Flirtare, ieri e oggi

Flirt

La parola inglese “flirt” e il verbo derivato, reso in italiano da “flirtare” hanno ormai anche per noi italiani un significato preciso, difficilmente traducibile in una parola della nostra lingua. Il termine “flirtare” infatti racchiude diversi significati, come: sedurre, corteggiare, avere atteggiamenti intimi, civettare, scherzare con qualcuno, mostrare interesse verso qualcuno, filare con qualcuno, fare il galletto/la gatta morta con qualcuno.
Per quanto riguarda la definizione psicologica del termine in lingua inglese, Downey e Vitulli (1987) hanno definito il “flirting” secondo due accezioni: la prima indica un rapporto informale esistente fra due persone in cui una o entrambe coltivano delle aspettative di intimità (con la speranza di accrescerla e, in qualche modo, di ‘consumarla’).

L’altra accezione si riferisce ai primi messaggi di interesse o di attrazione che si inviano ad un’altra persona.
Feinberg (1996) nel definire questo comportamento, sottolinea i due aspetti che riguardano il flirtare: seduzione e comunicazione.

Va infatti osservato, fra due persone che flirtano, l’invio reciproco di messaggi nascosti, che hanno lo scopo di comprendere se e quanto l’altra persona desideri aumentare il livello di intimità nella relazione.
Anche se gli psicologi evoluzionisti ritengono che il flirtare sia un istinto universale di base, necessario per la riproduzione della specie, l’obiettivo primo del flirt potrebbe essere quello di sondare il terreno, allo scopo di comprendere se e quanto l’altro/a ci trova attraenti.
Infine, si può flirtare anche, semplicemente, per passare il tempo divertendosi, come sostiene Feinberg (1996), giocando all’amore.

Il flirt è infatti, a livello sociale, un gioco per adulti. Come tutti i giochi esso necessita di essere separato dalla vita ordinaria: deve svolgersi in spazi particolari e deve rispettare regole e limitazioni, anche temporali.
Un termine affine al flirtare, ma più antico, è “corteggiare”. I rituali di corteggiamento sono presenti anche in natura, fra gli animali, ma per quanto concerne gli esseri umani, essi sono molto cambiati nelle varie epoche (Mongeau, Hale, Johnson, & Hillis, 1993; Rice, 1996).

Prima del ventesimo secolo nelle culture occidentali erano solo gli uomini che “facevano la corte” alle donne.
Koller (1951) spiegava che questo comportamento consisteva nel fare visita alla casa dell’amata, in modo che lei potesse mostrare all’ammiratore le sue qualità domestiche, sotto l’occhio vigile dei genitori. La prima cosa a cambiare da quei tempi è stato il luogo degli incontri: non più a casa di lei, insieme ai suoi genitori, ma altrove, in un luogo pubblico, e da soli.

Mongeau et al. (1993) ritengono che questo cambiamento abbia modificato le regole del gioco. Infatti, se all’inizio era l’uomo a doversi occupare economicamente e logisticamente dell’invito a una serata fuori, oggi che anche le donne hanno possibilità di pagare o pagarsi la serata e la capacità di spostarsi in autonomia, sono cambiati i presupposti dell’invito ad uscire insieme.

Givens (1978) ha stilato un modello che definisce alcuni stadi tipici del corteggiamento:
1. Fase dell’attenzione, in cui si cura di più l’aspetto estetico per risultare più gradevoli e si lanciano occhiate veloci nella direzione della persona cui si si è interessati.
2. Fase del riconoscimento, in cui la persona reclina la testa, batte le ciglia, protende le labbra (in particolare la donna)
3. Fase dell’interazione, in cui inizia la conversazione, ci si sorride, si ride insieme, si fanno battute.
Givens fa notare che gli uomini sono in genere molto esitanti nell’iniziare l’approccio, se non hanno ricevuto segnali di interesse da parte della donna, perché temono di essere respinti.
Come evidenziato nel lavoro della Givens, il flirtare consiste principalmente in comportamenti non verbali.

Ricercatori come Feinberg, (1996), Koeppel, Montagne- Miller, O’Hair, e Cody (1993) e Moore (1985) hanno identificato un repertorio di espressioni facciali e gesti tipici.

