Qualche notizia sul Revenge Porn

I condannati per molestie sessuali in Gran Bretagna finiscono in una lista di “Sex Offenders“, in modo che i loro nomi possano essere conosciuti e monitorati.

La notizia è che le persone che hanno commesso Revenge Porn, o porno della vendetta, secondo una recente sentenza scozzese non dovrebbero automaticamente essere iscritti sul Sex Offender Register perché il  “sexting” è ormai così comune che, se lo si considerasse un reato grave, ci sarebbe da “stigmatizzare” troppe persone.

In Inghilterra e in Galles invece per questo reato si possono rischiare fino a due anni di progione.

Il tribunale scozzese ha giudicato  “insensato” lo scambio di immagini intime e la successiva pubblicazione online dopo la fine della storia.

Dicono i magistrati: “Abbiamo l’impressione, che sia una pratica saggia o no, che questa [sexting] sia ormai una abitudine relativamente comune dei rapporti tra i giovani”. I giudici hanno reso la sentenza dopo aver accettato la denuncia nei confronti di un  uomo che aveva postato una immagine sessuale di una donna che conosceva, che gli era stata fornita da lei, sulla sua pagina Facebook.

Dopo aver ammesso il reato, che ha affermato di aver commesso dopo aver bevuto, Adam Sutherland è stato condannato a una pena e gli è stato ordinato di firmare il registro dalla Kilmarnock Sheriff Court.

La sentenza è stata però ribaltata quando la Corte d’Appello Penale di Edimburgo ha deciso che l’imputato non aveva “malattie di origine sessuale o devianze”, per cui occorreva proteggere le potenziali vittime.

Il tribunale ha ritenuto che la pubblicazione della fotografia non si poteva essere considerato una molestia sessuale significativa.

I due ragazzi si erano conosciuti quando lui aveva 23 anni e la sua ragazza 20; si erano conosciuti tramite amici comuni, e poi erano rimasti in contatto on-line per alcuni mesi.

Una quindicina di giorni prima che il ragazzo pubblicasse la foto,
aveva inviato alla ragazza un’immagine nuda di se stesso; in cambio lei gli aveva inviato quella fotografia intima di sé attraverso, il sito di messaggistica Snapchat.

Anche se i messaggi su Snapchat vengono cancellati automaticamente dopo alcuni secondi, il ragazzo era riuscito a fare uno screenshot dell’immagine.

In sostanza, la Corte scozzese sostiene che la pratica di scambiarsi foto osé può non essere saggia, ma non si può attribuire a chi fa scambio di queste immagini una malattia sessuale o una devianza, visto anche che questa pratica è ormai molto diffusa.

Ecco perché in Scozia è stato deciso che chi commette questo reato non deve essere considerato un molestatore.

In realtà questa sentenza è un po’ come quella di Ponzio Pilato: fate quello che volete, io me ne lavo le mani. Il Revenge Porn infatti è socialmente molto pericoloso e andrebbe distinto dal sexting: infatti, scambiarsi immagini osé non è reato ed è oggettivamente molto diffuso; pubblicare i video o le foto osé per screditare qualcuno è tutta un’altra cosa. In Italia non abbiamo ancora una legislazione ad hoc, anche se ultimamente se ne è discusso moltissimo, anche a causa di gravi fatti di cronaca.

Per prevenire questi reati, Facebook ha recentemente annunciato sul suo blog l’introduzione di alcune novità che permetteranno di segnalare e di non far diventare virali i contenuti intimi pubblicati senza l’autorizzazione dell’interessato.

Per contrastare il fenomeno è stata anche inventata una nuova app, Rumuki la quale associa due smartphone (o tablet), attraverso un codice Qr.
L’applicazione genera due chiavi di sicurezza, una per ogni dispositivo per cui i video potranno essere visualizzati solo con il consenso di entrambe le parti. Sui server transitano dunque esclusivamente le chiavi e non i file video, che restano rintracciabili solo sui due dispositivi.

In conclusione, non resta che raccomandare estrema prudenza: pensate, prima di inviare una foto intima che vi riguarda.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte prima parte dell’articolo: The Telegraph

Immagine:
Pexels

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Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale a Ancona - Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

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Dr. Giuliana Proietti Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa - Ancona Terni

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