sincerità


Gentili Dottori,

vorrei iniziare ringraziandovi per l’attenzione che mi dedicherete. Ho 34 anni e sono nato con una malattia congenita dell’apparato genitale risolta chirurgicamente in tenera età che mi ha fortemente condizionato a livello psicologico e anche segnato ,diciamo in senso estetico, alle parti intime. Ho avuto sempre difficoltà relazionali con l’altro sesso pur avendo in età adolescenziale qualche “precedente ” per così dire. Non avevo avuto comunque ancora un rapporto.
Circa sette mesi fa ho conosciuto una ragazza 28enne con la quale ho intrapreso una frequentazione prima sporadica poi sempre più assidua. Già dal primo incontro, scaturito da una conoscenza on line,  abbiamo avuto un approccio fisico seppur limitato a baci e carezze.

Io purtroppo non raggiungevo l’erezione e la cosa non poteva essere più sottovalutata visto che l’interesse reciproco era notevole. Decisi così di esternare alla ragazza il fatto di aver subito degli interventi chirurgici per curare il difetto congenito e quasi istantaneamente l’erezione arrivò. Da quel momento iniziariono dei piacevoli giochi per darci soddisfazione reciproca ma i tentativi di rapporto  fallivano, credo per quello che in linguaggio medico si dice ansia da prestazione. Una sera allora decisi di dichiarare verbalmente la mia verginità, forse sperando in una repentina capacità di avere un rapporto penetrativo. Questa volta non fu così semplice. Ci vollero altri incontri, in cui comunque ci scambiavamo piacere mentre il sentimento cresceva; lei si diceva disinteressata all’atto sessuale, specificava solo la volontà di conseguire in futuro la maternità. Io decisi allora che in caso non fossi riuscito a stare con lei dovevo lasciarla per la sua strada e alle sue aspirazioni di donna.
Ci bastò tanto e riuscimmo a stare insieme. Mi ricordo che lei pianse. Ma da lì nacque anche un altro problema che ho risolto solo in parte e forse non risolverò mai totalmente.
Un senso di possessività e di gelosia nei confronti della sua persona e delle sue esperienze sessuali. Questo fattore è stato complicato dal fatto che lei più o meno deliberatamente ha omesso e mentito su alcuni punti inerenti la sua storia personale e di un altro componente della sua famiglia. Questa asimmetria tra la mia trasparenza e questa sua necessità o inclinazione a dire bugie o comunque cadere in incongruenze rispetto a fatti già esposti in precedenza ha alimentato questa mia gelosia retroattiva e sfiducia ma mi ha guidato anche verso un possibile punto di svolta che si pone in sintonia col suo stesso invito di pensare al nostro presente.
Concentrandomi sul presente le cose vanno bene, il nostro rapporto va bene, ma comunque ho notato che lei ricostruisce in modo contrastante e non lineare determinate situazioni che afferiscono al suo passato o quello della sua famiglia. Questo mi spaventa! Ho preso il coraggio a due mani e le ho chiesto se lei ritenesse di avere qualche problema  di natura psicologica in merito. Come risposta ho avuto una dichiarazione semplice e disarmante: ti ho mentito, ora ti ho detto tutto, ti chiedo scusa, voltiamo pagina. E io ho fatto proprio così, anche perchè capivo di sbagliare con fare indagatorio, e se comunque non posso avere conferme oggettive di fatti storici resta il fatto che ancora oggi che scrivo ho la certezza matematica che su alcune questioni (anche recenti e di poco conto) lei ha una versione e una motivazione che non sono fisse nel tempo.
Io non credo di poterlo accettare. So di avere un punto debole inerente alla mia insana curiosità del suo passato, ma le mie sensazioni si sono rivelate giuste e forse c’è ancora qualcosa di cui deve farmi partecipe. Riguardo al presente posso transigere su questioni di poco conto, ma se il rapporto sta diventando così importante e si parla anche di coinvolgere le rispettive famiglie in prospettiva di un fidanzamento ufficiale e di un eventuale matrimonio non potrei sopportare un comportamento manipolativo e bugie continue.
Mi sento molto legato e sono combattuto tra il desiderio di imporre la mia volontà e quindi chiedere ancora del suo passato, della sua tendenza a fornire diverse versioni di fatti storici o attuali che ci coinvolgono, oppure lasciare che tutto faccia il suo corso visto che il sentimento è forte. Non voglio far soffrire nessuno ma nemmeno voglio soffrire io o i miei cari per un eccesso di buona educazione quando vedo che la sincerità può essere intesa anche come concetto relativo tramite omissioni e distorsioni della realtà.
Mi rendo conto che non posso pretendere da Voi una soluzione ma vi prego di fornirmi un punto di vista e uno spunto di riflessione in base ai punti che vi ho coincisamente accennato ma che sintetizzano  la cronologia della relazione che vivo. Grazie ancora.

Gentilissimo,

Accettare un rapporto incerto ed un futuro imprevedibile solo perché teme di non essere all’altezza nel rapporto sessuale con un’altra ragazza, sarebbe sicuramente un grave errore.
In questo caso, per risolvere un problema, se ne creerebbe almeno altri dieci.
Sincerità e fiducia sono le basi imprescindibili su cui può fondarsi un rapporto stabile, capace di durare nel tempo.

Cordiali saluti,

Dr. Walter La Gatta

Immagine:

Sincerità, Giardino d’estate San Pietroburgo (Marino Gropelli, 1717) Wikimedia

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Dr. Walter La Gatta
Psicoterapeuta Sessuologo Ancona - Terni | Ellepi Associati Ancona - Terni

PSICOLOGO-PSICOTERAPEUTA

Ancona – Terni


– Psicoterapie individuali e di coppia

– Sessuologia (Sessuologia Clinica, individuale e di coppia)

– Tecniche di rilassamento e Ipnosi

– Disturbi d’ansia, timidezza e fobie sociali


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