pornografia

Al 112 ° Congresso annuale degli urologi americani, in cui s è parlato di pornografia, si è detto che il 3,4% degli uomini preferisce la masturbazione durante la visione di un porno piuttosto che fare sesso reale con la partner.

In Svezia il 19% delle ragazze e il 12% dei ragazzi ha affermato di ottenere maggiore piacere attraverso la masturbazione che nelle relazioni interpersonali più convenzionali. Secondo uno studio del 2016 pubblicato sull’International Journal of Adolescent Medicine and Health, il 10% degli studenti consumatori di pornografia si sono detti non più interessati al sesso “reale”. Quali sono le ragioni?

Probabilmente nel mondo incantato della pornografia, non si vive il peso della difficile gestione dei rapporti interpersonali, la cellulite non esiste, seni e pene non temono la legge di gravità, le anatomie dei corpi sono ipersessualizzate e iperboliche. Tutto è perfetto, o quasi.

In questo Bengodi i rapporti sessuali sono infiniti, potenti, acrobatici, le donne non solo godono (e molto!) ad ogni rapporto, (il che accade assai di rado nella realtà), ma hanno anche orgasmi multipli…

In Giappone, il fenomeno degli otaku ha dimostrato che si può vivere felici rifugiandosi nelle proprie passioni o nella propria stanza (li chiamano gli Hikikomori, persone completamente e volontariamente isolate dal mondo), ma questo può bastare a rinunciare al sesso con un partner reale?

Le cose non sono ovviamente così semplici, visto che la dipendenza da pornografia porta, ad esempio, alle disfunzioni erettili.

Come notato nello studio IFOP / Tukif pubblicato nel 2014, uno su tre dei giovani sotto i 25 anni intervistati è complessato a causa delle dimensioni del  pene ( la cui lunghezza media in erezione, come stabilito da uno studio del King’s College di Londra su 15.000 uomini è di 13,5 cm ).

Un’altra cifra  mostra le preoccupazioni generate dalla pornografia: sebbene l’85% delle donne siano soddisfatte delle dimensioni del pene del loro partner, il 60% degli uomini è convinto che sia la loro dimensione peniena a giocare un ruolo cruciale nel piacere femminile … (il che non è vero, perché il piacere femminile non dipende dalle dimensioni del pene, ma dall’abilità del partner nello stimolare il clitoride). Sicuramente la pornografia propone taglie esagerate di peni, e questo porta gli uomini, specialmente i più inesperti, a non essere soddisfatti del loro organo genitale.

Sempre secondo l’IFOP, ma questa volta nel marzo 2017, la metà dei ragazzi e più di un terzo delle ragazze considera la pornografia una forma di educazione sessuale. Il 44% delle persone intervistate ha affermato di aver cercato di replicare ciò che aveva visto fare su Internet. Il primo film porno è visto, in media, a 14 anni e 5 mesi (il che, visto che è una media, significa che molti adolescenti iniziano assai prima…). Il 55% degli adolescenti e dei giovani adulti intervistati dice tuttavia che si è ancora troppo giovani per vedere il porno a quell’età.

Nel 2015, uno studio ha rivelato che gli studenti non pornofili non soffrono di mancanza di libido (0%),
mentre il 16% dei grandi consumatori ha perso completamente il desiderio. Il 70% di coloro che si masturbano sette ore a settimana invece soffre di disfunzione erettile e un terzo di loro ha difficoltà a raggiungere l’orgasmo.

Paradossalmente dunque, la pornografia sta uccidendo il sesso. Negli Stati Uniti, si è registrato un calo dei rapporti sessuali del 15% tra la fine degli anni ’90 e i primi anni 2000, secondo studi pubblicati sugli Archives of Sexual Behavior, nel marzo 2017), in concomitanza con un aumento di uomini single, del successo delle serie TV e degli smartphone.

Gli uomini inoltre non hanno forse mai vissuto una tale ansia da prestazione, data da modelli del porno che impongono standard irraggiungibili.

L’importante, come sempre, è non generalizzare: ci sono molti uomini che guardano la pornografia e che mantengono con essa un rapporto non patologico, come non tutti quelli che bevono alcol diventano alcolisti o gli appassionati di biscotti diventano obesi.

Sicuramente però occorre non prendere le cose con troppa superficialità. Il boom della pornografia, come osserviamo, sta portando con sé varie conseguenze inattese: nessuno poteva forse aspettarsi anni fa che il porno avrebbe minacciato l’esistenza del sesso reale.

Dr. Giuliana Proietti

Fonte:
La pornographie est-elle meilleure que le vrai sexe ? Le Monde

Immagine:
Flickr

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● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)

● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it

● Saggista e Blogger

● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale

● Conduzione seminari di sviluppo personale

● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici

● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)

● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.


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Dr. Giuliana Proietti Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa 


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