Molti movimenti femministi sono in grande allarme e stanno cercando di attrarre l’attenzione sul “patriarcato risorgente” che sta cercando di riordinare e ristabilire i ruoli tradizionali di genere, smantellati a suo tempo dalle lotte femministe e che oggi riappaiono in tutta la loro potenza, grazie alla “pornificazione” della cultura.

Qualche tempo fa la Dr.ssa Jessica Ringrose, docente di sociologia di genere presso il London’s Institute of Education, fece una proposta davvero interessante: insegnare il femminismo a scuola, per incrementare nelle ragazze il rispetto di sé stesse.

Far conoscere ad esempio  i testi della scrittrice Virginia Woolf, o la biografia di Emmeline Pankhurst, potrebbe essere un modo per proporre modelli femminili positivi. Volendo portare la discussione su modelli femminili più recenti, secondo la Ringrose anche il personaggio dei cartoni Lisa Simpson potrebbe essere efficace (Lisa è estremamente intelligente e vede se stessa come una disadattata all’interno della famiglia Simpson, a causa della sua intelligenza e delle sue convinzioni liberali).

Non è forse la scuola il luogo ideale dove combattere le diseguaglianze? E allora, cosa potrebbe esserci di meglio che spiegare alle ragazze  che ancora oggi le donne guadagnano meno degli uomini, sebbene escano dalla scuola superiore e dalle Università con voti molto più alti dei loro colleghi maschi ?

Ed invece le ragazze di oggi sembrano poco interessate a questi temi di uguaglianza sociale: tutto quello che sembra interessare loro è come diventare ’sexy’, o come sentirsi ’sexy’, in modo da piacere agli uomini.

Sotto altre forme insomma, è di nuovo la tradizionale idea maschile della donna che ha la meglio e le giovani ragazze hanno preso a comportarsi e a valutarsi con un metro decisamente “maschile”.

Un esempio per tutti: il linguaggio. Le adolescenti usano tra di loro un linguaggio molto sessualizzato, con espliciti riferimenti ai ruoli sessuali. Certamente esse non si rendono conto che, esprimendosi in un certo modo, di fatto avallano dei modelli culturali che vanno contro la loro emancipazione, contro i loro diritti…

Secondo la Ringrose: “Le ragazze di oggi faticano a trovare una identità positiva che non sia completamente definita dalla loro sessualità. I modelli di ruolo positivi possono aiutarle a sentirsi vere donne e non solo oggetti sessuali, secondo i desideri degli uomini”.

Ma la Ringrose non è sola nella sua proposta. Ad esempio l’organizzazione canadese MS Project G sta promuovendo una campagna per far entrare il femminismo nel curriculum scolastico e sta raccogliendo diversi materiali (in inglese) per organizzare le lezioni.

Del resto il femminismo ha insegnato molte cose, non solo alle donne, ma anche agli uomini. Molti comportamenti che oggi si chiamano “bullismo”, “omofobia”, “stalking”, “violenza sessuale”, “molestie sessuali”, ecc.  una volta venivano praticati (o temuti) come se fossero nell’ordine naturale delle cose. E invece, chiaramente, non era così.

E in Italia, cosa propongono i movimenti femministi ? A guardare su Internet, niente, come al solito. (Si accettano gradite smentite!).

Dr. Giuliana Proietti

Fonti:

The Miss G Project
Bringing Feminism into your classrooms
Why we should teach feminism in schools, Gender and Education Association
Schools ‘should teach feminism in the classroom’, The Telegraph
Why feminism should be taught in schools, Timesonline

Immagine:

Wikimedia

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One thought on “Insegnare il Femminismo a scuola”

  1. "E in Italia, cosa propongono i movimenti femministi ? A guardare su Internet, niente, come al solito." in compenso no mancano i movimenti maschili, che lamentano ingiustizie e discriminazioni a danno dei poveri maschietti…

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