coppia

Salve, vorrei il parere di un esperto in merito al mio rapporto di coppia.
Stiamo insieme da un anno e qualche mese ed abbiamo già avuto una pausa dopo i primi tre mesi perché ero pesante, continuamente in ansia per gli esami, ecc. Gli ho concesso questa pausa senza mai scrivergli, chiamarlo, in modo da lasciargli il suo spazio. Vedeva di me solo le foto che pubblicamente postavo sui social. È tornato dicendo di aver visto una persona forte, che aveva compreso i problemi. E li avevo compresi davvero! Tuttavia ho avuto vari periodi difficili. Test di medicina non passato e pressioni dai miei, ansia per gli esami, ansia per il ciclo quando ritardava ed in più un lutto in famiglia. A tutto questo, va aggiunto il fatto che i miei non vedono bene la famiglia di lui, e per un anno ci hanno limitato parecchio con orari molto rigidi e potevo stare fuori casa solo un tot ore. Io, purtroppo, ho preso la patente da poco e non posso andare dal mio ragazzo che dista da me circa 20 min di macchina. E quindi è sempre lui a venire. Io ho provato alcune volte a prendere il treno di nascosto, ma sono state veramente poche le volte in cui l’ho preso.
Ieri abbiamo litigato su questi problemi dati dai miei genitori e lui li ha definiti con espressioni poco gentili ed io me la son presa molto fino a che non siamo giunti a lui che dice che è stanco e che vuole lasciarsi. L’ho convinto a non lasciarci per ora, ma sento che devo fare qualcosa per il rapporto.
Attendo risposta,
Grazie, buona giornata.

Gentilissima,

Il problema delle famiglie che non si piacciono è un classico, a partire dalla storia di Giulietta e Romeo. Come i due personaggi shakespeariani tuttavia, voi avete la possibilità di ribellarvi al volere delle vostre famiglie e di affermare il diritto ad amarvi e a stare insieme. Il rovescio della medaglia è che, per fare questo, dovete quanto prima rendervi indipendenti, perché ovviamente non si può fare ciò che si desidera mentre si rimane nella casa dei genitori. Quello che c’è da fare per il rapporto è esattamente questo:
1) Chiedersi se i genitori hanno questo atteggiamento per partito preso, per pregiudizi, per cattive informazioni, ecc. oppure hanno ragione nel vedere in questo ragazzo e in questa famiglia qualcosa che non va per la vostra felicità e per il vostro futuro (e se hanno ragione, non c’è nulla da aggiungere, bisogna agire di conseguenza);
2) Nel caso i genitori fossero in errore, portare loro le prove dell’errore, cercare di convincerli a cambiare posizione, possibilmente con atteggiamenti diplomatici e non di scontro frontale;
3) Se non c’è nulla da fare con i genitori, perché non si muovono dalle loro posizioni, ma voi volete restare insieme perché capite che questo è il vostro bene, non resta che trovarsi un lavoro, andarsene da casa, e iniziare una vita adulta, con tutti i sacrifici e le rinunce che essa comporta, ma anche le sue libertà e l’autodeterminazione;
4) Non ve la sentite di fare una scelta così estrema? Allora si vede che voi stessi non scommettereste un euro sul vostro futuro, oppure non volete rinunciare alle vostre comodità. In questo caso lasciarsi sarebbe indubbiamente molto probabilmente la scelta migliore.
Buona vita.
Dr. Giuliana Proietti

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Dr. Giuliana Proietti


● Psicologa-psicoterapeuta (attività libero-professionale in Ancona e Terni)

● Responsabile scientifico del sito www.psicolinea.it

● Saggista e Blogger

● Collaborazioni professionali ed elaborazione di test per quotidiani e periodici a diffusione nazionale

● Conduzione seminari di sviluppo personale

● Attività di formazione ed alta formazione presso Enti privati e pubblici

● Esperienza in psicologia del lavoro (Orientamento e Selezione del Personale)

● Co-fondatrice dei Siti www.psicolinea.it, www.clinicadellacoppia.it, www.clinicadellatimidezza.it e delle attività loro collegate, sul trattamento dell’ansia, della timidezza e delle fobie sociali e del loro legame con la sessualità.


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Dr. Giuliana Proietti Psicologa Psicoterapeuta Sessuologa 


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