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Fin dall’inizio dell’era spaziale si è cominciato a meditare su una domanda che però non ha ricevuto finora abbastanza considerazione: come potrebbe essere il sesso nello spazio?

Naturalmente ci sono state voci insistenti e falsi allarmi su diversi astronauti americani e cosmonauti sovietici che  “sperimentavano” una serie di posizioni sessuali mentre erano in orbita attorno al pianeta, ma queste voci sono state solennemente smentite.

Si potrebbe pensare che si tratti di una semplice frivolezza, ma se gli esseri umani un giorno dovessero realmente impegnarsi in lunghi viaggi spaziali e nella colonizzazione extraterrestre, la questione del sesso e della procreazione umana nello spazio, diventerebbe particolarmente cruciale.
Ci sono due aspetti centrali in questo dibattito. Il primo riguarda la possibilità di avere rapporti sessuali in ambienti a bassa gravità, mentre il secondo riguarda le implicazioni mediche relative alla vita dei neonati nello spazio.

Il sesso in ambienti a bassa gravità presenta alcune sfide, anche se con un po’ di ricerca e sperimentazione, potrebbe essere possibile risolvere gli ostacoli, che sono i seguenti:

– si suda di più in condizioni di microgravità, per cui gli incontri sessuali sarebbero probabilmente molto caldi e “appiccicosi”;
– riduzione della pressione sanguigna: può provocare una riduzione della normale dimensione del pene eretto dell’uomo;
– si ha a che fare con una bolla liberamente fluttuante di fluidi corporei assortiti, il che potrebbe creare qualche “confusione”;
– in assenza di gravità, due persone potrebbero trovare piuttosto difficile rimanere unite. Secondo Newton infatti, ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria e così tutti le spinte d’amore potrebbero risultare in delle contro-spinte, che allontanano i corpi.

I contraccettivi orali non sarebbero molto efficaci nello spazio perché i farmaci non sono facilmente assorbiti, come accade sulla terra. Altrettanto difficile indossare il preservativo.

Secondo il medico della NASA Jim Logan, il sesso spaziale deve essere necessariamente modificato. Per facilitare i rapporti di peso ad esempio, occorre progettare speciali abiti che possano essere uniti tra loro tramite zip, bretelle e velcro – ad esempio due sacchi a pelo singoli zippati in un unico sacco.

Diversi studi, condotti su pesci e roditori in microgravità, hanno dimostrato che lo sviluppo del feto, in particolare quello delle ossa, del cervello e del sistema immunitario, durante la gravidanza potrebbe essere influenzato negativamente. Gli effetti potrebbero ulteriormente amplificarsi nelle generazioni successive, nate nello spazio, creando un serio problema per i viaggi spaziali più lunghi.

Inoltre, i viaggi nello spazio hanno dimostrato di influire sul sistema riproduttivo dei topi, provocando contrazione alle ovaie e ai testicoli, squilibri ormonali, diminuzione di cellule produttrici di ovuli e spermatozoi.

Dr. Walter La Gatta

Fonte:

Extraterrestrial sex, Health 24

Immagine:

Francobollo dell’Unione Sovietica, Wikimedia

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