo sento,vedo sento il MALE,UNA FORZA OSCURA KE VORREBBE ATTACCARMI…
io non so cosa fare,se potreste darmi un consiglio,suggerimento,non saprei aspetto una risp GRAZIE
Gentilissima,
Una relazione sentimentale non comporta solo sentimenti nobili, come l’amore, ma anche sentimenti molto meno elevati, come ad esempio la gelosia e il bisogno di possesso.
Quando la storia finisce, non è detto che, quello che si è costruito in tanto tempo di frequentazione, finisca tutto e tutto insieme: spesso sono proprio questi sentimenti meno nobili quelli più duri a morire…
Ecco perché, se anche lei è convinta (o si è auto-convinta) che non tornerebbe MAI con lui, vederlo con l’altra continua a ferire il suo orgoglio e il senso di gelosia che ne deriva le dà molto, molto fastidio. Non c’è però nessuna forza oscura contro di lei: tutto nasce nella sua testa e terminerà non appena lei avrà altro di piacevole a cui pensare.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
Un tradimento “organizzato”
Sono Silvio,ho 29 anni e sono fidanzato da ben 10 con Clara di 27 anni. Essendo cresciuti insieme anche sessualmente nel corso degli anni e non avendo mai avuto altre esperieze sessuali con atri partner prima ad ora siamo ora ad un crocevia. Nonostante l’amore vero che ci unisce parlando serenamente della situazione ci rendiamo conto che ad entrambi ci piacerebbe provare almeno un altra esperienza sessuale con un altra persona per poi proseguire la nostra storia come abbiamo fatto finora e sposarci. Un “tradimento organizzato” può fare bene a una giovane coppia incuriosita al fine di evitare tradimenti futuri causati dal soddisfare della nostra curiosità oppure inclinerebbe definitivamente il nostro rapporto esssendo comunque un tradimento? grazie, Silvio
Gentile Silvio,
Le sarebbe venuta un’idea del genere otto-dieci anni fa?
Credo proprio di no e penso che la differenza stia soprattutto nel fatto che l’amore vero che probabilmente vi ha legato da giovanissimi si sia ormai trasformato, nel tempo, in una grande e splendida amicizia.
Forse quello che volete realmente capire in questa esperienza sessuale “organizzata”, prima del matrimonio, è se il sesso con una persona nuova possa essere paragonabile a quello (probabilmente) stanco e privo di entusiasmi che vivete oggi (nel qual caso tanto varrebbe sposarsi e, per così dire, mettersi l’anima in pace), oppure se esiste qualcosa di totalmente diverso, piacevole, intenso e travolgente (che varrebbe la pena da vivere – nel qual caso potreste anche pensare di non sposarvi più).
Non mi sembra una buon idea affidare una decisione così importante, come quella del matrimonio, all’esito di una esperienza di sesso occasionale, per quanto “organizzata”: se c’è qualcosa che vi lascia dei dubbi nel vostro rapporto, forse potrebbe essere più utile discuterne in una terapia di coppia. Quanto al discorso sulla curiosità sessuale, penso che una sola esperienza (o anche due, tre, quattro…) non tolga davvero la curiosità, perché il mondo è pieno di persone molto diverse e ci sono milioni di modi di fare l’amore e di provare il piacere.
Non è certamente con una singola esperienza “organizzata” che potrete annullare definitivamente la vostra curiosità e garantirvi un matrimonio privo di tradimenti.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
Lo opprimo e lo soffoco
Ho 38 anni, sposata da 13 con un uomo con cui sto da quando ne avevo 17.L’anno scorso per motivi di lavoro si trasferisce in un’altra regione, ci vediamo il sabato pomeriggio e la domenica. a Natale mi dice che lo opprimo e lo soffoco ( mi vede solo 36 ore a settimana) la mia può sembrare una storia di numeri; non abbiamo figli per problemi suoi, non gli ho mai fatto pressione, mai rinfacciato niente sono stata amorevole e disponibile. mi dice che ha bisogno dei suoi spazi, mi ama ma preferisce stare da solo, o meglio ha bisogno dei giorni in cui non stiamo insieme per rigenerarsi e desiderarmi. Sabato 14/8 dovrei raggiungerlo dove lavora e passare insieme due settimane. ditemi un po che dovrei fare?
Gentilissima,
Non si capisce dalla sua lettera se queste vacanze da trascorrere insieme siano concordate o meno… Se lui l’aspetta, la cosa migliore è senz’altro quella di raggiungerlo, se invece lei non è attesa, presentarsi per due settimane potrebbe acuire in lui questo senso di oppressione e di soffocamento che già sente e di cui le ha parlato.
Al di là della situazione contingente tuttavia, sarebbe opportuno prendere consapevolezza che il vostro rapporto si sta lentamente spegnendo: se non si possono avere figli, a ragione di più occorrerebbe trovare dei forti interessi da condividere, che rinsaldino la coppia e le diano delle valide ragioni per farla restare insieme.
