La valutazione psicologica e culturale e il significato stesso della parola “orgasmo” sono complessi e molto diversi nelle varie società (Graham CA, 2010).

Secondo il manuale diagnostico e statistico degli psichiatri americani (DSM-IV), il Disturbo dell’Orgasmo Femminile (FOD) riguarda il ‘persistente o ricorrente ritardo, o assenza, dell’orgasmo dopo una fase normale di eccitazione”. Il DSM-5 aggiunge poco altro: il sintomo deve essere presente il 75-100% delle volte e deve essere caratterizzato dall’assenza o dal ritardo nel raggiungimento dell’orgasmo, così come nella sua stabile rarità. I sintomi devono durare per almeno sei mesi e non essere legati ad altri problema fisici, mentali o relazionali “.

La ricerca epidemiologica ha stimato una prevalenza nella disfunzione dell’orgasmo femminile che riguarda circa il 20-40% delle donne (Hayes RD, Bennett CM, Fairley CK, Dennerstein L, 2006; Bancroft J, Loftus J, Long JS, 2003). La prevalenza del problema dell’orgasmo femminile negli Stati Uniti e in Australia è stato stimato in un range che va dal 21 al 29 per cento (Laumann EO, Glasser DB, Neves RC, Moreira ED Jr, GSSAB , 2009;Richters J, Grulich AE, de Visser RO, Smith AM, Rissel CE, 2003). I dati di uno studio su soggetti di 40-80 anni, condotto in 29 Paesi ha scoperto una prevalenza maggiore di problemi relativi all’orgasmo tra le donne che vivono nei paesi asiatici ( Laumann EO, Nicolosi A, Glasser DB, Paik A, Gingell C, Moreira E, et al., 2005).Uno studio su  2526 donne iraniane ha stimato la prevalenza dei disturbi dell’orgasmo della popolazione femminile al 37%  (Safarinejad MR, 2006). Un altro studio descrittivo ha riportato un tasso di disturbo dell’orgasmo del 21% su un campione di 1456 donne iraniane (Goshtasbi A, Vahdaninia M, Rahimi Foroushani A, Mohammadi A., 2008).

Il disturbo dell’orgasmo femminile è un problema multidimensionale, particolarmente influenzato da fattori personali, socioculturali e religiosi  (Philpott A, Knerr W, Boydell V, 2006). Per questa ragione talvolta gli interventi terapeutici utilizzati per le disfunzioni che riguardano l’orgasmo non sono efficaci perché non sono adeguati alla cultura del Paese dove vengono praticati e a volte sono perfino inappropriati (Fabes RA, Martin CL., 1991,Shirpak KR, Ardebili HE, Mohammad K, Maticka‐Tyndale E, Chinichian M, Ramenzankhani A, et al. , 2007). Non può esistere infatti un trattamento uguale per tutte le donne del pianeta, viste le tante differenze sociali e culturali che riguardano la figura femminile nei vari Paesi del mondo.

Nel 2015 uno studio iraniano (Salmani Z, Zargham-Boroujeni A, Salehi M, K.Killeen T, Merghati-Khoei E.) ha cercato di rivedere criticamente la letteratura esistente in materia per quanto riguarda le terapie usate per trattare il disturbo dell’orgasmo femminile: sia le terapie farmacologiche, sia quelle non farmacologiche. In particolare i ricercatori si sono chiesti se le donne iraniane-islamiche potevano essere trattate con gli stessi strumenti utilizzati su donne occidentali e quali potrebbero essere, eventualmente, le alternative da usare.

La rassegna si basa sull’analisi di 590 articoli tratti da riviste scientifiche, fra cui ne sono stati selezionati 98 che proponevano almeno un metodo di intervento terapeutico per la disfunzione dell’orgasmo nelle donne. Omettendo poi gli interventi presentati più volte, si sono individuati 25 trattamenti distinti.

Gli interventi non farmacologici riguardano: la masturbazione diretta, la focalizzazione sensoriale, la terapia cognitivo-comportamentale, la desensibilizzazione sistematica, la terapia sessuale, la formazione alla comunicazione nelle coppie, interventi educativi, modelli di salute sessuale, tecniche ipnotiche, tecniche di riduzione dell’ansia, tecniche di allineamento coitale (CAT), bibloterapia, esercizi di Kegel, orgasm consistency training (OCT),  “aiuti” di tipo sessuale, consulenza di base, interventi psicoterapeutici per la singola donna, terapia del trauma, modeling, giochi di ruolo. I trattamenti farmacologici  riguardavano la somministrazione di testosterone, estrogeni, tibolone, sildenafil , bupropione, ArginMax.

Rispetto al trattamento farmacologico, gli interventi non farmacologici hanno sicuramente il vantaggio di non avere effetti collaterali negativi sul corpo, di costare di meno e di fornire assistenza alle donne, promuovendo la competenza e l’auto-efficacia per il resto della loro vita sessuale. Tuttavia, questi interventi possono essere a volte fastidiosi per le donne i cui valori culturali legati alla sessualità possono rendere alcune pratiche particolarmente inaccettabili.

