Sally Ride: quando il coming out è post mortem

Sally Ride: quando il coming out è post mortem

Terapie Online Giuliana Proietti

 

Sally Ride, la prima donna americana a volare nello spazio, nel 1983, è morta di cancro, a 61 anni. Nessuno sapeva che fosse malata – e la NASA, su sua richiesta, ha tenuto segreta la sua battaglia contro il cancro al pancreas, durata 17 mesi.

L’esperienza della Ride è stata fondamentale per molte ragazze, che vedendo lei si sono sentite incoraggiate a pensare che certe cose potevano farle anche le donne, e non solo gli uomini.

Si parla però molto di lei, sulla stampa americana, per un’altra ragione: dal necrologio si è scoperto che Sally Ride era lesbica ed aveva da 27 anni una compagna: Tam O’Shaughnessy.

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Con la O’Shaughnessy la Ride ha lavorato e scritto libri ed articoli, compreso il necrologio. Naturalmente le persone che le conoscevano bene e le frequentavano sapevano della cosa, ma hanno saputo mantenere il segreto. Per molti altri invece l’omosessualità della prima donna americana dello spazio è stata una sorpresa, che non ha potuto che scatenare un dibattito: ha fatto bene a non dirlo? Ha fatto male?

Andrew Sullivan su The Daily Beast ritiene che l’astronauta, con il suo silenzio, ha perduto una occasione: con il suo esempio poteva infatti contribuire ad infondere speranza e migliorare l’autostima delle persone omosessuali, ed invece non l’ha fatto. E’ stata una protagonista mancata.

Altri sono invece a favore della scelta della Ride.

Il Vescovo episcopale Gene Robinson del New Hampshire, che nel 2003 divenne il primo vescovo apertamente gay di tutto il mondo anglicano, ha osservato che sia la Ride che lui appartengono alla generazione del baby boom, la quale non ci pensava minimamente a fare coming out: a quei tempi era impensabile.

Robinson ha 65 anni, pochi più dei 61 della Ride. Per le ragazze che avevano interesse per la scienza e per le donne che volevano accedere a luoghi in cui fino ad allora non erano autorizzate ad entrare – ricorda il Vescovo – la Ride è stata un importantissimo modello. Sul fatto che l’astronauta abbia voluto mantenere privata la sua identità di lesbica invece il Vescovo non dice altro che: “Onoro tale scelta”. E precisa: “sebbene ci sia ancora una discriminazione legata al coming out e alle sue ripercussioni, l’effetto di tali ripercussioni si è notevolmente ridotto adesso”. E’ vero: i tempi sono indubbiamente cambiati.

Non c’è dubbio che i gay e le lesbiche che rivelano il loro orientamento sessuale siano molti di più degli anni precedenti: secondo il Movement Advancement Project, LGBT, gli adulti dai 30 ai 54 hanno 16 volte più probabilità di essere riservati su questi argomenti, rispetto ai trentenni di oggi.

Nella cultura pop, nell’arte, nel settore dell’intrattenimento e, in alcuni sport individuali, è ormai un luogo comune per le celebrità dichiarare di essere gay o lesbiche. In altri campi le dinamiche possono invece essere diverse.


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Gli attivisti per i diritti delle persone gay stanno ora cercando di ottenere delle norme per bandire completamente la discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere nel mondo del lavoro, dove le discriminazioni si sentono ancora pesantemente.

Fred Sainz, vice presidente della Human Rights Campaign per le comunicazioni, si rammarica di non aver saputo della Ride quando lei era viva, anche se questa sorprendente comunicazione post mortem, dice, avrà sicuramente un impatto che lascerà pensare l’opinione pubblica.

La sorella della Ride, Bear Ride,  anche lei lesbica ed attiva nei movimenti per i diritti degli omosessuali, ha detto della sorella:

“Era solo una persona riservata che voleva fare le cose a modo suo. Odiava le etichette (fra cui quella di ‘eroina’)”. 

Dr. Giuliana Proietti

“Non si progredisce migliorando ciò che è già stato,
bensì cercando di realizzare ciò che ancora non esiste”.
(Khalil Gibran)
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Fonte: The Province


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Di Dr. Giuliana Proietti

Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa (attività libero-professionale in Ancona, Roma, Civitanova Marche e Fabriano) ● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it ● Saggista e Blogger ● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale ● Conduzione seminari di sviluppo personale ● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici ● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità. Sito personale: www.giulianaproietti.it Per appuntamenti e collaborazioni professionali: 347 – 0375949 Telefono e Whatsapp Ancona, Terni, Roma, Civitanova Marche, Fabriano & Terapie online, via Skype e Whatsapp

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