animale erotico
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L’essere umano è un “animale erotico”: questa è una delle definizioni che il filosofo francese André Comte-Sponville dà della nostra umanità nel suo ultimo libro: «Le sexe ni la mort» (“Sesso o Morte”, non ancora pubblicato in italiano), il cui sottotitolo è “Tre saggi sull’amore e la sessualità”, titolo che fa tornare inevitabilmente alla mente anche i “tre saggi” di Freud sullo stesso argomento.

In una intervista, pubblicata su AgoraVox, il filosofo precisa il suo pensiero. Qui di seguito ve ne offriamo una sintesi.

Già Aristotele aveva definito l’essere umano un animale “politico”, ma le caratteristiche che riguardano la razza cui apparteniamo sono molteplici e fra esse c’è anche l’aspetto dell’erotismo. L’essere umano dunque è anche un animale erotico, il che ci differenzia da tutti gli altri animali, che conoscono la sessualità, ma non l’erotismo.

Partendo dalle teorie di Georges Bataille, Comte-Sponville sostiene che per esserci erotismo deve esserci trasgressione. Ad esempio, quando si fa l’amore, anche tra persone sposate, si ha sempre la sensazione di fare qualcosa che non è abbastanza “normale” o “morale”. Non esiste una sessualità completamente innocente (et tant mieux ! commenta l’autore).

Poiché dunque non c’è erotismo senza trasgressione, gli animali non possono essere “erotici” in quanto non si sono, come noi umani, auto-imposti delle regole e delle leggi: essi non hanno una morale da rispettare, e dunque non conoscono l’erotismo.

Se è vero, come è stato dimostrato, che anche gli animali, al di là della copula, conoscono i sentimenti amorosi, essi non hanno la possibilità, come noi umani, di scoprire, attraverso l’erotismo, la loro animalità. Detto in altre parole, è solo perché l’essere umano non è altro che un animale, una bestia, che riconosce in sé, attraverso l’altro, la propria animalità, o bestialità, il che è allo stesso tempo inquietante e gratificante.

La sessualità è, di fatti,  la parte animale degli esseri umani, mentre l’erotismo è qualcosa di più: è ciò che nasce dall’incontro fra la sua parte animale (la pulsione) e la sua parte umana. Da qui l’idea della trasgressione. Perché vi sia trasgressione deve esservi sia il desiderio, sia l’ “animalità”. Allo stesso tempo devono esserci però altre due cose:  “leggi” e “umanità”. L’erotismo nasce dall’ll’intersezione di tutte queste dimensioni.

Riassumendo, l’erotismo è tipicamente umano, mentre la sessualità è qualcosa che riguarda sia noi che gli altri animali. L’erotismo è esclusivamente umano per due ragioni: la prima è che non esiste erotismo se non c’è trasgressione, e non vi è trasgressione se non dove vi sono divieti, e dunque cultura. Poiché la cultura è propria dell’essere umano, l’erotismo, logicamente, è una caratteristica che riguarda solo la nostra specie.

Inoltre, l’erotismo nasce quando si fa l’amore non solo per puro godimento, cioè dove non vi siano solo orgasmo e soddisfazione sessuale, come potrebbe avvenire, ad esempio, durante la masturbazione. L’erotismo nasce invece dal desiderio che non si realizza nel piacere immediato, ma nel suo durare nel tempo.

In questo senso l’erotismo non consiste nel piacere, o nella capacità di dare piacere, ma consiste nel saper prolungare il desiderio, nel saperlo manipolare. Il segreto dell’erotismo è dunque il desiderio. Ciò che gli amanti ell’erotismo desiderano non è raggiungere direttamente il piacere, non è scegliere la via più breve, il loro segreto sta nel far durare il desiderio fino al suo punto massimo, dopo di che, attraverso l’orgasmo, arriverà il piacere.

Secondo l’autore, ciò che conta in amore è la relazione fra due individui, sessuale o erotica che sia, e non l’istituzione matrimoniale. Parlando d’amore dunque, preferisce chiamare i due partner “amanti” e non  “coniugi”, mettendo così in rilievo che queste persone si amano, molto concretamente, e non si limitano a sognare un amore ideale.

Il filosofo è rimasto colpito dal fatto che ciò che viene celebrato nella letteratura o nei film sono in genere i primi giorni d’amore, la passione, i grandi inizi di un rapporto. Ma l’amore è tutto lì? Così ha voluto provare a capire, nel suo libro, cosa rende veramente felice una coppia: la felicità esiste? Può durare? E, soprattutto, a quali condizioni?

Ciò che ha capito, dice, è che non bisogna credere che la passione d’amore debba durare per sempre. Esiste solo nei brutti romanzi. E’ proprio quando la passione si spegne che la storia d’amore vera e propria ha inizio.

Il titolo del libro è un riferimento esplicito all’aforisma più famoso di La Rochefoucauld: ‘Né il sole né la morte si possono guardare fissamente”. Nella sua mente tuttavia, la relazione non è tanto tra sesso e morte, ma tra sesso e sole. Perché entrambi, sia il sesso che il sole, anche se possono certamente ucciderci a volte, sono la fonte di tutta la vita. L’amore è il sole. Meglio ancora, il sesso è il sole, in particolare il sesso della donna! Tutti gli uomini che guardano da vicino la vulva di una donna si rendono conto del suo potere di stupire, della sua bellezza, che riscalda gli esseri umani. Per citare il poeta Apollinaire, è un “collo tagliato dal sole”.

Quanto all’erotismo, il filosofo si dichiara d’accordo con Bataille su molti punti, ma con questa importante differenza: Bataille non concepisce, per l’erotismo, che la trasgressione, mentre per Comte-Sponville essa è solo una dimensione tra le altre, compresa la manipolazione del desiderio stesso. Battalle ha la tendenza a credere che più la trasgressione è forte, più è forte l’erotismo. Questo porta alla perversione, al pensare che non vi sia niente di più erotico, come nel suo racconto “La storia dell’occhio”, di un omicidio. Subito dopo, come in de Sade, vi sarebbe la tortura, e subito dopo lo stupro. Noi tutti possiamo avere queste fantasie, ma il filosofo ritiene che questo legame violento che Bataille inserisce nella sua esperienza a volte estatica, tra sessualità e morte sia, per la sua esagerazione, più regressiva che erotica.

C’è un’altra differenza tra il filosofo e Bataille (che Sartre e Malraux avevano definito un “mistico senza Dio”). André Comte-Sponville ritiene che nella sessualità non possa esservi misticismo: la sessualità è qualcosa di assolutamente laico, profano ed ateo. E’ dove si scopre la propria parte animale, bestiale, messa a confronto con l’animalità dell’altro.

Quanto all’amore, il filosofo ricorda che la parola “amore” in greco antico si può dire in tre modi. “Eros,” l’amore-passione, ma anche la sua mancanza, la “Philia” è invece la gioia dell’amore, l’amore coniugale, l’affetto, l’amicizia, ma anche il desiderio, come lo ha descritto Aristotele nella sua Etica Nicomachea, o come ne parla Spinoza, nella sua ” Etica ” , per cui “il desiderio è l’essenza dell’uomo”. “Agape” è invece l’amore puro e disinteressato, il dono di sé, l’amore per gli altri, un amore che perdona e non si aspetta nulla dall’altro, l’amore caritatevole, generoso e assoluto. L’amore benevolente, l’amore dei genitori e l’amore come “ritiro”, come diceva Simone Weil. Molti cristiani vedono questa ultima modalità come la più alta forma dell’ amore, di ispirazione quasi divina. Il filosofo invece si sente più vicino all’amore “philia”: quella del desiderio e della sua durata, quello che è tipicamente umano e che dunque ha a che fare con l’erotismo.

Dr. Walter La Gatta

Libri di Comte-Sponville pubblicati in italiano.
Fonte:

AgoraVox

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Dr. Walter La Gatta
Dr. Walter La Gatta
PSICOLOGO-PSICOTERAPEUTA
Ancona - Terni

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