Quando il donatore di sperma rivendica il ruolo paterno

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Una storia dei nostri tempi, che ci mette inevitabilmente di fronte al fatto che le famiglie moderne possono essere molto diverse da quelle tradizionali, non solo per i mutamenti sociali, ma anche grazie alle tecnologie riproduttive.

Karen B., una scrittrice di Los Angeles, superati i 40 anni, ha cercato un donatore di sperma su un sito di annunci online, dopo che lei e la sua partner lesbica avevano deciso di volere un figlio.

Dopo aver chiesto ad ogni amico: gay, etero, sposato o single, di ricevere la donazione del seme ed aver collezionato una serie di rifiuti, Karen e l’amica hanno deciso di optare per un donatore anonimo. I quaranta anni di Karen cominciavano a farsi sentire ed impensierivano la donna riguardo alla possibilità di diventare madre.

Il donatore di sperma individuato su Internet è stato Daniel: apparentemente una brava persona, con la quale l’aspirante mamma ha stabilito subito un buon rapporto e con il quale ha firmato un accordo secondo il quale il bambino, frutto dell’inseminazione, sarebbe vissuto con Karen e sarebbe stata lei a svolgere tutte le funzioni genitoriali. A Daniel però veniva riconosciuto  il diritto di conoscere e visitare il figlio.

Karen infatti aveva sempre desiderato che un suo eventuale figlio, nato da un donatore, potesse sapere chi fosse suo padre, o addirittura conoscerlo, perché le era già capitato di parlarne con un’amica, frutto di una inseminazione con sperma di donatore anonimo, la quale ogni singolo giorno della sua vita si chiedeva chi fosse il padre.

Con il progredire della gravidanza però, Daniel ha cominciato ad intervenire sempre più pesantemente nella vita della coppia lesbica, presentandosi addirittura al ginecologo che seguiva Karen come il marito della signora, anche se era gay.

Dopo la nascita, Daniel ha continuato con i suoi modi invadenti e addirittura, quando il piccolo aveva 8 mesi, ha chiesto a  Karen di portare il figlio in Brasile, suo paese d’origine, perché voleva farglielo visitare. Al rifiuto di Karen, Daniel ha fatto ricorso alla legge per ottenere la custodia legale e fisica del bambino.

Il caso solleva un pesante interrogativo:  i donatori di sperma devono avere dei diritti, come genitori, sui figli concepiti con il loro seme ?

I giudici americani si sono pronunciati in favore di Karen, anche se il nome di Daniel era scritto sul certificato di nascita del bambino.

La sentenza emessa dal tribunale spiega che quando viene utilizzato dello sperma nella fecondazione artificiale, o nella fecondazione in vitro, in una “donna diversa dalla moglie del donatore” ciò non rende giuridicamente il donatore un “padre naturale”.

La legge americana stabilisce infatti che gli uomini devono essere liberi di donare il loro sperma, senza timore di incorrere in responsabilità nei confronti dei figli o delle madri, così come le aspiranti madri possono ottenere il seme per l’inseminazione artificiale, senza il timore che il donatore possa rivendicare la paternità.

Karen però aveva firmato un accordo privato con il Donatore, e il nome di Daniel appare sul certificato di nascita del bambino. La donna ha già investito 60 mila dollari per spese legali, per combattere questa battaglia, anche se a Daniel rimane il diritto di vedere il figlio due volte al mese, con grande disappunto e preoccupazione della madre.

Karen rimpiange ora di non aver scelto un donatore anonimo e si sente in colpa perché la montagna di soldi che sta spendendo per gli avvocati avrebbe potuto essere meglio utilizzata per garantire gli studi del figlio, che ora ha solo 3 anni. Inoltre, le visite del padre sono state, secondo Karen, fonte di confusione per il figlio: Daniel infatti riempe di doni il bambino e gli dice di non chiamare “mamma” la compagna della madre. Se non vi fosse stato quell’accordo privato, Daniel poteva semplicemente essere considerato uno stalker.

Fonte: Abc News

Giuliana Proietti

Immagine: angel_ina

 

Dr. Giuliana Proietti
Psicoterapeuta Sessuologa at Ellepi Associati
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale a Ancona - Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

Studio di Ancona - Terni
Per appuntamenti: 347 0375949

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