I risultati suggeriscono ad esempio che la masturbazione diretta sia una tecnica empiricamente valida ed efficace a tutte le età per superare i disturbi dell’orgasmo.Risultati significativi si sono inoltre ottenuti da interventi psicologici come la terapia di coppia, l’insegnamento di competenze sessuali, la terapia sessuale. Le conoscenze sulla sessualità sono un altro importante fattore che influenza l’orgasmo femminile, specialmente nelle culture più arretrate, come in Iran (Safarinejad MR, 2006; Shokrollahi P, Mirmohamadi M, Mehrabi F, Babaei G, 1999; Shirpak KR, Chinichian M, Maticka-Tyndale E, Ardebili HE, Pourreza A, Ramenzankhani A, 2008).

Recenti studi iraniani hanno esaminato l’efficacia del modello PLISSIT di Annon (P: Permesso, LI: informazioni limitate, SS: suggerimento specifico, IT: terapia intensiva), che è risultato significativamente efficace per aiutare a risolvere i problemi sessuali.

Il modello di salute sessuale si è mostrato più efficiente di altri nel motivare le donne a prendere provvedimenti verso la soluzione dei propri problemi sessuali, facendo tesoro delle esperienze sessuali dei membri del gruppo terapeutico (Farnam F, Janghorbani M, Raisi F, Merghati-Khoei E, 2014). Un altro studio clinico iraniano ha anche mostrato l’efficacia del modello PLISSIT sulle disfunzioni sessuali delle donne della città di Zanjan (Rostamkhani F, Ozgoli G, Khoei EM, Jafari F, Majd HA., 2012).

Una ricerca semi-sperimentale su 30 donne iraniane di età compresa tra 20-40 anni è consistito anzitutto in corsi di formazione sulla sessualità durati due mesi (10 sessioni). I risultati ottenuti hanno rivelato che la terapia sessuale con approccio cognitivo-comportamentale potrebbe essere utile nel trattamento dei disturbi dell’orgasmo (Gudarzi S., 2014). I risultati hanno mostrato che gli esercizi mantengono la motivazione tra una visita e l’altra al terapeuta.

La cultura tradizionale iraniana della sessualità è costruita su una società patriarcale, in cui le donne non parlano di sesso liberamente e non toccano mai i propri organi sessuali;  le donne sperimentano i comportamenti sessuali esclusivamente nel contesto del matrimonio e con i loro potenziali mariti (Merghati Khoei E, Whelan A, Cohen J, 2008).

Il metodo della masturbazione ad esempio non viene facilmente accettato, in quanto proibito nell’Islam. Molti terapeuti suggeriscono pertanto pratiche masturbatorie, anche reciproche, evitando accuratamente di definirle con il loro nome.

Quando si ha a che fare con una donna musulmana dunque è importante tenere conto dei modelli culturali specifici che fanno da contesto alla terapia.

Suggerimenti per il trattamento di una donna musulmana:

Tenere conto che per una donna musulmana la dignità sociale è molto più importante dei suoi problemi sessuali;
La religiosità ha effetti significativi sulla loro comprensione della sessualità;
Le terapie sessuali sono molto esplicite e possono mettere in imbarazzo la paziente;
Le coppie musulmane desiderano mantenere la segretezza sui loro rapporti sessuali;
Per una donna musulmana è imbarazzante parlare dei suoi bisogni e interessi sessuali;
Le donne musulmane scarificano in genere il loro piacere sessuale per compiere correttamente il loro “dovere coniugale”.

I professionisti che lavorano nel campo della salute e della sessualità devono dunque essere sensibili e applicare terapie culturalmente appropriate.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
Salmani Z, Zargham-Boroujeni A, Salehi M, K.Killeen T, Merghati-Khoei E. The existing therapeutic interventions for orgasmic disorders: recommendations for culturally competent services, narrative review. Iranian Journal of Reproductive Medicine. 2015;13(7):403-412.

Immagine:
Wikimedia

Author Profile

Dr. Giuliana Proietti
Dr. Giuliana Proietti


● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post

Contatti e Consulenza con la Dr. G. Proietti

Per appuntamenti e collaborazioni professionali: 347 – 0375949 Ancona, Terni, Civitanova Marche e via Skype
Tweets di @gproietti

Visita il nostro Canale
YouTube


Per le collaborazioni con i media visita la pagina Media e Social Media

Perché sceglierla come Terapeuta: Visita la pagina 9 ragioni per sceglierci come Terapeuti

Ultimo libro: Come vivere bene, anche se in coppia, Franco Angeli, 2016

CONDIVIDI I MIEI AGGIORNAMENTI SU FACEBOOK!
Dr. Giuliana Proietti Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *