Michael Jackson: la notorietà ha confuso la sua sessualità?

Randall Sullivan, un famoso giornalista ed esperto musicale ha scritto un nuovo libro su Michael Jackson,“Untouchable: The Strange Life and Tragic Death of Michael Jackson,” (Intoccabile: la strana vita e la tragica morte di Michael Jackson) nel quale conclude che il famoso cantante aveva sviluppato numerose dipendenze, ma anche una notevole confusione sessuale, a causa della sua notorietà.

Ad esempio, il Re del Pop soffriva di una compulsione per lo shopping, per cui poteva spendere anche 250.000 dollari in una giornata di shopping.

Si sentiva come un bambino imprigionato in un mondo di adulti, continua Sullivan, il quale è convinto che il cantante non sia mai riuscito ad esprimere pienamente la sua sessualità.

Jackson non era né omosessuale, né eterosessuale, né pedofilo: probabilmente era solo asessuale, o meglio, “pre-sessuale”, sostiene Sullivan: aveva una visione idealizzata dell’infanzia, un periodo che riteneva ricco di creatività, purezza, visioni artistiche e fantasie poetiche.

Jackson si sentiva come un vero Peter Pan e tutto questo potrebbe essere plausibile, se non vi fossero state le famose accuse di molestie sessuali ai bambini (che però non sono state mai provate del tutto). Jackson ha ammesso di aver diviso il letto con dei bambini pre-adolescenti. Secondo Sullivan in questo non c’era nulla di morboso: Michael adorava i bambini e gli piaceva anche dormire accanto a loro. Lui stesso desiderava essere un bambino: gli mancava l’infanzia che non aveva avuto.

Sebbene sia stato “innegabilmente disturbante” per Sullivan venire a sapere delle accuse di pedofilia verso il cantante pop, l’autore del libro insiste tuttavia sulla teoria della “pre-sessualità” di Jackson e sulla sua convinzione che MJ sia morto vergine, senza mai aver avuto un rapporto sessuale nella sua vita (né con uomini, né con donne, né con bambini): era solo e infelice e questo, secondo Sullivan spiega tutto, o quasi.

Difficile condividere a pieno le certezze di Sullivan sulla sessualità di MJ, anche se tutti, ovviamente, speriamo che sia andata davvero così…

Giuliana Proietti

Fonte:
Michael Jackson’s Curse: Fame Drove ‘Peter Pan’ to Addiction, Confused Sexuality, Book Says, ABC

Per saperne di più sul caso Jackson, qui.

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Dr. Giuliana Proietti
● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale a Ancona - Terni)
● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it
● Saggista e Blogger
● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale
● Conduzione seminari di sviluppo personale
● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici
● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)
● Co-fondatrice del sito Clinica della Timidezza e dell’attività ad essa collegata, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali.

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Ultimo libro: Come vivere bene, anche se in coppia, Franco Angeli, 2016

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Dr. Giuliana Proietti Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa - Ancona Terni

Commenti

7 thoughts on “Michael Jackson: la notorietà ha confuso la sua sessualità?