Se invece queste ragioni per stare insieme obiettivamente non ci sono (o non ci sono più), se il vostro amore e la vostra passione si sono inesorabilmente spenti, se gli impegni della vita vi portano a stare lontani, c’è da chiedersi se il voler rimanere uniti non sia in effetti una forzatura, per la semplice ragione di non essere abituati ad affrontare il mondo da soli. Se questa fosse la ragione, occorrerebbe reagire con coraggio.
Cordiali saluti.
Dr. Giuliana Proietti
Spinta alla separazione
dopo un matrimonio durato 24 anni a stretto contatto con la suocera e avvenuto in seguito a un tradimento e durante la grave malattia della cognata, poi morta e della morte di mia madre anche lei gravemente malata”la mia famiglia d’origine abita molto lontano”.
ho subito problemi gravi sul lavoro spostamenti e cambiamenti di colleghe e mansioni mi sono sentita abbandonata e mi sono abbandonata. A distanza di 7 anni non reagisco a niente e la mia identita’ vacilla,come il ruolo di madre, moglie,figlia, sorella, maestra ,donna,persona .
Abito nella casa dove abita la mia ex suocera,dove ho vissuto il matrimonio, i rapporti sono conflittuali, mio marito abita nella casa costruita insieme, non so se ha relazione con l’amante o altre donne.Va a trovare la madre tutti i giorni e a mangiare.
Ho continuato a vivere in questo paese dove abito da 30 anni ,subisco non so reagire ogni volta provo ma faccio male a me e i miei figli .Faccio da madre a mio marito e ho gravi sensi di colpa e rabbia che scarico su mio padre i miei fratelli, la sorella,e i miei figli che avvicino e allontano da mio marito e mia suocera che si difendono e mi allontanano e da me la situazione finanziaria non riesco a gestirla. SOFFRO di panico AIUTATEMI non so che fare ho paura.
A.
Gentilissima A.,
Vorrei davvero poterla aiutare attraverso questo sito, ma lei capisce che non posso offrirle altro che ascolto, attenzione, vicinanza emotiva e comprensione.
La sua è una situazione sicuramente complicata e lei avrebbe bisogno di persone che, sul luogo, le possano dare ciò di cui ha bisogno per ritrovare un po’ di serenità.
Credo che la separazione, i problemi sul lavoro, le malattie e le morti delle persone care, abbiano contribuito a crearle una situazione di profonda sofferenza, che le ha devastato ogni fiducia in sé stessa e ogni speranza per il futuro.
L’unico consiglio che posso darle è quello di affidarsi ad uno psicoterapeuta della sua città, che possa aiutarla a ritrovare un po’ di fiducia in se stessa, inizialmente anche attraverso l’uso dei farmaci (se dovesse essere necessario!).
In ogni caso, ciò che è più importante per lei in questo momento è che possa mettere un punto su questa triste vicenda e reagire, accettando come prima cosa le cure ed il sostegno psicologico di cui ha bisogno.
Ci scriva ancora se questo può aiutarla a stare meglio.
Con i migliori auguri.
Dr. Giuliana Proietti
Difficoltà di dialogo con il marito
buona sera,spero di avvere della risposte precise alle mie domande .ho 42 anni,sono sposata da ben 19 anni, mamma di 3 stupendi figli sono casalinga e nel tempo libero lo dedico a me stessa.(lavori di manualita una chiaccheraTA CON UN amica ecc.ecc)pero c’e un neo non riesco avvere un dialogo sereno con mio marito,si inizia il discorso con calma e rispetto reciproco poi mi sento atacata (verbalmente)e io inizio acusare i suoi errore continue critiche sul pasato (ascoltare troppo i genitori che adesso non ci sono più ,eserre un po egoista cioè pensare sempre a se stesso avere timore di quello che possono pensaRE GLI ALTRI)non riesco ad avere un dialogo sereno ed farmi capire che anche io ho dei diriti e non solo doveri vorei che mio marito mi capisse che anche io conto e valgo.
Gentile signora,
Quando si desidera davvero che il dialogo migliori all’interno della coppia, non si può sempre aspettare che sia l’altro a cambiare, per cambiare di conseguenza.
Provi lei a fare il primo passo, e vedrà che suo marito la seguirà o comunque farà qualche sforzo per seguirla. Non riesco a capire in che modo suo marito la attacchi continuamente e perché lo faccia: forse c’è qualcosa nel vostro rapporto che non funziona, o non funziona più.
Non credo che suo marito la attacchi per il semplice gusto di rovinare la giornata a lei e a se stesso… E allora, se c’è qualcosa per cui lei si ritiene attaccata ingiustamente, la reazione migliore non è certo quella di rinfacciare a suo marito tutti i suoi errori e tutte le sue debolezze del passato, ma quella di cercare di chiarire, una volta per tutte, quale è il vero problema che esiste fra di voi e cercare un modo per risolverlo.
