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Archivio Consulenza – 1

Archivio Consulenza online

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In questa pagina sono raccolte le lettere inviate ai Terapeuti della Clinica della Coppia dal 2010 a oggi e sono un patrimonio del Sito, in quanto affrontano le problematiche sessuali e di coppia tramite la viva voce dei diretti interessati.

 

consapevolezza e divertimento

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Clinica della Coppia

 

Lui le chiede un allontanamento

Buongiorno, innanzitutto la ringrazio in anticipo. Cercherò di essere sintetica e chiara. Ho bisogno di un suo parere su come comportarmi in questa circostanza. Sono stata 2 anni e mezzo col mio ragazzo, tutto filava liscio fino a quando una serie di circostanze mi hanno portato ad allontanarmi e ad essere confusa sui miei sentimenti per lui. Siamo stati in un limbo per due anni e quando ho capito che lo amavo siamo ritornati insieme. Dopo qualche mese però sono cominciati numerosissimi litigi che avvenivano una volta. Il lavoro che fa lo porta ad avere poco tempo libero (attacca alle 11 della mattina, stacca alle 16 e alle 17e30 fino alle 2 di notte..e un giorno libero a settimana) passava il tempo dormendo o con amici. Io chiedevo solo mezz’ora del suo tempo e se questo non avveniva allora era perché non aveva più la voglia di vedermi. Questo era il motivo del litigio che avveniva puntualmente ogni settimana. Cosa che non è da me essere una ragazza pesante e stressante, sono una persona molto comprensiva. Le mie parole per mesi e mesi gli hanno scaturito in lui ripensamenti su ciò che provava per me così mi ha detto che non sapeva più quello che provava e che voleva star solo. Dopo qualche settimana ha cambiato idea e ora vuole riprovare ma vedendoci pochissimo. E’ lunatico  a parole, a volte, sembra che l’amore sia svanito ma nei fatti, anche se non è più dolcissimo come un tempo, sembra preso. Lo avverto da come mi guarda e bacia. Mi chiama di sua spontanea volontà per raccontarmi cosa gli succede. Vorrei riconquistarlo, riaccendere l’amore ma non so come posso fare. Non vorrei essere stressante per portarlo ad allontanare ma allo stesso tempo voglio far qualcosa. Come devo comportarmi? Grazie mille!!!!!

Gentilissima,

Probabilmente, anche se lei non è una ragazza pesante e stressante, lui sente il bisogno di avere una maggiore libertà nella coppia. Forse questo tempo per sé gli occorre per rilassarsi dall’impegno lavorativo, forse vuole frequentare gli amici, forse desidera stare con la sua donna solo quando ne sente il desiderio, per non far scivolare il rapporto nella routine domestica, forse… Chissà? Non sappiamo quale sia la ragione ,ma in ogni caso, un modo c’è per cercare di ritrovare l’intesa su queste premesse: provi ad essere un po’ più distaccata, organizzi il suo tempo libero anche senza di lui, non gli chieda più niente, non si lamenti più.

Dopo un po’ di tempo, diciamo un paio di mesi, lei dovrà osservare il comportamento di lui: è cambiato? E’ più affettuoso? E’ più disponibile? Se si, ciò significa che è evidentemente questo che lui desiderava da lei. A questo punto lei dovrà guardare, naturalmente, anche dentro se stessa, per capire se questo ruolo un po’ da geisha è effettivamente nelle sue corde, oppure se vi si sente incompresa ed infelice, traendone le necessarie conseguenze.

Nell’ipotesi che anche lui non apparisse pienamente soddisfatto, malgrado il deciso cambiamento dei suoi comportamenti, se ne potrebbe concludere che la causa dell’infelicità di questo suo fidanzato non è in quello che le ha fin qui  dichiarato, ma dipende da altro. Da cosa? Questo è quello che dovrà scoprire, per poter cercare una soluzione.

Saluti e auguri.

Dr. Walter La Gatta

 

BENESSERE RELAZIONALE

Non servono grandi crisi per stare male in una relazione...

Intimità
“Non troviamo mai il momento per stare davvero insieme.”
Comunicazione
“Evito di dire cosa provo per paura di creare tensioni.”
Connessione
“Siamo diventati una squadra, non più una coppia.”
Distanza emotiva
“Parliamo solo di problemi, figli o cose da fare.”

Dare spazio a queste difficoltà non significa che la relazione sia finita. Significa scegliere di comprenderla prima che il silenzio diventi distanza.

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Non si sente apprezzata ed amata

Buongiorno,
Sono sposata da tre anni e mezzo ho un figlio di quattro anni. Mio marito non mi desidera e non capisco il motivo. In realta’ lo conosco da quattro anni ed e’ sempre stato cosi’ ( forse un po’ piu’ dolce i primi mesi…).

All’inizio pensavo di essere io la colpevole ( dato che abbiamo fatto tutto molto in fretta ; conosciuti ad Agosto , convivenza a Novembre e poi inizio gravidanza a febbraio, io ho avuto delle crisi….. ); poi giustificavo pensando che fosse difficile per lui una convivenza a 37 anni senza aver mai avuto altre storie importanti. Insomma trovavo tante giustificazioni .

Ora non capisco, va sempre peggio…. con l’aggiunta che mi riprende sempre per qualsiasi cosa ( soprattutto per la casa…., dice che non sono in grado di portare aventi una casa) . Mi sento umiliata come donna e anche poco attraente ( eppure ho dei corteggiatori al lavoro….).

Con il bambino lui e’ molto preciso e mi riprende se per caso una sera non gli faccio la doccia perche’ lo vedo assonnato…. non so che fare? mi sento io l’uomo e lui la donna.

Aggiungo che io lavoro su turni e lui spesso va all’estero per lavoro ( ma alla fine sta a casa di piu’ lui). Sbaglio qualcosa? Cosa posso fare? sono triste e vorrei cambiare la situazione….. in piu’ covo rancore verso di lui perche’ non mi sento apprezzata ed amata.

Gentilissima,

Penso che le esperienze precedenti contino poco, dal momento che anche le coppie più affiatate, che hanno una relazione da tanti anni, quando iniziano una convivenza provano sempre una certa difficoltà iniziale, che richiede un reciproco adattamento.

Andando a vivere insieme, infatti, si cambia stile di vita, si abbandonano gran parte delle vecchie abitudini e vi è la necessità di armonizzare i propri tempi e modi di fare con quelli dell’altro (il che non è sempre facile!).

Quanto alle critiche di suo marito per la casa, direi che se è lui a stare in casa più tempo di lei, dovrebbe essere lasciata forse a lui la gestione del menage familiare, compito che potrebbe svolgere con maggiore efficienza. Perché dovrebbe per forza farlo lei, se sta in casa meno di lui?

Quanto all’educazione di suo figlio direi che, a meno che non abbia giocato tutto il giorno con la terra e con i colori, non mi sembra vi sia la necessità assoluta di fargli la doccia tutte le sere (si può fare tranquillamente anche al mattino…), ma se suo marito desidera che sia alla sera, un punto di incontro potrebbe essere quello di fare la doccia al bambino prima di cena, prima che gli venga sonno.

Forse dovreste stabilire meglio le regole da dare alla vostra vita: quando le regole sono chiare infatti, i conflitti diminuiscono.

Infine, il desiderio sessuale di lui: è sicura che lei si ponga in questo periodo come una persona dolce e affettuosa, con cui suo marito possa trovare piacevole trascorrere il tempo? O il rancore che prova nei confronti di lui glielo impedisce?

Provi a sorridere di più, si renda più piacevole e disponibile e veda se cambia qualcosa. Se non cambia nulla, evidentemente la mancanza di intimità non dipende da lei.

Una terapia di coppia, in ogni caso, vi aiuterebbe molto.
La saluto, con molti auguri.

Dr. Giuliana Proietti

 

PSICOLO PSICOTERAPEUTA SESSUOLOGO

CDC

Desiderio sessuale e familiarità

Cara dottoressa,

sono sposato da 19 anni un matrimonio perfetto con i soliti alti e bassi ma ci siamo sempre amati tantissimo. Adesso è quasi un mese e mezzo che mia moglie dice di non sentire la scintilla per iniziare un rapporto a tipo un blocco mentale mentre per il resto va benissimo usciamo sempre insieme dormiamo abbracciati ci divertiamo qualsiasi cosa facciamo e regna una bella armonia in famiglia abbiamo anche due figli 17 e 13 anni. Quando parliamo di allontanarci un po stiamo malissimo entrambi. Cosa potrà essere questo momento così. Io massimo o 47 anni mia moglie 42.grazie

Gentilissimo,

Il desiderio sessuale, in un rapporto di lunga durata, può cambiare nel corso del tempo. E’ possibile che nella vostra bella coppia e bella famiglia ci si senta così vicini e uniti da aver perso quell’aura di incertezza e di mistero che accompagna le cose del sesso.

Purtroppo desiderio sessuale e familiarità non vanno d’accordo.

Il consiglio è quello di intraprendere una terapia di coppia, per cercare di ritrovarvi in una relazione che preveda non solo tempo per la famiglia, ma anche per la coppia e per i piaceri della sessualità.

Cordiali saluti.
Dr. Giuliana Proietti

 

Conferenza · 21 Febbraio 2026

Geografie interiori

Dr. Giuliana Proietti

Un incontro dedicato ai paesaggi emotivi, alle relazioni e alle trasformazioni interiori. Conclusioni e riflessioni finali.

 

Lei chiede tempo

Salve mi chiamo T. ho 26 anni e scrivo da Napoli.

Volevo un vostro parere su quella che è la mia attuale situazione sentimentale.

Circa 5 mesi fa ho conosciuto quella che attualmente da pochi giorni non è più la mia ragazza, lei si chiama L. e per provare a spiegare nel migliore dei modi la nostra relazione faro un breve excursus sulla sua vita passata.

Lei è stata 8 anni con un ragazzo, nel frattempo si è laureata, ha trovato un buon lavoro e ha sposato quello che poi per infedeltà non sua, diventerà il suo ex marito.

Quindi aveva una vita perfetta, lavoro, marito, avevano appena comprato una casa insieme insomma una vita lineare. Poi ha vissuto questo enorme trauma della separazione. Il marito ha preferito un’altra dopo tanto tempo e in una loro discussione lui disse a lei che se aveva tradito era anche per colpa sua.

Da quel preciso momento è nato in lei un profondo senso di colpa verso se stessa e la sua famiglia, per via del dolore che lei pensa di aver provocato ai genitori e anche se lei sa che non ha fatto nulla non riesce a perdonarsi.

Tornando a quella che è stata la nostra relazione posso dire che è stata breve, ma molto intensa condita da 2 mesi abbondanti di convivenza in cui si sono palesate tutte le sue problematiche, le ansie, le paure nell’affrontare un nuovo ciclo sentimentale con tutte le conseguenze del caso. Nonostante mi abbia detto più volte di non stare bene in questi mesi siamo sempre riusciti ad andare avanti.

La sua problematica e che alterna giorni dove dice ti amo a giorni dove mette tutto in discussione, fino a ieri quando ha deciso di troncare, almeno di provare a troncare, per risolvere i suoi problemi. Dice di non essere serena con se stessa e che è andata da uno psicologo il quale le ha detto che se non risolve prima tutti i suoi problemi personali non riuscirà ad avere mai una situazione sentimentale stabile. Lei non è serena.

Conclusione: Abbiamo deciso di separarci, ma di continuare a vederci come amici facendoci forza l’uno con l’altro, lei mi ha chiesto tempo per risolvere e capire i suoi problemi senza dover portare “il peso e le responsabilità” di una relazione, e sentendosi in colpa anche verso di me per comportamenti dovuti alle sue insicurezze.

Premetto che ultimamente  due sue amiche hanno passato brutti momenti per vari motivi e lei se ne è fatta carico, cercando di aiutarle, nonostante penso non ne sia in grado e questo ha influito molto sul suo umore.

Ora chiedo a voi esperti, una persona che dice di amarti il giorno prima e il giorno dopo ti lascia in preda alla disperazione come va aiutata? Dice che se non fa questo passo non ne verrà mai a capo.

Poi uno psicologo può portare un ragionamento simile?

Devo lasciarla andare? Le devo stare vicino? Non so proprio cosa fare.

Questi giorni iniziali che comportamento devo adottare verso una persona che ha questi problemi psicologici?

Grazie mille.

T. 

Gentilissimo,

Se questa ragazza si colpevolizza così tanto per la fine della storia con il suo ex, potremmo anche ipotizzare di non avere sufficienti informazioni per capire quelli che erano realmente i loro problemi, o forse di non conoscere in modo abbastanza approfondito alcuni vissuti precedenti della ragazza, che la portano oggi a vivere questa sindrome ansioso-depressiva.

In ogni caso, essere andata da uno psicologo per cercare di risolvere i suoi problemi e non aver tentato di farlo con il suo convivente mi sembra una scelta molto saggia, perché in una coppia sana nessuno può fare lo “psicologo” dell’altro/a.

Il discorso dello psicologo (se non risolve prima tutti i suoi problemi personali non riuscirà ad avere mai una situazione sentimentale stabile) è difficilmente interpretabile, anche se lascia pensare che i problemi della ragazza potrebbero non essere insorti a seguito della separazione dal marito, ma essere invece abbastanza stabili e profondi.

Non mi sembra una buona soluzione vedersi come amici, perché questo spegne definitivamente l’amore e la passione e, nello stesso tempo, non crea un vero rapporto di amicizia, visto che tra voi esiste anche una certa attrazione ed un sentimento diverso, che non può essere declassificato a comando.

Conclusione: se la ragazza chiede tempo, lei glielo dia, ma le chieda anche un limite a questo tempo, anche per motivarla a risolvere relativamente in fretta, in un senso o nell’altro.

Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

 

Sedute in presenza e online

Costi senza soprese

Clinica della Coppia

Non si sente in colpa

Sono una ragazza di 18 anni, scrivo ora perché sono tornata dall’incontro con due uomini, uno due ore prima, l’altro subito dopo. Il fatto é che non capisco come possa arrivare a tanto,  il primo ragazzo é il mio ex, un bravo ragazzo,  con il quale ho qualche incontro occasionale,  gli voglio un gran bene e anche lui lo stesso, c’e qualcosa che ci tiene legati e amore non é. Il secondo é tutto un’altra storia, il tipico “bello e stronzo”, mi prende tanto,  mi soddisfa pienamente, mi fa sentire bene … eppure ora sto nel letto, non c’e nulla che mi turbi, sono serena… é come se in quei due uomini avessi trovato tutto ciò che cerco in un uomo solo. Non capisco quale sia il mio problema, non capisco perché non riesca a dire di no, non capisco come ho fatto a fare sesso con due uomini in una sera…  mi sento Strana proprio perché non mi sento in colpa…  ah, c’e anche un altro ragazzo, fidanzato, con lui c’e una storia fatta di un legame unico. Una sorta di filo che in qualche modo ci riporta nuovamente a stare insieme… che ne pensate?  Cosa ho di sbagliato che non riesco a trovare un uomo e basta? Perché nella mia vita c’e sempre piu di un uomo? Aspetto una risposta, grazie in anticipo.

Gentilissima,

Probabilmente lei è una ragazza che ha bisogno di queste attenzioni maschili perché ha bisogno di continue conferme, che da sola non riesce a darsi, perché scarsa è la considerazione che ha di sé. Se questo fosse vero, evidentemente più uomini le producono più attenzioni e più gratificazioni e dunque per questo le è difficile dire di no.

Quanto all’assenza di sensi di colpa, vi possono essere varie motivazioni: lei potrebbe ad esempio guadare alla sessualità come a una cosa prettamente materiale, perché non crede nell’amore (e occorrerebbe capirne il motivo, anche andando ad indagare i suoi primi legami di attaccamento), oppure è possibile che lei abbia scoperto nel sesso il modo più pratico e più efficace per ottenere senza problemi le attenzioni che desidera, che evidentemente non riesce ad ottenere in altri campi o nelle relazioni non sessuali.
Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

Innamorata di un altro

Buona sera,
volevo chiederle un consiglio perché non so più come uscirne.
Sono una ragazza di 24 e il mio attuale ragazzo ne ha 26 e siamo fidanzati da 11 anni. Siamo sempre stati bene qualche litigio ma niente di grave. Lui mi adora e farebbe di tutto per me ma ultimamente sono io che non ho più voglia di fare nulla insieme.
Da qualche mese mi sono innamorata di un altra persona, ci sentiamo in ogni momento e capita di vedersi anche se so che è sbagliato.
Vorrei riuscire a prendere la decisione di lasciarlo ma ho paura di fargli troppo male e già lo sto facendo perché vede che non sono più me stessa. Oltre a lui c’è mia mamma che non so come la prenderebbe ci sono i suoi genitori che pensano che domani ci sposiamo, gli amici in comune. Non so più che fare ma non posso vivere così, in settimana per lavoro abbiamo una casa insieme da qualche anno e mi danno fastidio alcune cose come per esempio quando vuole coccolarmi o baciarmi e non è normale.
Spero che Lei possa darmi un consiglio,
Grazie mille

Gentilissima,

Mi sembra di capire che l’altro non rappresenti per lei un’alternativa al primo, ma semplicemente la presa di coscienza che il rapporto con il suo ragazzo sia ormai finito (almeno un certo tipo di rapporto: quello che comportava grande coinvolgimento e passione). A questo punto credo che lei dovrebbe evitare di continuare a illudere le persone che le sono intorno e, in primis, il suo ragazzo. Avere un momento di crisi, non sapere cosa fare, può capitare a tutti: l’importante è ammetterlo e comportarsi dignitosamente, anche per mantenere il rispetto verso se stessi. Se non ce la fa a parlare apertamente con il suo ragazzo di questo suo periodo di crisi, chieda una pausa o interrompa la relazione. Tenga però presente che anche gli innamoramenti vanno gestiti: nella vita di coppia infatti le tentazioni sono continue e non ci si può perdere ogni volta che si incontra una persona interessante…Specialmente se questa non rappresenta un’alternativa migliore al suo presente ed è una storia senza futuro.
Cordialmente,
Dr. Walter La Gatta

Sentirsi rifiutata

Buongiorno, sono una ragazza di 32 anni e convivo da circa 4 anni con un ragazzo della mia stessa età.

Vi scrivo perché da un po’ di tempo riscontro degli atteggiamenti suoi che mi fanno stare male…mi spiego meglio…lui non e’ mai stato un gran sentimentale e nemmeno uno molto affettuoso fisicamente..e’ il suo carattere..ma so che mi ama perché me lo dimostra in mille altri modi…

il problema però è’ che non sa farmi sentire desiderata…facciamo l’amore una volta a settimana ma perché spesso sono io a prendere l’iniziativa…

si infastidisce se giocando,lo tocco con malizia…non mi bacia appassionatamente da diverso tempo e se lo faccio io,si asciuga frettolosamente le labbra..molto raramente mi fa un complimento e anzi mi fa notare i miei difetti fisici…

spesso tutto ciò mi fa sentire rifiutata e frustrata…non mi sento attraente per lui…mi capita spesso di sognare di fare l’amore appassionatamente con lui o di avere le attenzioni di altri uomini…

ho paura che a lungo andare questa situazione possa gravemente rovinare il nostro rapporto…ho davvero paura perché lo amo tantissimo e naturalmente non voglio perderlo ne’ risultare una rompiscatole….ho provato a parlargliene e ogni volta si sente attaccato e finiamo per litigare,…

so che quando si vive insieme,la passione può affievolirsi ma l’essere rifiutata mi fa pensare che forse non si sente abbastanza coinvolto….voi cosa ne pensate?!grazie

Gentilissima,

Mi sembra che lei se la prenda con lui, ma non abbia  ancora messo in discussione se stessa. Prima di dire che lui è ultimamente poco appassionato, ecc. ecc. lei dovrebbe chiedersi: sono una persona ancora attraente per lui? Sono in forma? Ho abbastanza cura del mio corpo (igiene generale, igiene intima, abbigliamento, abbigliamento intimo, cura dei capelli, del viso, del corpo, ecc.)? Il mio alito è sempre fresco e profumato? Quando vado a letto ci vado con il mio miglior pigiama o con la tuta da ginnastica che ho indossato tutto il giorno? Mi mostro interessata alla sessualità? Creo (o non rifiuto) occasioni per stare insieme in intimità?

Dopo aver fatto questa impietosa indagine sul suo modo di essere e di apparire, se c’è qualcosa da migliorare, si adoperi al più presto per farlo. Se invece tutto è stato curato alla perfezione, lei si sente sicura di se stessa, ma lui continua a manifestare i problemi che ha descritto nella mail, allora il problema riguarda decisamente lui.

Troppa pornografia e troppo autoerotismo? Un’altra persona cui pensa? Problemi che riguardano il lavoro?  Provi ad aprire una discussione aperta con lui, per capire se c’è qualcosa che lo preoccupa o gli toglie la voglia di fare sesso. Gli parli inoltre senza vergogna della sua difficoltà a sentirsi così rifiutata negli ultimi tempi e cerchi, insieme a lui, di trovare soluzioni (nell’organizzazione del tempo, nel modo di fare l’amore, ecc.).

Infine, come sempre, se non riuscite a trovare soluzioni, la cosa migliore è tentare una terapia di coppia.

Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti

 

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Clinica della Coppia

 

Un desiderio gay molto forte

Sono uno uomo di 30 anni, felicemente convivente con una donna di 27 anni. Da quando ho 18 anni, circa, ho un desiderio molto forte di avere un rapporto sessuale completo con un uomo. Desidero mai concretizzato. In particolare, vorrei un rapporto in cui io sono quello “passivo ” (mi si passi il termine). Per completezza di informazione, aggiungo che non ho avuto un’infanzia travagliata nè qualche particolare trauma. In realtà non mi sento neanche attratto, esteticamente, dagli uomini. Il mio è solo un forte desiderio di essere posseduto da un altro uomo. Sono consapevole che la realtà potrebbe tradire le aspettative del desiderio. Tuttavia le chiedo se non ritiene possibile che continuare a frustrare questa mia fantasia sia peggiore di una realtà, concretizzata, non completamente combaciante con il desiderio. Grazie.

Gentilissimo,

Naturalmente questa è una decisione che deve prendere lei e nessuno le potrà mai dire se è meglio frustrare la fantasia o sperimentare la realtà. L’unica cosa che le posso dire, come sessuologo, è che le fantasie sessuali sono spesso diverse da ciò che da realmente piacere in un rapporto. Per farle un esempio, molte donne fanno, durante il sesso, la fantasia di essere violentate da uno sconosciuto, ma sicuramente essere violentate da uno sconosciuto nella realtà è per loro tutt’altro che eccitante. La stessa cosa potrebbe essere nel suo caso. Naturalmente, come le dicevo, la scelta ultima spetta a lei.

Dr. Walter La Gatta

No alcol, no sesso

Buongiorno Dott.ssa
le scrivo per un problema che rischia di guastare la relazione molto bella che sto vivendo con il mio fidanzato.Abbiamo entrambi 37 anni e stiamo insieme da 7 mesi.Essendoci casi di alcolismo patologico nella storia recente della mia famiglia(sia nella linea paterna che materna) e essendomi resa conta di essere consumatrice abituale di alcol anche nell’ordine delle 2\3 consumazioni per occasione di consumo, capitandomi di bere anche a pranzo durante i week-end, 2 mesi fa ho deciso di diventare astemia, per precauzione.
La soddisfazione di esserci riuscita senza grossi contraccolpi è stata guastata dalla constazione immediata che nello stesso momento in cui ho smesso di consumare alcolici , il mio desiderio sessuale ha avuto un crollo vertiginoso fino a scomparire del tutto nelle ultime settimane.Io e lui abitiamo in due città diverse e ci vediamo solo il week end quindi mi invento scuse o organizzo mille attività di modo da evitare di restare da soli. In 2 mesi abbiamo avuto solo 3 rapporti e mi sono sforzata ad averli perchè non sapevo più cosa inventarmi.Debbo anche dire che negli ultimi due week end lui non ha neppure più cercato di approcciarmi forse già immaginando di non trovare corrispondenza da parte mia.Il che se da un lato mi ha fatto tirare un sospiro di sollievo dall’altro ha aumentato la mia preoccupazione che fra noi, nell’intimità, si alzi un muro destinato a durare finchè lui non comincerà a cercare in qualcun’altra quello che non gli sto dando.
Non ho dubbi nel ricondurre questo stato di apatia sessuale all’astinenza da alcol ( di cui tra l’altro non sento la mancanza!) perchè sono iniziati praticamente insieme.Cosa ne pensa? C’è qualcosa che posso fare? Aggiungo che godo di salute, sono in buona forma fisica e non soffro di alcuna patologia.
La prego mi aiuti…sono davvero preoccupata e mi vergogno molto.

Gentilissima,

Partirei dalla constatazione che lei ha fatto benissimo a smettere di bere (non ne spiego le ragioni, perché penso sia superfluo). La mancanza di desiderio sessuale tuttavia non può, a mio parere, essere imputata direttamente all’astinenza da alcol. Sebbene lei abbia notato che le due cose siano iniziate praticamente insieme, io non concluderei che l’alcol le toglie il desiderio sessuale, quanto il fatto che lei non prova desiderio sessuale per questa persona e che, per farselo venire, aveva necessità di bere.

Infatti, sebbene molte persone usino l’alcol come stimolante prima di un rapporto sessuale, esso non è affatto una conditio sine qua non per provare il desiderio.  Al contrario, molte persone che soffrono di inibizioni, temono probabili disfunzioni sessuali, non hanno una buona vita intima, temono il giudizio dell’altro, si sentono inadeguate al rapporto ecc. ecc. usano l’alcol per avere una sorta di “aiutino”. (Che poi, si sa, a parte i primi momenti, peggiora la prestazione sessuale e non la migliora affatto…)

Rifletterei dunque in primis su questa ultima possibilità, se non altro per escluderla.
Se così non fosse, ne parlerei con un sessuologo per comprendere le cause del problema.
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

Cosa fare per non lasciarsi

Buonasera, dopo otto anni di convivenza purtroppo ci troviamo in crisi, distanti, stanchi, senza più complicità. Ho conosciuto il mio compagno alla fine di un matrimonio lungo ed iniziato decisamente troppo giovani, è nata prima una relazione travolgente sia mentalmente che sessualmente, subito dopo una convivenza che oramai dura da otto anni. Purtroppo abbiamo attraversato da subito gravi difficoltà economiche che hanno reso tutto molto complicato, per diversi anni ho lavorato soltanto io e lui ha attraversato momenti di grave depressione mentre io subivo enormi stress. Oggi economicamente ci siamo risollevati e lavoriamo entrambi ma sembra che il nostro rapporto sia rimasto sfinito dalle difficoltà che abbiamo attraversato. Lui ha dieci anni più di me e da 1 anno soffre purtroppo di problemi alla prostata che impediscono una vita sessuale normale. Ci siamo confrontati e lui sostiene di non essere felice in questo momento ma di voler provare a ricostruire il rapporto, io mi sento così delusa e abbattuta da rasentare l’inerzia emotiva.  Non mi sento pronta ne propensa ad una rottura ma non so dove trovare l’energia per ricostruire, non saprei da dove iniziare. Avrei davvero bisogno di un consiglio.
Grazie

Gentilissima,

Il suo caso è quello tipico delle coppie che si rivolgono ad un terapeuta. E’ questo infatti l’unico modo per evitare la rottura, provare a ricostruire il rapporto, trovare l’energia per ricostruire, sentirsi compresi, sostenuti e indirizzati in questo difficile lavoro. Si rivolga ad uno psicoterapeuta-sessuologo e, nel caso non si dovesse trovare bene, cambi professionista senza farsi problemi: non è possibile gettare tutto al vento solo perché ci si è imbattuti nella persona sbagliata!

Buone cose e buon lavoro.

Dr. Giuliana Proietti

Problema di eiaculazione precoce

Buongiorno, le scrivo per esporle un problema che mi affligge da diverso tempo.
Sono un ragazzo di quasi 25 anni e ho una relazione stabile da quasi un anno, durante la quale ho avuto le mie prime esperienze sessuali. Le occasioni sono state rade in quanto viviamo lontani e riusciamo a passare insieme prevalentemente solo il week end, tuttavia nella quasi totalità delle volte ho sofferto di eiaculazione precoce. Ciò avviene generalmente dopo i primissimi minuti di penetrazione e saltuariamente anche col sesso orale, ho provato anche ad indossare dei preservativi ritardanti ma non mi hanno aiutato.
Non uso preservativi per i rapporti in quanto usa lei altre forme di contraccezione e quando li ho provati perdevo l’erezione in breve tempo, cosa che invece non succede mai in altri casi e mi è anche fin troppo facile avere un’erezione, anche involontariamente.
Ci sono state poche volte in cui il problema non si è presentato ed il rapporto è durato parecchio ed in modo soddisfacente, però senza apparenti motivazioni precise, l’unica cosa che posso ricordare di una di quelle volte è che nella stanza non c’era un buon odore e ciò mi bloccava.
La situazione è diventata gravosa, in quanto non riesco ad apprezzare quei momenti né a rendere appagata la mia compagna.
La ringrazio per l’attenzione,
Luca

Gentilissimo,

La sua eiaculazione precoce dipende molto probabilmente dall’ansia da prestazione, data la sua ancora scarsa esperienza. Un’altra ragione potrebbe essere data dallo stato di eccessiva eccitazione, vista la rarità dei rapporti. Potrebbe ricorrere all’autoerotismo prima del giorno in cui prevede rapporti, oppure non preoccuparsi di come va il primo rapporto e concentrarsi invece sul secondo (ecc.). Prima di rinunciare al preservativo inoltre, ne provi diverse marche, per vedere se ne trova uno che faccia al suo caso; le suggerisco anche di cercare di rendere giocoso il momento in cui lo indossa, per evitare che questo sia un momento di disagio e di perdita dell’erotismo per entrambi. Per provare meno sensi di colpa nei confronti della sua compagna arricchisca il tempo dei preliminari. Vedrà che col tempo, con un po’ di esperienza in più e con un rapporto più stabile, il problema si risolverà da solo.

Saluti cordiali.

Dr. Walter La Gatta

Mi ritengo malato

Mi ritengo malato, ho bisogno di aiuto, non riesco a vivere con un pensiero cos’ì assillante nella testa, non riesco a capire cosa  mi stia succedendo e come mai il mio cervello elabora fantasie così trasgressive e contorte. Vi spiego tutto cercando di riassumere il più possibile la mia complicata situazione: ho 34 anni, sono sposato da 5 anni dopo molti anni di fidanzamento e ho due bimbi piccoli. Siamo cresciuti insieme fin da bambini e lei è stata l’unica storia seria della mia vita, con lei e unicamente con lei ho avuto le mie esperienze sessuali e non ho avuto rapporti con altre donne. Avevavamo solo 17 anni quando ci siamo fidanzati e abbiamo sempre vissuto da fidanzatini tralasciando nel tempo la vita sociale con amici e le varie goliardiate che si fanno a quell’età. Ad oggi  amo mia moglie per quello che fa per la famiglia, in particolare per i bimbi ma non più l’apprezzo per ciò che dovrebbe fare per me. Sono dimenticato, messo non in secondo ma in terzo piano, la nostra vita sessuale è morta, le attenzioni per me svanite totalmente e nonostante abbia parlato con lei del mio disagio la situazione non migliora. Ho provato senza successo a rianimare il nostro rapporto, con viaggi, sorprese e cenette romantiche ma lei non ha apprezzato come avrei voluto, la cosa nasceva e moriva li ed era totalemte a senso unico. Capisco che la vita famigliare da quando abbiamo i figli sia cambiata drasticamente ma ripeto, ad oggi non esisto più, servo solo come papà nonostante faccia fatica a stare con i miei figli visto che dopo poco che sono con loro vivo stati ansiosi. In passato infatti sono stato tanti anni in cura per i miei stati d’ansia e di panico e adesso ne sto uscendo fuori ma spesso richiamato dalle responsabilità e doveri familiari  torno a riviverli. Vivo la vita familiare sempre in affanno, non sono abituato a correre a mille dalla mattina alla sera ma inevitabilmente da quando ci sono i miei figli è sempre così, la sera arriviamo a letto distrutti e non c’è tempo per  me e mia moglie né di fare l’amore né di avere un dialogo costruttivo, si parla sempre di figli e lavoro e appena i bimbi dormono  si desidera entrambi di dormire e riposare pure noi. La situazione ha portato inevitabilmente a un nostro allontanamento, ognuno fa la propria vita ritagliandosi pochi minuti per i propri interessi, sembra che non abbiamo più niente da condividere insieme, niente da raccontarci se non caricarci addosso responsabilità e i nostri malesseri e problemi quotidiani. Il nostro rapporto è diventato nervoso e fastidioso. A peggiorare le cose già in declino ci sta il fatto che la situazione mi ha portato a  innamorarmi di un’altra ragazza, un amica che mi è sempre piaciuta, pure mia moglie lo sa ma rimane indifferente. Mi piace fisicamente e con lei avrei voglia di riniziare da zero, di sentirmi di nuovo libero di innamorarmi, di rivivere qualche sentimento, di corteggiarla, avere con lei un attrazione e intesa sessuale che con mia moglie non c’è più da tempo, avrei voglia di scappare con lei in un isola deserta, parlare e fare l’amore tutto il giorno, avrei voglia di mettere pepe alla situazione, avrei voglia di cercare di nuovo qualcosa di complicato da dover gestire, di far qualcosa che moralemente non si può fare, insomma avrei voglia di risentirmi di nuovo vivo.

So che con due figli e un matrimonio non dovrei neppure pensarci e proprio questo mi fa star male, sono sempre stato considewrato da tutti un bravo ragazzo, anche troppo perfezionista e attacato alle regole e alla morale e per questo la mia parte razionale mi riporta alla mia classica vita quotidiana cioè a fare il marito e il papà; ma poi appena rivivo il mio disagio quotidiano ripenso a lei, mi creo film in testa e navigo con la fantasia sempre con lei. Raccontare tutto questo a mia moglie non è servito a niente, nulla è cambiato e io mi sento sempre più insoddisfatto soprattuto sotto la sfera sessuale alla quale ho sempre dato molta importanza e mi sono sentito sempre carente e indietro rispetto a un ragazzo normale per le mie poche esperienze. Provo disagio e insoddisfazione, ma merita mandare a monte un matrimonio e un rapporto con due figli per tornare a sentirmi giovane e riessere un ragazzino innamorato e provare a creare una nuova storia d’amore altrove?

Grazie per il suo consiglio, spero di poter uscire da questa complessa situazione di insoddisfazione.

Gentilissimo,

Quando si hanno figli piccoli e quando la storia di coppia è di lunga durata è inevitabile che si vivano situazioni come quelle che lei descrive.

Quello che appare strano in tutta questa storia è il comportamento di sua moglie. Infatti, si può cercare di uscire da questo stile di vita così poco soddisfacente con un po’ di buona volontà, cercando di rinnovare la propria vita di coppia attraverso distrazioni e modi di stare insieme che escano un po’ dalla routine.

Invece, sua moglie sembra disinteressata a tutti i suoi tentativi, non ha più interesse sessuale, lei le ha addirittura confidato di essersi innamorato di un’altra donna e lei non si è neanche arrabbiata; anzi, è rimasta indifferente…

Non ho elementi per poterlo dire, ma quello che mi viene da pensare è che sua moglie stia molto peggio di lei. Forse ha perso completamente la speranza, forse è delusa del vostro rapporto, forse è anche lei innamorata di un altro… Non saprei, però è strano che una donna con due figli piccoli si comporti in questo modo, specialmente se il marito le manda segnali gravi, come quelli da lei inviati.

Le sue fantasie di fuga dalla realtà del resto non mi sembrano molto utili: il problema non riguarda sua moglie, ma la routine e le responsabilità di cui vi siete caricati. Succederebbe la stessa cosa anche con la persona che lei sta idealizzando, se con lei avesse due figli piccoli e poco tempo da condividere.

Il suggerimento quindi è quello di consultare un terapeuta della coppia, per farvi aiutare. Se per qualche ragione ciò non fosse possibile, credo che la cosa più efficace che lei possa fare è quella di cercare di ritrovare sua moglie, chiedendole se è felice e se c’è qualcosa che potrebbe essere migliorato nel vostro rapporto. Provi ad ascoltarla, le chieda come sta, cerchi per un attimo di uscire dalla costante ed ossessiva considerazione dei suoi bisogni e dei suoi problemi. Provi a capire cosa non va per lei, se c’è qualcosa che lei stesso potrebbe fare per farla sentire più serena (aiutare in casa? occuparsi di più dei figli?).

Avrà infatti capito il mio ragionamento:  in una coppia non si può essere felici da soli; occorre essere in due. Lei non è malato, malato è il vostro rapporto di coppia.

Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

 

Festival della Coppia · 2024 Campobasso

La prospettiva maschile sul Cat Calling

Dr. Walter La Gatta

La molestia sulle donne. Dove si trova il confine tra complimento e molestia?

I tormenti di una giovane coppia

Salve, vorrei il parere di un esperto in merito al mio rapporto di coppia.
Stiamo insieme da un anno e qualche mese ed abbiamo già avuto una pausa dopo i primi tre mesi perché ero pesante, continuamente in ansia per gli esami, ecc. Gli ho concesso questa pausa senza mai scrivergli, chiamarlo, in modo da lasciargli il suo spazio. Vedeva di me solo le foto che pubblicamente postavo sui social. È tornato dicendo di aver visto una persona forte, che aveva compreso i problemi. E li avevo compresi davvero! Tuttavia ho avuto vari periodi difficili. Test di medicina non passato e pressioni dai miei, ansia per gli esami, ansia per il ciclo quando ritardava ed in più un lutto in famiglia. A tutto questo, va aggiunto il fatto che i miei non vedono bene la famiglia di lui, e per un anno ci hanno limitato parecchio con orari molto rigidi e potevo stare fuori casa solo un tot ore. Io, purtroppo, ho preso la patente da poco e non posso andare dal mio ragazzo che dista da me circa 20 min di macchina. E quindi è sempre lui a venire. Io ho provato alcune volte a prendere il treno di nascosto, ma sono state veramente poche le volte in cui l’ho preso.
Ieri abbiamo litigato su questi problemi dati dai miei genitori e lui li ha definiti con espressioni poco gentili ed io me la son presa molto fino a che non siamo giunti a lui che dice che è stanco e che vuole lasciarsi. L’ho convinto a non lasciarci per ora, ma sento che devo fare qualcosa per il rapporto.
Attendo risposta,
Grazie, buona giornata.

Gentilissima,

Il problema delle famiglie che non si piacciono è un classico, a partire dalla storia di Giulietta e Romeo. Come i due personaggi shakespeariani tuttavia, voi avete la possibilità di ribellarvi al volere delle vostre famiglie e di affermare il diritto ad amarvi e a stare insieme. Il rovescio della medaglia è che, per fare questo, dovete quanto prima rendervi indipendenti, perché ovviamente non si può fare ciò che si desidera mentre si rimane nella casa dei genitori. Quello che c’è da fare per il rapporto è esattamente questo:

1) Chiedersi se i genitori hanno questo atteggiamento per partito preso, per pregiudizi, per cattive informazioni, ecc. oppure hanno ragione nel vedere in questo ragazzo e in questa famiglia qualcosa che non va per la vostra felicità e per il vostro futuro (e se hanno ragione, non c’è nulla da aggiungere, bisogna agire di conseguenza);

2) Nel caso i genitori fossero in errore, portare loro le prove dell’errore, cercare di convincerli a cambiare posizione, possibilmente con atteggiamenti diplomatici e non di scontro frontale;

3) Se non c’è nulla da fare con i genitori, perché non si muovono dalle loro posizioni, ma voi volete restare insieme perché capite che questo è il vostro bene, non resta che trovarsi un lavoro, andarsene da casa, e iniziare una vita adulta, con tutti i sacrifici e le rinunce che essa comporta, ma anche le libertà e l’autodeterminazione;

4) Non ve la sentite di fare una scelta così estrema? Allora si vede che voi stessi non scommettereste un euro sul vostro futuro, oppure non volete rinunciare alle vostre comodità. In questo caso lasciarsi sarebbe molto probabilmente la scelta migliore.

Buona vita.

Dr. Giuliana Proietti

Vorrebbe tornare con l’ex fidanzato

Salve la contatto in merito ad un aiuto.
ho conosciuto il mio ex fidanzato un anno fa, tramite degli amici in comune, tra di noi subito è nato un bellissimo dialogo, abbiamo trascorso la maggior parte della serata a parlare senza mai smettere, poi siamo usciti diverse volte insieme ma in una semplice amicizia, anche se io a lui gli sono piaciuta fin dal primo giorno…però lui piano piano si distaccava perché temeva in un mio no, perché io non gli davo modo di pensare se mi piaceva o meno, siccome ebbi una forte delusione precedente, però poi piano piano qualcosa in me è nato, non capivo ancora se guardarlo come amico o come una persona che mi interessava..

Intanto i giorni  passavano e noi ci sentivamo sempre, anche se litigavamo lo stesso come amici. Ma ci ritrovavamo sempre perché avevamo molte cose in comune. Poi un giorno lui mi baciò ma non gli diede molto peso infatti ci rimasi male tanto da piangere e ne parlammo e litigammo, non ci sentimmo per un po’ finchè non ci riavvicinammo e decidemmo di provarci come fidanzati, stavamo bene eravamo molto complici, infatti facevamo e dicevamo le stesse cose, avevamo le medesime passioni, lui mi fece conoscere la sua famiglia ed io la mia.

Nonostante queste complicità lui aveva un periodo di distacco, perché vedeva che io stavo più avanti rispetto a lui e lui temeva che le cose non sarebbero cambiate, ed era preoccupato per un eventuale futuro, insomma non viveva serenamente il presente partiva sempre con le mani avanti per non farsi del male, ( anche lui ebbe una forte delusione) da quel giorno credo che si porta con sé la delusione e non si lascia libero anzi si chiude a volte e ha bisogno dei momenti di non sentire e vedere nessuno, tanto che a me diceva non sempre mi manchi, con tutto ciò non l’ho lasciato mai solo, perché volevo aiutarlo e stargli vicino e fargli capire che doveva liberarsi da ogni eventuale problema, mi confidò anche che lui mi vedeva più bella di lui ( quando eravamo amici) e che quindi non mi sarei mai fidanzata con lui, invece è successo che mi sono innamorata di lei, mentre lui ha deciso di lasciarmi, perché dice che non è ancora innamorato…

Abbiamo litigato spesso lo ammetto, però poi abbiamo sempre provato ma le sue preoccupazioni o non so cosa, lo tormentavano. Lui ha sempre detto che sono perfetta perché non l’ho mai oppresso e gli ho dato sempre spazio senza invadere il suo mondo, ma quando ha fatto la sua scelta ha detto che non riesce a condividere ancora le sue cose con una figura, rischiando di non recargli molto tempo. Io sono dispiaciuta perché mi manca molto, ho lottato fino alla fine, forse ho corso un po’ troppo, ma purtroppo quando mi affeziono metto sempre l’anima in ogni cosa che dico e che faccio, ma a quanto pare a volte è meglio evitare. Io ho provato a contattarlo ma senza risultato di ritorno, sono stata un mese senza sentirlo e poi l’ho contattato. Vorrei poter tornare con lui e vorrei tanto farlo riavvicinare. Spero in un vostro aiuto o consiglio
Grazie Anticipatamente

Gentilissima,

Sintetizzando, la vostra storia è andata così: all’inizio eravate solo amici, lei non provava niente per lui oltre l’amicizia, lui invece si sentiva attratto da lei e temeva un suo no; per questo si stava distaccando. Poi, a quanto pare, vi siete fidanzati ufficialmente, ma lui non era soddisfatto del vostro rapporto perché si sentiva inferiore a lei e temeva di poterla perdere in futuro, per cui non voleva impegnarsi più di tanto. A questo punto lui ha rotto la relazione, ma lei si sente ancora innamorata e vorrebbe farlo tornare da lei. Che consiglio le si può dare? Direi che se lui non si mostra interessato non c’è nulla che lei possa fare per riconquistarlo, anche perché, da quanto lei racconta, lei ha fatto già di tutto per stargli vicino e portarlo a credere nel vostro rapporto, perfino “correndo troppo”.

A questo punto le consiglierei di non pensarci più, perché per essere una bella coppia bisogna crederci entrambi in quello che si sta costruendo.

Se, nel tempo, e in perfetta autonomia, il suo ex dovesse ripensarci, sarà lei a decidere cosa fare di questa proposta di riavvicinamento, nel caso sia ancora libera e non abbia individuato altri ragazzi interessanti all’orizzonte, magari senza tanti problemi e complessi di inferiorità.

Buona vita.

Dr. Walter La Gatta

Problema di coppia

Salve dottori volevo chiedere se era possibile avere consulenza su un problema di coppia.
In sostanza dopo un periodo di forte stress da parte di entrambi ci allontaniamo  interrompendo quasi.i contatti.
Dopodiché ci sentiamo e vediamo una volta e litighiamo e tronchiamo i rapporti senza.Però lasciarci. Lei mi scrive invitando me e la mia famiglia alla sua laurea. Arriva il giorno e passiamo una meravigliosa giornata assieme dove lei mi dice da parte che è stata bene sola poi cambia e dice aveva bisogno di me.

Due giorni dopo mi chiede un incontro e mi comunica non vuole portare avanti la relazione e preferisce chiudere.aggiungo che è stata un po paradossale l’incontro in quanto non sembrava fare sul serio e io non sembravo prenderla sul serio.concludiamo con un aperitivo come non fosse successo nulla.

In seguito non la contatto e due giorni dopo gli chiedo di vederci un minuto da lei con ub pretesto.
Vado e le.do un uovo con dentro un biglietto con scritto voglio sposarla.
Appena mi vede è fredda e distaccata e mi guarda con un espressione quasi di odio e non vuole aprire l’uovo.la convinco e quando legge cambia espressione e si illuminano gli occhi e dice che non sa dirmi ne un si e nemmeno un no.,alche la saluto con un sorriso e vado.

Da allora sono sparito e ho provato a tastare terrebo ma lei ha avuto due fasi di chiusura totale e riavvicinamento.l’ultima volta si è riavvicinata lei  con sms e cosi per qualche giorno tutto sembrava quasi appannato.
Ma di colpo la chiusura definitiva(ho saputo poi la famiglia gli ha imposto la cosa perché voleva che prendesse le cose sul serio e quindi o te lo sposi o.cmq decidi di viverci oppure chiudi ogni rapporto)
L’ho invitata pochi giorni dopo a passare il mio compleanno assieme ma ha rifiutat.

Io non ho risposto e lei mi ha scritto per il compleanno con un msg di auguri amichevole al quale ho risposto con un grazie mille.

Da allora e fino a ieri più nessun contatto di .nessun tipo.

Io ho riflettuto in questo tempo di non contatto e penso sia la donna della mia vita .
Ieri mattina gli ho chiesto come andava la ricerca del lavoro dopo gli studi e lei mi ha subito risposto e poi ha detto che ovunque ci sono cose che gli ricordano me e poi ha ricordato i bei momenti al mare passati l anno scorso e ha aggiunto che almeno abbiamo beu ricordi.
I.somma è stata carina .

Il mio quesito è questo ,sembra anche lei provi ancira qualcosa di forte.

Come.devo comportarmi ora per farla tornare da me?

Aggiungo che lei è molto sensibile e spesso indecisa fragile e a volte ha poca autostima.

Non vorrei forzare la mano e farla allontanare di nuovo.
Dopo le battute di   msg io non ho detto mi manca o cose del genere solo ho confermato erano bei momenti anche x me e anch’io conservi solo bei ricordi.
Quindi l’ho salutata augurandole buona giornata.

Grazie mille per la vostra attenzione

Gentilissimo,

Ricostruendo e sintetizzando, recentemente avete avuto un periodo di distacco, in cui la sua ragazza si è preparata per l’esame di laurea (e quindi, forse per questa ragione, la solitudine non sembra esserle pesata più di tanto). Poi si è laureata, e lei è stato invitato, insieme alla sua famiglia (segno di interesse, di stima e di desiderio di condivisione di questa importante giornata).

Pochi giorni dopo però la ragazza le comunica che vuole chiudere, e lei sembra accettare. Invece, due giorni dopo si presenta a lei con una proposta di matrimonio. Lei si mostra indecisa, al che lei non commenta nulla, non dice nulla: sorride e se ne va. Qualche altra prova di riavvicinamento, poi interviene la famiglia di lei, che chiede un si o un no. La ragazza quindi sembra scegliere il no, tanto che non viene neanche al suo compleanno. Dopo un periodo di silenzio la sua ex le fa sapere tuttavia che conserva dei bei ricordi trascorsi insieme al mare; lei conferma, ma non aggiunge altro, non le dice neanche che le manca un po’, che la ama, che vuole vivere con lei… Nulla.

Per tutto ciò, credo che nella vostra relazione vi sia un forte problema di comunicazione. Mi sembra che lei nei momenti importanti non sappia cosa dire o cosa fare, ed invece si preoccupa della fragilità di lei, e della sua mancanza di autostima. Lei stesso è poco deciso, sia quando si parla di lasciarsi (quando cioè non la prende sul serio e chiude tutto con un aperitivo), sia quando le fa la proposta di nozze dentro l’uovo di Pasqua (tanta attenzione per la scenografia ma poi, quando la ragazza le dice che è insicura, lei non fa nulla per convincerla, o per dimostrarle che quella sarebbe la scelta migliore).

A mio avviso, dunque,  lei  dovrebbe migliorare molto il suo modo di comunicare ed imparare ad essere più assertivo. Se questa è la donna della sua vita, eviti di lanciare il sasso e poi ritirare la mano: cerchi di spiegarsi meglio, le racconti dei suoi progetti matrimoniali, di cosa vorrebbe fare con lei.

Probabilmente la famiglia è intervenuta perché si è resa conto che nessuno di voi due ha le idee chiare e perché, andando avanti così, con questo tira e molla, rischiate di diventare anziani, senza concludere nulla. Forse non hanno tutti i torti.

Dr. Walter La Gatta

 

Festival della Coppia · 2023 Falconara Marittima

Relazione su NME

Non Monogamia Etica

Dr. Giuliana Proietti

Nuove forme di relazione di coppia e modelli affettivi contemporanei.

Fine di un amore

Salve, sono una ragazza di 19 anni, e sono stata lasciata dal mio ex ragazzo da almeno un mese. Ho bisogno di un consulto.. mi scuso per la lunghezza del messaggio. Io credo di aver capito cosa ha portato il mio ex ad allontanarsi da me, e sento anche di aver accettato questa situazione o almeno di essermici abituata. Ho provato anche ad individuare le mie colpe ma so che in fondo non dovrei incolparmi di nulla perchè nessuno è perfetto e in un rapporto ci si dovrebbe amare incondizionatamente. Eravamo una bella coppia, siamo stati 3 anni insieme, c’era feeling, passione, intrigo, voglia di parlarsi e passare il tempo insieme, avevamo interessi comuni e anche amicizie comuni.. ci completavamo.

Durante questo periodo di solitudine però ho avuto l’occasione di riflettere e di maturare e ho capito che forse la nostra relazione non era così perfetta come sembrava, l’ultima anno è stato un pò travagliato. Nonostante i litigi non fossero così frequenti, e l’amore che vedevo io era molto più forte di qualsiasi problema di incompatibilità, di tanto in tanto tra me e il mio ex si venivano a creare delle situazioni di forte contrasto dovute alla mia (secondo lui) pesantezza riguardo certe situazioni e la sua (secondo me) superficialità. Detto in parole povere io me la prendevo per qualche suo atteggiamento scorretto nei miei confronti (anche se ammetto che qualche volta forse ho esagerato ma non ero lucida come lo sono adesso) e lui invece di cercare la riconciliazione o il chiarimento preferiva etichettarmi direttamente come la pesante della situazione. Io credo che a lungo andare queste situazioni abbiano mutato i suoi sentimenti e le sue considerazioni nei miei riguardi, che abbia incominciato un po a stancarsi della relazione e in più a desiderare di cambiare aria e trasformare la sua vita in qualche modo per cercare nuovi stimoli.

Ci sono stati alcuni tira e molla prima di lasciarci definitivamente in uno dei quali, preso dalla rabbia e dall’agitazione il mio ex ha ammesso di non tollerare più la relazione, che non gli piacevano più i miei modi di fare, il mio modo di pensare e che secondo lui ero “confusa” ferendomi profondamente.. nonostante ciò la mancanza e la voglia di stare insieme continuava ad esserci e io ho sempre dimenticato tutto quello che mi diceva perchè l’unica cosa che volevo era stare con lui (e forse solo ora mi rendo conto di essere stata troppo ingenua).
Tornavamo insieme cercando di migliorarci e lui talvolta mi chiedeva di fargli notare i suoi sbagli come se avesse buona volontà e voglia di sanare il rapporto, riprendevamo quindi le nostre belle abitudini, a condividere i bei momenti insieme, gli interessi etc, e i momenti di passione non mancavano.

La rottura definitiva è avvenuta dopo un litigio che ha cambiato il suo umore per tutta la giornata, come se le sue insicurezze fossero emerse tutte insieme a causa di una discussione, a fine giornata mi chiede una pausa di riflessione perchè non voleva prendere decisioni affrettate. Dopo quasi due settimane in cui ci siamo sentiti di rado e in cui mi sentivo piuttosto confusa (infatti mi comportavo sempre in maniera diversa) ci incontriamo per parlare e passiamo una piacevole serata insieme come ai vecchi i tempi, non mancano gli sguardi felici, i discorsi spontanei, il senso di serenità e gioia e anche qualche carezza.

A fine serata però lui confessa di non amarmi più, di voler cambiare vita, di aver dato il meglio di se nel rapporto ma di non sentirsi più felice e soddisfatto, che non funziona e che non vuole passare il resto della sua vita con me. Sono passate due settimane, e durante questo periodo ho cercato di lavorare molto su me stessa, di progettare il mio futuro, di coltivare passioni, di darmi da fare e di migliorarmi, anche se inizialmente ho sofferto molto. Io non l’ho mai cercato perchè ormai lo ritenevo inutile e ho cercato di concentrarmi su me stessa. Inizialmente gli ho anche chiesto di lasciarmi in pace ma lui dopo un periodo di silenzio mi ha cercato e poi si è pentito, mi ha chiesto scusa per avermi contattato e io con educazione gli ho risposto che non doveva preoccuparsi. Ho continuato a non cercarlo fino a quando lui non mi ha chiesto di incontrarci per passeggiare, incredula e anche preoccupata gli ho chiesto se ci fosse qualcosa che non andasse ma lui mi ha risposto che era tutto apposto e che a volte sente il bisogno di parlare con me come amica, io gli ho detto che poteva contattarmi quando voleva se aveva dei problemi ma che non mi sembrava il caso di vederci (non so se sopporterei la situazione).

Mi chiedo se io stia facendo la cosa giusta, cosa dovrei pensare? forse avrei dovuto accettare la proposta e parlare con lui, ammetto che solo adesso mi sento abbastanza “matura” e lucida mentre prima ero immersa nel rapporto e ho reagito di istinto a quasi ogni situazione magari compromettendola.. e sento come se qualcosa fosse ancora irrisolto ma magari mi sbaglio, mi chiedo se dovrei chiedergli scusa per qualcosa, se dovrei essere gentile con lui oppure evitarlo. Se avrei dovuto lasciargli un ricordo diverso di quello di una ragazzina disperata..
Io sono quasi del tutto convinta che parlare ormai sia inutile, lui è fermo sulle sue decisioni e convinzioni, ormai troppo immerso nella sua nuova “ottica”, visione del rapporto e progetti per il futuro. E’ possibile che tutto ciò sia stato inevitabile ?

In ogni caso sono ancora innamorata di lui, e mi manca anche se non sono più sicura di amarlo come prima in quanto ferita e “tradita”.
Inoltre questa situazione mi sta trasformando, tanti cambiamenti stanno avvenendo tutti insieme nelle mia vita (mi sono appena diplomata) e io sto maturando e crescendo. Non sono nemmeno più sicura di voler tornare con lui ( se mai dovesse tornare) perchè temo non sia in grado di amarmi e lui anche è convito di ciò. Ma sento ancora un vuoto dentro che deve essere colmato, un senso di incompletezza, e spero sempre in uno spiraglio di luce aperto per il nostro rapporto.

Infondo la nostra storia è stata veramente importante sia per me che per lui, anche se apparentemente potrebbe non sembrare, ma ci siamo amati profondamente e sono sicura di mancargli. Temo però che non ci sentiremo più perchè lui credo voglia solo un’ amicizia per adesso e io non vorrei rischiare di soffrire ancora, inoltre ho la sensazione che lui si stia abituando a tutta questa situazione, al vivere da solo, e forse anche io nonostante questo non sia il destino che ho voluto.

Gentilissima,

Ciò che le sta capitando è quello che vive la maggior parte delle persone prima di raggiungere l’età matura: la fine del primo amore. Questo accade perché quando ci si mette insieme da giovanissimi, le ragioni che uniscono sono davvero poche: l’attrazione fisica, la simpatia, la condivisione degli amici, e poco altro.

Crescendo però si diventa persone diverse, si scoprono i propri veri bisogni, si comincia a fare progetti per il futuro in piena autonomia e ci si può accorgere che il proprio partner, pur rimanendo una cara persona, non è quello giusto per affrontare la vita adulta.

Se la coppia è conflittuale è piuttosto semplice dirsi addio: basta una sfuriata, qualche parola di troppo e la cosa è fatta… Quando invece c’è rispetto e stima, ci si vuole ancora bene, nonostante ci si senta infelici e irrealizzati, è ben più difficile lasciarsi: ci vuole coraggio, e non tutti ce l’hanno.

A mio parere, dunque, avete fatto bene a trovare il coraggio di lasciarvi (anche se la prima mossa l’ha fatta lui) e non ha alcun senso rivedersi come amici, perché questo metterebbe in dubbio la vostra decisione (dato che tra di voi c’è ancora affetto) e vi potrebbe portare verso qualche ripensamento che potrebbe rendere la vostra vita futura molto infelice.

Se, già da giovani, non ci si sente affini, le cose non possono che peggiorare, con le varie esperienze della vita… Quindi, meglio partire bene, per avere buone speranze di una lunga vita di coppia.
Tra un po’ di tempo potrete tornare ad essere amici, ma per il momento è meglio non frequentarsi.
Buona vita.

Dr. Giuliana Proietti

Disfunzione erettile, in breve

Cerco di esporre il mio problema il piu’ brevemente possibile.

Ho conosciuto un uomo (35 anni) e già dalla prima sera mi sono accorta di quanto fosse speciale. La seconda volta che ci siamo visti eravamo abbracciati e lui mi ha confidato di essere sotto terapia per una cosa semplice (che pero’ non mi ha detto cosa fosse) e che questo gli dava alcuni effetti collaterali tra i quali quello di avere erezioni pressochè nulle.. L’ho rassicurato e abbiamo proseguito a vederci. Abbiamo avuto tanti momenti di intimità ed effettivamente ho notato questo problema, ma sempre rassicurandolo per non farlo sentire inadeguato… Anche perchè in altri modi riusciva a soddisfarmi, seppur senza penetrazione. Lo coccolavo con delle belle cenette e passavamo lunghi momenti a guardarci negli occhi in silenzio semplicemente sfiorandoci le mani e il viso, e per me erano momenti di intimità piu’ intensi di quelli che ti potrebbe dare il sesso. Lui provava una fortissima attrazione fisica per me e probabilmente il pensiero di non potermi avere o di non potermi soddisfare con un rapporto completo lo ha portato all’esasperazione. Abbiamo fatto 2 tentativi e abbiamo avuto 2 rapporti molto brevi alla fine dei quali lui era quasi esausto… Ha iniziato ad allontanarmi, a essere freddo, mentre quando ci vedevamo era sempre il solito: gentile, premuroso,dolce.. A vederci in giro saremmo sembrati una coppia innamorata e affiatata. Fino a quando ha avuto una crisi… ha detto che la situazione iniziava a pesargli e che aveva paura che gli stesse diventando un blocco mentale oltre che fisico. Ho pianto perchè mi faceva male vederlo cosi senza poterlo aiutare.. lui mi ha detto che ero troppo buona, che stavo facendo piu’ di quanto dovessi… e la settimana successiva quando mi ha comunicato di non volermi piu’ vedere ha detto che le mie lacrime erano state come una coltellata e che non era giusto che mi facessi carico di un suo problema… ho cercato di dirgli che volevo semplicemente lui… Ha iniziato a dire con freddezza che non mi voleva… che voleva esser libero senza avere una persona che facesse affidamento su di lui.. che dovevo esser libera di conoscere qualcun altro che mi desse tutto cio’ che merito… che non gli erano scattate le “farfalle nello stomaco”….
Io ho rispettato la sua volonta’ e non l’ho piu’ cercato… in questo mese l’ho incontrato solo un paio di volte per caso e la prima sono stata serena, salutandolo con tranquillità e la seconda in palestra quando si è avvicinato per salutarmi gli ho risposto distaccata e quasi indifferente.
A oggi io credo che lui mi abbia lasciata per questo suo disagio… e che forse non esista nessuna terapia.. che sia una sua situazione cronica. Che mi abbia parlato di una terapia perchè meno imbarazzante e che poi accorgendosi che le cose stavano diventando piu’ serie di quanto avesse previsto avrebbe dovuto “smascherarsi” ammettendo la verita’… Forse ha deciso di chiudere subito per paura che un domani io mi sarei stufata di lui abbandonandolo… Ma non è cosi… Qualche giorno fa ha mi ha anche cancellata da facebook e bloccata su instagram… come se non fossi mai esistita…Forse non vuole vedere cosa faccio nella mia vita o forse ha pensato che il mio essere sparita significhi che io non tengo a lui, mentre sono realmente innamorata di questo ragazzo.
Lei cosa ne pensa? Crede che io possa far qualcosa?

Grazie mille se vorrà rispondermi

Gentilissima,

Ammesso che questo ragazzo non abbia davvero una malattia sul piano organico, si potrebbe trattare di una fobia sessuale, a causa della scarsa fiducia che ripone nelle sue capacità di portare a termine il rapporto e di soddisfarla.

I motivi possono essere diversi: un precedente flop che lo ossessiona, la mancanza di esperienza, il fatto che la consideri troppo bella o troppo intelligente per lui, ecc. ecc.

In ogni caso, si tratta di un problema di ansia da prestazione, che però non può risolvere lei, anche perché occorre capire come si è generato, da quanto tempo ne soffre, cosa è successo in eventuali rapporti precedenti.

Semmai lo rivedesse, gli consigli di rivolgersi ad un sessuologo. Per quello che riguarda lei, fa bene come fa: lui vuole escluderla dalla sua vita: cercarlo sarebbe un’invasione di campo. Se vi fossero segnali di disgelo li accolga, ma intanto, sinceramente, cerchi anche di guardarsi intorno, perché i tempi di recupero di lui potrebbero non essere brevissimi.

Dr. Walter La Gatta

La relazione a distanza

Salve,
Sto insieme al mio compagno da 6 anni relazione a distanza(che da un anno non esiste più perché ha ricevuto il trasferimento) ….dopo due anni subentra una grande crisi ,che porta me la donna a uno stato depressivo non indifferente…piano piano siamo riusciti a risalire.lui ha un lavoro particolare che non sempre è accettabile tra orari ,impegnativo che ha portato via tempo alla coppia ;dopo un Po di tempo ho fatto presente la cosa forse utilizzando anche toni duri che hanno ferito lui…ora mi sento dire da lui che vorrebbe avere un rapporto normale fatto di matrimonio,e che secondo lui noi andiamo avanti per inerzia e che in 6 anni non abbiamo costruito nulla di concreto e che non sa cosa deve essere della nostra storia ….io ci provo a dirgli che tutto può essere messo al posto , ma il cardine di tutto è il mio stato di disoccupazione….cosa mi consigliate di fare?so che c è amore perché fino a 10 gg prima era tutto normale….

Gentilissima,

La mancanza di un lavoro può essere un grave problema per la coppia. A volte non si riesce a costruire nulla non per propria volontà, ma perché le condizioni sono oggettivamente difficili. Nel vostro caso poi tutto è iniziato con una relazione a distanza, anche questa per niente facile…

La cosa da fare dunque è cercarsi un lavoro, e su questo ci vuole fortuna, visto che non dipende da lei. Quello che invece può dipendere da lei è evitare i toni duri che feriscono il suo partner. Se c’è amore, come lei dice, perché sente il bisogno di ferirlo? Piuttosto, gli dimostri di volergli bene. Con l’amore e la comprensione si superano tutte le difficoltà.

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

Perdere l’interesse sessuale

Buongiorno, la ringrazio in anticipo per l’attenzione.
Ho 31 anni. Da moltissimo tempo ho due dubbi, che spesso mi hanno portato a vivere alcune situazioni di disagio: l’una legata ai rapporti seri e duraturi, l’altra inerente il normale rapporto sessuale.

Prima situazione
. Mi ritengo fortunato perchè ho avuto modo di conoscere delle splendide persone con cui poi c’è stato un legame sentimentale. Col passare del tempo, quando la storia diventa più seria, mi affeziono sempre di più, diventando anche sempre più dolce. In sintesi, provo un bene infinito per quella persona. Ma, dal punto di vista sessuale, pian piano tendo a provare meno attrazione, come se sentissi o il bisogno di farlo di meno o comunque andare “alla scoperta” di un nuovo corpo.

Il problema è che è accaduto già più volte (per fidanzamenti di circa un anno e mezzo/due) e mentalmente finisco sempre per pensare che tanto risuccederà.
So che potrebbe succedere a molte donne e uomini, ma in casi come questi che consigli date? Devo semplicemente seguire e “arrendermi” a questo mio modo di essere o esiste qualche dritta?

Seconda situazione. Spesso mi è capitato di avere dei rapporti saltuari. Un fatto increscioso è l’aver avuto delle defaillance (poche per la verità). mentalmente, erano dovute al fatto che, quando per l’eccitazione inizio a bagnarmi, poi non so perchè ma è come se mi vergognassi (provo a immaginare, ma il motivo potrebbe essere altro) e non riesco a mantenere bene l’erezione.
Per quali motivi può accadere? Cosa è consigliabile?

La ringrazio e le porgo i miei cordiali saluti,

Gentilissimo,

Per quello che riguarda la prima situazione i consigli da darle sono ben pochi… La maggior parte delle persone probabilmente sente i suoi stessi stimoli, ma riesce (quando più, quando meno) a resistere alla tentazione di tradire e di andare alla scoperta di un altro corpo. La curiosità, infatti, è una caratteristica umana molto diffusa ed è anche sintomo di intelligenza, di creatività, di energia.

Purtroppo però vi sono alcune curiosità che comportano effetti collaterali di una certa gravità e pertanto la maggior parte delle persone che vive un rapporto di coppia prolungato ha imparato a sublimare tali curiosità con degli interessi, degli hobby, o altro tipo di piaceri.

Quanto alla seconda situazione, è evidente che questi rapporti occasionali con persone nuove da una parte l’attraggono, ma dall’altra le provocano imbarazzo e ansia da prestazione.  Potremmo a questo punto ipotizzare che la spinta a frequentare persone nuove per rapporti occasionali sia in lei dovuta non solo dall’umana curiosità, ma anche al desiderio di ricevere continuamente, da persone diverse, delle conferme riguardo alla sua virilità. Provi a rifletterci su e cerchi di capire, da solo o con un terapeuta, quali potrebbero essere le ragioni di una tale insicurezza di sé.

Cordialmente,
Dr. Giuliana Proietti

Lei lo ha lasciato

Buongiorno, mi chiamo Andrea, sono stato fidanzato per 4 anni, la ragazza giusta, quella che quando la incontri capisci in poco tempo che è lei, non ti serve altro, lei uguale nei miei confronti (io ho 29 anni e lei 24) due città diverse, ma non un problema, tanto abbiamo sempre saputo che al momento opportuno entrambi eravamo disposti a trovare la soluzione migliore, case nello stesso paese in campagna, lei pazza di me ed io di lei, complicità mai vista, sempre felici e fieri di ciò che stavamo costruendo, poi inizia il suo ultimo anno di università ed inizia ad avere paura, ci tiene moltissimo come giusto che sia, e quindi vuole assolutamente finire al massimo, inizia ad essere un pochino più assente, cupa, qualche mancanza, ne parliamo tranquillamente più volte , ma dice che è tutto legato all’università, che mi ama e sa bene che non troverebbe mai più un ragazzo come me, io dopo un Po a volte cedo, e ogni tanto mi scoccio per alcune mancanze e glielo faccio notare, un mese fa mi lascia, dice che ha bisogno di rasserenarsi, capire e dare tutto per la laurea, ora non riuscirebbe a darci tutto il tempo che meritiamo e non è giusto, nel frattempo piange , mi chiama amore, da lì il calvario, io cerco di resistere ma non posso, ogni 4/5 giorni le scrivo e ci scambiamo 4/5 messaggi, una sola chiamata, so che ho sbagliato a farlo purtroppo e siccome il week end che viene probabilmente ci vedrem vorrei poter recuperare al fatto di averla comunque cercata non lasciandole quel tempo comoletamete da sola, io so che mi dirà che ancora non è il momento (O almeno è quello che sento) ma sento anche che il suo amore c’è deve superare le mille paure che ha. Non voglio “giocarmela” male, vorrei solo potessimo tornare insieme e credo che lo pensi anche lei. Che dovrei fare? Grazie mille

Salve Andrea,

Tutto quello che lei deve fare è aspettare. Nella vita le persone cambiano, non restano mai uguali a se stesse. Nella vostra storia, che lei descrive come assolutamente perfetta, possono essere entrate nuove persone, nuove esperienze, nuove preoccupazioni, nuovi obiettivi e, forse, per la sua ragazza al momento, nonostante l’amore che prova per lei, non è più così facile conciliare le diverse esigenze.

Forse ha bisogno di capire se i cambiamenti avvenuti nella sua vita, a causa della sua maturazione e delle sue esperienze, siano ancora compatibili con la vostra storia, o se occorrano dei chiarimenti, degli interventi diretti a modificare il vostro rapporto, che è probabilmente cristallizzato a quattro anni fa. Forse anch’esso, come accade per i software, ogni tanto ha bisogno di una sorta di “aggiornamento”, che ne corregga errori e lentezze.

Come giocarsela? Lei le dimostri il suo amore, si mostri disponibile a ricominciare, le dica di essere disponibile a cambiare, se c’è qualcosa che può essere cambiato. Detto questo però, le lasci il modo e il tempo per elaborare i suoi pensieri e la aspetti. Le crisi non sono sempre negative e probabilmente il vostro rapporto tornerà ad essere più forte di come era prima.

Saluti cordiali.

Dr. Walter La Gatta

 

Centro Italiano di Sessuologia

Saluto del CIS

Dr. Walter La Gatta

Saluto istituzionale in un Congresso a Macerata.

Dopo la nascita del bebè

Gentile Dottore,
siamo una coppia 30enne sposata da 2 anni e uno splendido bambino, ci amiamo moltissimo e ci riteniamo molto fortunati per la vita che conduciamo. 
Ci conosciamo da 6 anni, siamo due persone con una storia completaente diversa, io molto superficiale ma estremamente di valori, mia moglie molto empatica istintiva (di pancia), diffidente del genere maschile per storie passate personali.
Abbiamo vissuto la nostra sessualità in maniere diverse, a me piace farlo spesso, lei ama la qualità e se non sta bene mentalmente non scende a compromessi.
Spesso litighiamo e mentre a me passa dopo qualche ora, a lei rimane per giorni l’arrabbiatura; questo incide fortemente anche nel nostro rapporto sessuale.
La nostra frequenza varia da una volta ogni 15/20 giorni ad una volta al mese.
Questa cosa mi rende brutto e freddo e anche mia moglie ne risente del mio comportamento.
Per me i rapporti oltre ad essere un bisogno fisico sono molto importanti per ritrovare mia moglie affettuosa, visto che nella vita quotidiana non lo è abbastanza.
Lo confesso, a me piace fare l’amore e anche spesso ma per AMORE reprimo spessissimo il mio istinto, cercando di capire il momento giusto. Purtroppo le mie attese quando sono molto ampie diventano insostenibili e devo ricorrere alla mastrurbazione.
E’ per me frustrante ricorrere a soluzioni alternative con una moglie bellissima che desidero ma che troppo spesso mi rifuta e non prende quasi mai l’iniziativa (4/5 volte in 6 anni)
In realtà non mi sono mai sentito davvero desiderato, anche se sono convinto che mi ama molto; il suo carattere, purtroppo, non è capace di rappresentare le sue emozioni e i suoi desideri.
Voglio salvare il nostro matrimonio e vorrei sentirmi appagato anche sessualmente, per me la nostra frequenza alla nostra età non è normale ma le chiedo di indicarmi se è davvero così, si sbilanci se può.
La sua risposta può essere molto importante per noi per cui la rinrazio e le auguro buon lavoro.
grazie

Gentilissimo,

Dopo il periodo della gravidanza e la nascita del bambino è abbastanza frequente (a proposito di “normalità”) che vi siano meno rapporti sessuali e che la donna sia più presa dai bisogni del piccolo che da quelli sessuali del compagno. Non si tratta di mancanza d’amore o di comportamenti egoistici: è normale, in tutte le specie, che le madri si occupino prevalentemente dei neonati, anche per dei condizionamenti fisiologici che  le spingono a questo.