  1. Gentilissima,
    Complimenti per il suo competente modo di farsi pubblicità 😉

  2. Cara collega, solo un paio di cose: Lei afferma di non saperne a sufficienza sul sig. Jackson per poter parlare della sua sessualità, che Le interessava mettere in luce la teoria pseudo-scientifica (e mi deve spiegare cosa può avere persino di pseudoscientifico un libro scritto esclusivamente sulla base di speculazioni) che avrebbe potuto riguardare anche Mario Rossi e che per la Sua esperienza (e anche per la mia) è inverosimile che un individuo al quale sia stata negata un’infanzia sia portato ad astenersi dalla sessualità, aggiungendo poi che, comunque, Lei non ha elementi per dire che il sig Jackson non era pedofilo. Se io devo parlare di Mario Rossi, parlo di Mario Rossi, ma se parlo di Michael Jackson o di Freddie Mercury o di Tina Turner, mi devo un minimo informare sul soggetto di cui parlo, soprattutto su argomenti così delicati come la sessualità. La sua è semplicemente un’opinione, che per quanto legittimamente espressa, non può ignorare l’esistenza di testimonianze, come ho spiegato nel mio precedente commento, sulla sua vita sessuale, né l’enciclopedica quantità di PROVE dell’innocenza del sig. Jackson in merito alle accuse di pedofilia, quella che ha portato i giurati ad assolverlo completamente per tutti i reati contestatigli, ben 14 come ho già ricordato, in quanto “IL FATTO NON SUSSISTE”. Questi sono i dati comprovati, di cui opinioni che assumono automaticamente una qualche valenza, per la perizia disciplinare che le argomenta, dovrebbero tener conto, e ancor più grave è ricorrere ad un grimaldello dialettico per una NON verità che rischia di spacciare un’opinione come fatto. Tutto qui. Nessuno vuole beatificare Michael Jackson, è sufficiente, ma indispensabile, che vengano riportate le cose per come sono realmente accadute, di teorie, o pseudo tali, ne sono state fatte a profusione, finendo con il sommergere del tutto la REALTA’ della sua vita, cosa che ha ferito a morte l’uomo Michael Jackson molto prima che uno sciagurato dottore lo uccidesse. Credo sia il caso di cominciare a fare i conti con conseguenze simili anche quando è solo la tematica che ci appassiona: dietro di essa, l’essere umano resta e se è della sua vita che si porta esempio, è doveroso riportarla per come ce la consegnano i fatti.

    Cordialmente,

    la Sua collega psicologa e psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, iscrizione Albo Veneto n. 5396, fan di Michael Jackson dal 1987 e col privilegio di averlo incontrato personalmente varie volte durante la sua vita.

  3. Gentilissima Collega,

    La polemica su MJ che si è scatenata sulla pagina FB di questo blog sinceramente non mi interessa e non mi appassiona.
    Come ho già spiegato su FB, mi interessava piuttosto mettere in luce in questo articolo la teoria pseudo-scientifica dell’autore del libro, su questa sorta di fissazione dello sviluppo psicosessuale del nostro compianto, che a suo dire gli avrebbe impedito di vivere una sessualità adulta, a causa della sua infanzia negata. Poiché ritengo inverosimile che una infanzia negata porti poi un adulto ad astenersi dalla sessualità, per cercare piuttosto soddisfazione nel semplice contatto fisico (non sessuale) con bambini, sentendosi suo pari (questa è la teoria dell’autore del libro), ho semplicemente detto che non condivido questa teoria.
    Spero che lei, da psicologa e non da semplice fan di MJ, sia in grado di capire che non mi interessava parlare di Michael Jackson in quanto tale e che se il protagonista del libro si fosse chiamato Mario Rossi, per me sarebbe stata esattamente la stessa cosa.
    Non a caso, ho aggiunto un link al suo sito (senza sapere nulla di lei) affinché i lettori interessati a saperne di più su MJ avessero potuto trovare le notizie che io non ero in grado di fornire (se avessi pensato di possedere la Verità sull’argomento, l’avrei scritta, le pare?)
    Concludo dicendo, come già scritto su FB, che Michael Jackson mi è sempre piaciuto, canticchio con piacere le sue canzoni, non ho alcun pregiudizio nei suoi confronti e tuttavia non sarei in grado di giurare né sulla sua pedofilia, né sulla sua specchiata innocenza, semplicemente perché non ritengo di saperne abbastanza.
    Il libro di cui si parla nell’articolo è solo uno spunto per parlare d’altro.
    Spero di essermi definitivamente spiegata con l’agguerritissimo Fans Club di MJ (comprese le psicologhe-fan), e spero che essi possano trovare al più presto interlocutori più adatti di me per discutere con soddisfazione del loro indimenticato beniamino. (che a quanto pare si potrebbe anche fare “santo subito”).
    GP

