Sonata a Kreutzer: quando la gelosia ispira l’arte

Tutto nasce con la sonata per violino N. 9 di Ludwig van Beethoven. Nel 1803 ci fu la prima: Beethoven accompagnò al piano il violinista mulatto George Bridgetower (1780–1860), il quale apportò alcune variazioni molto gradite al maestro. Beethoven infatti si interruppe nel bel mezzo dell’esecuzione per esclamare“ Ancora una volta, mio caro compagno”.

L’esibizione fu un trionfo: Beethoven abbracciò pubblicamente il violinista e gli dedicò la sonata, scrivendo di suo pugno sulla prima pagina del manoscritto la dedica al musicista mulatto: Sonata per un mulatto lunatico“.  L’amicizia tra i due musicisti ebbe però vita breve: dopo l’esibizione i due andarono a bere insieme e capitò che Bridgetower insultasse con epiteti volgari una donna cui Beethoven teneva molto…

Con grande rabbia, Beethoven strappò la dedica fatta all’ormai ex amico (i due non si rividero mai più) e dedicò la sonata a Rodolphe Kreutzer, considerato il migliore violinista del tempo (il quale però non la suonò mai).

Lo scrittore russo Lev Nikolaevič Tolstoj, (il quale aveva un rapporto coniugale non sempre facile con la moglie, proprio a causa della gelosia di lei) ascoltando questa musica, ebbe l’ispirazione per un romanzo breve dai temi piuttosto scottanti per il tempo (dovette intercedere personalmente lo zar Alessandro III, perché ne fosse permessa la pubblicazione!).

La trama del romanzo (leggi l’ebook): Viaggio in treno. Conversando con un passeggero dai capelli grigi, dall’aria solitaria e dagli occhi scintillanti (Pozdnyšev), una signora difende l’amore «fondato sulla comunanza d’ideali o sull’affinità spirituale». La signora scende e Pozdnyšev rimane solo con un altro passeggero, il quale, riprendendo il discorso ascoltato, diventa voce narrante e comincia a raccontare della sua vita, del suo rapporto coniugale, della sua gelosia e infine dell’uccisione della moglie.

Dopo aver presentato alla moglie un musicista, egli iniziò a sospettare una relazione tra i due. In particolare, una sera, mentre i due eseguivano, l’uno al violino, l’altra al pianoforte la Sonata a Kreutzer di Ludwig Van Beethoven, l’uomo avvertì l’intero peso dei propri dubbi. Tuttavia, convinto che il musicista stesse per partire, uscendo per sempre dalla propria vita, Pozdnyšev si assentò da casa alcuni giorni, per andare a curare i propri affari in provincia. Una lettera della moglie, ricevuta due giorni dopo la partenza, riaccese però la gelosia dell’uomo: il violinista non era partito e le aveva già fatto visita. Pozdnyšev ritornò precipitosamente a casa, dove arrivò in piena notte. Trovandola a tavola con il musicista, in preda alla rabbia, l’uomo pugnalò la moglie.

Ciò che aveva provocato la forte gelosia del marito era stata la forte intesa, quasi erotica, che i due musicisti avevano stabilito nel suonare insieme con passione questo brano di Beethoven.

Della storia sono state fatte diverse trasposizioni cinematografiche, come quella italiana del 2006 intitolata “Quale amore“, di Maurizio Sciarra, con Giorgio Pasotti, Vanessa Incontrada, Arnoldo Foà, Andoni Garcia, Magda Mercatali, Maria Schneider, o quella più recente, del 2008, “Kreutzer Sonata”, (video), di Bernard Rose.

La sonata si compone di 3 movimenti e dura circa 37 minuti.

    • Adagio sostenuto – Presto – Adagio (circa 14 minuti)
  • Andante con variazioni (circa 16 minuti)
  • Presto (circa 9 minuti)

Giuliana Proietti

Fonti:

Wikipedia
MadaboutBeethoven
Le due verità su Tolstoj e la moglie: lui non fu un mostro né lei una santa

Link: Tolstoj, cent’anni dalla morte

Video

Immagine: Beethoven, Wikimedia

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Dr. Giuliana Proietti
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