Non tutti gli uomini sono in grado di comprendere e accettare questa mancanza di attenzioni, che percepiscono come disinteresse da parte della partner, per cui accade spesso che nel post partum avvengano, per questa ragione, i primi litigi, e che le coppie conoscano la loro prima grave crisi.
Sicuramente un rapporto al mese alla vostra età è molto poco, ma non è pochissimo in relazione a quanto detto sopra.

Piano piano tornerete comunque alla normalità, a meno che nel frattempo non si inneschi un conflitto fra voi, capace di rallentare o ostacolare il processo di normalizzazione. Ovviamente, liti, offese o rancori sono lo strumento meno indicato per la soluzione del problema. Occorre piuttosto cercare un riavvicinamento fra voi, basato anzitutto su una piacevole intimità, fatta di attenzioni e di coccole più che di sesso, e ricreare, nonostante la presenza del bambino, le condizioni che permettevano rapporti sessuali soddisfacenti.

Seguendo questi consigli, si dia un mese o due di tempo per vedere come va: se non intravede alcun miglioramento, la cosa migliore da fare è rivolgersi al più presto ad un terapeuta della coppia (formato anche in sessuologia), affinché siate aiutati a superare gli ostacoli della comunicazione e nella ricerca di una nuova armonia di coppia: solo quando questa si sarà ristabilita, i vostri rapporti torneranno ad essere quelli di un tempo, o quasi… (La genitorialità comporta una serie di rinunce, fra cui spesso c’è quella di una minore frequenza dei rapporti sessuali, almeno rispetto a quanto accadeva prima della nascita).

Con molti auguri,

Dr. Walter La Gatta

Lui vuole frequentare i privé

Buongiorno dottore, ho letto alcuni suoi interventi, avevo una curiosità io e mio marito siamo sposati da 6 anni, in passato mentre ci frequentavano mi è capitato di tradirlo e questo ha fatto incrinare il rapporto. Ci siamo fidanzati e lui mi chiedeva insistentemente di andare nei prive perché era l unico modo per superare il mio tradimento, io ho accettato solo perché lo amavo e amo tutt ora. Non facendo mai nulla di troppo estremo. Lui è molto esibizionista.

Ora a distanza di tempo abbiamo anche due figli ha iniziato di nuovo la sua ossessione di volermi insieme ad altri uomini. All inizio pensavo fosse colpa mia perché lo avevo tradito.
Ma ripetutamente gli ho detto che se ami una persona non vuoi vederla ne soffrire ne con un altro.

Lui mi risponde che sono esagerata che per lui è solo un gioco.
Sto andando fuori di testa non so cosa pensare. Le porgo i miei saluti sperando in una vostra risposta.

Gentilissima,
E’ possibile che lui abbia erotizzato il dolore della gelosia. Non riuscendo a sopprimerlo o a gestirlo, ha provato a pensare a lei con altri uomini e, probabilmente, queste fantasie non solo hanno lenito l’angoscia che provava a causa del tradimento, ma gli sono piaciute.

A questo punto, le ha chiesto di andare nei privé, cosa che lei sembra aver fatto più che altro per espiare un senso di colpa, per cercare di dare al suo uomo quelle gratificazioni che avrebbero compensato le passate frustrazioni, che lei stessa gli aveva provocato.

Credo sia giunto per lei il momento di fare i conti con il suo passato e cercare di comprendere le ragioni dei suoi comportamenti, per imparare a conviverci.

Se sente di aver sbagliato, le suggerisco di fare qualcosa per attenuare questi sensi di colpa (ad esempio una psicoterapia, volontariato, migliore disponibilità verso i figli e il marito, riavvicinamento alla religione, ecc.), ma non può pensare di cancellare le sue “colpe” attraverso questa umiliazione del privé: se piace anche a lei vada, se non le piace, si rifiuti.

Oltre alla psicoterapia individuale, le consiglio anche una psicoterapia di coppia: è l’unico modo per parlarsi con estrema sincerità, per dirsi tutto quello che non vi siete detti, per discutere della vostra sessualità e dei vostri progetti con una persona esperta, che possa consigliarvi.
Cordiali saluti,
Dr. Walter La Gatta

Non prova sentimenti

Salve,
vi scrivo in quanto leggendo il vostro sito ho letto di poter ricevere una prima consulenza gratuita ed inoltre lo stesso mi ha ispirato fiducia. Non so se necessitp propriamente di una consulenza riguardo  questa tematica ma ho capito di avere un “blocco”.  Sono una attrice alle prese con una scena in cui si parla di tradimento. Ho le mie relazioni passate e sebbene non sia mai stata tradita, in una storia per me importantissima, ho avuto la sensazione  ed il dubbio (scoprendo una chat) di esserlo stata. Poi però mi è stato dimostrato che il tradimento non c’era stato. Il punto è, che ho un blocco. Non è la prima volta che devo interpretare un sentimento che non mi appartiene nella mia vita reale, ma ho capito che con il sentimento dell’amore ho un blocco. Non riesco a trovare nulla dentro di me, un sentimento al quale agganciarmi o dal quale partire.  Momentaneamente sto vivendo una bella relazione. sono molto legata alla persona con cui sto. Lui mi ama. sebbene io ancora non abbia chiaro dentro me stessa se sono innamorata o meno, o quanto lo sia. In tutto ciò non capisco perchè la mia mente si rifiuta in un certo senso
di immedesimarsi in colei che innamorata del suo partner le viene confessato un tradimento. Non ho una reazione. E mi sembra di impazzire perchè comincio a domandarmi se io in realtà, forse sia diventata un pò immune a questo sentimento. Se questo può coincidere con la morte di una persona cara, se forse ho amato tanto una volta ed allora sono convinta che non accadrà mai più. probabilmente sono diventata come l’olio. E un sentimento d’amore non può essere motivo di felicità nella mia vita, figuriamoci in scena. Insomma è come se fossi vuota a riguardo. nulla mi tocca, nulla mi muove dei sentimenti, 
Sicura di ricevere una vostra risposta, vi ringrazio per avermi letta.

Gentilissima,

Grazie anzitutto delle parole gentili che riserva al nostro lavoro. Venendo a lei, due mi sembrano le questioni: 1. il suo non riuscire a capire come una donna potrebbe vivere o esprimere un tradimento, per il fatto di non averlo mai realmente provato 2. la sensazione di non riuscire più a provare intensi sentimenti d’amore.

Per quanto riguarda il punto 1 direi che, anche se non avesse mai provato un tradimento d’amore, potrebbe sicuramente ispirarsi a qualche altro tradimento subito nella vita. Il tradimento infatti consiste nell’aver riposto la propria fiducia in una persona ed accorgersi che la persona non è stata ai patti. Potrebbe trattarsi del tradimento di una promessa da parte dei suoi genitori, di una confidenza fatta a un’amica, del comportamento di un insegnante che prima le ha promesso un bel voto e poi glielo ha negato, ecc. Tutte queste situazioni non sono ovviamente paragonabili ad un tradimento d’amore, ma sicuramente gli si avvicinano sotto alcuni aspetti: il senso di smarrimento e di sorpresa che si prova, la sensazione di aver commesso un errore di ingenuità, la sensazione di non potersi fidare nemmeno di una persona cara o stimata,  di essere soli e indifesi, ecc. Il fatto che lei non riesca a rintracciare nella sua memoria traccia di queste esperienze mi fa pensare che nella sua vita di queste tracce debbano esservene molte, e anche molto dolorose, tanto da non essere capace di rievocarle, nemmeno in forma sublimata, come nella recitazione.

Il punto 2 potrebbe non essere slegato a quanto precede: si potrebbe infatti trattare della volontà di non illudersi, di non sognare situazioni che poi non sia possibile riscontrare nella realtà, per poterle analizzare in forma critica. I sentimenti però, nella maggior parte dei casi, sfuggono alla razionalità e pertanto, per poterli provare, occorre allentare le proprie difese e lasciarsi andare, accettando il rischio di poter cadere.

In bocca al lupo, per non dire la parolaccia che si usa in teatro 😉

Dr. Giuliana Proietti

Intimità e blocco psicologico

Vi scrivo perché nella mia relazione in corso con la mia ragazza, si stanno verificando degli aspetti psicologici che bloccano il nostro rapporto intimo. Inizio col dire che la nostra relazione funziona molto bene, siamo felici, entrambi abbiamo un lavoro (sebbene molto stressante) e degli hobby in comune, che ci portano ad avere distrazioni nella normale routine. Io penso di non avere nessun problema a livello sessuale, scrivo principalmente per la mia ragazza. Stiamo insieme da 5 anni ormai, e lei ha sempre un po’ sofferto questa situazione, è bloccata per una motivazione che nemmeno lei riesce a spiegare. A volte mi dice che sente di voler fare l’amore ma non prova desiderio, altre volte le fa paura di sentir dolore durante l’atto. Spesso quando non riusciamo, proviamo a parlare, cercando di essere sinceri e spiegarci quello che non va, e la maggior parte delle volte le cadono le lacrime e si sente in colpa di non soddisfarmi. Le ho ripetuto tante volte che non l’avrei mai lasciata, che avremmo affrontato tutto insieme, come ogni sfida che fin’ora la vita ci ha dato. Credo che in parte del blocco sia causato dallo stress lavorativo, dal momento che lei viaggia circa 5 ore di treno ogni giorno per andare a lavoro. Cosa mi suggerisce di fare? Vi ringrazio di cuore, per me i vostri consigli sono importantissimi, non voglio perderla. Grazie

Gentilissimo,

Sicuramente lo stress lavorativo incide moltissimo (5 ore di treno ogni giorno non sono davvero poche!) e questo si somma probabilmente a una certa stanchezza nel rapporto, dopo 5 anni che siete insieme.

Per fortuna nel vostro legame non c’è solo l’amore e il sesso, ma siete anche in qualche modo “amici”, condividendo interessi comuni e il piacere di parlare insieme di quello che vi capita: questo rafforza la vostra coppia, ma fate attenzione a non diventare “troppo amici”, privilegiando questo aspetto del rapporto rispetto a quello dell’erotismo e della sessualità.

L’interesse sessuale infatti si riesce a mantenere solo quando, nella coppia, non tutto è svelato, quando rimane ancora del mistero nella vostra intimità, della curiosità verso l’altro, del gioco, più o meno trasgressivo, della fisicità.

Dovreste riservarvi delle giornate da trascorrere insieme nella massima spensieratezza, non necessariamente per praticare i vostri hobbies, ma per riprovare insieme il piacere dell’ozio, del relax, della seduzione.

Una terapia di coppia potrebbe esservi sicuramente utile per essere aiutati a dare un taglio diverso al vostro stile di vita e al modo in cui affrontate la sessualità.

Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

Non crede a sua moglie

Buongiorno dottori,

io sono sposato con mia moglie da circa 10 anni ma non le credo quando parliamo di come e quanto si sentiva sessualmente appagata col suo ex.Vi spiego subito.Il suo primo amore è stato quello che l’ha sverginata ed era un ragazzo palestrato e molto ben dotato (da come fa capire oltre 20cm) e lei ha avuto rapporti solo con lui per circa 9 anni.Prima che ci fidanzassimo da amici lei sbandierata le sue preferenze per i ragazzi ben dotati ma poi ha sposato me che sono al contrario del suo ex. Allora vorrei sapere in tutta sincerità:mia moglie dopo essersi abituata ad avere piacere per 9 anni con lui ,può mai provare lo stesso con me? Siamo totalmente opposti!

Vi ringrazio tantissimo se mi risponderete

Gentilissimo,

Pensare che il piacere sessuale di una donna si riduca alla lunghezza dell’organo genitale del suo partner mi sembra davvero molto riduttivo: il piacere è fatto di odori, di sapori, di profumi, di tenerezza, di complicità, di rilassatezza, di abbandoni. Oltre tutto, se vogliamo parlare di “dotazioni” maschili, non è la lunghezza del pene, da prendere in considerazione, ma semmai la sua larghezza.

Che senso ha, poi, non crederle? Perché dovrebbe mentire? E perché farle tutte queste domande sul suo passato, fino a scoprire la lunghezza del pene del suo ex? Credo che il problema non sia di sua moglie, ma suo: impari ad accettarsi e a capire che il suo valore personale, anche a letto, va al di là delle dimensioni del suo organo sessuale.

Il suggerimento dunque è quello di mettere da parte il centimetro, per concentrarsi di più sulle atmosfere magiche che lei può ancora regalare a sua moglie, mentre fa sesso con lei, facendola sentire la donna più bella e desiderabile del mondo.
Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

Lei è curiosa verso il suo sesso

Salve sono un ragazzo quasi 31enne, La mia ragazza qualche anno più piccola. Da qualche giorno mi ha confessato che lei per la prima volta ha La possibilità di soddisfare una sua curiosità verso il suo stesso sesso e che vorrebbe provare a fare qualcosa. Si è scatenato il tutto dopo che iniziò a frequentemente una nuova amica omosessuale. Lei mi assicura che solo curiosità(e che non le piace la donna ma il pensiero di trasgredire e giocare) e che non gli potrebbe piacere più di farlo con me, io non so se sbaglio ma non voglio frenarla perché voglio scoprire quello che vuole. Nello stesso tempo mi da fastidio perché comunque non sarà una persona che non rivedrà mai più anzi..
Lei mi rassicura che mi dirà tutto. Come devo comportarmi?a lei cosa sarà successo?

Gentilissimo,

E’ un po’ difficile, da queste poche righe che scrive, capire come stiano realmente le cose e darle un buon consiglio… Preferisco fare con lei qualche considerazione.

La prima è che la sua ragazza probabilmente aspettava già da tempo questo incontro fatale, per fare questa esperienza e capire meglio i suoi gusti (sebbene le dica oggi che sta benissimo con lei…)

Credo anche io che frenarla, o tentare di frenarla, possa solo portare a rimandare questa esperienza alla prossima occasione, lasciandovi entrambi in una marea di dubbi sul vostro rapporto.

Non credo tuttavia che stare insieme con questa amica per una sola volta, a meno che non vada tutto benissimo o malissimo, possa far comprendere alla sua ragazza che tipo di partner preferisca: penso, come lei del resto, che questa prima volta porti a una frequentazione continuativa, per qualche tempo,  di questa persona.

Lei deve dunque decidere se se la sente di correre il rischio di aspettarla, magari andando incontro a gelosie nuove e inaspettate, oppure se sia meglio chiudere tutto e lasciare libera la sua ragazza di togliersi tutte le curiosità che desidera, ma da single.

Solo lei conosce l’effettivo valore della sua ragazza, solo lei può capire quanto questa persona sia importante per lei e fino a che punto lei sarebbe disposto a pazientare, pur di riaverla, a tempo pieno,  fra le sue braccia.

Buone cose.

Dr. Giuliana Proietti

Vuol dire che non lo amo?

Salve dottoressa,

Sono una ragazza di 18 anni, sono fidanzata da tre anni. Il mio attuale ragazzo è stato il primo e l’unico che io abbia mai avuto. Mi sono innamorata da subito, ho un legame con lui che non ho mai avuto con nessuno è come se mi completasse, come se colmasse ogni mio vuoto.

Dal punto di vista sessuale va tutto bene, solo io non riesco mai ad arrivare alla fine, ho un momento massimo in cui arrivo al culmine ma subito dopo è come se il cervello non mi facesse arrivare in fondo, ma rimango comunque molto soddisfatta.

Amo la mia relazione e amo il mio ragazzo, ma a volte è come se avessi voglia di vedere altro, io sono certa che in intimità con altri ragazzi non riuscirei mai a starci, però ho pensato alle chat anonime solo per curiosità. So per certo che se il mio ragazzo lo venisse a sapere mi lascerebbe e poi appena penso ad altri mi sento come se lo stesso tradendo. Vuol dire che non lo amo? Perché io sono sicura di sì, perché per lui darei tutto però ho paura di questa mia curiosità che possa rovinare il nostro bellissimo rapporto...?

Aspetto con ansia una sua risposta,

Gentilissima,

L’ innamoramento è un’emozione davvero magica, che riesce a rendere la vita molto più gradevole e appagante ma che, inesorabilmente, tende a volatilizzarsi in poco tempo. L’innamoramento propriamente inteso non dura che pochi mesi, a volte pochi anni.

La buona notizia è che l’innamoramento non svanisce del tutto, ma spesso si trasforma in qualcosa che vale molto di più: l’amore, un sentimento più maturo e profondo, non più fatto di emozioni, di impulsi, di dolci ossessioni, ma di prese di coscienza razionali, che richiedono un rinnovato contatto con la realtà.

L’amore maturo, fatto di stima reciproca, fiducia, solidarietà, complicità, ma sempre meno  di batticuori, o “farfalle nello stomaco”, prevede anche un solido patto di coppia, in cui in genere i due partners si impegnano alla fedeltà.

Tuttavia, anche se si vive un bellissimo rapporto di coppia, maturo, solido e profondo, questo non significa che non rimangano le curiosità, le tentazioni, le voglie e perfino gli innamoramenti per altre persone…  L’attrazione fisica per potenziali altri partner, nella maggior parte dei casi, non è un capriccio, ma una reazione adattiva del nostro sistema nervoso e ormonale, il quale tende a ricordarci che la nostra “missione” naturale su questo pianeta è anzitutto la riproduzione della specie.

In effetti, tutto spinge in quella direzione, per cui la scelta di essere monogami non è, quasi mai, una scelta facile. Qui entra in gioco il sistema dei valori personali: se una cosa per te è un valore, trovi sempre il modo di scegliere i comportamenti giusti per rispettarlo.

Venendo al tuo caso, credo che tu sia nella fase in cui sta finendo l’innamoramento, la dolce illusione, e ora tu stia riprendendo il normale rapporto con la realtà, che riguarda anche l’accorgerti delle tue piccole e grandi insoddisfazioni nel rapporto e della presenza di molti altri potenziali partner, per soddisfare le tue naturali curiosità.

Secondo me devi solo metterti alla finestra e osservare cosa succede: il tempo ti farà sicuramente capire se il vostro rapporto è definitivamente chiuso, o se si sta trasformando in qualcosa di molto più profondo, anche se molto meno “magico” di prima.

Ti consiglierei, se ne avessi la possibilità, di fare qualche seduta con uno psicoterapeuta sessuologo, sia per capire meglio come funziona la sessualità (e dunque avere gli strumenti per ritenerti o meno soddisfatta del rapporto in corso), sia per dare sfogo alle tue ansie, delle quali non puoi, evidentemente, parlare con altre persone. Penso che poche sedute potranno farti un gran bene (potrai cavartela con 100-200 euro).

Saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti

Sono io quella sbagliata?

Salve scrivo perché avrei tanto bisogno di aiutò. Convivo con il mio ragazzo già da 14 anni è ho due bellissimi figli insieme a lui. Da poco mio figlio che ha 12 anni ha scoperto sul smartphone del padre che questo nel anno 2018 guardava spesso dei video hard.

Io ho sempre da tantissimo tempo discussioni con lui perché non mi fa sentire amata per niente è per questo io vivo con l’ansia forte. Io lo amo tanto è vorrei parlare con lui ma è un ragazzo che non permette questo è sinceramente continuando così sto pensando a separarmi ma mi dispiacerebbe tanto per i figli.

Hanno bisogno del padre perché è un bravo ragazzo cresciuto molto al antica. Che consiglio potrei avere. Lo supplicato di venire con me dal psicologo per salvare la coppia ma lui dice che sono io quella che ha bisogno di queste cure. Io non lo credo proprio che sono solo io quella sbagliata. Vi prego aiutatemi

Gentilissima,

Rispondo volentieri alla sua richiesta d’aiuto, ma senza avere consigli specifici da poterle fornire, in quanto nella sua lettera non vi sono molti particolari che facciano ben comprendere la situazione che state vivendo e che lei vorrebbe risolvere.

Si capisce solamente che lui nel 2018 guardava video porno (saranno cambiate le cose da allora, o sono rimaste tali?), che non la fa sentire amata, che lui non accetta il dialogo e non vuole andare dallo psicologo, perché è convinto che dovrebbe andarci lei.

Mettendo insieme la visione di filmati porno del 2018 con il fatto che lei non si sente amata si potrebbe ipotizzare che non ci siano più rapporti sessuali fra voi e che vi siate ormai molto allontanati, sia sul piano affettivo, sia su quello fisico, da diverso tempo.

Se questo fosse il caso, l’unica soluzione che mi sembra praticabile è quella di andare lei dallo psicologo (del resto lui stesso le dice che dovrebbe andare…): questo la aiuterà, in un primo momento, a cercare dei cambiamenti nel suo modo di porsi e di comunicare con lui. Non è escluso poi che lui, accorgendosi di alcuni miglioramenti nella relazione, non si renda disponibile a frequentare le sedute di psicoterapia insieme a lei, dapprima come “invitato” e poi in terapia di coppia.

Non mi sembra ci siano altre soluzioni che lei possa percorrere, perché se fosse stato possibile parlare con il suo compagno e cercare insieme a lui dei cambiamenti per migliorare la relazione lo avreste già fatto e tutto si sarebbe risolto.

Con molti auguri,

Dr. Walter La Gatta

Non riesce ad avere il primo rapporto

Buonasera, sono una ragazza di 30 anni , vivo una situazione angosciante da anni ormai, non riesco ad avere il mio primo rapporto sessuale.
Sono fidanzata da 1 anno, siamo perdutamente innamorati e non desidero altro che consolidare il nostro amore ma i miei attacchi di panico rendono tutto così difficile.
Premetto che ho avuto una storia precedentemente di ben 11 anni che ho interrotto a causa di questo mio blocco. Ho paura che la mia frustrazione prenda nuovamente il sopravvento su di me.
A livello pratico ho fatto un corso online su come superare le paure e la mia prima visita ginecologica che non sono riuscita a fare…
Sono stanca di sentirmi una donna incompleta e di vivere emozioni a metà..

Gentilissima,

E’ più che probabile che lei soffra di vaginismo, ovvero di spasmi involontari della muscolatura vaginale che ostacolano la penetrazione. Le cause del vaginismo possono essere molteplici (false credenze, sensi di colpa, traumi, fobie, ecc.), ma quello che è sicuro è che questo problema può essere trattato con un approccio psicosessuale.

Quello che lei deve fare dunque è trovare un sessuologo/a vicino a lei che possa aiutarla. In genere dieci sedute sono già sufficienti per risolvere/vedere sensibili miglioramenti.

Per cercare un sessuologo qualificato le suggerisco questi due Albi:

CISFISS

Cordiali saluti

Dr. Giuliana Proietti

 

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Terapie di Coppia

Non mi cerca più

Buongiorno,
sono fidanzata tantissimi anni e la nostra storia è sempre andata bene, mesi fa mi sono accorta che il mio ragazzo era diverso, nervoso, sempre attaccato al telefono, ma sopratutto ha iniziato a non cercarmi più… Per mesi e mesi non abbiamo avuto rapporti, non mi ha mai fatto una carezza e non mi ha mai dato un bacio, niente di niente.
Io cercavo di stuzzicarlo, ma niente, toglieva fuori sempre scuse, un cambiamento radicale se penso che invece prima mi chiedeva di inviargli foto ecc ecc.
C’è stato un rapporto poi a gennaio, ma è stato molto deludente uno perchè dopo mesi e mesi che non mi ha neppure sfiorata non c’è stata nessuna passione, non mi ha nemmeno toccato il seno, non c’è stato molto contatto fisico e due lui non è arrivato sino alla fine perchè accusava un dolore alla corona del glande.
Qualche mese fa ho capito che mi stava nascondendo qualcosa, ne abbiamo parlato e mi ha detto che ora che mi ha raccontato tutto (non c’è stato tradimento) si è tolto un peso e che era proprio questo che lo bloccava, che tuttora a momenti non ce la fa neppure a guardarmi in faccia per la mancanza di rispetto che ha avuto nei miei confronti.
Ma nonostatne tutto la situazione non è cambiata, in questi giorni di quarantena non c’è stata una volta che mi abbia detto che ha voglia di fare l’amore con me, non mi stuzzica e non accenna minimamente al sesso.
Quello che non capisco è cosa c’entra il sesso con l’atteggiamento scorretto che ha avuto mesi fa, una questione che con il sesso non ha niente a che vedere.
Da mesi gli dico che mi sono accorta che non mi desidera più, lui smentisce dicendo che è stato un periodo duro e che mi desidera tantissimo.
E’ come se lui stia bene con me ma senza sesso, come se il sesso non esistesse, non ha proprio nessuno stimolo, ripeto, un cambiamento radicale se penso che prima mi stuzzicava e anche tanto.
Non riesco proprio a capire che cosa sia successo, non riesco a capire perchè è ricaduto tutto quanto nella sfera sessuale.
Spero di essere stata chiara, ho dovuto sintetizzare tantissimo, e spero anche di togliermi al più presto questo dubbio che ho in testa da mesi.
Ringrazio tutti quanti per l’attenzione dedicatami.
Grazie.
Saluti.

Gentilissima,

Sicuramente è una situazione strana e le spiegazioni che le sono state fornite non sembrano convincenti. Di ipotesi se ne potrebbero fare tante, a partire dal fatto che lui abbia un’altra relazione, l’ipotesi più scontata, a una probabile dipendenza da porn0grafia, che gli toglie il desiderio sessuale, al fatto che frequenta prostitute (o altro) e dunque abbia paura di trasmetterle qualche malattia a trasmissione sessuale, allo stress lavorativo, alla paura di metterla incinta… E poi si potrebbe andare avanti con tante altre ipotesi.

La cosa che più conta qui è che riusciate a parlare con sincerità e chiarezza: lei ha il diritto di sapere cosa sta succedendo, anche perché deve essere in grado di decidere se la relazione, così come è oggi, è ancora soddisfacente per lei, nonostante la mancanza di sesso. Se vi fosse, infatti, una ragione plausibile di questa mancanza di interesse, credo che lei non avrebbe problemi a stringere i denti, fino a che la situazione non ve la siate lasciata alle spalle.

Visto che il tentativo di parlare insieme non ha prodotto grandi risultati, le consiglio di chiedere al suo ragazzo se è d’accordo a intraprendere una terapia di coppia. Credo che questa sia la soluzione più giusta, perché in terapia lui sarà costretto a parlare di sé e a confrontarsi sia con lei, sia con il terapeuta, e dunque il suo “segreto” prima o poi verrà fuori.

Naturalmente lui potrebbe non accettare di venire in terapia. In questo caso le suggerisco di cominciare da sola, per poi cercare di farlo partecipare a qualche seduta.

Infine, occorre farsi anche qualche domanda su di sé, per non escludere nulla. Lei si ritiene ancora una persona piacente? Cura l’estetica, la pulizia e l’igiene personale? Gli dimostra interesse ed apprezzamento quando avete rapporti sessuali? E tutte le altre domande, di questo tipo, che servono per escludere che la mancanza di interesse possa dipendere, in qualche modo, da lei (o anche da lei).

La saluto e le faccio molti auguri.

Dr. Walter La Gatta

Lunghezza del pene e sesso libero

Ho un pene di 15 cm nel mondo del sesso libero è considerato decisamente piccolo nelle statistiche nazionali è considerato normale io sono d’accordo con la prima ipotesi ultimamente ho avuto un rapporto con una ragazza con un fondoschiena un po’ abbondante e con i miei centimetri non sono riuscito neanche a prenderla da dietro con un bel colpo per la mia autostima,

Certe lamentele di noi uomini normali hanno dei fondamenti fidatevi non è il porno è la realtà… purtroppo. E non liquidiamo che non era la ragazza per me, era il contrario se avessi avuto 20 cm sarei andato bene per tutte. Un saluto.

Gentilissimo,

Se una persona normale, che sa di essere normale, si lamenta perché vuole essere super-dotata per frequentare il “mondo del sesso libero” a mio avviso si sta perdendo quello che forse, come lei dice, non vale nel mondo del sesso libero, ma sicuramente vale nella vita ed è un grandissimo privilegio: il piacere della normalità!

Buona vita.

Dr. Walter La Gatta

Assicurare la penetrazione

Buongiorno dottoressa, le scrivo per chiederle un grande aiuto.
Io 17 e lei 16 anni e non riusciamo a fare sesso.
Ci proviamo spesso ma a volte lei si spaventa per la paura e io non riesco a metterlo dentro.
Mi sa dare qualche consiglio per assicurare la penetrazione?
Grazie mille è importante

Gentilissimo,

Il consiglio che posso darti è molto semplice: se lei ha paura e non si sente pronta per questa esperienza, tu non devi insistere.

Infatti, il rapporto sessuale con queste premesse a lei non può piacere di sicuro e una esperienza traumatica di questo genere potrebbe rovinarle per sempre il rapporto con la sessualità.

Andate dunque per gradi, prendete tutte le precauzioni possibili per evitare gravidanze indesiderate e malattie a trasmissione sessuale e, quando la tua ragazza comincerà a sentirsi più sicura, vedrai che non c’è niente da consigliare per avere un rapporto completo: è la cosa più naturale del mondo!

Cari saluti.

Dr. Giuliana Proietti

Spera nel suo ritorno

Salve, sono una ragazza di 28 anni. Circa 3 mesi fa è finita la mia prima storia durata quasi 3 anni. Il motivo principale che ha portato il mio ex ragazzo a prendere questa decisione è stata un’insoddisfazione nel rapporto sessuale che, a lungo andare, ha intaccato i suoi sentimenti. Ho sempre sottovalutato questo aspetto della relazione e mi sono resa conto di quanto invece sia importante solo quando la storia è finita.

Ho provato a riconquistarlo in tutti i modi, lui non mi ha mai cercata perché dice che “scomparire” è la maniera migliore per chiudere.

Qualche giorno fa gli ho chiesto di rivederci e mi ha detto che non ha intenzione di fare passi indietro perché, secondo lui, in una coppia non posso esserci quei problemi e ha detto che sia io che lui abbiamo bisogno di partner diversi.

Ancora non riesco a farmene una ragione e, anche se lui è stato abbastanza chiaro, in fondo al cuore ho ancora la speranza che torni. Ho paura che questa cosa stia diventando per me un’ossessione perché ho capito che non posso fare altro per tornare insieme (anche se è l’unica cosa che vorrei), ma non riesco a smettere di pensarci.
Grazie

Gentilissima,

Questo non è il momento della nostalgia, ma della comprensione di ciò che è accaduto. Perché per lei la sessualità era un aspetto marginale della relazione? Perché ora ritiene di aver sbagliato tutto?

In fondo, se lei ha sottovalutato la vita sessuale, non credo l’abbia fatto semplicemente per essere oppositiva nei confronti dei desideri che le manifestava il suo ragazzo: evidentemente per lei il sesso era davvero poco importante (e questo, sicuramente, fa pensare a una sua qualche inibizione o a qualche trauma).

Ora dice di aver capito tutto, di essere cambiata, ma in realtà non è successo niente che la possa aver cambiata, se non il fatto che, evidentemente, piuttosto che perderlo, sarebbe ora disposta ad accettare anche cose che per lei non sono importanti, o sono addirittura disgustose, pur di averlo accanto a sé: non sarebbe una saggia decisione, perché la sessualità non si dovrebbe mai fare per dovere, o per evitare la minaccia della fine di una relazione.

Le suggerisco dunque, comunque vadano le cose con questo ragazzo, di concentrarsi ora su se stessa per provare a capirsi meglio, trovando l’origine delle sue inibizioni. E’ un problema di insicurezza personale? Un problema familiare? Un problema religioso?

Un/a sessuologo/a potrà sicuramente aiutarla a scrutare dentro se stessa per imparare a vivere la sessualità con maggiore piacere e interesse, con lui, o con chiunque altro gli succederà.

Cordiali saluti.

Dr. Giuliana Proietti

Ragazza disperata

Salve, sono una ragazza di 34 anni disperata x un problema che ormai mi logora da anni e nn mi fa sentire normale.nella mia precedente relazione con il papà di mia figlia, io non avevo desiderio sessuale e provavo anche fastidio ad essere toccata, e non riuscivo ad avere rapporti ho cercato il perché x anni in ogni medico ma nulla finché la storia é finita.
Ho dato la.colpa alla mia ppca attrazione fisica verso di lui e alla situazione famigliare molto stressante x vari problemi ma, oggi sto da due anni con un nuovo compagno e all inizio sembrava che questo problema fosse quasi scomparso, certo, ho continuato ad avere difficolta nell eccitazione ma gestibile finché da li a poco sempre peggio.
Il mio corpo non risponde agli stimoli sessuali riesco ad avere l orgasmo ma il mio corpo é come anestetizzato, il mio cervello vorrebbe io sto bene e non c e la stessa vita di prima e nemmeno il problema di attrazione eppure, mi ritrovo dinuovo logorata da questa cosa.
L anno scorso sono rimasta inci ta purtroppo non andata a termine ma é stato l unico periodo della mia vita in cui la mia sfera sessuale ha funzionato ed io mi sono sentita normale x la prima volta.
Il mio corpo rispondeva a tutto e sempre, ma poi tutto é svanito ed oggi mo trovo frustrata stanca e demoralizzata e non so piu che fare, rischio di perdere anche lui.
Cosa posso fare?io vorrei solo sentirmi una donna normale e fare la cosa piu naturale del mondo.
Spero in un vostto consiglio grazie.

Gentilissima,

Non so molto di lei, ma dalla lettera sembrerebbe che lei stia cercando una gravidanza e che il non avere figli sia per lei, al momento, un problema. Lei non fa alcun riferimento a questo, ma potrebbe anche essere che la sua mancanza di desiderio derivi dal fatto che è troppo attenta a creare le condizioni per la fecondazione, anziché per il gioco sessuale. Non a caso, quando era rimasta incinta e non aveva più questo problema, era più rilassata.

E’ solo un’ipotesi di lavoro, ma sembra degna di attenzione.

Se ne avesse modo, credo che una terapia di coppia potrebbe evitare l’ulteriore deterioramento del vostro rapporto.

Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

Uno strano desiderio

Ho una compagna completamente contraria allo scambio di coppia o sesso a tre. Abbiamo 30 e 29 anni. Nonostante fosse palesemente contraria(così dice), ama farlo tantissimo (solo con me dice lei) in maniera incredibile. Ama la doppia penetrazione(con giochino) e gioca tantissimo, ama fare cose particolari e spintissime. Ma niente non riesco a convincerla a farlo a tre e lei stessa afferma che è da “Animali”. Una volta nel
Pieno dell’eccitazione le
Ho chiesto se ne desiderava uno in più e lei disse si, ma alla mia domanda se lo voleva vero o finto mi rispose con “tu cosa intendi?… Poi dissi finto ma non era così. Lei cosa pensa? Mi scusi questo post STRANO ma io ho questo strano desiderio. Grazie

Gentilissimo,

Lei sta cercando di portare la sua compagna a fare un’esperienza che non desidera: non si capisce perché dovrebbe per forza piacerle, non è detto che a tutti piaccia il sesso a tre! Sembra invece che per lei sia diventato un desiderio normale, ossessivo, forse dovuto a un eccessivo uso di pornografia, che la porta a fantasticare situazioni oltre i limiti del normale rapporto di coppia.

Visto che mi chiede cosa ne penso, il mio parere è che lei non debba insistere: ho visto molte coppie venire da me dopo queste esperienze di sesso a tre o di poliamore… Molto spesso va a finire che le donne finiscono per innamorarsi dell’altro e che gli uomini inizino ad avere problemi di disfunzione erettile, perché non riescono a dimenticare l’apprezzamento mostrato dalla compagna nei confronti dell’altro.

Inoltre, a forza di insistere, la sua compagna potrebbe anche stancarsi. Penso che lei il messaggio glielo abbia comunicato con una certa chiarezza: se la sua compagna vorrà accoglierlo si farà avanti lei.

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

 

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Prendere o no la pillola?

Salve, vorrei chiedervi io e il mio ragazzo finora abbiamo fatto l’amore senza condom visto che io prendo la pillola, ma siamo comunque molto attenti. Abbiamo un primo rapporto nel qual lui viene si va a lavare per bene e poi ricominciamo.
E’ da un po’ che mi chiedo se io non prendessi più la pillola questa cosa si potrebbe comunque fare o ci sarebbero dei rischi? Se si quale accortezze dovremmo prendere?

C’è da dire che, col tempo, le coppie in genere si conoscono meglio e imparano anche a proteggersi meglio, però resta il fatto che chi, in assoluto, non vuole correre dei rischi, qualche sistema contraccettivo deve usarlo!

Il suggerimento, dunque, è quello di rivolgersi a un ginecologo per essere consigliata su quale mezzo contraccettivo può essere più adatto al suo caso specifico, considerata anche la frequenza dei rapporti.

Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

Il modo di vivere l’intimità

Buonasera,
Mi chiamo B.C e sono una ragazza di 21 anni. Sono felicemente fidanzata da 3 anni. La relazione procede benissimo, mi sento innamorata e corrisposta. Ultimamente mi sono venute delle ansie per quanto riguarda la mia vita sessuale se paragonata a quella di amici/conoscenti. Io e il mio ragazzo non facciamo sesso molto spesso, e a causa del coronavirus ancora meno. Un po’ perché viviamo insieme con i miei genitori e ci sono pochi momenti di privacy e un po’ perché io provo un pochino di dolore. Nonostante ciò pratichiamo regolarmente preliminari, petting e attività erotiche.

Il problema dolore è dovuto alla bassa frequenza del rapporto, come ha indicato la mia ginecologa. Quindi non è niente che mi causi troppe ansie. Io mi sento felice e, parlandone apertamente con il mio partner, sono stata rassicurata che sia tutto a posto e abbiamo concordato di trovare più occasioni per fare l’amore.

Lui conferma di essere soddisfatto, anche se vorrebbe farlo di più. Anche io vorrei farlo di più ma non è una cosa che vivo con urgenza perché ho sempre pensato che ogni attività sessuale che ci soddisfacesse contasse come fare l’amore. In sostanza le mie ansie derivano praticamente solo da “aspettative sociali” o quella che credo sia la normale frequenza per avere rapporti. Forse non dovrei preoccuparmi perché questo è il nostro modo di vivere l’intimità. Lei pensa ci sia qualcosa di sbagliato?

Gentilissima,

Nella sessualità non ci sono regole da rispettare, se non per il fatto che tutto quello che viene fatto deve essere ampiamente condiviso con il/la propria partner. Sembra, da ciò che racconta, che allo stato attuale voi abbiate trovato un punto di equilibrio nel petting, che vi permette rapporti sicuri, ugualmente soddisfacenti e soprattutto “silenziosi”.

Venendo alla sua domanda, credo che le ragioni che lei adduce per non fare sesso completo siano comprensibili allo stato attuale, vista la scarsità di occasioni per essere soli e il dolore fisico durante la penetrazione, dovuto forse alla scarsa lubrificazione.

Se questa modalità di affrontare il sesso dovesse però avvenire anche in momenti di massima tranquillità, ad esempio quando siete assolutamente soli, come durante una vacanza, allora credo che si potrebbe sospettare qualche fobia sessuale, che dovrebbe essere affrontata. Le suggerisco, per il dolore durante la penetrazione, di usare un lubrificante.

Dr. Walter La Gatta

Lui non prova l’orgasmo

Ho una relazione con un ragazzo da diversi mesi. A volte raggiunge l’orgasmo durante il rapporto entro i primi 30 min ma la maggior parte delle volte anche dopo 1,30h di rapporto non viene. Anche nelle relazioni precedenti raggiungeva l’orgasmo a fatica e dopo molto tempo. È normale o possono esserci motivi sottostanti?
Grazie mille

Gentilissima,

No, non è normale. Occorrerebbe conoscere maggiori particolari della vostra relazione per tentare di darsi una spiegazione. La prima cosa da consigliargli, dunque, è di farsi vedere da un urologo/andrologo per comprendere se, sul piano fisico, possono esservi dei problemi.

Una volta esclusi i problemi sul piano fisico si può indagare l’aspetto psicologico. Se il suo ragazzo sta passando un periodo particolarmente stressante (ad esempio sul lavoro), questa può essere una possibile ragione (probabilmente non riesce a concentrarsi sul rapporto perché disturbato da altri pensieri interferenti), oppure occorrerebbe sapere se con lei si trova a suo agio nell’intimità, se c’è attrazione fisica, se magari è convinto che durare di più possa essere per lei maggiormente appagante…

I temi da approfondire possono essere tanti e qui ne ho accennato solo qualcuno. Ce ne è però un altro che mi sembra molto probabile, basandomi sulla pratica clinica: il suo ragazzo guarda regolarmente la pornografia e pratica l’autoerotismo?

In genere, fra i più giovani (ma non solo), questo comportamento porta a un forte calo del desiderio, per cui raggiungere l’orgasmo diventa “faticoso”. Provi a chiedere.

Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

Lui non sente la voglia

Buongiorno, ho 41 anni e sono fidanzata da 3 anni con un uomo di 49. lui ha un figlio di 11 anni, io non sono madre.
ci amiamo e siamo molto affiatati. ci cerchiamo spesso per abbracciarci, accarezzarci, fuori siamo sempre mano nella mano. da questo punto di vista, il nostro è un rapporto fisico per me molto appagante.
c è un solo grande problema che purtroppo mette a rischio la storia e ci fa stare davvero male.
sin dall inizio patisco la nostra grande differenza ripetto al sesso. lui lo farebbe anche solo una volta a settimana o anche meno, io vorrei almeno 3 volte. alla fine riusciamo a farlo in media 2 volte a settimana, ma io devo sempre aspettare la sua voglia e prendere l iniziativa per me diventa impossibile.
lui dice di non sentire la voglia né l impulso (infatti non ha erezioni) e non appena gli viene corre subito da me…
io dopo 4 gg che non mi cerca mi sentofrustrata

Gentilissima,

Non è infrequente che in un rapporto di coppia vi siano differenze riguardo alla frequenza ideale dei rapporti: occorre dunque trovare un compromesso soddisfacente, dal momento che in queste cose non c’è chi ha torto e chi ha ragione… Due volte alla settimana, tuttavia, mi sembra un buon accordo fra voi, che può rispettare entrambe le esigenze. Se poi, per raggiungere l’obiettivo, lei deve prendere qualche volta l’iniziativa, non stia a farsene un problema: che importa chi comincia per primo? L’importante è stare bene insieme.

Mi sembra, tuttavia, che lei non sia tanto preoccupata dal fatto che ha pochi rapporti, ma dalla paura di non essere sufficientemente stimolante e importante per lui. Anche questo è un pregiudizio: gli uomini sono molto diversi fra loro e non tutti hanno solo il sesso nella testa, come si tende spesso a credere.

Le suggerisco, pertanto, di non essere troppo ansiosa rispetto a questi temi, di vivere questa storia con serenità e, se dovesse avere dubbi che la tormentano, credo che la situazione migliore per parlarne sia in sede di terapia di coppia: non occorrono troppe sedute per cercare di comprendere meglio le reciproche esigenze.

Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

E’ stata lasciata

Salve, da circa 20 giorni il mio ragazzo mi ha lasciata.
Ci siamo conosciuti 7 anni fa durante il periodo dell’università, avevamo 21 io e 24 anni lui.
Si può dire che sia stato un colpo di fulmine, ci siamo piaciuti subito e abbiamo creato una forte intesa. Due anime completamente compatibili. Dopo circa un anno mi sono trasferita da lui per alcune esigenze economiche, ma con tanta voglia di stare insieme. Siamo stati insieme quasi 3 anni e posso dire che siano stati i più belli della mia vita, poi abbiamo lasciato la casa ed io sono tornata nel mio paese di origine in attesa della laurea.

Abbiamo continuato a distanza per quasi un anno e poi lui è tornato a casa sua (a circa un’ora di distanza). La storia è andata avanti per altri 2 anni, tra alti e bassi legati al fatto che non potevamo vivere la quotidianità, anche perché io ho iniziato a lavorare ed ero libera solo nel weekend. Quando potevo andavo da lui, a casa dei suoi, ma ci vedevamo comunque poco e anche volendo fare dei progetti non c’erano le basi economiche per poterlo fare.

L’anno scorso si è trasferito in un’altra regione per lavoro, chiedendomi di raggiungerlo, ma io ho avuto sempre un po’ di problemi con i cambiamenti radicali, non riuscivo a staccarmi dalla mia famiglia e dal mio paese di origine. Ho sempre rifiutato anche perché volevo cercare di fare esperienza al lavoro prima di lasciare tutto e trasferirmi in una nuova città.

Lui ha insistito tanto, ma ero sempre negativa al riguardo, al che ho pensato che dovevo lasciarlo per non farlo soffrire, seppur l’amore che provavo per lui fosse fortissimo. Tuttavia decidiamo di continuare con questa storia a distanza, a novembre ci vediamo e capisco quanto io voglia stare con lui, ma non riesco a prendere la decisione di trasferirmi. Dopo alcuni mesi decido di andare a trovarlo, a marzo, ma a causa del covid il mio volo viene cancellato e non posso raggiungerlo.

Lo sconforto è tanto, ma ci restava la speranza dell’estate. Durante questo difficile periodo io sento che lui è molto giù, quasi depresso, ma penso sia normale data la situazione e forse non gli ho dato il conforto che meritava. A metà maggio mi comunica il suo forte malessere, dice che non riesce ad andare avanti pensando che non avremo un futuro, che non può toccarmi, avermi lì con sé e che a continuare così non ce la faceva più. Gli ho chiesto se voleva lasciami e mi ha detto di no, io ci ho pensato tanto e alla fine avevo deciso che dovevo raggiungerlo perché aveva ragione sul fatto che la nostra relazione non fosse più sana in questo modo.

Successivamente inizia a dirmi che è confuso, non sa più cosa prova e odia il fatto che la nostra unica comunicazione avvenga tramite un telefono.
Un paio di volte mi ha fatto intendere che dovevamo lasciarci, ma poi sembrava ritrattare, e avevamo deciso che a giugno ci saremmo visti.
Due giorni prima che partisse si è sentito molto male, è finito al pronto soccorso, e da lì ha preso la decisione di lasciarmi perché diceva che doveva riprendere in mano la sua vita.

Alla fine l’ho convinto ad incontrarci, ma era freddo, e mi ha detto che ormai qualcosa si è rotto e non prova più quello che provo io, che abbiamo visioni del futuro diverse e che ormai non ha senso stare insieme e non sa perché mi ha detto tutte quelle cose sul volermi lì con lui, perché dice che già da due anni la nostra storia non andava e lui aveva solo chiuso gli occhi, e che se lo volevo dovevo pensarci prima.

Ho scoperto che a marzo voleva chiedermi di sposarlo e ora è cambiato tutto. Com’è possibile? Non penso si possa fingere fino a questo punto. Io so di aver sbagliato a lasciarlo solo, l’ho ferito, ma non l’ho fatto per mancanza d’amore, lui mi ha rinfacciato alcune cose che non gli piacciono di me, cose assolutamente risolvibili e per le quali sono propensa a cambiare (non l’ho mai fatto perché pensavo gli stessero bene) ma dice che è impossibile che io cambi.

Adesso non so che fare, lui è ripartito e gli ho scritto qualche volta ma con scarsi risultati. Sembra stia andando avanti con la sua vita, ma io voglio solo lui e sono disposta a tutto.
Come devo comportarmi? Grazie.

Gentilissima,

Credo che il comportamento migliore sia assecondare la ritrovata autonomia di questo ragazzo e questa sua voglia di riprendere in mano la sua vita. Non c’è alcun motivo per cui persone giovani come voi debbano rimanere ancorate ad un sempre più lontano ricordo di felicità, alla nostalgia di un tempo che non può ritornare.

Durante questo periodo di agonia del rapporto sono emerse le vostre differenze caratteriali, i vostri distinti bisogni, i differenti progetti per il futuro e forse anche qualche egoismo di troppo: una storia d’amore è anzitutto basata sul rispetto e sulla dedizione verso l’altro/a. Se questo non c’è stato non c’è da colpevolizzarsi: basta semplicemente riconoscere che non si trattava (più) di vero amore.

Le auguro mille cose belle.

Dr. Walter La Gatta

Aspetti della vita sessuale

Buongiorno dottori avrei una domanda riguardo alcuni aspetti della mia vita sessuale. Ho 25 anni e sono insieme ad una ragazza da 3-4 mesi,
ho notato di vivere quei momenti più intimi e i rapporti con poca tranquillità, subito appena si palesa l’opportunità di avere rapporti
sento un batticuore forte che parte in automatico. Certo sono conscio che si possa trattare di ansia da prestazione dato che ero da molto
tempo single senza avere rapporti. Ne ho parlato anche con la mia compagna che mi tranquillizza sempre e mi ricorda che siamo una squadra ma questa tensione e tachicardia in quei momenti non riesce a svanire. Ciò si traduce spesso in fenomeni quali eiaculazione precoce e problemi con
l’erezione. Vorrei solo capire come partire e fare i primi passi per aiutarmi a superare ed evitare i fenomeni di cui parlavo e cercare di vivere con più serenità quelle occasioni speciali. Ringrazio anticipatamente in attesa di risposta.

Gentilissimo,

Il problema si risolverà col tempo, man mano che lei acquisirà più fiducia nella relazione e si sentirà più a suo agio nei rapporti. Sono sicuro che molti uomini, che hanno una relazione di lungo termine alle spalle, invidieranno i suoi batticuori!
Il suggerimento è fare delle tecniche di rilassamento prima del rapporto (es. training autogeno), cercare di distrarsi con altri pensieri per ritardare l’eiaculazione o, se non riuscisse a venirne a capo da solo, parlarne con un sessuologo (bastano poche sedute).

Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

Manca il desiderio

Salve. Sono un ragazzo di 32 anni, fidanzato ormai da tanti anni con un uomo di 50. Nel sesso non ho mai avuto problemi di eccitazione, ma da qualche tempo non riesco più ad avere interesse per il sesso. Non mi manca lo stimolo, ma con riesco comunque a raggiungere l’orgasmo. E questa cosa risulta frustrante sia per me che per il mio partner. Non riesco a capire cosa mi stia succedendo. P. S. Non ho interesse per nessun’altra persona e nemmeno la cerco.

Gentilissimo,

Probabilmente fa uso di pornografia e si dedica all’autoerotismo: questo potrebbe essere un fattore che le fa perdere interesse sessuale e motivazione. Se fosse questo, il consiglio è quello di sospendere questa attività per un po’ e vedere se va meglio. I dati che riferisce sono troppo pochi per poter fare altre ipotesi, ma comunque vi consiglio di intraprendere una terapia di coppia, per essere aiutati a risolvere questo problema.

Cordialmente

Dr. Walter La Gatta

Una situazione complessa

Buonasera, le spiego la mia situazione. Durante l estate conobbi grazie a un gruppo di amici, una ragazza più grande di me di 5 anni ( io 18 lei 23), passiamo 4 giorni assieme e la cosa finisce lì.. mi lascia il numero con la scusa di inviarle delle foto,.. dopo un paio di giorni, me la ritrovo come collega di lavoro per sostituire una ragazza che partiva per le ferie e li, cominciamo a sentirci, le dico che mi piace e lei ribatte: intanto conosciamoci in amicizia, per me sei piccolo, hai bisogno di altro ecc.. ( calcoli che lavoro da quando ho 16 anni, non sono andato a scuola). Finiamo x fare un altro weekend tutti insieme, e me la ritrovo che mi provoca a tutta misura, piatti da leccare insieme a lei, avance e scenate di gelosia vs una mia amica cara ( mi sono chiesto se avesse dei problemi mentali, e non ne ha, anzi è laureata). Morale: la metto al muro finito il wekend mi risponde che ogni gettata è persa. Poi mi dice che siamo solo amici, poi che sono troppo furbo nel senso di corteggiarla, poi si incazza e non risponde quando le chiedo se è una presa in giro.( Mai usciti da soli. ) . Oggi, avevamo un appuntamento mi dice che vedeva se aveva la macchina, ma non dovevano esserci problemi.. oggi, 2 ore prima, tac, sono incasinata non riesco. Io ho detto nessun problema,… con tutte le provocazioni e tutto quello che si lascia dire: ciao tesoro, cucciola.. (anzi mi ha chiesto cosa le farei a letto) , che devo fare? Sono troppo preso e se mi dicesse le peggiori cattiverie la cercherei ugualmente..
Che approccio devo avere? Quando le chiedo se è insicura dice di no e si incazza, poi fa le scenate x la mia amica e si incazza, poi mi dice di darci dentro con tutte.. ora vuole pure sapere dove vado e con chi vado ma a fatti non conclude nulla.. i miei amici non la capiscono, la mia amica, nemmeno… ( l ho avvisata x evitare di perdere un amicizia importante)..

Gentilissimo,

Credo che la sua situazione sia davvero complessa, perché lei si sta innamorando (o, se preferisce, infatuando) di una persona che, almeno in questo momento della vita, manca di certezze e di stabilità.  Dai discorsi che fate, in ogni caso, sembra che lei sia interessata, almeno sul piano della relazione sessuale, anche se evidentemente c’è qualcosa che le impedisce di passare all’atto. Probabilmente per interpretare bene i suoi comportamenti dovremmo saperne molte di più su di lei (la situazione familiare, lavorativa, i rapporti con gli ex, le aspirazioni per il futuro, ecc.).

Visto che mi chiede un parere, credo che l’atteggiamento giusto da tenere al momento sia quello di mettersi alla finestra, evitando di cercarla o di chiamarla, lasciando che sia lei a farlo, in modo chiaro ed esplicito.

Capisco che le persone misteriose sono le più attraenti, ma stia attento, perché una persona del genere, se fosse così di carattere e non per qualche problematica che sta affrontando nel presente, potrebbe davvero crearle qualche noia.

P.s. Non mi sento di condividere la sua affermazione, secondo la quale le persone laureate sono tutte, automaticamente, “sane di mente”: non è così! 😉

Saluti cordiali

Dr. Giuliana Proietti

Un problema con il compagno

Buongiorno io ho un problema con il mio compagno …fino ai primi di settembre sembrava andare tutto bene avevamo anche in progetto di sposarci poi in lui è scattato qualcosa…viviamo insieme da due anni io ho 52anni 7più di lui …da poco prima della nostra convivenza io sono entrata in menopausa e ho iniziato ad ingrassare (non sono obesa solo qualche kiletto di troppo)… forse per il fatto che non mi vedevo più in forma e per altri problemi familiari, mi sono lasciata andare… Lui ora mi dice che è confuso, non sa se mi ama, non capisce se ha ancora attrazione fisica verso di me, ma allo stesso tempo dice di stare bene vicino a me e che non sa se riuscirebbe a vivere lontano … Nel frattempo a lavoro ha conosciuto una venticinquenne da un anno circa dice che è solo un amica che per lei non prova nulla solo bene …io sinceramente non so più cosa credere mi sembra tutto così assurdo … ha lasciato tutto e tutti per stare con me e ora è in confusione totale?

Gentilissima,

Mi sembra che lei si sia, molto inopportunamente, cullata per troppo tempo sugli allori… Non è detto che un uomo molto innamorato, che lascia tutto e tutti per una compagna di sette anni più anziana e prossima alla menopausa resti tale per tutta la vita! Quando si sceglie un compagno più giovane occorrerebbe mettere il doppio dell’impegno, sia nella cura di sé, sia nella relazione, per mantenere un buon rapporto di coppia e di attrazione reciproca.

Non so se sia possibile recuperare, certo è che al momento lei ha una bella concorrenza, vista l’età della ragazza di cui il suo compagno si è presumibilmente innamorato: anche se non vi fosse una relazione tra loro, è possibile che lui abbia idealizzato questa persona e che il solo pensarla lo faccia stare bene.

Credo sia assolutamente necessaria una terapia di coppia, ma ancor prima di questo credo che lei dovrebbe mettersi a dieta e ritrovare quella desiderabilità e quella unicità personale che avevano portato il suo uomo ad abbandonare tutto per lei.

Cordiali saluti.

Dr. Giuliana Proietti

Fare innamorare un ex

Salve, volevo raccontarle la mia storia. Sono disperata e magari può aiutarmi.
Io e il mio ex siamo stati fidanzati un anno circa, ma siamo lasciati oggi da 6 mesi o poco più ma non abbiamo mai perso i contatti, fondamentalmente siamo sempre insieme, come se lo fossimo ma il problema è che comunque ad oggi lui dice che non è pronto per tornare con me, non prova quello che provava quando stavamo insieme e cose varie. Il nostro rapporto è finito in primis per le ripetute litigate, scenate e quant’altro. Ad oggi purtroppo anche se non è il modo per attirarlo verso di me sicuramente, molte volte escono discorsi sulla nostra “relazione” che poi portano al litigio o semplicemente me la prendo per qualcosa arrivando sempre al litigio. È possibile recuperare un amore del genere? Lui ad oggi dice che qualcosa ancora c’è, ma sicuramente non è quello che provava prima ma stento pure a crederci e mi sento presa in giro a volte. È possibile far innamorare nuovamente un ex?

Gentilissima,

Sinceramente non ho capito molto bene la vostra relazione: vi siete lasciati perché litigavate troppo, per cui ora uscite come amici e con grande frequenza arrivate al litigio… Non capisco, sinceramente, cosa ci guadagnate a non stare più insieme, visto che non vi state dando altre opportunità e il frequentarsi come amici non alleggerisce il clima fra di voi.

Credo sia molto più salutare interrompere del tutto la relazione, frequentare altre persone e, solo dopo un congruo periodo di tempo, rivedersi per valutare se quello che vi unisce è ancora più di quello che vi divide.

Saluti.

Dr. Giuliana Proietti

Non ha più stimoli

Ho 28 anni e vorrei porle una domanda e la ringrazio anticipatamente se mi vorrà fornire una risposta.  Convivo con il mio compagno da un anno e mezzo dopo 7 anni di storia.  Il mio problema è che non ho più stimoli sessuali da tempo. Sono consapevole del fatto che la monotonia della vita di coppia abbia potuto incidere sul rapporto intimo, ma le scrivo perché il mio è un problema più ampio. Ho provato ad immaginarmi con un altro uomo, uno qualsiasi che mi possa attrarre fisicamente ma non c’è verso. La mia voglia sessuale è pari a zero. Presumo sia la carica di ormoni attuale che non funziona più correttamente. Se fosse stato solo un problema di coppia non avrei ricercato opinioni da un esperto. Sono alla ricerca di qualcosa che possa aiutarmi a riscoprire il desiderio, un medicinale…un integratore, ecc. Ho sentito parlare del Tribulus, funziona?
Motivo in più per essermi rivolta ad un esperto è il seguente: 10 anni fa ebbi una trombosi venosa alla gamba causata dalla pillola, non posso assolutamente assumere nulla a base di ormoni.
Quell’integratore è totalmente naturale? Me ne può consigliare un altro?

La ringrazio per la sua disponibilità,

Gentilissima,

In primis vorrei dirle che, almeno da quando è nato il Viagra, Big Pharma, l’associazione mondiale delle aziende farmaceutiche, sta lavorando per cercare una analoga “pillola rosa” e, seppure abbiano messo in commercio alcuni prodotti, la ricerca scientifica li ha tutti bocciati, in quanto inefficaci.

Questo per dirle che, se non funzionano delle molecole studiate ad altissimi livelli e con grandissimi mezzi per far tornare il desiderio, non può funzionare nessun integratore, che vale quanto un afrodisiaco: esattamente come mangiare il peperoncino, le ostriche o la paprika. Pensa che queste sostanze facciano tornare davvero il desiderio?

Detto questo, veniamo a cosa si può fare. Se il desiderio sessuale manca (e non lo si prova neanche per altre persone) c’è un problema di apatia, di trascuratezza, di noia, di tristezza che, a seconda del livello in cui tutti questi disturbi si presentano, potremmo anche chiamare depressione.

Il vivere in coppia può dare molta serenità, ma la troppa serenità potrebbe essere controproducente, sia a livello individuale, sia di coppia. Occorre modificare totalmente il vostro stile di vita ed anche le aspettative che avete sulla coppia: il desiderio non è qualcosa che piove magicamente dal cielo, ma è qualcosa che deve essere ricercato ogni giorno, coi pensieri, le fantasie, i comportamenti.

Una buona terapia di coppia potrà senz’altro aiutarvi.

Saluti.

Dr. Walter La Gatta

Non sono una coppia, ma lei ci tiene

Salve. Sento un ragazzo da qualche tempo ma ho sempre avuto l impressione che evitasse gli incontri. Dopo due volte che ci siamo visti finalmente la terza sera ci cerchiamo fisicamente ma noto alcune anomalie. Assenza di penetrazione e credo anche DE. Io cerco di essere comunque carina per non ingrandire la situazione,ma lui ora non si sta facendo più vivo. Non so come comportarmi anche perché non siamo una coppia ma ci tengo molto. Qual è la cosa giusta da fare? Grazie per l’attenzione

Gentilissima,

Sicuramente quando un ragazzo fallisce nella penetrazione, è difficile che insista con la stessa ragazza, perché non vuole ripetere la brutta figura ed è in genere terrorizzato dalla paura di avere problemi personali che non gli permettano una buona prestazione. E’ più che probabile dunque che lui sia sparito per questa ragione.

Se lei ci tiene, lo cerchi lei e soprattutto non si mostri particolarmente interessata alla sessualità, eviti di parlare dell’accaduto. Forse, se non si sentirà giudicato o in ansia nei suoi confronti, avrà il coraggio di tornare da lei.

Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

Il pensiero di non riuscirci

Sono un ragazzo di 18 anni e recentemente al mio primo rapporto in assoluto con la mia ragazza, anche lei vergine, non sono riuscito a mantenere abbastanza l’erezione per avere la penetrazione e quindi il rapporto si è concluso lì, lei non me ne ha fatto per nulla un problema. Il giorno dopo ci abbiamo riprovato e si è presentato la stessa identica difficoltà; nonostante a lei ancora una volta non pesi per nulla (anche perché i nostri rapporti includono molte altre cose) per me inizia ad essere un problema bello grosso che mi impedisce di avere delle erezioni durature anche nell’intimità.
Prima di questo problema non si era mai presentato nulla di anomalo e con la mia ragazza durante “coccole e baci” le erezioni erano frequentissime e durature anche se “fuori programma”.
Il desiderio di farlo è tanto ma adesso il pensiero di non riuscirci mi blocca e nonostante provi a non farlo vedere mi stressa alquanto.
Vorrei sapere come affrontare il problema .

Gentilissimo,

Si tratta solo di inesperienza e ansia da prestazione. Quello che ti sta accadendo succede alla maggior parte dei ragazzi alle prese con i primi rapporti sessuali. Il consiglio è quello di rilassarti, di non cercare sempre e comunque il rapporto, ma la tenerezza e la complicità con la tua ragazza. Spiega anche a lei che si tratta solo di un problema di ansia e che, per questa ragione, fino a che non ti sarai tranquillizzato, a volte (o spesso) potrà accadere questa cosa.

Per quello che ti riguarda, evita di pensarci il più possibile: paradossalmente, per riuscire a non entrare nel loop dell’ansia devi vivere questa cosa con tranquillità e senza preoccupazioni. Visto che la tua ragazza ti aiuta in questo senso, lasciati andare e, se va male, impara a riderci su. So che non è facile, ma l’importante è non preoccuparsi!

Dr. Walter La Gatta

Peggioramento dopo il parto

Buongiorno, tra fidanzamento e matrimonio sto da 10 anni con il ragazzo con cui ho avuto la mia prima volta, ora ho 32 anni e lui 35, e una bimba di 3. Ho sempre sentito poco durante la penetrazione, raggiungo il piacere solo toccandomi. Non avendo avuto altre esperienze mi chiedevo, è possibile che le sue dimensioni non siano giuste x me?(12 cm di lunghezza x 11 di circonferenza) nel senso, siamo alti entrambi 1,80 ma abbiamo due corporature diverse, lui è più esile di me. Inoltre fisicamente in effetti non è il mio ideale, mi sono innamorata di lui piano piano, del suo carattere..mente per lui è stato colpo di fulmine. Ho avuto prima di lui solo un ex ma non siamo arrivati mai all’intimità, anche se per entrambi c’era una forte attrazione fisica. Dopo il parto le cose sono un po’ peggiorate. Prima non davo molto peso alla questione, perché avevamo più occasioni per stare insieme, e magari nella stessa giornata facevamo più volte l’amore e sentivo di più, mentre adesso le occasioni sono poche con la bambina piccola. Cosa possiamo fare?Grazie

Gentilissima,

Mi sembra che lei stia mettendo insieme varie cose: il fatto di avere scarsa esperienza sessuale, le dimensioni dell’organo genitale di suo marito, la riduzione delle volte in cui fate l’amore e la presenza della bambina piccola.

In conclusione, mi sembra che lei sia un po’ confusa sull’origine del suo malessere, mentre è chiaro che comincia a percepire che qualcosa non va nel vostro rapporto di coppia.

Vorrei dirle in primis che la maggior parte delle donne non sente nulla (o quasi) durante la penetrazione e che per questo è molto importante che l’uomo indugi nei preliminari, che consistono nella manipolazione manuale del clitoride e nel sesso orale. Non c’è dunque bisogno che lei si tocchi da sola: è importante che lui impari a fare la sua parte, eventualmente anche attraverso l’ausilio di un sex toy.

Quanto al calo del desiderio e ai problemi relativi alla bambina piccola, sono problemi reali che riguardano le coppie dopo la nascita del primo figlio: cerchi online qualche consiglio su come comportarsi in questo periodo (anche su questo stesso sito troverà molti spunti) e, se le è possibile, non lasci passare il tempo e intraprenda una terapia di coppia/sessuale con uno psicoterapeuta sessuologo.

Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

Lui è più giovane e lei è gelosa

Salve ho 35 anni e sono divorziata ho da qualche mese una relazione/convivenza con un ragazzo molto più giovane di me. Quando sono a fine rapporto sessuale mi prende una grande gelosia perché penso al suo precedente rapporto con un’altra donna. Non mi sento più bella e desiderata come posso fare a risolvere questo problema?

Gentilissima,

Lei ha trovato un ottimo modo per cercare profonde gratificazioni personali sul momento, che rivalutano il suo sé, ma che non promettono continuità e stabilità alla relazione. Questo è il motivo della gelosia: lei immagina che un giorno questo ragazzo proverà attrazione verso una persona più giovane e questo la fa stare male. Cerchi di non affezionarsi troppo e si goda questo regalo che la vita le ha offerto, senza pensare al futuro.

Il futuro, quasi sicuramente, le riserverà altre sorprese positive.

Cordiali saluti.

Dr. Walter La Gatta

Giovane con ansia da prestazione

Salve, sono un ragazzo di 18 anni, un mese fa circa abbiamo provato a farlo per la prima volta (quindi entrambi vergini) con la mia ragazza, ma non è andato a buon fine perchè ho perso subito l’erezione, dopo quel giorno abbiamo provato un altra volta dopo due settimane ed è successa la stessa cosa, credo sia ansia da prestazione, ogni volta che ci provo vado in uno stato di ansia incredibile, inizio a sudare ecc…, ne ho parlato anche con la mia ragazza e mi ha detto di stare tranquillo e di rilassarmi, ma ogni giorno il mio pensiero fissò è li, non riuscire a concludere niente, cosa posso fare per risolvere.

Gentilissimo,

Quello che ti sta succedendo è talmente comune, che potremmo anche definirlo normale… Sei una persona ansiosa e sei, evidentemente, troppo preoccupato di fare brutta figura. Come vedi però, più hai questi timori, più ti succede questa cosa. Il suggerimento è di parlarne con la tua ragazza, dille che ti ci vuole un po’ di tempo perché vivi questa cosa con troppa ansia.

Ricominciate quindi a fare l’amore come lo facevate prima, cercando di stare bene, anche se il rapporto non è completo. Quando ti sentirai meno in pressing sulla tua prestazione sessuale, potrai godere di un ambiente tranquillo e rilassato e ti sentirai abbastanza sereno, allora riprovaci.

Se questo problema dovesse durare più di sei mesi, allora parlane con un sessuologo.

Ciao, stai bene.

Dr. Walter La Gatta

Passa, ma poi torna più forte di prima

Buongiorno io e mio marito ci siamo conosciuti a 15 anni io e 16 lui. Siamo stati insieme per 10 mesi in cui io ero mi sono comportata in modo eccessivamente pudico (ci siamo solo baciati a stampo). Lo lascio per una storia estiva durata 10 gg al mare e dopo un paio di mesi cerco di recuperare il rapporto, ma vengo a conoscenza degli amici che lui ha conosciuto una ragazza al mare e che va a trovarla nei fine settimana e ci ha anche fatto l’amore.

Provo ancora a sentirlo ma la sua risposta è no…io ho la ragazza non voglio ladciarla ,ma se vuoi sabato ci possiamo vedere. Io non volevo essere la seconda scelta di nessuno così rifiuto. Passano altri 3 mesi dopodiché lui cerca di riallacciare i rapporti fino a quando ci rimettiamo insieme.

Prima di fare l’amore con lui ho aspettato 1 anno e mezzo sempre per il mio discorso di lezioni di pudore ( da parte dei miei genitori). Ora è 20 anni che stiamo insieme ( ci siano sposati s abbiamo 2 bambini) io ho 36 anni e lui 37, ma ciclicamente capitava che io gli chiedevo dell’altra e del fatto che lui con me non avesse nemmeno mai fatto intendere che volesse baciarmi e con lei invece nel giro di poco c’è andato a letto.

All’inizio le risposte erano vaghe (e sembrava volesse farmi capire che c’erano stati grandi cose tra loro), e nel corso degli anni, quando le mie ansie legate a quel rapporto tornavano lui mi raccontava versioni differenti dalle volte precedenti e questo iniziava a farmi molto male ( avevo idea che lui volesse proteggere quella sua relazione che io ho vissuto come un tradimento essendoci stata prima e essendoci stata dopo). Fino a quando mi ha detto che ha fatto sesso solo 1 volta con lei ( e tra l’altro non è arrivato nemmeno all’orgasmo).

Dopo i suoi racconti le mie ansie si placavano e tutto tornava alla normalità. Fino a quando un paio di mesi fa lui ha fatto una battuta a sfondo sessuale e a me è venuta in mente la sua relazione con l’altra. Gli ho parlato e gli ho chiesto di dirmi una volta per tutte la verità ( con la speranza che mi dicesse che non c’erano stati sentimenti). All’inizio mi ha detto che non erano cose che mi riguardavano( in effetti….)ma poi mi ha raccontato che andava a casa sua il fine settimana, ha iniziato a toccarla sempre più,lei ci stava (anche se sembra dai suoi racconti che lei non l’abbia mai toccato anche se anni fa trovai una lettera di lei in cui diceva che erano diventati maestri del sesso) fino a quando hanno fatto l’amore ( lui sostiene mezza volta perché non è arrivato allorgasmo, poi non c’è più stato nulla oltre al petting).

Dice inoltre che il suo obiettivo era fare sesso ( e non l’amore) che l’ha fatto per farmi ingelosire, ma poi scopro da altri suoi racconti che io non c’entro nulla e quelle cose le ha dette solo per chiudere questo capitolo delle mie ansie una volta per tutte, che lui adottava con lei gli stessi comportamentiche usava con me.

Vivo tutte queste sue contraddizioni come bugie nei miei riguardi, poca sensibilità di fronte al mio star male. Gli chiedo ancora come sono andate le cose e lui mi dice che non si ricorda ( si ricorda solo di avere fatto petting e l’amore è nulla più). Io entro in crisi profonda, piango tt le sere pensando a lui con l’altra mentre fanno sesso e nel fare l’amore con lui mi immagino le sensazioni e le scene di lui con lei.

Ogni momento della giornata in cui non ho nulla da pensare, penso a loro due…e sto male sia fisicamente sia mentalmente. So che può sembrare una cosa adolescenziale, ma non riesco ad accettare questa cosa che mi trascino ormai da 20 anni…. come posso fare? Ho provato a convincermi che è passato molto tempo, che era un ragazzino….ma nel momento passa ma poi torna più forte di prima. Grazie

Gentilissima,

E’ paradossale che lei si stia tormentando e stia mettendo a rischio il suo rapporto di coppia per una storia avvenuta venti anni fa, peraltro causata da un suo iniziale tradimento.

In tutto questo il suo pensiero non si sofferma mai sulla sofferenza che può aver causato al suo ragazzo, avendolo lasciato per una insignificante avventura estiva, e si concentri invece solo e soltanto su quello che ha fatto lui.

Con questo non sto cercando di colpevolizzare lei e giustificare lui: credo che vi siate comportati entrambi in modo forse superficiale, ma che siate più che giustificati dal fatto che eravate ancora giovanissimi, totalmente inesperti della vita, dell’amore, del sesso.

Credo che questa gelosia retroattiva la renda prigioniera di un’ossessione che non riesce a scacciare; le consiglio pertanto di rivolgersi a uno psicologo, per liberarsi di un pensiero così distruttivo e, davvero, così inutile.