  4. Gentile collega,

    ritengo necessario commentare questo Suo blog sia nella mia funzione di psicoterapeuta, sia di amministratrice del sito http://www.truth4mj.it al quale Lei rimanda a conclusione di esso per saperne di più sul caso Jackson.
    Il libro dell’ex giornalista di Rolling Stone Randall Sullivan è uscito martedì in libreria, ma in rete se ne sono avute diverse anticipazioni nelle scorse settimane. I capitoli pubblicati hanno subito mostrato l’assoluta assenza di originalità del suo lavoro, oltre 700 pagine di materiale riciclato che non offre nessuna nuova informazione, piuttosto reitera un consistente numero di notizie fasulle e squallido gossip assunti a base della sua personale prospettiva, qual è quella ripresa da Lei sulla presunta confusione sessuale di Jackson.
    Il vizio grave del Suo blog è il pericoloso quanto insussistente sottinteso per il quale la sedicente inattività sessuale di Jackson costituirebbe la speranza per fugare ogni dubbio sulle accuse di pedofilia, rafforzato da quell’inciso “però mai provate del tutto” che lascia un’ambiguità immotivata. In realtà, attraverso un’investigazione di anni, per la quale il procuratore distrettuale Tom Sneddon impiegò una quantità di mezzi e risorse mai investita prima, è stato abbondantemente provato che Jackson subì quelle accuse a fini estorsivi ed è su questo che i giurati di Santa Maria, una delle città più conservatrici dello stato della California, poggiarono il loro verdetto di assoluzione dell’artista da tutti i 14 capi di imputazione (10 maggiori e 4 reati minori inclusi). E’ importante ricordare che, durante il procedimento penale del 2005, il procuratore Sneddon si avvalse di una particolare legge prevista dal codice californiano sui “precedenti atti dannosi” per caricare Jackson di ipotesi di crimine anteriore, che aiutassero l’accusa a delineare una “tendenza” del convenuto a commettere il reato che gli veniva imputato. Questo significa che i giurati furono chiamati ad esprimere il loro giudizio su Jackson anche in merito alle prime accuse di molestie del 1993, che all’epoca dei fatti erano state risolte con un accordo extragiudiziario nel quale NULLA vietava agli accusatori di riferire con le autorità competenti, le quali, come già detto, continuarono ad investigare sull’artista senza riuscire a trovare alcun elemento per perseguirlo, lasciando quindi il caso in sospeso fino alle nuove accuse del 2003 che portarono al processo e, infine, al pieno riconoscimento dell’innocenza di Jackson.
    Il materiale di indagine ed i documenti di tribunale non solo affossano la Sua inconsistente e inopportuna insinuazione, ma offrono elementi per confutare anche la teoria di Sullivan sulla sessualità di Jackson, che Lei riporta mancando di precisare, in virtù della competenza professionale che condividiamo, quanto approssimative siano anche le semplici considerazioni da parte del giornalista sulla sfera più intima di Jackson, impegnato strenuamente nel tentativo di tutelare la sua privacy contro una morbosità mediatica che non ha eguali nella storia dello spettacolo mondiale.
    Nel corso dell’investigazione, oltre 70 agenti di polizia furono mandati a Neverland, la residenza di Jackson, per setacciarla da cima a fondo, entrando addirittura in ambienti non coperti dal mandato di perquisizione. Il proposito di trovare un qualsiasi riferimento alla presunta pedofilia di Jackson fallì, piuttosto furono rinvenute alcune riviste con immagini di donne nude e altro materiale simile.
    Oltre a ciò, è doveroso ricordare che la prima moglie di Jackson, Lisa Marie Presley, ha risposto alle ossessive domande dei media sulla loro coppia confermandone la regolare attività sessuale e che lo stesso Jackson dichiarò di aver avuto rapporti sessuali con la sua seconda moglie, Debbie Rowe, per il concepimento dei suoi figli maggiori, Prince e Paris, dato che trova riscontro nel manifestarsi della vitiligine, la dermopatia di cui Jackson era affetto e che è stata la causa del cambiamento del colore della sua pelle, nel primogenito.
    In conclusione, è evidente che la teoria di Sullivan, fondata sull’osservazione di un esterno a notizie diffuse per lo più dai giornaletti scandalistici, non trova nessun riscontro oggettivo nei fatti comprovati anche in sede giudiziaria, svelando la sua natura squisitamente giornalistica finalizzata a solleticare la curiosità di un pubblico più ampio possibile.
    Il lettore che voglia liberarsi dell’inganno mediatico per conoscere chi Michael Jackson fosse in realtà troverà sul nostro sito, oltre all’interessante analisi da Lei linkata, una grande mole di documenti a suffragio di tutto quanto sopra menzionato.
    Se c’è da esternare una speranza, è quella di non ritrovare più eco di opinioni avulse dalla realtà per assecondare quello stesso criterio denunciato da Jackson le innumerevoli volte che lo ha patito: “People write negatives things, cause they feel that’s what sells. Good news to them, doesn’t sell.”
    Cordialmente,
    Dottoressa Sonia Dal Ben (Psicologa e Psicoterapeuta Cognitivo-Comportamentale)

