pene

La “sindrome del pene piccolo” viene riscontrata in uomini che hanno in realtà un pene del tutto normale, anche se loro temono di averlo troppo piccolo (1). La definizione medica di “sindrome del pene piccolo” esclude in effetti gli uomini che presentano una vera microfallia (Il discorso è simile a quello dell’anoressica che, pur magrissima, si trova sempre troppo grassa…). Una microfallia la si riscontra se il pene misura meno di 4 cm nello stato flaccido e meno di 7,5 cm in erezione. (2)

Gli uomini in genere tendono a considerare le misure del pene più importanti di quanto non sia per le donne (3) e però, malgrado questo, la ricerca non si è molto impegnata per capire le problematiche psicologiche di chi soffre di questa sindrome ed i possibili rimedi.Tiggemann e Martins (4) hanno scoperto che gli uomini si preoccupano principalmente del proprio peso, poi delle misure del pene ed infine della loro statura.

Tutti questi parametri incidono pesantemente sull’autostima. Se però si mettono a confronto peso del corpo e misura del pene, il pene sembra meno imbarazzante rispetto alla eccessiva magrezza o all’obesità in quanto può essere nascosto nella maggior parte delle occasioni, ma a differenza di quanto avviene per il peso, non vi è la possibilità di intervenire in questa parte del corpo per cambiarne le dimensioni così come si fa per ingrassare o dimagrire.

Inoltre, non possiamo non pensare ai contenuti simbolici di mascolinità che questa parte del corpo rappresenta.Avere il pene piccolo per molti uomini è sinonimo di vergogna e alcuni ricercatori (5-6) definiscono questa vergogna come un’esperienza interiore di scarsa capacità di attrazione sociale e di scarsa desiderabilità sessuale, il che comporta la paura dell’umiliazione, da parte della partner o dei compagni per la frequentazione di spogliatoi o docce comuni e, naturalmente, a cui si lega anche la paura del rifiuto.

La vergogna esterna dunque è la vergogna che può essere mostrata in situazioni come quelle sopra descritte, ma esiste anche una vergogna interna, fatta dalla sensazione di essere anormali.E’ dunque più che probabile che chi si sente in questa condizione ricorra a visite andrologiche o urologiche per capire se c’è qualcosa che possa essere fatto per allungare o allargare le dimensioni e, molto spesso, può rivolgersi a siti Internet alla ricerca di pomate o lozioni magiche, o anche esercizi, che possano aiutarlo a risolvere questo problema.

In uno studio condotto presso il King’s College di Londra è stata dunque messa a punto una scala che serve a misurare il senso di vergogna, interno ed esterno, vissuto da questi soggetti. Ai partecipanti è stata misurata la circonferenza del pene a metà estensione, la lunghezza dalla pelle del pube al glande e dall’osso pubico al glande. Queste misure sono state prese sia nello stato di rilassamento, sia in erezione (attraverso la stimolazione di filmati porno messi a disposizione, in una situazione di privacy. Quando il partecipante era pronto per la visita in stato di erezione chiamava l’urologo, che effettuava le misurazioni).

In seguito, è stato chiesto ai partecipanti quanto fossero soddisfatti delle misure del proprio pene in una scala da 0 (per niente) a 8 (moltissimo); subito dopo è stato chiesto quanto credevano alla frase: “le misure del pene non hanno importanza”, dove il valore massimo (100%) significava che non attribuivano alcuna importanza alle misure del pene. E’ stato inoltre chiesto: “c’è qualcosa che ti preoccupa del tuo pene, ad esempio nella forma, nell’aspetto, nelle misure”? I partecipanti sono stati così classificati in “preoccupati” o “non preoccupati”.

Dopo aver compiuto tutti i controlli statistici delle risposte fornite, i ricercatori hanno elaborato un questionario di 10 items, che può essere utile per comprendere quanto sia pervasiva la paura di avere un pene troppo piccolo, nella psiche e nei comportamenti dei soggetti.

Il limite di questo studio, come ammettono i ricercatori, sta nel fatto che i soggetti esaminati erano stati selezionati in modo casuale (e non clinico), su un numero di soggetti limitato e con risposte date dai soggetti stessi (self report) che non sempre, per loro natura, sono attendibili.

Questo il questionario realizzato, che si compone di 10 affermazioni:

1. Sarò sempre da solo e non avrò mai una partner
2. Se avrò una partner, lei mi prenderà in giro quando avremo rapporti sessuali
3. Non avrò mai dei figli
4. Non mi sentirò mai “a posto”
5. Non riuscirò mai a mostrarmi nudo di fronte ad altri uomini (es. spogliatoio o camera da letto)
6. Non riuscirò mai a mostrarmi nudo davanti a una donna
7. La gente parlerà o riderà del mio pene
8. La gente sarà capace di capire ciò che non va nel mio pene anche se indosso i pantaloni
9. Queste situazioni mi metteranno in imbarazzo
10. Mi sentirò per sempre un anormale

NB: La scala non è stata ancora validata su un campione statistico della popolazione.
Fonte:
Veale, D., Eshkevari, E., Read, J., Miles, S., Troglia, A., Phillips, R., … Muir, G. (2014). Beliefs about Penis Size: Validation of a Scale for Men
Ashamed about Their Penis Size. The journal of sexual medicine, 11(1), 84-92. 10.1111/jsm.12294

Proviamo a farne un piccolo test: se questa scala fosse valida, ci si potrebbe ritenere assolutamente estranei alla “sindrome del pene piccolo” con 3 risposte positive, mediamente interessati con 4-7 risposte positive e molto interessati dalle 8 alle 10 risposte positive.

Dr. Walter La Gatta
Immagine:
Wikimedia
Riferimenti bibliografici
1. Wylie KR, Eardley I. 2007
2. Wessells H, Lue TF, McAninch JW. , 1996
3. Lever J, Frederick DA, Peplau LA., 2006
4. Tiggemann M, Martins Y, Churchett L. B, 2008
5. Gilbert P, Andrews B., 1998
6. Gilbert P. 2002
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