Dr. Giuliana Proietti

Predilige l’autoerotismo

buongiorno, io e la mia compagna abbiamo sempre avuto una buona affinità sessuale, siamo insieme da 5 anni quasi. Da un po’ di tempo i nostri rapporti sono un po’ troppo diretti, finalizzati esclusivamente alla penetrazione, in più lei non mi permette o non gradisce che possa provocarle piacere lì in altri modi, ad esempio usando mani, bocca etc. Pur non ritenendo la masturbazione una cosa vietata mi è sembrato di capire che lei la pratica diverse volte nella settimana per cui ovviamente quando siamo insieme predilige solo alcune forme di eccitazione. Mi chiedo se sono io che vedo un problema o è del tutto normale togliere delle cose alla coppia per prediligere l’autoerotismo? Grazie mille
Marino

Gentilissimo,

Non vedo perché una persona soddisfatta dei rapporti sessuali e con un partner con il quale ha sempre avuto una buona affinità sessuale dovrebbe ricorrere all’autoerotismo, sottraendo tempo e attenzioni al rapporto di coppia… Le mie conclusioni sono l’opposto delle sue: non è che lei sottrae qualcosa alla coppia attraverso l’autoerotismo, ma è la coppia che ultimamente funziona poco, per cui lei ricorre all’autoerotismo.

Sicuramente potrebbe farvi molto bene parlare approfonditamente di questa cosa: se la comunicazione non fosse semplice, fatevi aiutare da un terapeuta.

Cordiali saluti,

Dr. Giuliana Proietti

Come risvegliare la chimica

Buongiorno! La mia storia con mio marito è la seguente. Ci siamo conosciuti quando avevo 15 anni. Ero ancora a scuola. Lui aveva 20 anni. Ci siamo innamorati persi , ci baciavamo per ore ma niente sesso. Io vivendo in un ambiente dove il sesso si poteva fare dopo essersi sposata ( e sposarsi vergine) ero molto bloccata. Non riuscivo a farlo anche se volevo renderlo felice. Mi ha implorato tantissime volte…non c’è la faceva più… io vivevo in un paese e lui all’estero. Veniva a trovarmi ogni 2 mesi , solo per stare con me e baciarci. Una pazienza d’oro. Alla fine ci siamo sposati. Io avevo 16 anni. Ho pensato che sposarmi mi sarei sbloccata e avrei perso questa paura di fare sesso… ma lui è rimasto con un sentimento brutto dentro di lui…come se non mi fidavo di lui e per quello che volevo che ci sposasimo…invece no, io vedevo solo questa alternativa per poter fare sesso…. sono passati 9 anni…lui ha ancora dentro questo sentimento e dice di fare sesso con me per necessità fisica , ma il brivido non c’è più… cioè non c’è mai stato. E lo capisco. È un ragazzo d’oro. Noi ci amiamo tantissimo e non ci siamo mai traditi. Non riusciamo a lasciarci, lui dice che non c’è solo questo in una relazione. E che se è andato avanti così è perché mi ama. E io gli credo. Vorrei capire come fare a farlo felice. Perché mi dice che da questo punto di vista non è mai stato felice. Anzi , ognitanto lo vedo giù. Mi racconta raramente la cosa e mi dice che non riesce a passare oltre… come se mi fa una cosa brutta se facciamo sesso. Visto che io il sesso lo vedevo come una cosa brutta e grave glielo indotto anche a lui , involontariamente. Posso recuperare qualcosa ? Fargli risvegliare la chimica che provano tutti gli innamorati all inizio ?

Gentilissima,

Se c’è un caso dove la terapia di coppia potrebbe essere davvero molto utile è proprio il vostro: è necessario ripensare il vostro rapporto in modo adulto, imparare ad utilizzare la sessualità in modo creativo e fantasioso, riscrivere le regole del vostro patto di coppia, nato quando lei era poco più di una bambina. Credo che il consiglio migliore che posso darle è sicuramente questo: fare un percorso di coppia, che possa aiutarvi a ristabilire una comunicazione fra voi, anche sul piano sessuale, attraverso l’aiuto di un terapeuta. Naturalmente non sarà possibile riprovare la chimica degli innamorati all’inizio, come lei piuttosto ingenuamente spera, ma stabilire qualcosa di adulto, che non è necessariamente peggiore di quello che lei ha in mente.

Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

Incinta. Passata la voglia

Salve, sono una donna di 39 anni alla sua prima gravidanza. Sto con il mio compagno da 3 anni ,un amore immenso con una forte attrazione e forte passione sessuale senza problemi nel raggiungimento dell\’orgasmo. Sono incinta di 5 mesi e i primi 2 mesi non ho potuto avete rapporti per via di una gravidanza gemellare con utero contratto, abbiamo ripreso ad avere rapporti da un mese circa ma io non mi sento più quella di.prima: Ho poca voglia,mi sento stanca e \”goffa\”,mi sento lenta nei movimenti,insomma non ero assolutamente così. C\’è stato un giorno in cui non ho raggiunto l\’orgasmo,cosa mai successa in 3 anni,e questo episodio mi ha buttato molto giù psicologicamente perché io amo e provo un forte desiderio per il mio uomo. Ora ogni qualvolta iniziamo ad avere un rapporto io mi sento già in tilt perché penso se riuscirò o meno a raggiungere il piacere e purtroppo mi è ricapitato di nn farcela nonostante il coinvolgimento forte. Insomma sono proprio provata da questa cosa,non mi riconosco e soffro per questo. Io e il mio compagno siamo sempre stati in sintonia nel sesso è proprio la forte passione che ci ha unito tanto da avere sempre orgasmi contemporaneamente, ora da quando sono in attesa non riesco a provare piacere sempre ,a volte si altre no e ogni volta per me è un continuo chiedermi se c’è la farò. Insomma sto soffrendo tantissimo per questo.

Gentilissima,

Credo che lei dovrebbe in questo momento concentrarsi sulla gravidanza e sull’esperienza eccezionale che sta vivendo, Gli orgasmi torneranno, mentre l’esperienza della vita che sta nascendo dentro di lei probabilmente è unica.

E’ piuttosto normale che la gravidanza porti a un minore desiderio e minore capacità orgasmica, ma stia tranquilla che dopo il parto potrà tornare tutto come prima.

Il suggerimento, durante il periodo della gravidanza, è quello di tornare al petting, alle coccole e a un sesso molto “soft”.

Cordiali saluti

Dr. Giuliana Proietti

Sesso per la prima volta

Buonasera. Io ed il mio ragazzo abbiamo da poco fatto sesso per la prima volta (in assoluto, per entrambi). Da due anni pratichiamo preliminari e c’è molta affinità. Tuttavia al momento della penetrazione non ho sentito alcun tipo di piacere. Mi succede la stessa cosa durante la masturbazione, penetrando con le dita. Ho letto molto a riguardo, e la maggior parte delle notizie mi riportavano al problema del “vaginismo”, ma nel mio caso non vi è alcuna pressione psicologica o timidezza nei confronti del partner… Avrei davvero bisogno di un consiglio su come risolvere. Ribadisco che non è relativo alla “bravura” del mio partner nel provocarmi piacere, poiché mi accade anche da sola.
Grazie per l’attenzione, spero di non essere l’unica ad avere questo tipo di problema.

Gentilissima,

No, non è l’unica ad avere questo problema: siete, statisticamente, sette donne su dieci.
Intanto le dico subito che il vaginismo non c’entra nulla: questo problema riguarda le donne che non riescono ad accettare la penetrazione e che contraggono, anche involontariamente, la muscolatura, rendendo di fatto impossibile il coito. Evidentemente non è il suo caso.

Il suo caso riguarda. invece, l’anorgasmia vaginale: come le ho detto è un evento molto frequente, ma comprensibile, se si pensa che il centro del piacere femminile non è concentrato nella vagina, come comunemente si pensa, ma si trova prevalentemente nel clitoride.

Questo non significa che lei non possa provare piacere durante la penetrazione, ma non sempre fino al punto di provare un orgasmo. In tal caso, la complicità di coppia sarà molto importante, per fare in modo che i preliminari siano prolungati e intensi, affinché anche lei possa avere il suo piacere.

Nel lasciarla, vorrei anche dirle che una prima volta non basta, da sola, a capire cosa le piace e cosa non le piace: lasci che la maggiore esperienza, sua e del suo fidanzato, possa favorire le condizioni per una sempre migliore intesa.

Cordialmente.

Dr. Walter La Gatta

Lui ha chiesto una pausa

Salve, sono da poco stata lasciata dal mio ragazzo dopo un anno e mezzo in cui, a causa del covid, abbiamo deciso di convivere per circa 9 mesi. La relazione ha avuti grandi alti e grandi bassi, siamo stati molto complici nella vita di tutti i giorni, lui è stato per me una sicurezza, un pilastro e ha cercato sempre di rendermi felice in tutto, i primi mesi specialmentre eravamo innamoratissimi.

I problemi sono sorti durante la convivenza, dal momento che non era in grado di affrontare discussioni con me, non ha mai lamentato aspetti di me o della vita con me che non gradiva, piuttosto quando qualcosa non andava reagiva cadendo in un’apatia silenziosa, che forse ha intaccato un po’ anche la vita sessuale.

Chiaramente questi momenti di apatia agitavano anche me, che non riuscendo a capire la situazione finivo con l’arrabbiarmi e probabilmente peggiorare la situazione. Negli ultimi mesi (convivenza finita per ragioni esterne) questi momenti si sono diradati e ci sono stati altri momenti molto felici, per cui non credevo di dovermi preoccupare.

Di punto in bianco però è crollato, dal nulla, non ha retto e mi ha confessato di non riuscire a provare piú sentimenti nei miei confronti (anche se mi ha sempre dimostrato il contrario). Dice di sentirsi inadeguato di fronte a ciò che provo io, di essere uscito stremato dalla convivenza e si è voluto prendere un momento di riflessione (che dura da 10 giorni) durante il quale non ci stiamo sentendo ed io temo che sia finita.

Il problema è che lui non mi ha messo nelle condizioni di comprendere il suo malessere ed il suo senso di inadeguatezza quando era il momento ed io l’ho sottovalutato. Sicuramente il tutto è stato ingigantito dalla condizione di lockdown durante la quale non potevamo uscire ed eravamo costretti a condividere degli spazi piccolissimi. Io mi rendo conto di essere comunque ancora molto innamorata di lui e vorrei capire se esiste il modo di riavvicinarsi e affrontare i problemi insieme. Al momento non lo sto contattando per lasciargli lo spazio che mi ha chiesto, non so se sto facendo bene.

Gentilissima,

Probabilmente nella vostra coppia c’è un problema di comunicazione: non avete stabilito un codice di comportamento condiviso che l’altro possa gradire nei momenti di conflittualità. Sembra infatti che lui, nei suoi momenti di incertezza e delusione, si abbandoni all’apatia, chiudendosi in se stesso; lei, al contrario, vorrebbe parlare di quello che sta succedendo, per cercarne cause e soluzioni. In questa condizione rappresentate, l’uno per l’altra, un elemento di fastidio più che di solidarietà e complicità di coppia, che vi porta all’esasperazione.

A mio parere non tutto è perduto, gli lasci i suoi momenti di pausa e, se avrete occasione di tornare a parlarvi, si mostri decisa a risolvere questo problema di comunicazione, non escludendo l’ipotesi di una terapia di coppia.

Con molti auguri.

Dr. Walter La Gatta

Un uomo più grande di lei

Ho avuto una relazione di tre anni con un uomo più grande di me di dieci anni. Sin dai primi mesi sono venute fuori alcune sue paure relative alle relazioni profonde e impegnative. A causa di una storia familiare complessa, con una madre depressa -e quindi assente- e un padre accondiscendente -quasi una vittima- lui ha sempre temuto le relazioni, ritenendole delle gabbie in cui uno dei due prima o poi diviene succube dell’altro.

Si diceva però consapevole di questa sua tendenza a restare nella sua comfort zone – ovvero vivere da single- e sosteneva che fosse una vita più comoda ma non appagante, per cui aveva deciso di superare questa condizione impegnandosi a vincere ansie e paure, forte del sentimento che lo legava a me.

Nell’ultimo anno di relazione a causa della pandemia e dei rispettivi -ma soprattutto miei- problemi lavorativi pian piano si è distaccato – in modo silenzioso, perchè di fatto stavamo insieme come sempre, anche se meno affiatati rispetto ai primi tempi- fino a decidere poche settimane fa di troncare, pur giurando di amarmi e di non volermi abbandonare, ma di non riuscire a condividere con me emozioni nè ad essere empatico rispetto alle mie preoccupazioni, a causa delle quali si sentiva prigioniero della relazione, temendo di incappare in nella dinamica relazionale familiare, da lui percepita come una prigione.

Io sono convinta di amarlo e soprattutto sono convinta del fatto che si tratti di problemi superabili -come d’altronde lui stesso ha sempre sostenuto con forza- però ora sembra di nuovo focalizzato su se stesso e sul suo lavoro, e non lascia intravedere ripensamenti. Non so come comportarmi.

Gentilissima,

Se proprio ci tiene a questa persona, che evidentemente fugge da qualsiasi responsabilità e manca di sentimenti empatici, non so se per narcisismo o per lo sviluppo di fobie relative alla associazione famiglia-prigione, dovrebbe proporgli un tipo di relazione più aperta.

Una relazione forte la si può infatti avere anche senza la convivenza, senza una totale condivisione degli interessi e delle preoccupazioni, senza troppe gelosie, senza interessi economici in comune.

In questo caso ciascuno dei due coltiva comodamente il suo orticello e, occasionalmente, va a visitare quello dell’altro, e viceversa.

Non è possibile fare progetti di famiglia o cercare appoggi reciproci ma, ad esempio, in queste relazioni la sessualità è in genere molto appagante, così come il (poco) tempo trascorso insieme è in genere di buona qualità.

E’ questo quello che anche lei desidera? Se sente di avere altri progetti per il futuro, se non è questa la relazione che vorrebbe, sarebbe sbagliato cercare di convincere lui o se stessa che si può cambiare per soddisfare i desideri dell’altro: è vero, si può cambiare, ma con grandi costi personali e tanti rimpianti, che poi inevitabilmente tornano a gravare sulla coppia.

La decisione sul comportamento da tenere non può dunque prescindere da un’attenta analisi dei suoi bisogni e dei suoi desideri.

Dr. Walter La Gatta

 

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Da sola prova più piacere

buongiorno,
durante i rapporti penetrativi con il mio ragazzo provo piacere, arrivo a provarne moto, ma non è mai pari a quello che ricevo da sola quando attuo la masturbazione… Lui fa tutti i preliminari del caso, ma neppure con quelli arrivo a provare “le montagne russe” che provo normalmente da sola, questa cosa va avanti da un po’ e non riesco a risolverla, non so come fare per risolvere la situazione…
Le dimensioni sono un po’ più superiori della media, non credo sia quello il problema… cosa potrei fare? Grazie

E’ risaputo che, dal punto di vista “tecnico” la masturbazione sia più appagante dei rapporti completi con un/una partner, dal momento che si riesce a manipolare gli organi genitali nel modo e nel momento giusto, cosa che con un partner non è sempre possibile, perché il/la partner non può avere la sensibilità di chi vive il piacere e l’eccitazione sessuale sulla propria persona.
Da questo punto di vista dunque, l’unico modo per migliorare la situazione è parlarne apertamente, raccontare a lui/lei le proprie sensazioni ed eventualmente guidarlo/la perché l’altro/a possa comprendere il ritmo, la delicatezza del tocco, il momento in cui essere più o meno attivi.
Un altro suggerimento è quello di introdurre i sex toys nel rapporto, che a volte possono rappresentare una piacevole e sorprendente novità.

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

Cosa abbiamo sbagliato?

Buonasera, sono sposata da circa dieci anni con uomo con il quale mi fidanzai poco più che ventenne. Quando decidiamo di sposarci, non è per avere figli, ma è per vivere insieme, uniti, e con gioia, benessere. Per me, si sta con qualcuno, se si sta bene. In ogni piccola cosa: parlando di cultura, di pettegolezzi o di profonde confidenze, mangiando un semplice panino o trascorrendo un weekend in pieno relax alle terme con ogni comfort.
Se qualcosa non ci fa stare bene, a mio avviso, si può anche evitare, non è necessario fare tutto con il coniuge.
Fin qui tutto ok, eravamo partiti bene.
Ma…io ho sottovalutato alcuni “segnali”: mio marito a letto, anche durante il fidanzamento, era molto…sfuggente, tendeva ad evitare un rapporto completo, lungo e soddisfacente, fantasioso, vario, giocoso.
Durante il fidanzamento, più che sesso vero e proprio, c’era molto petting, per entrambi piacevole, e nel 10% delle volte, si andava oltre.. eppure, dopo circa 4-5 anni di fidanzamento avevamo occasione di stare insieme spesso, fuori dalla casa dei genitori…ma lui … quasi non ci teneva… Io forse al tempo, non di importanza alla cosa e più che altro preferisco “sognare” un futuro nel quale saremo più aperti, disinibiti.
Appena sposati, io immagino che le cose cambino, ma niente di che.
I rapporti sono brevi, lui era molto emozionato, ed io cerco di non forzarlo…
Più passa il tempo e più si riducono ed io entro in un trip nel quale comincio a pensare di non piacergli, di non essere attraente, sexy, nell’atteggiamento, o abbigliamento o.look …ma ero fuori strada.
Lascio correre.
Alla fine…esplodo: mio marito è ancora chiuso in se stesso, ripiegato su se stesso, non comunica, si chiude in bagno con il cordless di sera, anche per 1 ora intera dopo cena.
Comincio a fare un bilancio: i nostri rapporti intimi, mai particolarmente “strabilianti” sono ogni 2, 3, 4 mesi…e magari durante le ferie che trascorriamo sempre insieme, sono tutt’al più, due o tre in …40 giorni!
Esplodo.
Gli parlo. Tergiversa ma mi promette che nella vacanza nel nostro posto preferito, ci rifacciamo. Infatti… mantiene la “promessa”, una volta e basta! Che delusione!
Continua la mia insoddisfazione, accumulo rabbia.

Decido di parlargli molto più schiettamente, soprattutto sottolineo il fatto che, a volte, tra di noi ci sono carezze, abbracci, massaggi, ma lui non mi ruba nemmeno un bacio passionale, come invece faceva da fidanzato (e con un bacio, io posso anche godere e sciogliermi).
Lui crolla, riconosce che è tutto vero, mi dice di essere fallito, soffre e vorrebbe lasciarmi, si sente “scoperto”, come se avesse capito che la sua ritrosia non mi può più andare bene e lui non può fare nulla per cambiare.
Nel frattempo avevamo notato anche che lui cominciava a soffrire di eiaculazione precoce.
Gli chiedo di rivolgersi ad uno specialista. Lui impiega un anno per farlo, con risultato di ottenere rimedi farmacologici.
Da allora sono circa 4anni che cerco di coinvolgerlo con situazioni più spinte, più giocose, e all’inizio lui partecipa, ma poi riprende a lasciarsi andare. Se io non prendo l’iniziativa, per non mostrarmi “esigente” come una maestra che vuole correggere i compiti, lui lascia passare il tempo, come se non avesse bisogno di avermi.

A mio avviso sarebbe ora di lasciarci.
Lui mi implora di non arrivare a questo.
E siamo ancora insieme ma…distrutti.
Lui proverà ad andare in un altro appartamento… separazione “soft”, una prova, un’ultima spiaggia. Magari, a lui piace e dà serenità vivere solo e tranquillo, senza contatto fisico, per quanto il nostro reciproco affetto sia SCONFINATO.
Chissà.
Io chiedo a voi esperti:
Dove ho sbagliato?

Ho sbagliato a parlare a viso aperto e chiedergli di estirpare il problema alla radice con l’ausilio di esperti medici e psicologi di coppia?
Forse dovremmo vivere serenamente separati, in due case ma continuando a volerci bene e sostenerci senza accusarci a vicenda.
Non so se bisogna rassegnarsi e farsene una ragione, senza insistere, o aspettare con pazienza che la prossima lontananza ci faccia tornare la voglia di stare insieme.
Vorrei sapere, senza mezzi termini, cosa abbiamo “sbagliato” e come smettere di continuare a fare “passi falsi”. Grazie,
Wanda

Gentilissima,

Alla domanda “dove ho sbagliato” risponderei che lei ha sbagliato nel considerare la vostra vita di coppia come un problema esclusivo di suo marito, dove era lui che doveva rivolgersi agli esperti, lui che doveva risolvere i suoi problemi, mentre lei doveva restare semplicemente in “vigile attesa”. Sicuramente suo marito ha un problema con la vita sessuale, ma il malessere ormai non è più solo suo, è della coppia!

Che dire, infatti, delle frustrazioni ricevute nel tentare di proporsi con giochi solleticanti e ricevere ogni volta un segnale di disinteresse?

Che dire, dalla parte di suo marito, sentirsi inadeguato nella sessualità e avere una moglie che apparentemente non pensa ad altro?

Per questo motivo, la soluzione del problema è in un trattamento congiunto da parte di un terapeuta formato in sessuologia che vi aiuti a mettervi in discussione, a comunicare meglio e a cambiare i vostri atteggiamenti e comportamenti nella vita intima.

In primis c’è da superare lo stress che questa situazione vi ha provocato: non credo che la lontananza sia la strada più efficace per risolvere il problema, ma comunque tentatela. Se non dovesse funzionare, come immagino, sapete quale strada prendere.

Cordialmente.

Dr. Walter La Gatta

Lui fantastica lei con un altro

Io e mio marito stiamo insieme da 12 anni io nn gli sono mai piaciuta fisicamente del tutto e da quando abbiamo iniziato a frequentarci che luo ha richieste r fantasie sessuali di me con un altro.. Ho ptovato in questi anni a farlo felice, provando inizialmente solo di mano, poi con rapporti orali etc.. Ma ogni volta tornavo a casa innanzitutto frustrata perché nn mi sentivo a mio agio e in più dispiaciuta perché non riuscivo mai a lasciarmi andare.. Ora sono mesi che nn facciamo sesso, lui prova a dirmi di riprovarci ma ip mi rendo conto che faccio fatica perché l unico movente che mi spinge a far certe cose e la sua felicità.. Penso di base che siano perversioni o giochi a cui io nn sono portata.. Cosa devo fare? Dove sbaglio? Aiuto

Gentilissima,

Non è detto che lei sbagli: seppure la fantasia di vedere la propria donna mentre fa sesso con un altro sia abbastanza frequente, è più raro che essa venga messa in pratica. Probabilmente suo marito  ha provato semplicemente a creare una complicità sessuale fra di voi, pensando che anche lei si eccitasse con le stesse fantasie. Credo, tuttavia, che abbia ottenuto l’effetto contrario data la sospensione dei rapporti ed i tanti dubbi che lei ha accumulato nel frattempo.

Direi che nel vostro caso la cosa migliore da fare è rivolgersi ad un sessuologo, il/la quale vi metterà a vostro agio e vi permetterà di parlare liberamente della vostra sessualità, dandovi tutti i suggerimenti necessari per sperimentare una sessualità che sia appagante per entrambi.

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

Perdita delle libido

Buonasera,
non so se questo form è ancora attivo ma ci provo.
Sono una ragazza di 27 anni e sono in uno stato di amenorrea da ormai 3 anni abbondanti, dopo aver smesso la terapia del cerotto anticoncezionale.
A seguito del primo anno di amenorrea, è iniziata per me una fase di lenta apatìa e diminuzione della libido. Potenzialmente non costituisce un grande problema, ma dal momento che ho un compagno, è un problema molto grosso, che mi crea un disagio sempre più grande e mi fa sentire incompleta come donna e soprattutto incompleta nei suoi confronti. Abbiamo avuto molte conversazioni a riguardo, il rapporto di affetto non si è incrinato ma siamo giunti a un tacito disagio intimo in cui lui è quasi rassegnato e io attendo che il problema si risolva da sè, consapevole che non succederà.
Per un po’ mi andava bene fingere il coinvolgimento durante il rapporto ma non sono più in grado di farlo perché la situazione è mutata in una sorta di dolore/fastidio alla penetrazione.
Nella mia quotidianità non provo fastidi o dolori e il problema rimane durante il rapporto, questa cosa mi ha portato a vivere l’intimità con una grande ansia più nei suoi confronti che nei miei.
Non so se la mia attuale disfunzione ormonale può esserne la causa o quantomeno contribuire a una serie di situazioni e stress mentali in cui mi sono rinchiusa ma ormai il calo della libido si è annullato totalmente.
Il problema non è legato al mio compagno in sé, ma in generale nella mia vita la sessualità è una cosa di cui non sento più necessità.
Non provo più attrazione e non so come ritrovare il piacere nel rapporto. Abbiamo affrontato spesso il discorso insieme, ci siamo aperti più volte cercando di creare situazioni che potessero aiutarci a lasciarci andare ma nulla è cambiato, se non in casi isolati.
Non sono più in grado di vivere la sfera sessuale in maniera rilassata, non sono più in grado di piacermi e non provo nessuno stimolo nei suoi confronti. Ormai abbiamo un rapporto molto raramente e tutte le volte, da parte mia è molto forzato, solo per dargli ciò di cui ha bisogno. Non so neanche da dove iniziare per ritrovare il piacere. Ho provato anche la valutazione del pavimento pelvico e delle sedute fisioterapiche per alleviare questa sorta di dispareunia ma nulla è cambiato.
Per quanto riguarda la relazione con il mio compagno, sono sincera è complicata fin dall’inizio perché siamo due persone totalmente opposte. Abbiamo interessi diversi e a volte disprezzo i suoi, però va avanti da 2 anni e mezzo e siamo comunque in grado di stare piacevolmente insieme. Non vogliamo lasciarci ma questo problema sta diventando più grande di noi..
Mi spiace essermi dilungata così, penso di aver detto l’essenziale per avere un quadro generale della mia situazione e spero che possiate aiutarmi in qualche modo.
Grazie

Salve,

Si, il form è attivo e cerchiamo di rispondere appena possibile. La mia sensazione è che lei si stia rassegnando alla sua amenorrea e che, non so quanto consapevolmente, questo sia ormai diventato per lei un pretesto per tirare i remi in barca e chiudere definitivamente il capitolo sessuale con il suo compagno.

Secondo me non è una buona decisione: una coppia di amici può stare benissimo insieme per qualche tempo, anche senza sesso, ma prima o poi avverrà che qualcuno di voi incontrerà un’altra persona e si allontanerà. Di conseguenza, se lei ha investito in questo rapporto e desidera salvarlo, occorre mettere mano per tempo a questo problema della sessualità, che non è insolubile e che non richiede rassegnazione.

Dalla sua lettera emergono vari spunti: in primis il fatto che in questo periodo lei non si piaccia. E’ assolutamente necessario prendersi cura di sé, andare in palestra, dal dietologo, ecc. e rimettersi in forma: lei ha 27 anni e non può dire questo di se stessa alla sua giovane età. Del resto, se non piace a se stessa, come potrebbe pensare di piacere ad altri?

In secondo luogo, non capisco come mai non parli, nella sua lettera, di un ginecologo che la segue o delle terapie fatte per ripristinare il suo ciclo mestruale: andare in menopausa prima dei trenta anni non mi sembra una buona idea, soprattutto se il problema può essere risolto, anche per i risvolti di salute che la cosa comporta.

Inoltre, il dolore della penetrazione può essere trattato con creme e gel lubrificanti, cui ugualmente lei non fa cenno: queste potrebbero migliorare di molto il dolore durante la penetrazione. Infine, ci sono i sex toys, che potrebbero ravvivare un rapporto troppo stanco e scontato.

In conclusione: si può fare davvero tanto per migliorare sia il suo tono dell’umore, sia la qualità del suo rapporto di coppia, sia la sua intimità. Il suggerimento è quello di rivolgersi, insieme al suo compagno, a un sessuologo che potrà senz’altro aiutarla a migliorare le cose.
Cari saluti.

Dr. Giuliana Proietti

La situazione è molto intricata 

Ciao,
La situazione è molto intricata, tuttavia cercherò di racchiuderla in poche righe.
Ho 20 anni e svolgo una vita molto frenetica che non mi permette di avere relazioni durature, tuttavia ora ho intrapreso una relazione abbastanza stabile con una ragazza con cui sto affrontando uno stage di 3 mesi (la nostra relazione va avanti da 2 mesi, passiamo molto tempo insieme trovandoci molto in sintonia tanto da dirci “ti amo” e voler restare insieme anche dopo l’esperienza). Il problema che stiamo riscontrando è il seguente:
Dopo varie prestazioni (quasi tutte andate bene), fraintendimenti e qualche litigata, una sera, dopo aver fatto sesso, lei mi disse che non provava piacere quando lo faceva con me. Dopo averne parlato e aver ripreso il rapporto più forte di prima, non riesco più a farlo con serenità.
Mi capita sistematicamente di soffrire di eiaculazione precoce oppure di impotenza,
premettendo che la prima delle due opzioni è già accaduta altre volte (l’impotenza è la prima volta), ma non è una costante anzi stava scemando pian pian in questi anni.
Le prestazioni iniziano nei migliore dei modi, ma sistematicamente vanno male per un motivo o per un altro, mi capita di pensare troppo e non lasciarmi andare oppure di lasciarmi andare troppo.
Ci stiamo provando da qualche tempo, ma il tempo non sta riuscendo a risolvere la problematica, anzi sta aumentando il malcontento tra noi, a tal punto da aver fatto venire nelle nostri menti che la cosa non possa andar avanti, ma l’unico problema è questo. Perché mandare tutto all’aria per questo?
Vi ringrazio in anticipo e spero di risolvere il problema grazie a voi.

Gentilissimo,

Molte grazie per la fiducia, anche se mi sembri un po’ troppo ottimista se pensi di risolvere questa situazione semplicemente con una risposta di dieci righe, in questa rubrica. Credo infatti che sarebbe necessario cercare anzitutto di capire cosa intendeva la tua ragazza quando ti ha detto che “non prova piacere con te…” Voleva forse dire che non prova l’orgasmo nella penetrazione e che desidererebbe ricevere maggiori attenzioni nei preliminari? Voleva dire che sei maldestro nei movimenti, che le fai male nelle parti intime, oppure che sei ripetitivo e scontato? Dici di averne parlato con lei e di aver ripreso il rapporto “più forte di prima”, ma che significa?

Non è chiaro cosa vi siete detti, cosa che, invece, sarebbe importante sapere, per capire la ragione della successiva tua disfunzione erettile. Perché, infatti, ora ti senti inadeguato e hai sviluppato un’ansia da prestazione? Se non si capisce questo non è possibile trovare soluzioni o darti dei consigli.

L’unico suggerimento dunque è di parlarne con un sessuologo, per farti aiutare sia a livello di informazioni sulla sessualità, visto che hai solo venti anni e potresti averne bisogno, sia a livello di gestione dell’ansia. Non ti preoccupare, è un problema di facile soluzione e ti basteranno poche sedute per risolvere.

Saluti.

Dr. Walter La Gatta

Una situazione molto difficile

Salve, vi scrivo questo messaggio poiché sto vivendo una situazione molto difficile. Mi sono sempre considerata etero e non mi sono mai innamorata di donne. Anzi a dirla tutta non mi ci vedrei mai con una donna. Ho avuto due ragazzi ma con uno il sentimento si è spento subito (sto tentando di capire perché) e sessualmente non ho desiderio nei suoi confronti. Ho sempre trovato sessualmente eccitante essere baciata o accarezzata. Mi chiedevo però, perché non provassi desiderio. Non lo provo quasi mai, o solo nei confronti di corpi femminili. Non quelli reali, non di persone che conosco, più di modelle o attrici porno. A questo punto sto totalmente mettendo in dubbio la mia sessualità, anche se ho provato desiderio verso gli uomini diverse alcune volte, ho sentito diverse mie amiche e letto da diversi articoli che le fantasie sessuali delle donne verso altre donne totalmente normali. Resta da capire la mancanza di desiderio. Sarei contentissima se mi rispondeste, ne ho proprio bisogno, grazie

Gentilissima,

Le fantasie verso altri corpi femminili sono piuttosto comuni, specie se alimentate dalla visione di immagini che esaltano la bellezza e l’erotismo, come può accadere nella pornografia, ma anche nei film, o nella pubblicità. Quanto alla mancanza di desiderio verso gli uomini, tuttavia, credo che le sue esperienze siano al momento troppo poche per poter dire che lei non prova attrazione verso l’altro sesso. Il suggerimento è di vivere la sua sessualità con maggiore spontaneità, senza farsi troppe domande, senza sentire il desiderio di mettersi etichette. Con l’esperienza le sue propensioni si chiariranno meglio e allora potrà fare qualche riflessione consapevole sulla sua sessualità.

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

Quando prova ad entrare… 

Sto con il mio ragazzo da un anno ormai, ho 21 anni e sono ancora vergine. Ho bisogno di aiuto perché non riesco a lasciarmi andare completamente ed avere un rapporto completo. Facciamo preliminari, mi sono anche lasciata andare con il sesso anale, ma quelli vaginale è come se non riuscissi. Ho sempre paura di farlo. Paura del dolore, del sangue, e quando prova ad entrare, mi faccio un male allucinante. Ho bisogno di aiuto. Penso che la mia paura sia legata ad un mio ex di qualche anno fa, che mi traumatizzò mettendo nemmeno mezzo dito dentro, in cui anche in quel momento provai un forte dolore. Voglio tanto farlo col mio nuovo ragazzo, ma ho sempre questa paura che mi blocca. Aiuto!!

Vuole sapere particolari della vita sessuale con gli ex

io e mio marito non stiamo attraversando una crisi, sono semplicemente io che non capisco quale sia il modo di affrontare una situazione di forte disagio e mio marito non riesce a comprenderne le motivazioni dandomi delle ragioni che razionalmente trovo condivisibili ma purtroppo non mi impediscono di sentirmi a disagio: egli vuole quando siamo distanti anche semplicemente lui in ferie ed io in ufficio, che io gli racconti aneddoti sessuali avvenuti in precedenza con altri uomini.. dice che tra noi non dovrebbe esserci vergogna o timore, io non riesco a classificare quale sia il mio disagio in merito ma so solo che ormai ho il timore di questi momenti anche perché se non rispondo diventa molto nervoso e di malumore anche per giorni come se un chiodo fisso non gli permettesse di passare oltre.. diventano per lui quasi paranoie e sembra quasi che io voglia nascondergli qualcosa.. in parte forse è cosi.. vorrei tenere per me una mia intimità precedente forse.. non saprei davvero…

Gentilissima,

E’ possibile che suo marito usi questi dettagli per farne una sorta di uso pornografico, visto che per lui sono particolarmente eccitanti (e non è escluso che li utilizzi come fantasie per l’autoerotismo). Direi che lei è assolutamente nel giusto quando pensa di voler mantenere per sé le sue esperienze precedenti. Resta da capire perché suo marito abbia bisogno di eccitarsi in questo modo: la vostra vita sessuale è stanca, poco soddisfacente? Una buona idea sarebbe fare una terapia di coppia, per parlare esplicitamente di questa situazione che le crea disagio. Suo marito sarà così costretto a dire cosa lo spinge a fare tali domande e, in risposta a questi suoi bisogni, si potrà cercare di cambiare qualcosa nella vostra relazione, affinché lui non abbia bisogno di scavare così invasivamente nel suo passato.

Dr. Walter La Gatta

Vuole sapere particolari della vita sessuale con gli ex

io e mio marito non stiamo attraversando una crisi, sono semplicemente io che non capisco quale sia il modo di affrontare una situazione di forte disagio e mio marito non riesce a comprenderne le motivazioni dandomi delle ragioni che razionalmente trovo condivisibili ma purtroppo non mi impediscono di sentirmi a disagio: egli vuole quando siamo distanti anche semplicemente lui in ferie ed io in ufficio, che io gli racconti aneddoti sessuali avvenuti in precedenza con altri uomini.. dice che tra noi non dovrebbe esserci vergogna o timore, io non riesco a classificare quale sia il mio disagio in merito ma so solo che ormai ho il timore di questi momenti anche perché se non rispondo diventa molto nervoso e di malumore anche per giorni come se un chiodo fisso non gli permettesse di passare oltre.. diventano per lui quasi paranoie e sembra quasi che io voglia nascondergli qualcosa.. in parte forse è cosi.. vorrei tenere per me una mia intimità precedente forse.. non saprei davvero…Gentilissima,

E’ possibile che suo marito usi questi dettagli per farne una sorta di uso pornografico, visto che per lui sono particolarmente eccitanti (e non è escluso che li utilizzi come fantasie per l’autoerotismo). Direi che lei è assolutamente nel giusto quando pensa di voler mantenere per sé le sue esperienze precedenti. Resta da capire perché suo marito abbia bisogno di eccitarsi in questo modo: la vostra vita sessuale è stanca, poco soddisfacente? Una buona idea sarebbe fare una terapia di coppia, per parlare esplicitamente di questa situazione che le crea disagio. Suo marito sarà così costretto a dire cosa lo spinge a fare tali domande e, in risposta a questi suoi bisogni, si potrà cercare di cambiare qualcosa nella vostra relazione, affinché lui non abbia bisogno di scavare così invasivamente nel suo passato.

