passato sessuale

Buongiorno, io non accetto il passato sessuale della mia compagna, conosco gli accadimenti e ho i miei punti di domanda e le mie discrepanze. Come da lei raccontato, il suo vissuto relazionale sessuale, e stato viziato da manipolazione e da malessere, da paura, insicurezza, inadeguatezza e mancanza di solidità. A suo dire tutte queste cose hanno contribuito a non sapere cosa stesse vivendo, e tutto questo ha permesso al soggetto di godere di tutta la sua fisicità come e praticamente quando voleva.
Lei dice che è stato tutto falsato da questi fattori, che ha fatto compiacimenti per non sentirsi esclusa, emarginata, e derisa, dice che non lo ha mai fatto per divertimento, non ha mai provato amore o sentimenti, ma io mi chiedo ma questa relazione su cosa l’ha basata? false credenze? Ma si può donare la verginità e diventare accondiscendente in tutte le pratiche sessuali per i fattori sopra descritti? E continuare a farlo per due anni per poter far parte di un gruppo di coetani, e di sentirsi normale? Ha avuto anche rigetto di questo ma dice che non sapeva gestire e lo faceva…Ora mi dice che scoprendo l’amore con me trova tali accadimenti violenze subite, che ha fatto tutto senza sentimento, che è stato tutto freddo, niente di sentito, e ogni volta aveva sempre un malessere indefinito perché non era quello che voleva.. io su queste dichiarazioni ho tanti dubbi e incongruenze a riguardo, ma se ne parlo con lei dice di star male e non vuole…io con questa persona dovrei andare a convivere per un futuro insieme, ma questi accadimenti del passato mi fanno titubare, ho paura non sia sincera, con me parla di valori ecc..e prima dov’erano? poi se mi immedesimo forse capisco il diventare un pochino accondiscendenti, ma se stava male davvero o tronco tutto, ma anche se non riesco a farlo, sempre per i motivi sopra descritti di tutte le sue ansie, paure ecc…penso che sicuramente almeno mi sarei limitato ad un rapporto normale tendente ad evitare troppe occasioni di intimità, ma qui lei non si è risparmiata in niente per tutto questo tempo, addirittura arrivare a farlo quando ha il ciclo, o guardare i preservativi per vedere che non si fosse bucato, sesso orale ecc..insomma non riesco a collocare questo e altri accadimenti nella sua versione che invece dichiara nettamente come tutto forzato falsato, di non voglia e malessere, ma io mi chiedo ma tutti sti mali in quei momenti dov’erano? Uscivano dopo e lei ci cascava sempre? Io ho veramente tanti dubbi, la sincerità è la verità è importante in un rapporto, e questi accadimenti cosi vissuti e raccontati mi creano lacune enormi su questi aspetti di lealtà per un futuro come famiglia.
Ammetto che ho un fastidio forte sul fatto che lei abbia provato di tutto con lui, ma soprattutto che lei sia stata cosi permissiva e compiacente se stava male, trovo la sua versione poco sincera e onesta e non comprendo il motivo..io penso che due anni vissuti cosi sono davvero tanti, anzi direi troppi, per una donna che soffre veramente.
Ma la amo, e vorrei un vostro parere in merito, vero e senza riserve. Anche se pensate che sbaglio io.
Grazie mille a chi vorrà aiutarmi a capire.
Cordiali saluti

Gentilissimo,

Una persona non è solo un corpo, ma anche un’entità psicologica, costruita in base alle esperienze vissute, alle sue emozioni, ai suoi sentimenti, ai suoi valori. Quando si ama davvero non si ama qualcosa di una persona, ma la si accetta in toto: pregi e difetti, esperienze positive e negative, successi e insuccessi, perché tutto questo, nel bene e nel male, ha contribuito a costruire la persona che lei oggi conosce, e di cui dice di sentirsi innamorato (forse sbagliando).

La seconda riflessione è che la sua ragazza, non avendola conosciuta prima, aveva diritto di fare nel passato tutto quello che desiderava, perché avere rapporti sessuali con un’altra persona (o più persone) non lede in alcun modo la sua dignità. La verginità è un mito del passato, che è servito solo a tenere sottomesse le donne, controllando la loro sessualità, e che oggi (ormai da più di mezzo secolo) è semplicemente un argomento risibile nei Paesi più avanzati del nostro. A mio avviso dunque lei è pieno di pregiudizi, vive di credenze che non fanno più parte dei nostri tempi, e per questo dovrebbe cercare di aprire un po’ la sua mente, leggendo, viaggiando, conoscendo gente che non fa parte del suo ambiente più ristretto.

Nella confessione della sua ragazza, tuttavia, c’è di più: lei afferma di averlo fatto non per piacere (come ne avrebbe avuto in ogni caso diritto), ma solo per sentirsi inserita in un gruppo di coetanei, soffrendo, con freddezza, senza sentimento, ecc. ecc. E’ tutto possibile, ma non sappiamo se è la verità, perché l’atteggiamento che lei ha verso la ragazza, con le sue critiche, le sue titubanze e i suoi pesanti giudizi non permette la piena sincerità, quindi restiamo nel dubbio. Si può essere infatti totalmente sinceri solo là dove c’è accoglienza, empatia, sospensione del giudizio, volontà di comprendere, anche perché le cose non sono mai o bianche o nere, ma vi sono molte sfumature di grigio… La sua ragazza potrebbe infatti, nello stesso tempo, aver provato piacere e dolore, sensazioni di autoaffermazione e di disagio, di orgoglio e di vergogna… Direi che per comprendere una persona sul piano psicologico ci vuole ben altro che una classificazione sommaria in base ai suoi (scarsi) parametri di riferimento: se lei volesse veramente capirla dovrebbe cambiare totalmente atteggiamento e credenze, cosa che forse potrebbe fare solo se aiutato su questo da una psicoterapia individuale.

Detto tutto ciò,  se tutto dovesse rimanere come è, io le suggerirei di lasciarla e di non iniziare una convivenza con lei, perché la vostra vita potrebbe essere molto difficile, piena di incomprensioni, gelosie, rinfacci.

Mi ha chiesto la sincerità ed io con lei l’ho avuta: capisco che non sono stata tenera, ma la sincerità a volte può fare male. Se non la si vuole sentire, inutile chiederla (e sa a cosa mi riferisco).

Con molti auguri.

Dr. Giuliana Proietti

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● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.

Scrive in un Blog sull'Huffington Post

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Dr. Giuliana Proietti Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa 

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