Nel presente però, non nel passato. Inoltre, per essere giustamente valorizzata e considerata, lei non dovrebbe semplicemente affidarsi alla buona volontà altrui: faccia qualcosa per cui gli altri la possano apprezzare e possano capire quello che lei veramente vale.
Visto che non lavora, cerchi di valorizzare i suoi hobbies. Se, ad esempio, nel tempo libero lei si dedicasse, oltre che ai lavori di manualità e alle chiacchiere con l’amica, a fare qualcosa di più “interessante” per gli altri (es. corso di ceramica, corso di informatica, corsi per diventare sommelier, corsi di inglese, yoga, viaggi, ecc.), sicuramente riceverebbe più attenzioni e gratificazioni.
Una terapia di coppia potrebbe senz’altro aiutarvi.
Dr. Walter La Gatta
Non ha interesse per il sesso
Buona sera. Ho 24 anni e sono fidanzata ufficialmente, da 1 anno, con un ragazzo che ha 10 anni più di me (stiamo insieme da 15 mesi). Non abbiamo mai fatto l’amore: sono vergine e, poiché io non mostro interesse per il sesso, lui non fa nulla per avvicinarmi ed i nostri rari momenti di sesso si concludono con una masturbazione reciproca. Vorrei sapere: è normale tutto ciò? O secondo voi nella nostra coppia c’è qualcosa che non va? Grazie per la risposta e complimenti per il Blog (vi seguivo già su Psicolinea).
Rosanna
Gentile Rosanna,
Grazie anzitutto per le parole di apprezzamento. Venendo al suo quesito, devo risponderle che si, effettivamente mi sembra che qualcosa di strano ci sia nella vostra coppia…
Non che sia un obbligo avere necessariamente rapporti completi, se si riesce ad avere soddisfazione anche nel petting, ma questa dovrebbe essere una scelta consapevole, cosa che nel vostro caso non è possibile, dal momento che non avete mai avuto rapporti completi.
Credo inoltre che il suo scarso interesse per il sesso, unito alla verginità, possano contribuire a “bloccare” il suo ragazzo, il quale probabilmente non si sente incoraggiato a tentare di fare di più. Va anche detto che spesso le difficoltà sessuali dei due partners si sovrappongono e questo crea una tacita complicità nell’evitare i rapporti sessuali.
La cosa migliore da fare sarebbe quella di parlarne apertamente, per capire se anche lui ha timore del rapporto, se soffre di ansia da prestazione dopo qualche esperienza difficile, oppure se anche lui ha poca esperienza sessuale e una certa timidezza nel creare le condizioni dell’approccio.
Se questi discorsi vi restano difficili da fare, non è un buon motivo per evitarli: iniziate piuttosto una psicoterapia di coppia, che vi potrebbe essere sicuramente di aiuto.
Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti
Fare sesso per la prima volta
salve sono Dany volevo porgli una domanda … sono tre volte che ho rapporti con il mio ragazzo e la prima volta non ho provato dolore xò non mie è uscito il sangue la seconda ho provato leggermente dolore ud mi e uscito un filino di sangue come mai??? e possibile che sia ancora vergine?? la prego i risponda perche sto in crisi xke lui pensa ke hli ho mentito dicendoli che ero ancora vergine … la ringrazio in anticipo.
Salve Dany.
Se non ho capito male, la prima volta che hai avuto un rapporto sessuale non hai provato alcun dolore e non hai avuto perdite di sangue. La seconda volta invece hai provato un po’ di dolore e ti è uscito un po’ di sangue. Della terza volta non ci racconti e dunque non sappiamo.
Probabilmente, come accade non raramente, durante la prima volta semplicemente non hai sanguinato. La seconda volta invece, probabilmente perché il rapporto è stato più “difficile” (meno lubrificazione, meno preliminari, più scomodo ecc.) ti è uscito del sangue che non aveva nulla a che fare con la verginità, ma con delle piccole lacerazioni che il pene potrebbe aver prodotto nella tua vagina. (Questo problema potrebbe succedere anche dopo 1000 rapporti…).
Seconda spiegazione: la prima volta non hai sanguinato perché la penetrazione non è stata molto profonda e la seconda volta è quella in cui hai perso davvero la verginità. Il consiglio è quello di fare una visita ginecologica per vedere se tutto è a posto ed accertarti che non vi siano infiammazioni che riducono la tua lubrificazione vaginale.
Sarebbe anche una buona idea chiedere alla ginecologa qualche utile consiglio, adatto al tuo caso, sui metodi anticoncezionali più adeguati alla tua età ed alle tue abitudini.
Quanto alle richieste del tuo ragazzo sulla verginità, credo dovresti dire che in primis non è affar suo e che, in secondo luogo, dovrebbe informarsi sul fatto che non tutte le donne sanguinano alla prima penetrazione.
Un caro saluto.
Dr. Giuliana Proietti