Dr. Walter La Gatta

Ci siamo presi una pausa 

salve, da poco io e la mia ragazza ci siamo presi una pausa dopo 3 anni di storia insieme per un semplice motivo: a lei piace il bdsm mentre a me no. Ogni aspetto della nostra relazione era perfetto e caratterialmente siamo fatti l’uno per l’altra.

Il problema si pone a letto perché mentalmente ci eccitano due cose diverse: lei vorrebbe essere trattata come una slave ma purtroppo non essendo nella mia indole l’essere un master faccio molta fatica ad accontentarla e risulto sempre macchinoso(forse perché non è una cosa che mi eccita).

A lei piace essere legata, bendata e sculacciata cose che cerco di fare, ma purtroppo manca l’intraprendenza, la fantasia e soprattutto la naturalezza nel farlo. Siccome le voglio bene voglio darle di più anche sotto questo aspetto ma sto trovando difficile entrare nei meccanismi e nel capire mentalmente come farla eccitare.

La mia domanda ora è questa: anche se il mondo bdsm non è nella mia indole c’è possibilità di imparare il modo in cui trattarla in modo che risulti naturale? crede che siano due metalità che in una relazione non potranno mai andare d’accordo?

Gentilissimo,

Credo che lei sicuramente possa imparare le tecniche del BDSM, per avvicinarsi a ciò che desidera la sua ragazza. Non so quale sarà, tuttavia, la sua “credibilità scenica”: se lei fa queste cose controvoglia, non le piacciono e non si sente eccitato, credo che la sua ragazza non possa essere soddisfatta delle sue prestazioni e che anche lei, prima o poi, si stancherà di essere costretto a fare sesso come non le viene naturale (o forse stanco lo è già?)

Le conclusioni le lascio a lei.

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

Uomo in confusione – Consulenza online

Buongiorno. Ho frequentato per due mesi una donna (42, io ne ho 44). Sono stati due mesi bellissimi. Mai stato meglio in una relazione. Tutto perfetto. Sembrava una storia da film. Lei come sempre l’ho sempre desiderata, sia fisicamente che caratterialmente. Ho pensato veramente alla donna della mia vita.
Poi, un giorno, alla fine di un weekend trascorso insieme (uno dei tanti), mi dice che si sente oppressa, che le sto troppo addosso, che ha bisogno dei suoi spazi, che come sta bene ma non benissimo, che ho tante cose positive ma altre che non la convincono appieno e che viole allontanarsi un po’.
Il primo periodo non è stato facile. Mi era parso che avesse tenuto un po’ la porta aperta e ho continuato a “corteggiarla” a distanza, ma ha iniziato a ignorarmi. La cosa mi ha dato molto fastidio fino a chiudere una telefonata litigando e dove le ho attaccato l’apparecchio.
Mi ha richiamato dopo qualche giorno. Telefonata tranquilla fino ad arrivare ai motivi dell’allontanamento… si chiude tranquilli il discorso e continuo a cercarla con messaggi che puntualmente vengono ignorati.
Smetto di cercarla e mi cerca lei. Puntualmente quando riesco “quasi” a lasciarla andare, torna. Inizio però a risponderle in maniera più distaccata e con tempi molto lunghi oltre a non scrivere mai per primo…
Ad oggi è più di un mese che non ci si vede.
Ogni tot giorni mi cerca e il mio pensiero resta comunque attaccato a lei.
Ieri mi scrive che vuole vedermi con la “scusa” di restituirmi un oggetto…
Ecco, questo mi ha messo in una difficoltà enorme.
Da un lato vorrei chiudere. Non mi pare che lei abbia la maturità emotiva di una 42 enne e, anzi, mi pare molto adolescenziale… cosa di cui non ho proprio bisogno. Dall’altra mi piace (almeno credo) veramente tanto!
Non vi chiedo cosa devo fare, ma più che altro volevo capire cosa percepite dal suo comportamento. Sono completamente in confusione.
Grazie per l’aiuto.

Gentilissimo,

Senza sapere nulla di lei, verrebbe da pensare che è una persona che al momento non desidera una vera relazione, per un suo qualche motivo (innamorata di un altro? Bisogno di libertà? Aspirazione ad una persona che abbia uno status sociale migliore del suo? Insoddisfatta della relazione sessuale? ecc. ecc.), ma che comunque desidera essere corteggiata, pensata, considerata, da qualcuno che non sia sempre presente e che non la impegni in una relazione seria, ma che sia sempre disponibile… On demand!
La cosa migliore da fare è parlare apertamente di questo comportamento altalenante, anche per capire se se ne rende pienamente conto, o vive in una bolla in cui contano solamente le sue ragioni e i suoi sentimenti.

Saluti cordiali.

Dr. Walter La Gatta

Perché si comporta così?

Salve,
Sono una ragazza di 25 anni e sono fidanzata da circa 5 anni con un ragazzo di 28. Dopo i primi due anni in cui c’era una buona intesa sessuali quest’ultima è andata via via scemando fino a divenire nulla. A causa di questo problema abbiamo chiuso la relazione per circa un anno (avevo trovato anche delle chat sue in cui faceva avance ad altre ragazze) dopo questo periodo lui è ritornato da me dicendosi cambiato e pentito. Però da allora dal punto di vista sessuale non è cambiato nulla anzi va anche peggio. Io gliene ho parlato chiedendo una spiegazione ma lui non ha saputo dirmi altro che si sente bloccato perché ha paura di una nuova rottura con me visto che questo in passato è stato causa di separazione per noi. Io ovviamente sono stanca di questa situazione anche se noi ci troviamo molto bene caratterialmente insieme ma non dovremmo essere amici. Quale può essere il reale motivo che lo spinge a comportarsi così? Anche il solo non affrontare la situazione.

Gentilissima,

Il suo è un problema molto frequente nei nostri tempi, che non si presentava in passato. Infatti, fino a non moltissimo tempo fa ci si innamorava e poi si pensava subito al matrimonio. Una volta sposati c’erano i figli, la casa e gli interessi in comune e dunque non si pensava alla separazione, anche se non c’era più intesa sessuale fra partners.

Oggi le cose sono cambiate: molto spesso ci sono relazioni che nascono in giovane o giovanissima età e che si trascinano per anni perché il tempo del matrimonio (o, come ormai è prassi, della convivenza) è sempre più spostato in avanti.

Morale della favola: nella coppia, dopo un po’ di tempo è normale che l’attrazione sessuale si attenui e che l’amicizia prevalga sulla passione. Le coppie sposate, per non far spegnere la passione, devono impegnarsi molto nel creare atmosfere, situazioni erotiche, cambiamenti vari, per mantenere vivo l’interesse sessuale.

Tra fidanzati, invece, siccome non ci sono vincoli particolari, questo impegno verso la sessualità non c’è e ci si aspetta, reciprocamente, che debba essere l’altro a prendere l’iniziativa o a curarsi della sessualità, oppure si pensa, ingenuamente, che la sessualità possa e debba durare per sempre, come in un mondo incantato.

In realtà le persone cambiano, i desideri cambiano, così come le aspettative che si hanno verso la vita e verso gli altri.

Concludendo, o cambiate atteggiamento e vi comportate come una coppia che si dà da fare per ottenere quello che nei primi tempi avveniva spontaneamente e gratuitamente, al fine di mantenere viva la relazione, oppure non resta che lasciarsi.

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

La situazione è insostenibile

Salve, scrivo questa mail perché sono proprio in difficoltà e ho bisogno di un aiuto. Sono sposata da due anni, stiamo insieme da 7 e da cinque anni viviamo a 1000 km da casa per lavoro.

Da quando ci siamo trasferiti lui rifiuta i rapporti sessuali con me che accadono sempre più raramente (un rapporto ogni tre mesi circa). Per i primi tre anni ho pensato fosse lo stress del trasferimento (da lui mai accettato ma imposto) ma ho poi deciso di parlargliene.

Lui ha confermato la mia ipotesi dicendo che qua non sta bene e questo gli crea un blocco psicologico; ho cercato di aiutarlo e di stargli vicino ma la cosa peggiora sempre di più.

A inizio settimana (dopo mesi di astinenza) gli ho parlato chiedendogli un percorso di coppia da uno psicoterapeuta ma lui ha rifiutato categoricamente dicendomi che il suo atteggiamento sarà sempre questo finché abiterà lontano dalla sua città d’origine e che devo farmene una ragione quanto prima.

Io sono mentalmente distrutta, sono molto innamorata e desidero stare con lui, non riesco più a reggere questa situazione ma da parte sua trovo un muro invalicabile. Come posso comportarmi? Cosa posso fare perché capisca che per me ormai la situazione è insostenibile? Grazie in anticipo.

Gentilissima,

Lo stress di suo marito (che poi sarà anche il suo…) è perfettamente comprensibile ed è anche comprensibile che le difficoltà della vita possano allontanarlo dalla sessualità e diminuire la sua libido: quello che non è comprensibile è che suo marito non si renda conto che questa situazione non è normale e che, se non affrontata, vi porterà ad allontanarvi, forse in modo irreversibile.

La terapia di coppia è una buona idea, ma per funzionare occorre che entrambi i partner siano convinti che c’è qualcosa che non va nella relazione e che questo qualcosa vada affrontato, discusso e, soprattutto, cambiato.

C’è da dire che le donne sono in genere più portate verso la psicologia e ne comprendono prima e meglio i benefici che può dare: spesso gli uomini vengono in studio trascinati dalle mogli, sempre sulla difensiva, come se una terapia di coppia fosse un affronto alla loro virilità.

Le suggerirei di spiegare a suo marito che lei è infelice e che non può farsi una ragione di questa mancanza di interesse verso di lei semplicemente perché la ragione non è stata spiegata: lo stress, la depressione, il calo del desiderio sono tutti problemi affrontabili e risolvibili. Dunque, non c’è una ragione plausibile per cui lei debba continuare la sua vita a 1000 km dalla felicità.

Dr. Walter La Gatta

Nuova fase della vita

Buonasera, sono una ragazza di 28 anni e ho una relazione da 10 anni. Con il mio ragazzo abbiamo vissuto tutte le fasi importanti della vita fino a qui: università, ricerca del lavoro, indipendenza economica e convivenza da poco più di un anno.

Da qualche mese però non sto vivendo bene la mia relazione di coppia….è iniziato tutto da un calo del desiderio per passare poi a un vero e proprio malessere, angoscia in generale.

La mia più grande paura in merito alla relazione è quella di cadere nell’abitudine e, in una relazione di lunga data unita alla convivenza e alla vita di tutti i giorni irrimediabilmente non può non sopraggiungere. Probabilmente è questa evoluzione della nostra storia che io non riesco a saper gestire e a trasformare in qualcosa di sempre nuovo e meraviglioso.

Io ci sto davvero male perché in lui davvero ho trovato la metà che mi completa, è la mia ancora, il mio amico, ho paura anche solo a pensare “il mio tutto” perché so che se lo dovessi perdere mi sentirei persa a mia volta. Quali potrebbero essere i consigli per poter affrontare questa nuova fase della vita?

Gentilissima,

L’innamoramento, presente nei primi tempi del rapporto, è una cosa in gran parte irrazionale, e dunque è difficile parlarne con i consueti schemi della logica; la fase matura dell’amore, invece, è qualcosa di molto più razionale, e dunque più facilmente gestibile, perché la realtà può essere guardata senza filtri, senza illusioni, per quello che è.

Facciamo una necessaria premessa al ragionamento: la maggior parte delle specie animali, che non hanno leggi scritte, religioni e moralità, praticano il libero amore, cioè esprimono l’istinto naturale all’accoppiamento. Gli esseri umani non possono fare questo, perché hanno creato delle società organizzate, fondate sulla famiglia e soprattutto su alcuni valori: tutto quello che esula da questo schema è deviante, inaccettabile per la società. Questa situazione di rinuncia porta, inevitabilmente, a delle frustrazioni, che causano problematiche di tipo psicologico. Se le interessa approfondire questo concetto, che qui le ho brevemente delineato, legga il saggio di Freud Il Disagio nella civiltà. 

Detto questo, una coppia di lunga durata è sicuramente una coppia in cui si accumulano frustrazioni: calo del desiderio, scarsità di entusiasmi, niente batticuori, routine, tran-tran, noia.

L’alternativa a questa situazione è scegliere di vivere una vita fatta di incontri, emozioni, innamoramenti, sesso spinto. Poiché statisticamente una stessa persona può interessarci, a livello di passione o di innamoramento, per meno di dodici mesi consecutivi, questo significa predisporsi ad avere molte storie, molte avventure, picchi di entusiasmo (in presenza dell’oggetto che soddisfa le nostre pulsioni) e picchi di depressione (nella sua assenza).

Se lei pensa di aver trovato nel suo ragazzo la metà che “la completa,  la sua ancora, il suo amico”, lei ha trovato davvero un tesoro, perché nella vita è molto facile trovare persone che facciano battere il cuore, molto meno poter condividere la vita con una persona che ha le qualità del suo ragazzo.

Dunque, con la razionalità di cui si parlava all’inizio, lei dovrebbe a questo punto smettere di essere semplicemente una testimone del naturale e graduale logorìo della fase dell’innamoramento, ma cominciare ad impegnarsi attivamente, per rendere più viva e soddisfacente questa relazione, ogni giorno, ogni momento, senza aspettarsi che, a fare questo, debba essere il Fato, o il suo ragazzo: lo faccia lei!

Naturalmente non può fare tutto da sola, ma a volte anche infondere entusiasmo nell’altro può essere un investimento produttivo anche per se stessi.

La noia non va considerata solo nella sua accezione negativa: la noia significa tranquillità, assenza del pericolo, relax. Dovete essere voi, con la vostra intelligenza, maturità, empatia a far diventare questo rapporto non solo tranquillo e corrisposto, ma anche soddisfacente,  interessante, entusiasmante. Questo significa prendere la vita nelle proprie mani e saperla abbellire a piacimento, con la propria razionalità, con la propria determinazione.

La coppia di lunga durata non è fatta di illusioni, sogni e batticuori: inutile aspettarseli.

Le consiglio di leggere il libro Come vivere bene, anche se in coppia: si parla di questi argomenti.

Cari saluti.

Dr. Giuliana Proietti

Come un elefante in un negozio di cristalli

Siamo insieme da quasi due anni e a gennaio 2018, dopo diversi litigi (alcuni anche molto “accesi” nei toni e nel patos), ho fatto l’iscrizione per il corso fidanzati per poi sposarci. Io premetto che sono innamoratissimo della mia ragazza pero’ lei non ha nessuna fiducia in me sebbene io voglia un matrimonio, una famiglia, dei figli ed essere accanto a lei per tutta la vita.

A 37 anni penso di essere pronto per arrivare a questo passo. Lei ne ha 30 pero’ da piccola ha subito un distacco famigliare con i genitori, il padre e la madre si sono separati dopo diversi anni di liti e “violenze” da parte di lui verso di lei. Poi la mia ragazza in età adulta si è sposata con un uomo che l’ha tradita ripetutamente e dopo averci riprovato diverse volte lei lo ha lasciato in quanto lui è ricaduto nel suo “vizietto”. Si sono separati e recentemente divorziato. Dopo la separazione (qualche mese dopo) io e XXX ci siamo conosciuti e io mi sono quasi subito innamorato di lei, dopo qualche mese le ho chiesto di venire a vivere a casa mia e lei pero’ ha rifiutato rispondendomi che era troppo presto (x me non lo era).

Dopo una vacanza molto bella a gennaio nella primavera iniziano i primi litigi fondamentalmente sulla sua gelosia\possessività e mancanza di fiducia nei miei confronti, lei mi colpevolizzava che non volevo niente di serio dal nostro rapporto. Io un po alla volta mi sono chiuso in me stesso allontanandomi dagli amici e famiglia cercando di farle capire che lei per me era l’unica mia ragione di vita, ho cercato di rassicurarla in ogni maniera, ma più ero presente più avevo la sensazione che alzasse i livello dei suoi bisogni emotivi; io piano piano mi spegnevo sempre di più…

Ci siamo anche rivolti a un terapista di coppia e dopo i primi incontri lei ha espresso il desiderio di interrompere la terapia per farla direttamente individualmente con lo psicoterapeuta, io acconsentì (ore me ne pento) ma lei da li a poco interruppe anche la terapia perchè avevo fatto l’iscrizione al corso fidanzati. Lei disse al dottore che voleva vedere come andava e sospendere tale terapia.

Come anticipato decido di iscriverci al corso fidanzati perché intenzionati a sposarci e avere dei bambini, lei pero’ (convivevamo da quasi un anno) dopo qualche mese (a marzo) va via di casa (a un mese e mezzo dall’inizio del corso)”accusandomi” che le avevo dato solo “l’accontentino” e che non avevo voglia di sposarla e fare una famiglia.
Aggiungo che in precedenza era andata via di casa altre 7-8 volte per motivi analoghi sempre riferiti alla mancanza di fiducia in me. Io cado nel panico più totale, mi sento impotente e quasi non credo alle sue parole, il corso fidanzati tra un litigio e l’altro lo abbiamo iniziato a metà aprile ma discutevamo di continuo proprio per queste sue “accuse” su di me … che non volevo niente di serio…che l’avrei tradita..che l’avrei fregata..ecc

Alla fine concludo il corso fidanzati da solo in quanto lei non vuole più venire perchè pensa non sia il clima adatto per parteciparVi.
A metà maggio io completamente frastornato e primo di soluzioni le dico “forse dovremo lasciarci, non sono l’uomo giusto per te, non ti soddisfo ecc”. Io premetto che tutto questo l’ho detto con un dolore enorme nel cuore, perchè comunque l’ho sempre amata e anche in quel frangente il mio amore non era svanito pero’ mi sentivo impotente.
Malgrado tutte le accuse di mancata mia serietà e superficialità, del fatto che lei mi accusasse di tradimenti fregature ecc io ho non l’ho mai tradita ne mai trascurata durante la nostra relazione. Ho cercato di essere presente al 100% ma non ci sono riuscito. Lei mi accusava ultimante che non facevamo più l’amore come agli inizi del nostro rapporto e io le ho detto perché stavamo troppo insieme e le litigate mi “raffreddavano” sempre di più, anche su questo lei non mi credeva, pensava non fosse possibile questo e si è arrabbiata in quanto non si sentiva amata\desiderata ecc..

Ora io vorrei riprovare a riconquistarla ma dopo che l’ho lasciata sono uscito con gli amici quasi tutte le sere per “cancellare” il dolore che provavo dentro, sono stato con un altra donna ma lei compresa e tutte quelle con cui parlavo mi facevano “schifo”. Recentemente mi sono presentato fuori dal luogo di lavoro di xxxx le ho detto scusa xx “ti amo” e voglio stare con te ho capito che non posso vivere senza di te, “sono stato con un altra donna”. .. insomma le ho raccontato tutto… ma lei xxx mi accusa di averla lasciata per andare quest’altra.
Le assicuro che non è questa la motivazione anche perchè non ho mai avuto nessuna attrazione per nessuna ragazza durante la relazione con xxx, lei è una ragazza che adoro, mi piace da morire e in intimità siamo perfetti come mai (sia io sia lei non abbiamo mai avuto un’intesa così intensa).

Ho fatto questa sciocchezza forse per rivendicare il mio amor proprio, il mio essere uomo, o solo per cercare di dimenticarla non lo so fattostà che ora lei dice che non si “fidava di me prima tanto meno ora…”
La mia ragazza è ancora innamorata di me ne sono sicuro, lo vedo da come mi parla e guarda e si arrabbia con me ma la paura di me e di soffrire la tiene lontana da me.
Cosa posso fare? Io farei di tutto per la nostra relazione ma non so più che fare, mi sento come un elefante in un negozio di cristalli, qualunque cosa faccia mi sembra di fare danni.

Gentilissimo,

Per aiutarla a muoversi meglio senza combinare danni, direi che lei dovrebbe fare anzitutto qualche importante riflessione e poi dei discorsi con la sua partner. Ma andiamo con ordine.

Quando avete iniziato la terapia di coppia, la sua ragazza ha deciso di continuare da sola. Questo potrebbe significare che lei non attribuisce i problemi di relazione, o la ragione della sua infelicità, alla coppia, ma a se stessa; oppure c’è qualcosa nella sua vita che non le ha ancora rivelato e di cui non voleva parlare in sua presenza.

In ogni caso, la terapia individuale è stata brevissima ed è stata abbandonata per iniziare il corso per fidanzati. Perché questo abbandono? Il terapeuta non era all’altezza? Aveva perso fiducia nella terapia? Ha ritenuto che fosse inutile parlare di certe cose? Poi il corso per fidanzati e il nuovo abbandono.

A mio parere la sua ragazza nasconde qualche segreta paura, insicurezza, fobia, ecc. che non le permette di vivere serenamente il rapporto di coppia, ma allo stesso tempo non si sente pronta a mettersi in discussione e non fa che proiettare le sue ansie su di lei, rendendola il capro espiatorio dei suoi problemi personali.

Questa è una delle tante interpretazioni possibili, ma fra le altre mi sembra la più plausibile, senza ovviamente poterci mettere la mano sul fuoco, date le poche cose che conosco di voi.

Se però quanto sopra fosse vero, la cosa più urgente da fare sarebbe invitare la sua ragazza a riprendere la terapia individuale, per superare queste sue problematiche che le tolgono la serenità. Successivamente sarebbe opportuno riprendere anche la terapia di coppia, per mettere la sua ragazza di fronte all’evidenza della sua lealtà e sincerità (sempre che tutto quello che ha raccontato in questa lettera sia vero), per cercare di ridarle fiducia nella relazione.

Parlate anche apertamente del tradimento, o anche dell’approccio che si può avere con terze persone, stabilendo delle regole di comportamento condivise, che non possono essere derogate senza il consenso dell’altro. Questo rafforzerà il sentimento di fiducia, togliendo al rapporto quella imprevedibilità che fa venire ansie e batticuore (anche se poi è questo quello che crea e mantiene l’eros ed evita la noia e la routine).

Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

 

Quello che non gira nella coppia

Salve,

ho superato da poco i 40 anni e convivo con una ragazza della quale
sono innamorato, ricambiato.

La vita di coppia procede speditamente, ci si viene incontro, ci si ama.

Quello che non gira come dovrebbe è la vita sessuale: in particolare, la mia donna si concede poco in quanto, facendo l’amore, sente dolore,
un dolore che non riesce bene a spiegare e che la intimorisce.

Io la amo, e farei invece con lei l’amore ogni minuto, potreste darmi
qualche consiglio gentilmente?

Grazie per l’attenzione

Gentilissimo,

Per capire cosa non gira nel vostro rapporto sessuale occorre farsi alcune domande preliminari:
– Ci sono infiammazioni vaginali che rendono il rapporto doloroso? (per appurarlo è consigliabile una visita ginecologica)
– Nella ragazza ci sono traumi o fobie sessuali legate ad episodi del passato?
– Nel rapporto c’è sufficiente lubrificazione? La ragazza raggiunge il piacere, prima o durante la penetrazione?

Nel caso il problema fosse psicologico il consiglio è quello di intraprendere una psicoterapia individuale (per la ragazza) e in seguito, se ve ne fosse necessità, una terapia sessuale di coppia.

Nel caso vi fosse scarsa lubrificazione, intanto si può provare con un lubrificante, ma occorre anche chiedersi la ragione della scarsa lubrificazione… Lei è sicuro che la sua ragazza raggiunga il piacere, sia eccitata durante il rapporto? I preliminari (sesso orale e stimolazione manuale) sono curati a sufficienza? Avete parlato per stabilire se vi possono essere variazioni per lei gradite, negli orari, nelle modalità, nei luoghi, ecc.?

Il primo consiglio è parlare apertamente di queste cose, cercando degli aggiustamenti che possano favorire l’intesa. Qualora non si ottenessero risultati, resta valido il discorso di una terapia sessuale di coppia.

Cordiali saluti,

Dr. Walter La Gatta

Era solo un passatempo

Salve, ho un problema che mi è capitato e vorrei qualche consiglio su come affrontarlo. Una mia compagna di corso si è follemente invaghita di me, cosa che non gli era mai successa in due anni che sta assieme al suo ragazzo. Ho accettato di frequentarla senza impegni e dopo un mesetto e mezzo abbiamo fatto l’amore ed è stato bellissimo. Ora vorrei impegnarmi con lei perchè ho scoperto che mi piace un sacco. Il punto è che lei vuole bene al suo ragazzo e non sa come lasciarlo. A me non sta bene che non abbia ancora preso una decisione chiara con il suo ragazzo. Ma al tempo stesso non voglio sembrarle geloso e ossessivo. Come faccio a farle capire ci tengo a lei non solo come passatempo ma soprattutto come persona?

Grazie mille per la vostra cortese risposta!

Gentilissimo,

Anzitutto bisognerebbe capire chi di voi due è il passatempo per l’altro: il fatto che, come lei dice, questa ragazza voglia bene al fidanzato potrebbe far pensare che, al di là della infatuazione che ha provato per lei, il rapporto che ha con l’altro sia abbastanza solido. Credo non ci sia altro modo, per farle cambiare idea, che dirglielo apertamente, dimostrarglielo con i fatti. Se le cose però non dovessero cambiare, direi che le converrebbe uscire al più presto da questo ménage à trois, che non lascia prevedere, per lei, nulla di buono.
Auguri!

Dr. Giuliana Proietti

Prima beve poi si fa

Salve, sono una ragazza di 22 anni, in questo momento avrei proprio bisogno di un aiuto istantaneo ma purtroppo dovrò aspettare l’email di risposta. Sto con un ragazzo da 5 anni,lui ha 2 anni in più di me. Quando l’ho conosciuto era il tipico ubriacone della compagnia,quello problematico e che non ti sogneresti mai di starci insieme se sei una adolescente timida e insicura come lo ero io. Fatto sta che ci siamo messi insieme dopo avermi promesso, per la prima volta, che sarebbe cambiato per me.così è stato infatti,ma solo per i primi mesi.

Da allora succede che un periodo stiamo bene,lui sta bene, lavora, nel momento in cui tutto va bene nella sua vita ed è felice deve distruggersi. inizia col non rispondere al telefono o trovare scuse per non uscire con me, e beve, il primo, il secondo bicchiere e così via fin quando non regge più,ha bisogno di qualcosa che lo riprendi fisicamente in modo tale da poter continuare a bere per tutta la notte,solo, nei bar…allora si fa di cocaina. Il giorno dopo chiama, a me sembra realmente pentito, avvolte piange anche, e cerca di riparare al meglio i danni che ha fatto la sera prima (sembra dottor jekyll e mister hyde ). Da qualche settimana però l’ho lasciato, adesso sto male, perche lo amo, perché quando è sobrio è la persona perfetta, perche volevo dei figli da lui, perchè mi piace tanto la mattina appena sveglio, è dolce e mi ama. Poco fa si è fatto sentire,dice che ha capito davvero cosa c’è di importante, dice che vuole vivere di cose semplici, ha detto che vuole curarsi e nel momento in cui ce l’ha fatta mi rivuole con lui, prima no perché non vorrebbe farmi soffrire dinuovo….mah…io adesso non so davvero se crederci…voi che avreste fatto?

Gentilissima,

Se, dopo 5 anni (e non 5 settimane), siete esattamente nella condizione in cui vi siete conosciuti, la situazione è difficile che possa magicamente migliorare: evidentemente questo ragazzo non ha la forza per uscire dal tunnel in cui si è cacciato e questi suoi comportamenti vanno letti come una “cura”(sbagliata) contro la sua infelicità.

Evidentemente neanche l’amore è riuscito a cambiarlo. L’unica cosa certa a questo punto è che lui non riesce ad aiutarsi da solo ed ha bisogno urgente di un aiuto professionale. Se questo ragazzo le interessa davvero, cerchi come prima cosa di spingerlo verso una psicoterapia, perché altrimenti continuerà nel suo percorso di auto-distruzione, un percorso che non potrà non interessare, direttamente o indirettamente, anche le persone che gli sono vicine e che gli vogliono bene.
Cari saluti e auguri.

Dr. Giuliana Proietti

Una donna umiliata

Buonasera,

mi sento una donna umiliata e non so più come fare per andare avanti.

Ho scoperto che il mio uomo incontra escort, più volte al mese. Sono rimasta scioccata e lo sono ancor di più per il fatto che son qui che penso al da farsi, invece di prendere e andare via. La nostra intesa sessuale è alle stelle e questo mi ferisce doppiamente.

Come si può andare a letto con una prostituta e poi tornare a casa professando amore e facendolo a sua volta con me? Come si può essere così meschini?

Sto davvero male e vorrei un consiglio. Non siamo sposati ed il mio amore non è mai stato così grande per nessun altro. Fino ad ora.

Grazie per qualsiasi risposta mi darà.

Gentilissima,

Il vostro è stato finora un rapporto praticamente perfetto e, se non fosse stato per questa scoperta, lei mai e poi mai avrebbe probabilmente pensato di lasciare il suo uomo. Non riesce a pensarci neanche adesso, dopo aver saputo l’amara verità. Questo significa che, anche in questo momento, ciò che vi lega è più importante di ciò che vi divide.

Va anche detto che forse il vostro rapporto funziona così alla grande, anche sessualmente, proprio perché ci sono quelle escort di mezzo, che in qualche modo riescono a dare al suo uomo quell’extra di emozione di cui ha bisogno e che un rapporto di coppia “normale” non sempre riesce a dare. Ci sono due strade da percorrere:

1) quella di parlarvi, di capire cosa c’è che non va, cosa potrebbe essere modificato nel vostro rapporto, cosa lei non riesce a dargli, che le escort invece gli danno, ecc. Una terapia di coppia potrebbe essere in questo caso più che consigliabile.
2) godere il presente, la bellezza di un rapporto veramente speciale, anche se c’è un risvolto della medaglia doloroso o quanto meno infastidente, che però può essere omesso, non indagato, dimenticato.

La scelta va fatta prendendo in considerazione tutte le variabili del vostro rapporto e gli aspetti della vostra personalità che io al momento non sono in grado di valutare. In ogni caso, se scegliesse la seconda opzione, le suggerirei di osservare le più scrupolose precauzioni, per tutelare la sua salute.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

Sincerità e Fiducia

Gentili Dottori,

vorrei iniziare ringraziandovi per l’attenzione che mi dedicherete. Ho 34 anni e sono nato con una malattia congenita dell’apparato genitale risolta chirurgicamente in tenera età che mi ha fortemente condizionato a livello psicologico e anche segnato ,diciamo in senso estetico, alle parti intime. Ho avuto sempre difficoltà relazionali con l’altro sesso pur avendo in età adolescenziale qualche “precedente ” per così dire. Non avevo avuto comunque ancora un rapporto.

Circa sette mesi fa ho conosciuto una ragazza 28enne con la quale ho intrapreso una frequentazione prima sporadica poi sempre più assidua. Già dal primo incontro, scaturito da una conoscenza on line,  abbiamo avuto un approccio fisico seppur limitato a baci e carezze.

Io purtroppo non raggiungevo l’erezione e la cosa non poteva essere più sottovalutata visto che l’interesse reciproco era notevole. Decisi così di esternare alla ragazza il fatto di aver subito degli interventi chirurgici per curare il difetto congenito e quasi istantaneamente l’erezione arrivò. Da quel momento iniziariono dei piacevoli giochi per darci soddisfazione reciproca ma i tentativi di rapporto  fallivano, credo per quello che in linguaggio medico si dice ansia da prestazione. Una sera allora decisi di dichiarare verbalmente la mia verginità, forse sperando in una repentina capacità di avere un rapporto penetrativo. Questa volta non fu così semplice.

Ci vollero altri incontri, in cui comunque ci scambiavamo piacere mentre il sentimento cresceva; lei si diceva disinteressata all’atto sessuale, specificava solo la volontà di conseguire in futuro la maternità. Io decisi allora che in caso non fossi riuscito a stare con lei dovevo lasciarla per la sua strada e alle sue aspirazioni di donna.

Ci bastò tanto e riuscimmo a stare insieme. Mi ricordo che lei pianse. Ma da lì nacque anche un altro problema che ho risolto solo in parte e forse non risolverò mai totalmente.

Un senso di possessività e di gelosia nei confronti della sua persona e delle sue esperienze sessuali. Questo fattore è stato complicato dal fatto che lei più o meno deliberatamente ha omesso e mentito su alcuni punti inerenti la sua storia personale e di un altro componente della sua famiglia. Questa asimmetria tra la mia trasparenza e questa sua necessità o inclinazione a dire bugie o comunque cadere in incongruenze rispetto a fatti già esposti in precedenza ha alimentato questa mia gelosia retroattiva e sfiducia ma mi ha guidato anche verso un possibile punto di svolta che si pone in sintonia col suo stesso invito di pensare al nostro presente.

Concentrandomi sul presente le cose vanno bene, il nostro rapporto va bene, ma comunque ho notato che lei ricostruisce in modo contrastante e non lineare determinate situazioni che afferiscono al suo passato o quello della sua famiglia. Questo mi spaventa! Ho preso il coraggio a due mani e le ho chiesto se lei ritenesse di avere qualche problema  di natura psicologica in merito. Come risposta ho avuto una dichiarazione semplice e disarmante: ti ho mentito, ora ti ho detto tutto, ti chiedo scusa, voltiamo pagina. E io ho fatto proprio così, anche perchè capivo di sbagliare con fare indagatorio, e se comunque non posso avere conferme oggettive di fatti storici resta il fatto che ancora oggi che scrivo ho la certezza matematica che su alcune questioni (anche recenti e di poco conto) lei ha una versione e una motivazione che non sono fisse nel tempo.

Io non credo di poterlo accettare. So di avere un punto debole inerente alla mia insana curiosità del suo passato, ma le mie sensazioni si sono rivelate giuste e forse c’è ancora qualcosa di cui deve farmi partecipe. Riguardo al presente posso transigere su questioni di poco conto, ma se il rapporto sta diventando così importante e si parla anche di coinvolgere le rispettive famiglie in prospettiva di un fidanzamento ufficiale e di un eventuale matrimonio non potrei sopportare un comportamento manipolativo e bugie continue.

Mi sento molto legato e sono combattuto tra il desiderio di imporre la mia volontà e quindi chiedere ancora del suo passato, della sua tendenza a fornire diverse versioni di fatti storici o attuali che ci coinvolgono, oppure lasciare che tutto faccia il suo corso visto che il sentimento è forte. Non voglio far soffrire nessuno ma nemmeno voglio soffrire io o i miei cari per un eccesso di buona educazione quando vedo che la sincerità può essere intesa anche come concetto relativo tramite omissioni e distorsioni della realtà.

Mi rendo conto che non posso pretendere da Voi una soluzione ma vi prego di fornirmi un punto di vista e uno spunto di riflessione in base ai punti che vi ho coincisamente accennato ma che sintetizzano  la cronologia della relazione che vivo. Grazie ancora.

Gentilissimo,

Accettare un rapporto poco stabile ed un futuro imprevedibile solo perché teme di non essere all’altezza di avere rapporti sessuali con ragazze diverse da questa penso che sarebbe un grave errore.
Come lei stesso può osservare, per risolvere questo problema, se ne creano altri dieci.
Sincerità e fiducia sono le basi imprescindibili su cui si fonda un rapporto stabile, capace di durare nel tempo.

Cordiali saluti,

Dr. Walter La Gatta

Questioni che attanagliano

Egregi,

ho incontrato su internet il Vs.sito e l’ho trovato interessante, anche se onestamente non ho avuto il tempo per approfondirne molto la lettura.

Io avrei dei quesiti che mi attanagliano su una relazione che sto vivendo…e spero possiate aiutarmi.

Sono un professionista trentenne di elevato livello culturale anche se non propriamente ricco e vivo attualmente in una grande città italiana; ho avuto modo di conoscere tramite una importante agenzia matrimoniale una ragazza con qualche anno meno di me. Ero alla ricerca di una storia concreta, anche se non necessariamente matrimoniale, stanco di incontri senza senso e con donne di livello mediocre; la compagna che mi venne presentata sembrava rispondere a certi requisiti.