  5. Io l’ho appena letto l’articolo, Dottoressa, e più di ogni altra cosa mi ha colpito questa frase “Jackson si sentiva come un vero Peter Pan e tutto questo potrebbe essere plausibile, se non vi fossero state le famose accuse di molestie sessuali ai bambini (che però non sono state mai provate del tutto).” Lei, invece, ha riletto quello che ha scritto??? Questa frase MI FA RABBRIVIDIRE!!! Il processo del 2005 ha avuto un verdetto UNANIME di INNOCENZA su tutti i 14 capi d’accusa e non è mai e dico MAI stato trovato NIENTE di NIENTE contro Michael Jackson, nonostante sia stato messo sotto controllo dall’FBI per almeno 10 anni, nonostante il procuratore dell’accusa Tom Sneddon abbia avuto la possibilità di METTERE A SOQQUADRO la casa di Michael (lui non c’era nemmeno!) senza trovare NULLA di NULLA e nonostante lo volesse colpevole PER FORZA, per una sua VENDETTA personale, visto che gli dava la caccia già dal 1993!!!!! Posso chiederle un favore? Legga questo e vedrà che si chiarirà molto le idee!!! Se voleva scrivere qualcosa su Michael Jackson, perché non ha fatto una ricerca seria sulla sua persona, invece di fare pubblicità ad un libro che qualificare spazzatura è già tanto??? Perché non ha parlato di tutto il bene che il Signor Michael Jackson ha fatto in tutto il mondo??? Ah…forse perché non c’entrava con il discorso “sessualità”? Beh, allora, visto che lei non ha MAI avuto occasione di analizzare di persona il Signor Michael Jackson e QUINDI non PUO’ avere un’analisi oggettiva, forse era meglio non scrivere nulla! Buona serata.

  6. Ma come potete fare dei commenti dichiarando delle supposizione su fatti assolutamente inventati ,come potete dichiararvi dei professionisti psicoterapeutici e sessuologici con matura esperienze e dichiarare delle opinioni assolutamente false !!!!!come potete dire senza aver anche solo in una minima parte controllato e cercato le informazioni vere su Michael Jackson !!!!! solo un professionista maturo sa che ogni giudizio non può nascere su spettacolari articoli ma ben si chiedendo informazioni !!!!!scoprirebbe che Michael è stato la persona più umile su questa terra !!!!!umile al tal punto che la sua vita privata è stata e sarà sempre la sua!!!!!!!ascoltatelo e scoprirete che uomo meraviglioso è !!!!!!!uomo in tutti i sensi !!!!!fisicamente e sensualmente !!!!!!i suoi veri amori lo hanno sempre dichiarato !!” E’ stato assolutamente selvaggio,
    quando Michael comincia a fare gli urletti non può fare a meno di ridere e al di là di tutto è stato il miglior sesso che abbia mai fatto.”
    dichiarazione di lisa Presley!”!!!!!!!! Michael Jackson ha giocato sempre con i media e questo è l’unico errore che ha fatto !!!!ma quando la capito è stato troppo tardi !!!!!!è stato massacrato nel cuore e nell’anima !!!!!! ben vengano uomini come Michael Jackson!!!!!ben vengano la sua sensualità!!!!!!dove sono i uomini così!!!!!!abbasso chi ha bisogno di scrivere libri o commentare articoli sentendosi grande professionisti a giudicare menzogne!!!!

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