Non troppo bella ma in decisa fase di miglioramento – al punto che ora è piuttosto carina, dopo nemmeno tre mesi che ci vediamo – e così poco superficiale da mettere nel profilo dell’agenzia una sua foto nel momento di maggior…peso (ora è molto dimagrita). Ben vestita e capace di variare rapidamente il proprio aspetto…e questo, per quanto riguarda la superficie. Per il resto: faceva fino a poco tempo prima un lavoro difficilissimo e di altissimo contenuto tecnico scientifico, e aveva iniziato a praticarlo molto precocemente. un genio, o quasi. Cultura tecnica elevata, generale almeno discreta, intelligenza spiccata; viene da una famiglia di notevoli possibilità economiche e ha numerosi contatti ed agganci ad alto livello. Sin dall’inizio si è mostrata “innamorata” e quasi folgorata dal sottoscritto, cercandomi spesso fra telefonate, sms e quant’altro; premurosa, attenta, precisa nonostante una certa attitudine al disordine in casa (vive sola in una casa di sua proprietà, il che è già di per sé indicativo).

Nonostante le sue premure, c’erano delle cose che non mi tornavano…campanelli d’allarme: oltre a strani sguardi e strane intonazioni di voce, a volte, la pressione per creare subito, senza gradualità, un vincolo importante, con discorsi precocissimi sul matrimonio; un certo calore sessuale, a volte eccessivo, condito dalla presenza per casa di strani oggetti sessuali che uno “non si aspetterebbe” in una che fa di tutto per apparire placida e “brava ragazza” (non ho nessuna passione per le brave ragazze, quindi perché sforzarsi di apparire così?) e intervallati poi a momenti di strano silenzio sessuale; il dichiarare quasi subito, di converso, appena conosciuti, di aver praticato sesso trasgressivo, dichiarazione condita poi però da numerosi ripensamenti in ogni senso (“sì, mi è piaciuto, ma poi che sensi di colpa ho avuto, non lo rifarei…” “Si, lo rifarei, ho paura solo dei sensi di colpa…”); la ripetizione ossessiva di certi cliché suoi personali, quasi a volersene convincere (“ho avuto pochi uomini”, “non ho mai tradito”, “IO NON MENTO MAI”…), ed altre cose: il fatto di aver sempre lasciato lei i fidanzati ufficiali; il fatto che nemmeno loro si fidassero di lei, probabilmente per le numerosissime contraddizioni nei suoi discorsi; la sua elevatissima permalosità: non puoi rinfacciarle, nemmeno con garbo (come faccio io) le contraddizioni che s’inalbera e in modo astioso, senza mai rendersi conto di poter sbagliare a volte anche lei; il fatto che abbia…fatto provocare dei danni seri (aiutata da conoscenze e potere…)a un fidanzato precedente che aveva tenuto a suo dire un comportamento “negativo”.…. Omissis…. Vi ringrazio anticipatamente per l’attenzione.

Cordiali saluti
Pasquale

Gentilissimo,

Quando ci si rivolge ad una agenzia matrimoniale, di questi tempi, non è certo per cercare un’avventura di tipo sessuale, visto che queste ormai si ottengono con un semplice clic su uno dei tanti siti specializzati. Lo si potrebbe fare per cercare un vero amore, dopo tante delusioni, nella speranza di essere messi in contatto con delle persone che sono intenzionate a costruire delle storie sentimentali serie e di lunga durata. (Questa forse era la sua motivazione)

Un altro tipo di clienti che si incontrano frequentemente nell’agenzia matrimoniale però sono quelle persone che cercano un matrimonio tradizionale, con una persona di livello socialmente alto, o almeno dignitoso, perché nel loro ambiente non potrebbero più raggiungere questo obiettivo, tanto sono ormai screditate ed indicate a dito. Queste persone, attraverso il matrimonio, vogliono forse dimostrare qualcosa a qualcuno che le ha ferite o, più semplicemente, vogliono cambiare il loro stile di vita, conquistando uno status che nel loro ambiente è evidentemente ancora considerato. La ragazza che lei ha incontrato mi sembrerebbe appartenere a questa ultima categoria.

Non so dirle da cosa fugge e cosa vorrebbe conseguire con il matrimonio, ma di certo la sua è una scelta mirata e lei probabilmente, pur non essendo ricco, ha tutte le caratteristiche che potrebbero dare a una moglie la rispettabilità sociale desiderata.

A me sembra tuttavia che anche lei sia incuriosito e attratto da questa ragazza, almeno sessualmente parlando ed è forse questo che non l’ha fatta ancora scappare a gambe levate, seppure si renda conto che la ragazza stia mentendo spudoratamente, sia sul passato, sia sul presente (atteggiamento che certo non contribuirebbe a farne una buona compagna di vita).

Quanto alla ragazza, la volubilità e la compulsività che traspaiono dall’organizzazione/partecipazione a questo tipo di incontri, unita ad un passato di depressione, disturbi alimentari, tossicodipendenza ed alcolismo, fanno sospettare una personalità borderline (ma naturalmente non la prenda come una diagnosi a distanza, perché gli elementi sono ancora troppo pochi per esserne certi). Faccia però attenzione, perché potrebbe trattarsi di un disturbo di personalità piuttosto grave.

Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

Una relazione in pericolo

Ho 33 anni, il solo pensiero di separarmi da mio marito MI UCCIDE stiamo insieme da 15 anni e mezzo (2 e mezzo di fidanzamento e 13 di matrimonio), mi sono spoasata a 21 anni…..credevo di essere tanto forte e matura all’ epoca, ero solo molto INGENUA E PRESUNTUOSA. Veniamo da famiglie, sia io che lui, dove siamo stati sempre maltrattati fin da piccoli, sempre disprezzo e disistima sia da genitori che fratelli più grandi (NON FACCIO VITTIMISMO è LA PURA VERITà LO GIURO SUI MIEI FIGLI). Quando ci siamo conosciuti ci siamo legati subito in maniera forte, avevo 19 anni lui 23 ci amavamo sostenevamo e proteggevamo a vicenda e pensavamo che viste le esperienze negative da piccoli non ci sarebbe stata sofferenza maggiore per noi, così ci siamo sposati.

Lui era il mio angelo, mi proteggeva e colmava di attenzioni, io queste cose no le avevo mai avute ….vivevo in un sogno, ma appena sposati le cose sono cambiate mio marito è diventato freddo nel senso che ogni volta che si avvicinava a me era solo PER FARE L’ AMORE e ancora adesso è così, nel rapporto è molto dolce ma appena finito ecco che IO NON ESITO PIù, non c’è una volta che abbia dormito abbracciato a me o che mi si avvicini solo per coccolarmi senza anche poi VOLERE QUELLO!

Non parla con me o meglio parla solo di cose che interessano a lui, ma quando ho bisogno io lui guarda la tv, o il pc, o la play station non sono degna di essere guardata negli occhi. Voglio specificare che lui va via di casa alle 6 e rientra alle 18, dalle 18 alle 20 io lavoro, quindi la sera ci vediamo quelle 3 ore si e no, nelle quali ci sono anche i figli almeno per 1 ora, verso le 21 li mettiamo a nanna, quindi rimangono 2 ore, non è che io stia lì quindi tutto il giorno ad assillarlo. Lui svolge 1 lavoro pesante e capisco tutta la sua stanchezza certo che lo capisco CI CRESCIAMO DUE FIGLI PICCOLI COMPLETAMENTE DA SOLI non possiamo permetterci baby sitter tutti i giorni. Lo capisco ok, ma chi si preoccupa di capire una mamma sola tutto il giorno alle prese con casa, bambini, compiti, attività sportive, lavoro?

Mi sento SOLA la cosa più grave è CHE QUI DOVE VIVO NON HO AMICHE è una specie di punizione divina questa, perchè se potessi almeno uscire qualche sera e parlare, svagarmi, sfogarmi un po’ starei meglio NE SONO SICURA, ma invece no son sempre e solo con loro, io per me stessa non esisto! Molte volte ho suggerito a mio marito di prendere 1 baby sitter qualche sera e uscire solo noi due, lo so che costa però CI FAREBBE TANTO BENE. ECCO L’ ALTRO ENORME PROBLEMA: la gestione dei soldi si spende solo se mio marito ritiene una cosa necessaria perchè la maggior parte delle entrate proviene da lui… quindi inutile dire che i soldi per la pay tv, play station da 300 euro, cellulare da 400 euro, viaggi e viaggetti che ti allietano magari solo 1 settimana l’ anno e neanche (perchè con 2 figli piccoli è un incubo pure la vacanza SPECIE PER ME) quelli si trovano, io tante volte gli ho detto che date le nostre possibilità limitate ma non così esigue preferivio non viaggiare e spendere quei soldi nell’ arco di più tempo magari uscendo qualche sera e lasciando i bimbi a persone fidate che ho già contattato e provveduto IO a trovare.

Ho parlato, parlato, parlato tante volte con lui di ciò che non va tra noi, lo faccio da anni, ma lui niente NON CAPISCE QUANTO SIA REALMENTE IN PERICOLO LA NOSTRA RELAZIONE, SI SENTE A POSTO PERCHè APPARENTEMENTE NON CI FA MANCARE NIENTE ma una parola di conforto, una carezza, un sedersi accanto a me MAI. Ho elencato i difetti e ora siccome sono ONESTA ELENCHERò I SUOI PREGI: mio marito è un uomo presente in casa, non ha il vizietto di svagarsi in giro e lasciarmi sola quindi sulla sua fedeltà non ho dubbi, CON I FIGLI FA TUTTO E VOLENTIERI DAL CAMBIO PANNOLINI, PAPPA, BAGNETTO, SA ANDAR PER NEGOZI A COMPRARE LORO I VESTITI è UN UOMO IN GAMBISSIMA, a volte dato che io torno dopo le 20 riesce anche a cuocere 1 fettina di carne e preparare un contorno veloce di verdure quando non ci sono riuscita io dal pomeriggio perchè magari ho avuto da fare molto coi bambini per cui LUI SI SENTE FORTE DI ESSERE MOOOOOOOLTO MEGLIO DI TANTI ALTRI UOMINI CHE NON FANNO ASSOLUTAMENTE NULLA IN CASA, per cui voi capite bene quanto io mi senta male a parlar così di lui e mi senta un’ ingrata verso lui e Dio….ma l’ amore ha bisogno di attenzioni, di una carezza non per portarti in camera da letto, ma perchè tu sai quanto quella donna che ti sta di fronte abbia combattuto da sola da tutta una vita e lo fa tutt’ ora anche per te facendoti rientrare in una casa calda, pulita, accogliente per farti sentire amato come da piccolo non sei stato, una donna che va a comprare 1 completo intimo per essere l’ amante che tu desideri sotto le lenzuola…..tu non puoi dirle:” perchè hai speso questi soldi? Non erano necessari”……e poi far l’ amore con lei e dirle pure che l’ ami?

Lei vorrebbe DISPERATAMENTE ma non ci crede più…..e’ avvilente a me vien voglia di scappare mi sento un’ ingrata, poco di buono, ma la verità è che sono tremendamente sola e schiacciata dai doveri e neanche libera di concedermi qualche sfizio che a me piace…..Ho paura…..ho conosciuto qualche mese fa uno splendido 42enne, pelle perfetta neanche una ruga o un capello bianco, alto snello, dimostra 36 anni al massimo, elegante sobrio, spiritoso, intelligente SPOSATISSIMO 2 FILGLI, lo vedo di rado e parliamo molto, molto, molto di cose attinenti i nostri affari, quindi MAI niente di personale, ci guardiamo, poi lo sguardo fugge imbarazzato, ci sono sorrisi grandi sorrisi e tanta gentilezza MA NIENTE ALTRO E PENSO CHE MAI CI SARA’, ci troviamo piacevoli a vicenda e questo lo abbiamo capito entrambi, ma lui è un uomo serissimo e integerrimo anche per il tipo di lavoro che fa e io anche non potrei mai fare una cosa simile, ho pensato di sedurlo e so che se ci provassi sul serio lui cadrebbe subito, ma sapete perchè non lo faccio?

Perchè sarebbe solo sesso non sono innamorata di lui, mi piace da impazzire esteticamente ( mio marito invece mi attrae sempre meno si trascura ha messu su kg) e intellettualmente abbiamo tantissimi argomenti (CON MIO MARITO MAI NEANCHE DA FIDANZATI). Ho cercato nelle mia mente tante giustificazioni ad un mio eventuale tradimento mi son detta: tanto chi lo viene a sapere? La cosa sarebbe insospettabile! Se capitasse a mio marito e lui fosse in crisi con me in quanto uomo non ci penserebbe mezza volta.

Ma alla fine sapete cosa mi frena? I miei principi: quest’ uomo ha stima di me se io c’ andassi a letto non sarei che una poco di buono per lui, una donnetta, invece lui rispetta la fede che porto al dito e io la sua, spingerei anche lui ad essere un farabutto e perderei tutta la stima che ho di lui della sua professionalità e correttezza per cosa? Per un momento di follia? Vorrei solo che mio marito capisse che IO STO MALE E CHE LA CRISI C’è NEL NOSTRO MATRIMONIO, MENTRE LUI MINIMIZZA IO MI SENTO MORIRE DENTRO DI SOLITUDINE, DI SENSI DI COLPA PERCHè IN FONDO STO CON UN BRAVO RAGAZZO E PER AVER COMMESSO ADULTERIO COL PENSIERO DESIDERANDO L’ ALTRO ……

Sadness

Gentile Sadness,

E’ evidente che la vostra relazione di coppia sta scivolando pericolosamente verso la noia, la routine, la solitudine. Tuttavia, tra le possibili vie d’uscita da lei immaginate, non mi sembra di scorgere l’eventualità di una terapia di coppia.
Infatti, non è una cena a lume di candela, o una vacanza senza figli, che potranno cambiare il vostro destino, ma occorrono dei cambiamenti molto più profondi nel vostro modo di rapportarvi, di comunicare, di gestire il ménage familiare.

E’ inaccettabile infatti che lei, solo perché lavora part time e dunque ha uno stipendio più modesto rispetto a quello di suo marito, non abbia uguali diritti nello spendere del denaro e nel togliersi qualche piccola/grande soddisfazione. E’ altrettanto inaccettabile che lui possa pretendere il sesso senza amore, come si potrebbe fare con una prostituta, solo perché, bontà sua, la sera le fa trovare una fettina cotta…

Quanto all’interesse verso lo splendido e sposatissimo quarantaduenne, credo che lei, in questa situazione, si sarebbe invaghita veramente di chiunque fosse appena un po’ piacevole e capace di mostrarle un minimo di interesse. Oltre tutto, va considerato anche che lei ha solo 33 anni (un’età in cui oggi molte “ragazze” non sono neanche sposate…) e scarsa esperienza: è più che probabile dunque che lei stia utilizzando questo pseudo-innamoramento per l’affascinante signore come forma di auto-terapia per superare la depressione e l’infelicità.

Tutte le emozioni positive che lo sposatissimo principe azzurro le provoca oggi dovrebbero essere canalizzate, almeno parzialmente e per quello che è possibile, nel vostro rapporto matrimoniale, in modo da raggiungere una qualità della vita più soddisfacente per entrambi.

A parte questo, coltivare qualche fantasia sentimentale (o anche sessuale) “privata” è del tutto normale e frequente fra le persone che vivono uno stabile rapporto di coppia. Non sopravvaluti dunque troppo questa attrazione, non le dia significati che non ha: questa non sarà sicuramente l’unica volta che proverà interesse per un uomo diverso da suo marito nella vita, anche se, come le auguro, il suo matrimonio sarà lunghissimo e (di nuovo) felice.

Cordialmente,

Dr. Giuliana Proietti

Non trova pace

E’  assurdo quello che mi succede. Vivo da un anno con un uomo, ma amo disperatamente un altro dall’aprile del 2009. La spontaneità e l’imprevedibile incontro con M. è stata l’emozione più grande della mia insignificante vita. Ho seguito C. dopo aver perso il lavoro e M. mi ha detto che non era sicuro di potermi dare ciò che desideravo. E’ un padre separato con un figlio adolescente, diceva che non chiedeva il divorzio alla ex moglie per non ferire il figlio, a ciò si aggiunge un lavoro molto impegnativo per cui quando gli ho chiesto di dedicarmi più tempo, mi ha risposto che avevo alzato la posta. Penso di essere gravemente ammalata, non riesco ad elaborare questo lutto. C. è molto gentile e pur non conoscendo i motivi per cui ogni tanto mi intristisco, cerca di darmi serenità e soprattutto tanto amore, ma non lo amo.

Non so perchè vi scrivo, ma non trovo pace-

Gentilissima,

Grazie anzitutto per averci scritto, anche se non sa spiegarsene il perché: forse voleva un parere professionale, o forse voleva semplicemente confessare a qualcuno, in modo anonimo, questo suo inconfessabile segreto.

Probabilmente lei non riesce ad elaborare questo lutto semplicemente perché ancora non ha subito alcuna perdita, dal momento che, come sembra di capire, lei mantiene entrambe le relazioni e questi due uomini sono ancora ben presenti, entrambi, nella sua vita. In queste situazioni, il consiglio migliore è sempre quello di cercare una terza via, dal momento che non esisterebbe M. se il rapporto con C. non fosse già compromesso all’origine, e che M. (da quello che lei racconta) non sembra avere alcuna intenzione di dedicarle un impegno più serio e di lunga durata.

Non è un buon motivo vivere con una persona che non si ama solo perché si è perso il lavoro, a meno che non si sia sinceri sulle proprie ragioni e motivazioni. Questo non è solo un gesto gentile ed altruista nei confronti del suo compagno: è un gesto che occorre anche a lei per far cambiare direzione di marcia alla sua vita, visto che al momento sembra invischiata in una relazione che non ha futuro e che difficilmente l’aiuterà a realizzarsi pienamente.

Con i migliori auguri.

Dr. Giuliana Proietti

Un momento molto difficile

Salve,

vi scrivo perchè sto vivendo un momento molto difficile con il mio ragazzo!! Lui vive in un paese di 800 abitanti mentre io vivo in una grande città e per stare insieme a lui dovrei trasferirmi (perchè lavora lì)!! Stiamo insieme da 5 anni e c’è parecchio affetto tra di noi, ma ultimamente mi ha lasciato un pò perplessa un fatto…

Ho ritrovato nella sua posta elettronica dei messaggi e un filmato della sua ex con cui lui si è rivisto qualche anno fa mentre stavamo insieme! Gli ho chiesto spiegazioni e lui mi ha detto che siccome lei lo minacciava di farci lasciare lui ha agito in questa maniera per poterla a sua volta ricattare.. In effetti si è sempre comportato in maniera un pò nevrotica, ossessiva…. eccessiva nei miei confronti ma comunque sia molto affettuosa e premurosa!!  In tutti questi anni è quasi sempre venuto lui a trovarmi (forse anche per sfuggire alla noia di quel posto), mi ha aiutato in un sacco di occasioni ,mi ha dimostrato  di volermi bene,abbiamo passato bellissimi momenti insieme è c’è sicuramente un grande affetto!

Il suo comportamento però mi ha lasciata perplessa… infatti già avevo avuto l’impressione che avesse fatto qualcosa perché ogni tanto cambiava atteggiamento nei miei confronti (quindi credo che non si siano rivisti solo una volta).

Ho trovato inoltre anche una chat in cui aveva anche il contatto con questa sua ex… anche se lui continua a dirmi che di lei non gli è mai fregato nulla,  mentre con me gli fa piacere stare.

Sono confusa…. Non mi fido più tanto!!!

Perché tenere il suo contatto in chat… forse voleva tenere il piede in due staffe??       

L’altra considerazione che faccio è il trasferimento…

è difficile riuscirsi ad abituare in un posto così diverso , se il rapporto funziona sono anche disposta a fare questo passo….

Ma con queste premesse…forse è meglio che me ne rimango a casa e volto pagina!!!                    

Mi può dare qualche consiglio?

Grazie

Gentilissima,

Il consiglio è quello di fare una scelta ragionata, nonostante l’affetto che vi lega e la durata ormai apprezzabile del vostro rapporto. Infatti, è evidente che se lei sceglie di raggiungere questo ragazzo nel paesino di 800 anime, sarebbe poi molto difficile tornare indietro, alla sua vita.

Del resto, è pure assurdo buttare via un rapporto soddisfacente, che dura da cinque anni, per un semplice sospetto (anche se i discorsi che lui fa per giustificarsi sembrerebbero, in effetti, abbastanza strani).

Visto che ormai il matrimonio non è più un must, neanche nelle famiglie più tradizionaliste, direi che la cosa migliore è optare intanto per una convivenza. Inoltre, se lei lavorasse, sarebbe opportuno chiedere un periodo di aspettativa e trasferirsi da lui per un periodo limitato (almeno sei mesi) per poter valutare meglio se la persona ed il rapporto con lui meritano davvero un sacrificio per lei così grande, che comporta una vera scelta di vita.

In ogni caso, è giunto comunque il momento di prendere una decisione definitiva, in un senso o nell’altro: trascinarsi nel tempo un rapporto che c’è e non c’è, non è un vantaggio per nessuno, ma soprattutto mi sembra che non lo sia per lei.
Con i migliori auguri.

Dr. Giuliana Proietti

Conoscersi seriamente

Buongiorno,
ho trovato, come tanti, il Vostro sito molto interessante ed esaustivo e, fondamentale, per chi come me vuole tentare, per la prima volta a 40 anni, di conoscersi “seriamente”. So che una consulenza on-line non può avere il valore di una terapia presso uno studio, però vorrei cominciare così… per una serie di motivi.
Mi presento, innanzitutto:
ho, come detto, 40 anni, sono il classico “bel ragazzo”, ho una vita regolare con un lavoro autonomo che mi dà i classici grattacapi, specialmente in questo periodo di crisi, una famiglia regolare, con genitori classici, sposati e apparentemente felici da più di 40 anni, con i quali vivo, in un equilibrio consolidato.Il mio problema qual è? Negli anni, sempre di più, vivo il sesso e l’amore separatamente con sottili sfumature che andrò, velocemente, a spiegarVi.
Faccio sesso con persone delle quali mi interessa poco intellettualmente e sentimentalmente; mi attirano, mi eccitano le donne di basso livello intellettuale e culturale, con cui non condividerei mai una vita o degli interessi, anche bruttine fisicamente, spesso appariscenti e procaci (probabilmnete non temo così nessun giudizio da parte loro, mi sono sempre detto!).
Amo, invece, la donna all’opposto, purtroppo. Con lei, come la mia attuale compagna, vedo il futuro, vorrei costruire una famiglia, avere dei figli…condividere una vita.
Sono, ovviamente, disperato perchè non provo desiderio sessuale, però.
La mia ragazza attuale, l’ho corteggiata, l’ho conquistata e l’ho fatta innamorare
di me. Siamo insieme da otto mesi ed io ancora non riesco a godere con lei; non riesco proprio ad avere desiderio, quindi erezione.

Cosa succede quando ci vediamo. Premetto che lei vive lontano da me e ci incontriamo ogni due/tre settimane e durante le festività, quando lei torna qui dove vivo io e dove lei ha la propria famiglia.
Lei si eccita sempre e parecchio quando stiamo a contatto, in intimità. Ridiamo spesso di questo, insieme. Io, invece, no, l’esatto opposto. Ho un calo del desiderio fisico spaventoso. La testa e il cuore vorrebbero, desidererebbero
completare questo sentimento meraviglioso che c’è tra me e lei, ma il fisico, il pene, non ne vogliono sapere. Temo proprio il momento in cui dobbiamo restare soli…temo di deluderla nuovamnete e quindi, il sesso non è più un piacere, ma assurge al ruolo di dovere. TERRIBILE!
Le ho spiegato da subito il mio problema. Per me potremmo proprio evitare l’argomento sesso. Questa è, apparentemente la soluzione che mi dà più “respiro”, ma poi insorgono mille dubbi, mille paure e mille incertezze sul futuro. Insorge forte la consapevolezza che questo stato di fatto non può durare. Come farò ad avere una famiglia con lei? Quanto tempo lei mi aspetterà? Perchè io abbia un’erezione ed un rapporto sessuale “completo” con lei, dovrò cominciare a vederla come un oggetto sessuale, come…non so come spiegarmi bene… come una puttana (chiedo scusa per il termine)?
Ne ho parlato molto con lei, l’ho rassicurata, spiegandole che questo è un mio problema e non un suo. Dato che in passato, ho rovinato storie serie per questo problema, ho voluto subito parlare di questo con lei. Ho voluto farle capire che il suo aspetto fisico, la sua bellezza esteriore per me sono inconfutabili. Lei mi piace, anche fisicamente, insomma.
Ieri sera, lei mi ha portato su internet a cercare qualche contatto, a vedere di avviare un percorso serio per affrontare il problema di petto e non solo a chiacchiere. Ecco perchè, stamattina, mi sono deciso a “iniziare”. Lo faccio con
voi perchè è più semplice, non lo nego, ma anche perchè non saprei davvero da dove cominciare.
Come leggerete da queste poche righe, sono molto confuso sull’argomento…a volte credo di trovare soluzioni, ma poi, immediatamente dopo, non trovo corrispondenza tra la soluzione e il mio specifico problema.

Ho pensato di me.
– Soffro della cosiddetta sindrome del Bell’Antonio.
– Soffro di ansia da prestazione e quindi temo la persona che stimo, temo il suo giudizio, temo, appunto, la mia prestazione pur avendo avuto, comunque, conferme e rassicurazioni dalle donne con cui ho fatto “buon sesso”.
– Ho abusato di film pornografici e mi sono abituato ad un sesso eccessivo, dissociato totalmente dal sentimento. Per cui, quando incontro una ragazza “normale”, che stimo, che mi intriga psicologicamente ed intellettivamente, ho
difficoltà a condurla sui miei sentieri, a proporle gusti e desideri un po’ più avventati (mi eccita, ad esempio, guardare la donna che si masturba, mi eccita molto l’uso della saliva, molto la volgarità, sia nell’abbigliamento che nel linguaggio, ossia la scurrilità. Non amo particolarmente la penetrazione, questo anche con la donna-oggetto, preferisco “giocare” oralmente, verbalmente, visivamente). Ho paura, probabilmente, di “sporcarla” …forse?
– Tradirò sempre. Dopo vari fallimenti con la mia fidanzata di turno, sento sempre il bisogno di andare a trovare conferme nella “donna oggetto”, di mitigare immediatamente l’ansia da impotenza, trovando conforto nel vedere che mi eccito regolarmente, che sono capace, che sono ancora un “Uomo”.
– Non mi sono mai innamorato della persona che ho scopato (scusate ancora, ma avolte un termine evita lunghi giri di parole)! E’ orribile….. è una condanna all’infelicità!

Spero di avervi definito un quadro abbastanza esaustivo per poter ricevere una prima opinione professionale da parte vostra.
Vi saluto, ringraziandoVi per questa opportunità “nuova” per me.

Tito

Gentile Tito,

Grazie anzitutto per le cortesi parole con le quali inizia la lettera e per le tante informazioni e riflessioni che aggiunge su di sé, che permettono di farsi un quadro abbastanza chiaro della situazione. L’impressione che se ne ricava è che in realtà lei si conosca già molto bene ed in modo assolutamente “serio”, per usare le sue parole. Lei infatti sa benissimo quali sono le sue potenzialità, i suoi gusti, i suoi limiti, le sue ansie ed i suoi desideri.

Tutto questo, che fin qui le è andato non bene, ma benissimo, ora non è più compatibile con la presenza di questa ragazza: troppo “giusta” per crearci insieme una famiglia (e per commettere la sciocchezza di lasciarsela sfuggire…) Perdendo questa occasione, lei è consapevole di correre il rischio di rinunciare per sempre ad una vita “normale”, la quale non le è mai interessata fino ad ora, ma alla quale non ha mai potenzialmente rinunciato per il suo futuro.

Il problema dunque è che ora il suo futuro sta diventando il suo presente e lei si sta chiedendo se la campana che sente suonare lo sta facendo proprio per lei… Per risolvere l’incongruenza fra due diverse concezioni della vita e di se stesso, entrambe ugualmente desiderabili, ma troppo diverse fra loro, lei dovrebbe trovare il coraggio di scegliere, ben sapendo che fare una scelta significa ottenere delle cose piacevoli, ma perderne altre, altrettanto piacevoli.

In genere, per risolvere questi dilemmi, le persone tendono a convincersi che quello che decidono di perdere è qualcosa che in fondo non vale, cercando di svalutare la persona, l’oggetto o la scelta che appare meno desiderabile… Nello stesso tempo, si cercano tutti i tipi di conferme per rassicurarsi di aver fatto la scelta giusta.

Credo che una consulenza psicologica possa in effetti aiutarla a compiere questo processo che le ho descritto, in modo da risolvere il dilemma, quanto meno per fare la scelta “meno sbagliata”. E’ ovvio, infatti, che scegliere di restare con questa ragazza significa cambiare veramente tutto nella sua vita, accettando anche il fatto che non potrà più sentirsi completamente “se stesso”, anche se molto probabilmente riuscirà con lei a realizzare i progetti di vita che in fondo, in fondo, non le dispiacciono affatto.
Saluti cordiali e auguri.

Dr. Giuliana Proietti

Cosa ha il mio ragazzo?

Buonasera!
Volevo sapere cos’ha il mio ragazzo e sopratutto se ha qualcosa e se il problema potrei essere proprio io! Le racconto tutta la storia arrivando ai problemi sessuali: Noi ci conoscevamo da prima, io ho 23 anni e lui 35, ma praticamente ci salutavamo e basta, senza essere interessati forse anche perchè notavamo i 12  anni di differenza, io e la sorella eravamo invece molto amiche; quest’estate tutti e 3 abbiamo preso una casetta per 9 giorni al mare! Lui non faceva sesso da circa 4 mesi, l’ultima volta l’aveva fatto con una prostituta, (gli è capitato più volte nella vita di stare con loro perchè faceva dei lavori nelle loro case…e insomma si scontava così) è anche grazie a prostitute che afferma che la durata dei suoi rapporti sono sempre stati
sopra la media, perchè se gli altri uomini durano un 20 minuti, lui era capace di farlo durare 1 e mezza venendo 3 volte e però non di più.

La prima notte della vacanza mi ha chiesto un massaggio, gliel’ho fatto con la crema, poi ci siam messi a parlare prorpio di sesso, lui mi diceva parlando genericamente che ci mette molto a caricarsi e poi molto a scaricarsi e io pure ho detto che facevo qualcosa che non fanno tutte le donne durante il rapporto o meglio qnd venivo (cioè raggiungo spesso l’orgasmo, perdendo molto liquido,  diciamo che eiaculo!).
A lui è venuta la curiosità e così si è fatto qualcosa, più che altro mi ha masturbata e il divano ha verificato di cosa parlavo prima!
Nelle notti a seguire abbiamo continuato a vederci petting, masturbazione e ho deciso ben presto (forse avrei dovuta fargliela desiderare di più, ma gli ormoni sono ormoni e la voglia c’era per entrambi..!) di essere anche penetrata, ma non è andata bene, ha eiaculato subito. Comunque lì per lì ci è sembrato strano ma gli dicevo che non lo era nemmeno tanto siccome era una novità, eravamo molto eccitati e anche molto tesi, perchè nella stanza a fianco
“dormiva” la sorella ed oltre ad avere la vergogna se ci beccava ormai aveva capito ed era totalmente contraria secondo me per gelosia e cmq diceva anche perchè si sentiva responsabile di me in quella situazione.
Lui mi aveva detto che voleva chiudere, che non era il tipo da storie serie, che sarebbe finita lì e che anche lì dovevamo stare attenti perchè nn voleva figli ecc. Però man mano che continuavamo, lui mi cercava, e ha capito che io invece mi stavo affezionando e che volevo provare a continuare, che ovviamente avrei preferito qualcosa di serio e lui ha detto ok, mo che torniamo non ci vediamo nè sentiamo per una settimana così mi rendo conto se mi manchi, che proviamo ecc (anche perchè era ancora con la sorella!) e poi nel caso
riprendiamo a vederci.
Per portare parti delle valigie e cambiare macchina io e lui siamo tornati a casa e abbiamo riprovato e la cosa stava andando bene, stava durando ma c’abbiamo dovuto lascir perdere chè dovevamo andar a riprenderci la sorella ecc.
Più o meno per 8 giorni nn ci siamo visti e poi abbiamo iniziato. Ci vediamo spesso, lui che non è il tipo di coccole, attenzioni ecc, anzi, è abbastanza freggo in genere, con me qualche piccola attenzione la sta avendo, mi ha dato le chiavi di casa spiegandomi che sì ha avuto tante donne ma l’unica che le ha avute sn io apparte la sorella; però nonostante assieme stiamo bene e spesso mangiamo e trascorriamo tempo sia a casa e sia sul suo lavoro assieme, nn ci troviamo d’accordo ma solo su qualcosa tipo ha capito che non sono una perfetta
donna di casa come lui avrebbe voluto che fosse la sua donna, ma cm gli ho detto deve apprezzare la buona volontà e non deve esagerare sulle varie pretese, lui ha provato a spiegarmi che non mi ama, che non prova quella sensazione in cui non si capisce più niente, si rincretinisce e si pensa a lei ogni secondo, che mi vuole bene questo si, che prova attrazione ma nemmeno questa dice che è abbastanza, non è al 100%. Prima si provava ad andare avanti con questa situazione che sapevamo che io ero molto presa e lui lo era solo ad
un 60-70%, e iknfatti sessualmente non andava bene. Ci siamo lasciati perchè pensava che se queste cose in più non gli erano nate dopo un mese, non nascevano, ma siccome cmq mi vuole bene e ha visto che stavo malissimo, al momento stesso abbiamo continuato!
Poi ci siamo lasciati nuovamente, il problema è sempre quello che sessualmente non va bene!!
Dopo due ore di pianti miei, ha detto che provavamo ancora a stare assieme, cmq io non voglio stare assieme ad uno che non sta bene con me. Ora se è un suo problema fisico, spero anche che si possa risolvere e lo facciamo, gli resto vicina, altrimenti, non è possibile che per un mio egoismo, sl perchè mi sn affezionata troppo a lui, pretendo che stiamo una vita senza
riuscire a godere fino in fondo. In pratica in tutto questo tempo, apparte quella volta appena tornati dal mare e poi una domenica che abbiamo trascorso praticamente tutta assieme, tutte le volte che abbiamo provato non è andata bene!
Che significa? Ci stimoliamo, baciamo, strofiniamo e ci viene voglia, io sono una che basta una leccatina all’orecchio e si può dire che mi sono già bagnata, ma lui pure ovviamente si eccita, allora ok, si vuole spogliare, andare nell’altra stanza…
si arriva lì qualche leccata, toccata (non tantissime, ma molto piacevoli per me, lui con le sue storie mlt brevi, lunghe o ovviamente anche con le prostitute, non ha mai fatto petting, ma direttamente la penetrazione!), e poi mi penetra.
La sua posizione preferita sarebbe la classica lui sotto e io sopra, ma non so perchè non riesco io a farla, ho come vergogna di saltare tnt, poi mi muovo ma dice che invece muovo troppo il corpo e dovrei invece muovere di più il bacino…poi cmq facciamo quella al contrario sia io stesa pancia all’aria e sia verso sotto e sia la pecorina così deve gestirsi lui il movimento e io sono più tranquilla e contenta. E lui innanzitutto non ce l’ha molto molto duro, è già questo è un problema, perchè boh, significa che non è abbastanza eccitato e
poi cmq significa che abbiamo difficoltà a farlo entrare ecc; poi dopo pochissimo che entrato (e non credo di esagerare perchè non si tratta dell’ora e mezza  che racconta lui che ha sempre raggiunto, non si tratta dei 20 minuti della media degli altri, ma proprio di secondi, tipo va verso dentro e fuori per circa … 5 volte!
E dnq soffre di eiaculazione precoce?! E cm mai?
Cioè non è un controsenso? Se uno non ce l’ha abbastanza rigido, come può venire? O non sei eccitato o lo sei troppo!
Poi io non riesco a godere, anche se a volte mi ha fatto divertire molto col dito che riesce proprio a toccarmi i miei 2 punti interni, e anche col pene quando in confronto alle altre volte è durata di più tipo dopo la prima volta che ha eiaculato.
Il problema però è che lui, anche se non me lo dice sempre esplicitamente per non farmi andare il morale a terra cm anche il mio che mi faccio la forte sta andando, non prova affatto piacere, forse lo prova ma anche provandolo in così poco tempo ne prova per forza poco!
Il problema, che leggendo su intenet stiamo cercando di capire, ma gli ho detto di andarsene da un andrologo che è l’unico, invece delle nostre tante supposizioni da ignoranti in materia che ci può risolvere, ovviamente non sta migliorando, anzi, pure peggiorando! Invece per più volte arriva dopo poco, poi adesso qnd sembra che non c’è il problema che un pochino in più va, si secca, prende e si ferma, non gli va di farlo e questa ovviamente ci sembra l’ennesima
cosa assurda, perchè uno in quel momento non dovrebbe voler altro che ancora la vagina, che ancora continuare a far sesso, altro che non prenderci gusto e fermarsi.
Ora abbiamo pensato che anche questa sorta di calo di voglia sia sempre dovuto a questo strano e ipotetico problema che ha, infezione, infiammazione ecc che sia, perchè se non avesse avuto il problema di non essere totalmente eretto e dell’eiaculazione precoce, saremmo stati sicuri che lui nn era attratto e quindi dovevamo lasciarci.
Tutto ciò cos’è?
Io leggendo in giro ho pensato alla prostatite, ma lui la esclude perchè dice che mica non riesce a trattenere la pipì, o ha dolori o altro! Solo questi che le sto spiegando io sono i sintomi! Inoltre ha guardato lo sperma e dice che non è giallo come sapeva che è qnd uno soffre di prostatite! Io, non ho molte esperienza di sesso, ma a me sembra che sia liquido solitamente l’ho visto più denso, non dico come la crema per le mani, ma questo mi pare quasi acqua! Boh! Poi ho pensato che non sia niente, solo stress e stanchezza, per lui è un
periodo che ha molti pensieri e impegni e ciò so che influenza tantissimo! Poi il fatto che va peggiorando perchè ormai si sta fissando che ha qualche problema o che cmq tra noi nn va e allora, ci pensa e sempre psicologicamente sta già! Cioè lui ormai dice andiamo nella stanza da letto ma tanto non ce la faccio! Lui esclude che sia questo, ed effettivamente…purtroppo su tutte le volte che ci abbiamo provato…e sono tantissime, ha funzionato un paio, può ssere che tutte le volte è stanco, preoccupato per qualcosa così tanto da avere modi e tempistiche proprio opposte alle sue potenzialità?!
Ah poi altre cose che posso dire di lui che forse sono rilevanti è che ha l’omocisteina molto alta, proprio a rischio infarto! Gli hanno prescritto la folina, ma praticamente è da un pò che ha smesso di prenderla! Lui ha sospettato, ma senza in realtà dargli tantissimo peso, che può essere questa perchè sa che chi non se la prende nelle donne porta nella gravidanza alla erdita del feto e agli uomini proprio a questo! é vero?
Poi ci sarebbe anche un sonnifero che invece prende perchè non riesce a dormire di sonno buono anche con questo se ne fa circa 3 ore che penso siano poche per tutti figuriamoci per lui che fa tante ore attive e di lavori manuali e pesanti! I sonniferi portano a questi problemi? Se si, sarebbe un problema lo stesso perchè senza prenderlo non riesce pr a dormire e già si sente stanco e ha mal di testa! Lui esclude che sia questo farmaco perchè dice che lo prende
già da 3 anni e prima andava tutto bene, è solo da qnd sta cn me che le cose non vanno!
Io mi sento cattiva ma sto augurandomi che abbia qualcosa, ovviamente non di grave, ma che si possa con una curetta risolvere, altrimenti è quello che pensa lui e cioè che tutto ciò in un certo senso è colpa mia, chè non è abbastanza attratto da me (effettivamente era partita come una cosa di una massimo 9 notti e basta, mi vede e mi ha sempre vista cm piccola, non mi vede come una bellezza esagerata, vorrebbe cambiare mlt di me almeno cm look…!); se così fosse lo dovremmo sapere pure, perchè anche se ci starei malissimo per un pò, la cosa
migliore da dover fare è chiudere in modo che ognuno può stare con altri e dnq godere nei rapporti fino in fondo perchè è una giusta esigenza per una ragazza a 23 anni, ma anche per uno di 35, mica è vecchio, ancora vuole giustamente fare tnt sesso e di quello come si deve!  Chiedo scusa per essere stata così prolissa, ma così m i sono sfogata perchè questa situazione sicuramente fa star male lui, ma dopo i mezzi rapporti nel vedere lui arrabiato e pure demoralizzato sicuramente non fa stare me ed ora che praticamente mi respinge ancora di più la mia autostima, uomore ecc, vanno giù; e poi credo che per poterci aiutare sia meglio dirle più particolari possibili!  La ringrazio tanto anticipatamente, sicura in una sua risposta la saluto cordialmente!

Gentilissima,

La sua lunghissima lettera, densa di particolari, spiega molto bene la situazione che state vivendo e permette di farsi qualche idea. Proviamo ad analizzarne alcune.

Qualità del rapporto: lui non ha avuto praticamente esperienze sentimentali significative, ma solo rapporti occasionali con prostitute; lei invece non parla di sue eventuali esperienze precedenti, ma sembra molto concentrata sugli aspetti sessuali, quasi come se quelli da soli potessero bastare per creare un rapporto di coppia stabile. Non è così, perché la passione sessuale tende comunque a diminuire con il tempo e dunque se il vostro rapporto si basa unicamente sul sesso, tra voi non solo non può durare, ma forse non può neanche nascere un sentimento.

E’ strano poi che un uomo di 35 anni non abbia avuto una relazione seria alle spalle: questo potrebbe significare che preferisce frequentare le prostitute, per una qualche ragione che non possiamo sapere, ma possiamo anche immaginare… Infatti, quelle vanterie iniziali sulla durata del rapporto si sono rivelate, alla prova dei fatti, completamente false: ciò che è vero è che il suo ragazzo soffre di disfunzione erettile e le cause possono essere diverse: di natura psicologica (ansia da prestazione, difficoltà dovute al fatto che lei è l’amica della sua sorella minore, paura di impegnarsi seriamente in un rapporto) fisica (disturbi fisici, assunzione di farmaci, stanchezza, poco riposo) o di entrambe le componenti.

E’ possibile anche, data la qualità del liquido seminale da lei osservato, che il suo ragazzo sia dedito a masturbazioni frequenti.

I consigli che posso darle sono i seguenti:
– visita andrologica di lui, per valutare eventuali disturbi organici
– avere sempre rapporti protetti, visto che vi conoscete poco e che lui frequenta o frequentava le prostitute
– cercare interessi comuni, che vadano oltre la camera da letto, per vedere se la vostra coppia, uscendo ad esempio con un gruppo di amici, può funzionare o meno.

Saluti cordiali.

Dr. Walter La Gatta

 

Eventi e consulenze

Dr. Giuliana Proietti

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Uomo galante

Buongiorno,sono separata da un anno da una convivenza…ultimamente ho conosciuto un uomo di 40 anni in una chat. eravamo molto in sintonia, lui rallegrava le mie giornate ,spesso ci sentivamo al telefono era molto”affettuoso” il desiderio di vederci era molto da parte di entrambi..cosi è successo..uomo galante e per bene,..sono rimasta da lui quella notte…ma qualcosa non è andato..nel senso che c’è stato un approccio troppo diretto ,senza né dire, né parlare. L’ ho trovato nudo in mutande con mio conseguente attacco di panico. Finito “l’amplesso”..lui mi dice che è stato bene con me ..altrettanto chiede a me..ma io non riesco ad essere sincera e dirgli che mi sono mancate le affettuosità che generalmente riscontravo in chat…Glielo accenno l’indomani e lui mi risponde che io faccio troppi pensieri e che è presto per capire.Ci rivediamo dopo una settimana..sembra andare meglio..ma invece l’indomani mattina le mie sensazioni sono di freddo glaciale..Gliene riparlo al telefono ..ma lui dice che in quel momento è impegnato e non mi richiama piu..io comunque ho cercato un confronto..ma senza fargli capire molto in quanto non sono riuscita ad essere diretta nelle mie domande…lui continua a ripetermi che mi trova una bella persona,che è stato bene con me ,ma continua a non capire ME e cosa voglio dirgli ..Non è la prima volta che mi capita di avere queste difficoltà nel relazionarmi con le persone di fronte a una difficoltà…e cosi mi rivolgo a lei per un consiglio..devo realmente andare da un psicologo a fare terapia…ho letto qualcosa al riguardo..e ho scoperto che in parte il mio problema dipende dalla mia infanzia.

Gentilissima,

L’immagine che illustra questo post mi sembra la giusta risposta alla sua lettera: un uomo intelligente ti aprirà la mente, un uomo bello ti aprirà gli occhi, un gentiluomo ti aprirà il cuore. Credo che questo “signore” che ha conosciuto sia in realtà tutt’altro che galante e per bene.

Non capisco sinceramente perché lei, dopo aver vissuto questa squallida storia, voglia oltre tutto colpevolizzarsi, risalendo a problemi della sua infanzia… Lei ha semplicemente incontrato un donnaiolo, dissoluto e gaudente e, purtroppo, ha ceduto alle sue false attenzioni.

Non credo proprio che lui non capisca cosa lei vorrebbe dirgli, ma non riesce a dirgli. Diciamo che probabilmente lui non ha alcun interesse nel voler capire. Le auguro di essere più fortunata la prossima volta. Il suggerimento è quello di non fermarsi alle apparenze.

Non bastano due complimenti per essere galanti, non bastano due parole affettuose per essere per bene. Cerchi di stimarsi e valorizzarsi di più.

Buona fortuna.

Dr. Giuliana Proietti

Alti e bassi

Salve sono in crisi con mio marito stiamo insieme da 21 anni 19 di convivenza e 17 di matrimonio. Lui dice di non amarmi piu’ e da fine febbraio 2015 ci sono alti e bassi . MI dice che il ns rapporto era diventato statico e che lui piu’ volte mi aveva avvisato ma io forse ero sicura del mio rapporto e quindi forse ingenuamente non gli ho dato il giusto peso. Ora è distante non gli va di fare niente insieme. Io i primi mesi ho cercato di farlo rinteressare ma ora inizio a perdere i colpi anche io..come posso fare? Ho 45 anni e mio marito 53 abbiamo due fili una di 16 anni euno di 13. Grazie attendo fiduciosa. 

Gentilissima,

Ciò che racconta della vostra storia è troppo poco perché io possa entrare nel merito. Parlando in generale, è importante che lei si sia resa conto che da parte sua c’era un certo rilassamento nei confronti del rapporto, dovuto ad un senso di sicurezza che era, a quanto pare, del tutto ingiustificato. Un altro passo avanti è che lei abbia capito di tenere al rapporto con suo marito e di essere disposta al cambiamento. Se da sola non riuscirà nei suoi sforzi (è difficile del resto cambiare se solo uno dei due si impegna in questa direzione) non rimane che la strada della terapia di coppia.

Molti auguri.

Dr. Walter La Gatta

Una storia giunta al Capolinea

Ho 45 anni sono camionista , da poco vivo separato da mia moglie , dopo 20 anni di matrimonio siamo giunti al capolinea anche se a onor del vero giá da anni vivevamo quasi come fratello e sorella . dopo le ferie che lei ha passato insieme a nostro figlio é ritornata piú fredda e distaccata , al ritorno dopo 2 settimane un secco bacio sulla guancia e un come va , poi la routine solita ci trovavamo la sera al ritorno del lavoro lei era assente nemmeno un saluto se rientrava dopo di me, sapeva solo gridare se qualcosa non la aggradava finché un giorno ho sbottato gridando ” che vita di mer..” ne é seguita una settimana senza parlarci ed un lunedí sera ritorna a mezzanotte, io le chiesi spiegazioni prima non voleva dirmi poi dissi che non pensavo di meritarmi una cosa del genere disse che aveva accompagnato il suo datore di lavoro a prendere una parente all aeroporto … poi il giorno seguente seduti al tavolo mi dice che ” non abbiamo piú conversazione (?) che lei é confusa si sente male perché abbiamo messo nostro figlio in una casa d´accoglienza per tentare di salvarlo da brutte compagnie insomma vuole un pó di tempo da sola per pensare meglio , io le ho proposto una consulenza da un psicologo o consulente familiare , ma ha rifiutato cosí ho accettato io malgrado tutto a me bastava questa relazione strana la mia famiglia era il mio orgoglio , lei mi disse che eroancora giovane e potevo trovare un´altra donna che mi rendesse felice (queste sono parole di chi ha giá deciso). passa una settimana e dice di uscire con in´amica , ma so per certo che é uscita con il datore di lavoro altro confronto e dice se sono pazzo. qui la mia fiducia é crollata mi ha mentito . la fine. quando ci siamo conosciuti fece i primi passi io ero timidissimo mi sono sempre fatto problemi a causa delle dimensioni del mio pene e perché ero obeso , ma lei prese l´iniziativa e fu cosí che cominció , dopo alcuni problemi all inizio le cose andavano meglio finché dopo un anno rimase incinta e ci sposammo . Dopo il parto cominció a diradare la frequenza dei rapporti adducendo a un calo del desiderio e cambiamenti nel suo io (?) notavo che quando accetava lo faceva controvoglia e in maniera sbrigativa dopo pochi minuti infatti diceva essere sodisfatta e finiva lí finché persi a mia volta il desiderio e cominciarono i problemi miei di erezione ( anche qui proposi di usare un dildo o il viagra ma rifiutó ) . dopodiché si passó a dormire in camere separate perché russavo . io mi sono convinto che mi abbia sposato solo per invidia della sorella che era giá sposata e aveva un figlio. penso che non mi abbia mai amato , ora mi ritrovo solo e con la paura di non riuscire a soddisfare piú una donna , la mia poca autostima é sparita del tutto visto che mia moglie mi ha lasciato  . Scusate la lungaggine ma avrei altre cose da scrivere spero in una risposta saluti .

Gentilissimo,

La vostra storia in effetti sembra giunta al capolinea, ormai da diversi anni.
Lei dice che sua moglie non la ama più, ma forse neanche lei l’ha mai davvero amata… Vi siete messi insieme perché la cosa faceva comodo probabilmente ad entrambi: sua moglie desiderava avere una famiglia e un figlio, lei aveva problemi nell’avvicinare altre donne a causa dei suoi complessi di inferiorità (e può averle fatto comodo che lei prendesse l’iniziativa).

Evidentemente nessuno dei due ha investito in questo rapporto: non avete fatto molto per prendervi cura l’uno dell’altro/a ed anche l’educazione di vostro figlio, da quello che lei racconta, è stata trascurata. Quanto alla sessualità, non creda che un dildo o il viagra possano realmente aiutare in una situazione così gravemente compromessa.

Secondo me sono giuste le parole di sua moglie: lei ha 45 anni e può ancora ricostruirsi una vita, con la maturità e con l’esperienza che ha ormai conseguito. Si faccia aiutare da uno psicologo per superare le sue inibizioni ed i suoi complessi e poi provi ad avvicinare qualche altra donna, perché la sua convinzione, secondo la quale lei non sarebbe capace di soddisfare una donna, è del tutto arbitraria, vista la sua scarsa esperienza sessuale.

Il pene piccolo, in questo campo, non ha l’importanza che lei gli attribuisce. Si metta in forma, dimagrisca, si renda piacevole e poi ci riprovi… Auguri.

Dr. Walter La Gatta

Paura di perderla

salve ho bisogno di un vostro aiuto…spero che sia la rubrica giusta. Io sono un ragazzo ed ho 34 anni e la mia ragazza 30 stiamo bene insieme ma abbiamo un problema…a volte lei non mi sente oppure le faccio male…mi dice che il mio organo è forse troppo lungo e poco largo. Questa cosa comporta che a volte lei non viene e sta mettendo in crisi il nostro rapporto.A volte capita anche a me non venire ma lo reputo una cosa “normale”. Lei invece affronta questa cosa come un grande problema che non aveva mai considerato.Vi prego di aiutarmi e di rispondermi al più presto visto che ho paura di perderla.
Grazie
Lorenzo

Gentile Lorenzo,

La lunghezza o la larghezza dell’organo sessuale maschile conta davvero poco se rapportata alla sua capacità d’uso. Mi spiego meglio: la sessualità femminile è molto, molto complessa e davvero ben diversa da quello che si può vedere sui filmati pornografici. Perché una donna riesca a raggiungere veramente il piacere è necessario che vi sia una lunga serie di preliminari, dopo di che si arriva alla penetrazione, durante la quale non è detto che la donna raggiunga il piacere. Infatti, per molte donne (la maggioranza) è necessaria una stimolazione a parte nella zona clitoridea (manuale o orale).
Quanto alla vostra relazione, evidentemente la sua ragazza in un primo tempo è stata attratta da lei e non ha dato troppo peso a queste vostre difficoltà sessuali: ora che la storia si fa seria e potrebbe volgere verso un consolidamento stabile, è giusto che la ragazza si ponga questo problema, dal momento che la sessualità è un fattore importante per una buona armonia nella coppia.
Se non riuscite a trovare un modo diverso e più appagante per entrambi nel fare sesso, la cosa migliore da fare è rivolgersi ad un sessuologo.
Saluti cordiali.

Dr. Walter La Gatta

Amarlo e amare se stessa

Buongiorno, il problema tra me e il mio compagno riguarda il guardare..Ci siamo conosciuti quasi due anni fa e siamo andati a vivere insieme dopo circa due mesi di conoscenza. Lui sostiene che ogni tanto capita che io guardo e ricambio lo sguardo di altri uomini. Io sostengo di non farlo e mi sento piuttosto amareggiata del fatto che venga messa in dubbio la mia serietà; all’inizio ammetto che buttavo gli occhi in giro senza nessuna finalità ma perchè con il mio ex ero abituata a guardare insieme a lui e a commentare le persone insieme. Successivamente ho cercato di correggermi proprio per evitare fraintendimenti con il mio compagno, ma lui sostiene che a volte succede ancora. Ora io non so più chi dei due abbia ragione nel senso che a me sembra di avere un comportamento esemplare, ma lui mi descrive precisamente cio che vede ed io ci sto male perchè mi sembra di stare impazzendo non sapendo più come comportarmi quando sono in giro. Credo anche che il mio fidanzato si fidi poco di me perchè ha scoperto dettagli del mio passato che io non volevo che sapesse: ho gestito xxxx (omissis) circa dieci anni fa, ho avuto incontri sessuali con persone del mio stesso sesso e ho avuto disturbi alimentari per diversi anni. Per questi, su suggerimento del mio compagno, ho seguito un percorso psicologico nonostante ne fossi già uscita, e la psicologa che mi ha seguita ha riscontrato solo un livello di autostima un pò basso. Non volevo che il mio fidanzato conoscesse questa parte della mia vita perchè volevo una vita nuova dove non fossero presenti e conosciute le “sporcizie” del mio passato..spesso gli dico che non ho bisogno di guardare poichè ho già provato tutto ciò che potevo provare sessualmente parlando e sono soddisfatta ora di avere lui e solo lui..Per questo vorrei una sua opinione per risolvere questo problema, poichè amo molto il mio compagno e non voglio assolutamente perderlo

Grazie
M.

Gentilissima,

Credo anzitutto che il proprio passato non possa e non debba essere cancellato. Lei non avrà mai stima di sé fino a quando non riprenderà in mano quella parte della sua vita e non cercherà di comprendere le ragioni per cui ha avuto bisogno e desiderio di viverla in modo “spericolato”. Non le chiedo di giustificarsi, ai suoi stessi occhi, ma almeno di comprendersi, di provare a perdonarsi. Oggi nei Paesi civili nessuno è condannato alla pena capitale, nessuno è più condannato per tutta la vita, anche per i delitti più efferati. Anche in campo religioso, esiste da sempre la speranza del perdono divino: perché lei vuole vivere tutta la vita con questo macigno, rappresentato da sensi di colpa e di vergogna per le “sporcizie”, come lei le definisce, del suo passato? Secondo me la terapia intrapresa per i disturbi alimentari avrebbe dovuto comprendere anche una rielaborazione di questi vissuti (forse l’ha interrotta troppo in fretta?), al fine di permetterle di imparare a convivere con il suo passato.

Tutti noi siamo l’effetto delle nostre esperienze di vita, dei nostri ricordi: lei oggi non potrebbe essere quella che è, nel bene e nel male, se non avesse vissuto quelle esperienze.

Il problema dunque, con il suo attuale partner, non è secondo me il suo passato, ma la sua tendenza ad oscurarlo, a rimuoverlo, a negarlo, come se non fosse esistito. Probabilmente una maggiore sincerità non avrebbe fatto venire al suo uomo i dubbi che ha su di lei. Provi dunque a mostrarsi una persona di fiducia, gli dimostri con i fatti che può meritarla.
E’ possibile anche che il suo partner abbia a sua volta delle insicurezze profonde che lo portino a dubitare di sé: credo che una terapia di coppia potrebbe molto aiutarvi per ridefinire il vostro rapporto e per stabilire i confini che ritenete utili per mantenerlo saldo e durevole.

Con molti auguri,

Dr. Giuliana Proietti

 

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Un uomo in bilico

Buongiorno, mi chiamo A. e ho 31 anni. Spiego la mia storia.Conosco una ragazza da circa 2 anni(la ragazza esce da una storia di 5 anni per tradimento di lui e da un anno è single solo che sò quasi per certo che il suo ex ancora si fa risentire) ma circa 9 mesi fa questa ragazza mi invita a prendere un caffè insieme a lei.Abbiamo parlato per due ore e da li e scoccata la scintilla. Lei ha cominciato a contattarmi sempre più spesso e pubblicare cosa d’amore. Pian piano è cresciuto sempre più il sentimento anche in me. Un giorno gliel’ho fatto presente e lei prima ne era entusiasta solo che pian piano ha cominciato a distaccarsi facendo per tanti mesi tira e molla e mettendomi alla prova facendomi ingelosire e a volte ci sono cascato. Nel periodo pasquale lei mi dice di non volermi più sentire perchè arrabbiata dalla situazione che il suo ex si era rifatto vivo facendole trovare un mazzo di rose a sorpresa. Non mi sono fatto più senti re allora per due settimane se non che si fa rivedere lei in palestra. Io mi mostro distaccato per sei giorni di fila ma il settimo scatta il bacio. Giorni a seguire ne scattano altri e una mattina usciamo insieme. Le ho chiesto di frequentarci più spesso e che voglio stare con lei ma lei entrambe le volte mi ha detto di non sentirsi pronta perchè ha bisogno di acquistare fiducia (dopo 9 mesi che dopo tutti i suoi tira e molla accetto i suoi ritorni dico io come fa a dire di non fidarsi ancora del tutto!?) Dopo un paio di giorni si mostra distaccata nuovamente e io glielo faccio presente anche un pò arrabbiato da questi suoi continui sbalzi e cerca di rimediare facendomi conoscere amici e cugini. Io sono ancora un pò freddo nei suoi confronti perchè molti atteggiamenti non mi sono piaciuti. Le chiedo di uscire una sera e mi dice che non può senza darmi spiegazioni vengo poi a sapere che la madre è molto protettiva e non vuole che lei torni oltre le 23 e lei invece que sto non me l’ha mai detto.Una sera mi contatta e ad un ! certo punto non ho più potuto rispondere. L’indomani lei ha pubblicato cose che facevano capire che era contenta di aver trovato me. Io però non la contatto e forse lei di questa cosa se n’è risentita fatto sta che la sera dello stesso giorno leva le cose positive che aveva pubblicato e ne rimette altre più negative. Da quel giorno è più fredda con me. Risponde solo se io mi faccio sentire e solo un pò poi taglia il discorso e non risponde più. Le ho chiesto di uscire ed esce la scusa dello studio. Ho provato a chiamarla una volta e mi ha staccato la chiamata dicendomi che l’indomani mi avrebbe richiamato lei ma non ha più richiamato. Non si fa più vedere e sentire di sua iniziativa allora comincio a farmi più presente io facendomi sentire più spesso e sono andato a trovarla a lavoro per farle vedere la mia presenza e farle capire che ci tengo a lei(lei fa la cameriera ed è studentessa universitaria). Continua a non contattarmi. Ci tengo a lei tan tissimo quando siamo insieme sento con lei un legame particolare ma poi sembra distaccarsi dopo un periodo appena sente un coinvolgimento emotivo più grande non sò più cosa fare e come comportarmi. Ci penso ogni sera e non riesco a darmi delle risposte. Ho pensato pure alla filofobia,ad un’indecisione tra me e il suo ex (o non sò se ci sia qualcun altro), ad una paura sua di affrontare una nuova storia d’amore, o a paranoie per quanto riguarda quello che può pensare la madre o a causa dell’orario.Non sò se continuare a farmi sentire io oppure tagliare e aspettare e sperare che sia lei a sbloccarsi e fare una mossa. O farmi vedere in gruppo con amici e amiche in modo da magari farla ingelosire e prendere una decisione definitiva. Spero voi possiate e riusciate ad aiutarmi. Grazie anticipatamente. ps. se vi può essere d’aiuto ultimamente ha pubblicato come immagine in cui appare in bilico.

Gentilissimo,

Per sedurre una persona non c’è niente di meglio che apparire misteriosi e tenerla in bilico, cioè nell’incertezza e nell’instabilità. Mi sembra dunque che la ragazza abbia perfettamente colto nel segno con lei. E’ probabile tuttavia che lei stessa si senta a sua volta in bilico (come dall’immagine postata sui social), per situazioni che non ci sono note. Credo che in questi casi il comportamento migliore non sia quello di mettersi a disposizione dell’altro (come in qualche modo lei sta facendo), quanto quello di continuare a fare la propria vita, mostrando un certo distacco.
Ponendo infatti che la ragazza non sappia scegliere fra due storie d’amore, un comportamento più freddo e distaccato da parte di lei potrà aiutarla a fare le scelte difficili che non riesce a fare. L’importante è perseverare in questa posizione, per lasciarle il tempo di prendere decisioni definitive e non continuare con questa insopportabile danza di un passo avanti e tre indietro. Non vedo altri modi per uscire bene da questa storia.
Saluti cordiali.

Dr. Walter La Gatta

Lui non si avvicina

Ho 23 anni sono mamma e sposata da due anni.

Ammetto che ci siamo sposati perché aspettavo la mia prima figlia. Da fidanzati avevamo una vita sensuale molto attiva e dopo la gravidanza pure infatti ho avuto il mio secondo figlio l’anno successivo.

Dopo aver partorito non abbiamo più avuto rapporti. Ha già un anno che non faccio l’amore con mio marito. Ammetto che principalmente il blocco è partito da me x Via delle gravidanze vicine ho subito due cesari, ma soprattutto di non accettare il mio aspetto fisico mi ritrovo con diversi kili in più.

Adesso è lui a non avvicinarsi a me. Neanche ci parliamo più e sono convinta che abbia un’altra donna.

Gentilissima,

Se la situazione è quella che descrive, le suggerisco di correre presto ai ripari, visto che ora avete due figli piccoli da crescere e non è possibile andare avanti dimenticando che siete una coppia e che in una coppia vi sono anche i rapporti sessuali.

E’ importante che lei dia segnali di cambiamento: vada in palestra e, se non se lo può permettere, cerchi di andare a correre, o a fare delle lunghe camminate, eviti di mangiare troppo o cibi troppo proteici, ecc. L’importante è tornare ad essere una persona che si piace e che dunque è in grado di piacere e di interessare anche gli altri (nel caso specifico: suo marito).

Superato questo step, sarà il momento di cercare un dialogo franco, una spiegazione, con suo marito: che significa infatti “non ne parliamo più”? Questo è un discorso che non deve mai diventare un tabù nella coppia, perché è ingenuo pensare che il problema si risolva da solo… Non sarà così e più trascorrerà del tempo senza parlarne, più sarà difficile ricominciare.

Quanto all’ipotesi che abbia un’altra, è possibile. La cosa migliore da fare è chiederglielo, non pensarlo e basta.

Se ne avete la possibilità, tentate anche una terapia di coppia, visto che la crisi è recente e si può fare molto per cercare di salvare la vostra unione, anche sul piano sessuale.

Cordiali saluti.

Dr. Giuliana Proietti

Doppia Vita

Buongiorno,
scrivo questa mail come sfogo e come richiesta di aiuto perchè sono ormai molti mesi che sto affrontando lati bui della mia vita e non trovo nessuna risposta alle mie domande. Credo sia necessario partire dall’inizio per poter comprendere i miei comportamenti.
Da bambino(6-8 anni) ho subito un abuso non vissuto però con violenza:con due adulti non in relazione tra loro praticavo masturbazione reciproca a volte davanti a giornaletti porno. Uno dei due cercava anche la penetrazione che però non è mai avvenuta.vivevo tutto come un’esperienza piacevole, m piacevano le immagini che vedevo sui giornaletti e quello che mi avevano insegnato a fare mi piaceva e mi faceva sentire uomo. ho iniziato perciò la mia pratica di autoerotismo così, fantasticando su quelle immagini e a volte comprando giornaletti.

Quando sono arrivato al periodo dell’adolescenza la mia insicurezza( mi sentivo brutto) e timidezza mi portava ad accontentarmi della masturbazione invece di cercare approcci con le ragazze della mia età finchè non inizio a frequentare prostitute. dal primo rapporto restai scioccato e schifato ma ho continuato a frequentare prostitute e a non avere approcci con ragazze della mia età.Ogni volta dicevo a me stesso ” questa è l’ultima volta, non lo faccio più” ma puntualmente ci ricadevo. Iniziano poi intorno ai 19 anni i rapporti con non prostitute, ho anche avuto una storia seria durata 6 anni ma ciò non mi ha fermato ad avere rapporti con prostitute.

C’erano periodi anche molto lunghi in cui riuscivo a non andare ( non ho mai smesso con la masturbazione davanti a materiale pornografico) ma poi puntualmente ricadevo, eppure la mia vita era magnifica: lavorativamente appagato, avevo vinto la mia timidezza e mi sentivo un bel ragazzo. Ad un certo punto conosco la mia attuale moglie, una ragazza straordinaria, gioviale , allegra , colta , piena di valori, con una famiglia sana alle spalle. Tutto inizia da un’amicizia ma già si vedeva che c’era nell’aria qualcosa di speciale. parliamo molto, ci confrontiamo su tutto, ci diciamo tutto ( io non le parlo delle prostitute). Sto così bene con lei che preferisco spesso restare a parlare con lei piuttosto che conquistare per una avventura di una notte. Desideravo molto baciarla ma non l’ho mai fatto perchè non volevo rovinare quella magia finchè un giorno mi bacia lei.

Continuiamo ad essere ottimi amici e lei è presente in ogni momento bello e brutto della mia vita finchè io capisco che la amo e non posso vivere senza di lei. Inizia la nostra storia d’amore che dura per molti anni in tutto questo io continuo a masturbarmi davanti ai porno e a frequentare prostitute. Nei primi due anni di fidanzamento non lo faccio ma poi ricomincio, non so perchè non so quando. Con mia moglie dal punto di vista sessuale sto benissimo, non mi manca nulla ne in quantità nè in qualtà ma soprattutto quando faccio l’amore con lei provo quel sentimento di amore, piacere e benessere che ho sempre sognato.

se una prostituta dovesse solo provare quello che provo con mia moglie si chiederebbe perchè la frequento e me lo chiedo anche io. Vado con una prostituta anche subito dopo il viggio di nozze (eppure il sesso appagante non è mancato). Quando sto con lei riesco a vincere la mia voglia di frequentare prostitute perchè con lei sto bene (non rinuncio alla masturbazione davanti al porno) ma quando lei per qualche giorno non c’è questa capacità svanisce. Ci provo a non andare, qualche volta sono tornato indietro, altre volte mi masturbavo e mi passava ma poi ricadevo. in tutto questo non sono mai riuscito a parlare di questa cosa con nessuno anzi quando parlavo con qualcuno mi ergevo a uomo perfetto dicendo che non c’è nessun gusto ad andare con una donna perchè la paghi e condannavo il tradimento perchè se uno ama non può rischiare di perdere tutto per 5 minuti di sesso ( e io amo e amavo alla follia mia moglie) Il mio sogno è stato sempre quello di avere una famiglia felice come quella dei miei genitori, l’ho realizzato e ora ho rovinato tutto

Questa mail nasce da un analisi della mia vita e di me stesso che non è casuale: mia moglie casualmente scopre la mia frequentazione di video porno che in quel periodo era persino aumentata( fino a tre volte al giorno tutti i giorni). sta male, inizia a farmi una serie di domande e da li inzia la mia autoanalisi: perchè faccio queste cose? questa è solo la punta dell’iceber, penso alle prostitute e mi chiedo come ho fatto e perchè? inizio ad avere paura, non ho nessuno con cui sfogarmi quindi le racconto tutta la mia vita.

Lei inorridisce, piange, si dispera, e inizia a farmi tante di quelle domande a cui io non so rispondere. se mi ami perchè mi hai tradito? come potevi guardarmi in faccia? cosa ti mancava?come può un uomo dolce, gentile e affettuoso come te farmi questo? io mi fidavo di te, percepivo il tuo amore quindi non avrei mai immaginato che mi tradissi. Mi lascia e se ne va. Tutti quelli che vengono a sapere di questa storia inorridiscono e tutti mi danno la stessa motivazione: uomo dolce, disponibile con tutti, amorevole, dedito al volontariato, gentile, paziente persona che condanava a spada tratta il tradimento e l’andare co le prostitute.

Persino il mio più caro amico resta basito. nessuno sapeva di me. ad oggi io nn riesco a dare risposte ne a me ne a loro, mi sento come risvegliato da un incubo. So di essere stato una merda e considerando il fatto che mi reputo la persona che i miei conoscenti descrivono anche io mi chiedo come sia possibile. l’unica cosa che riesco a dire loro è che quando facevo queste cose nn pensavo a nulla e nn mi importava di nulla, che mentre le facevo dicevo sempre ma che sto facendo e dopo averle fatte sentivo senzo di vuoto e mi dicevo non le faccio più e poi nn ci pensavo piu. non mi facevo domande, non analizzavo quello che facevo , non mi domandavo se era giusto o sbagliato.

Nella “vita reale” pensavo di essere quella persona buona e onesta che tutti descrivevano e non ho mai pensato che nn lo ero perchè nn pensavo a quello che facevo. non ricordo di aver mai guardato mia moglie con senso di colpa neppure quando si parlava di tradimento e neppure quando lei raccontava a tutti che nn avrebbe potuto incontrare uomo migliore perchè ero orgoglioso di quanto l’amavo e come mi comportavo con lei e nn ho mai valutato che in realtà ero meschino falso e bugiardo perchè conducevo una doppia vita. quando le dicevo che non l’avrei maii tradita perchè non avrei mai rischiato di perderla ci credevo veramente e nn mi passava per la testa che lo stavo già facendo.

Mia moglie ora ha paura di me, dice che sono un falso, un ipocrita, una persona ignobile e io la capisco. e ora mi trovo qui davanti questo pc di nuovo solo e stavolta confuso, incredulo e amareggiato e non capisco perchè ho fatto tutto questo. io credo al matrimonio, voglio e ho sempre creduto nella monogamia, sono ancora convinto che non si può pagare una donna per fare sesso…ma come si può credere in una cosa e fare l’esatto contrario e poi nn riletterci su? solo ora capisco che il sesso mi ha rovinato la vita e mi ha tolto tutto quello che di buono ho costruito. io amo mia moglie, la amo da morire e sono disperato perchè la sto facendo soffrire e perchè le ho fatto del male ma l’unica cosa che riesco a dirle è che non volevo e che non mirendevo conto di quello che facevo. mi aiutate a capirci qualcosa in più? sono pazzo come dice mia moglie?
cordiali salutiGentilissimo,

Sebbene l’abuso sessuale subito sia il punto da cui lei parte nello scrivere questa lettera che riepiloga la sua vita (e dunque presumibilmente lei stesso ritiene che sia l’episodio più significativo della sua infanzia), mi sembra che lei a livello razionale cerchi di minimizzarlo, come se fosse una cosa non così importante per lei: un passatempo, un divertimento.

Credo invece che questo episodio le abbia condizionato gravemente la vita e che lei abbia costruito la sua personalità tutto intorno a questa esperienza che le è capitata.

E’ una sorta di  “coazione a ripetere”: nel suo frequentare le prostitute e continuare a masturbarsi davanti a immagini pornografiche lei non provava infatti alcun piacere e dunque non lo faceva in cerca di gratificazioni. Lei, inoltre, non si sentiva in colpa, perché non aveva in realtà un ruolo attivo nel vivere queste situazioni, ma lo faceva in automatico, come una vittima predestinata, che subisce questa tendenza a rivivere le situazioni traumatiche del passato, anche correndo il rischio di rovinare o distruggere le soddisfazioni e gli appagamenti del presente.

Come consiglio pratico le direi di sottoporsi al più presto ad una terapia individuale di tipo psico-sessuale e, se possibile, magari non subito, ad una terapia di coppia.

Venendo alla sua domanda specifica, direi che lei può dire a sua moglie che non è affatto pazzo, ma sicuramente ha forti disturbi d’ansia e probabilmente soffre di disturbo post traumatico da stress.

Concludendo, averne parlato con sua moglie può essere stata una liberazione, il punto sicuramente più basso in cui poteva cadere il vostro rapporto, ma anche il punto da cui ripartire con slancio, per ricostruire in primis il suo equilibrio psicofisico e poi il vostro rapporto di coppia (sperando che sia possibile). Sicuramente ci vorrà tempo, molto tempo. Non abbia fretta.

Dr. Walter La Gatta