Il linguaggio del corpo nel flirtare non è così sorprendente, dato che trasmettere sentimenti sul proprio interesse sessuale con il linguaggio verbale comporterebbe un elevato rischio di imbarazzo, a causa di un possibile rifiuto. A differenza del linguaggio verbale, il linguaggio non verbale permette di segnalare attrazione, senza però essere troppo chiaro. Questa ambiguità della comunicazione non verbale protegge le persone dall’umiliazione di essere rifiutati dall’altro.

Tipici gesti di interesse femminile riguardano il lanciare i capelli in una direzione, in modo che la faccia venga inclinata verso l’alto e venga esposto il collo, il leccarsi le labbra, il sorridere, il ridere o il ridacchiare.
Anche i movimenti oculari possono rivelare molto sui sentimenti di una persona, soprattutto a livello di dilatazione della pupilla. Nel flirting le occhiate sono veloci ma ripetute, le sopracciglia si innalzano per un paio di secondi e sono spesso accompagnate del sorriso e da uno sguardo profondo.

Quando le persone flirtano inoltre, si curano di più dei loro aspetti estetici per colpire l’altro: questo non sorprende, visto che molti studi hanno dimostrato che le prime impressioni producono valutazioni e giudizi durevoli, che condizionano le impressioni successive (Asch, 1946 Dion, Berscheid, e Walster, 1972). Nel gioco della seduzione ci sono poi gli odori del corpo e l’uso della voce: quando si flirta il discorso è molto animato, ricco di risolini, meno denso di silenzi e di pause ed esprime calore e interesse verso l’altro.

La prossemica, ossia la distanza mantenuta tra individui, fa si che vengano sentite come più seducenti le persone che avvicinano il proprio corpo all’altro, piuttosto che coloro che mantengono le distanze. Nel flirtare inoltre vi sono più interazioni faccia-a-faccia. Il tatto, in questo tipo di comunicazioni, è chiaramente molto usato, come nei casuali accarezzamenti o contatti fra i corpi. Un altro indicatore di comunicazione tattile è la ‘carezza dell’oggetto’, in cui gli individui accarezzano oggetti, come le chiavi o un bicchiere.

A livello simbolico viene molto curato l’abbigliamento “inutile”: per esempio, si gioca molto con bottoni, gioielli, foulard, ecc., allo scopo di colpire l’altro.

Il flirting oggi è diventato molto frequente nel cyber-spazio, cioè nello spazio generato da un software collegato ad un computer, che produce una realtà virtuale. Nel cyber-spazio non ci sono corpi reali: al massimo ci sono avatar o emoticons. I corpi reali si possono incontrare solo offline. Nella rete si possono anche avere relazioni sessuali, come nel cybersex, o sesso virtuale, dove vi sono particolari interazioni erotiche fra due individui i cui corpi reali però non possono mai toccarsi.

Si tratta di relazioni tipiche dei nostri tempi, legate alla rete e all’informatica. Va detto, tuttavia, che anche quando vi erano i soli telefoni attaccati ad un filo si potevano creare e mantenere relazioni con altre persone, pur senza mai conoscerle personalmente. Il fenomeno del flirting in mancanza del corpo si poteva ottenere anche al telefono; in questo caso la comunicazione erotica veniva tutta demandata alle sfumature del tono della voce.

La stessa cosa poteva accadere nello scriversi via email e, ancora prima, attraverso le lettere cartacee: quante persone, nel corso dei secoli, hanno flirtato in questo modo, anche in assenza del contatto fisico fra i corpi e della comunicazione gestuale?

Oggi una forma particolare di flirting è il sexting (derivato dalla fusione delle parole inglesi sex e texting), ossia lo scambio di immagini erotiche attraverso vari dispositivi tecnologici: qui ci sono i corpi, nel senso che sono rappresentati in modo realistico, ma non vi è ancora la possibilità di interagire con questi corpi. Ciò che manca è il mistero, che in genere è una componente del flirting, dal momento che questi rituali di seduzione e corteggiamento vengono in genere attuati in assenza di eccessive certezze e conoscenze dell’altro.

Il mistero viene tuttavia mantenuto dalla distanza e, nello stesso tempo, dall’aspettativa di una maggiore vicinanza. Certamente un messaggio solo testuale non può riprodurre i tanti segnali del corpo che ci si scambia nel flirtare: si possono però riprodurre le espressioni facciali con le emoticon, oppure le espressioni paraverbali con degli appositi acronimi, come ad esempio LOL (laugh out loud, ridere ad alta voce), ma rimane ancora difficile tradurre in un messaggio di testo segnali olfattivi, cinetici o prossemici.

Alcuni flirt iniziano su Internet come forma di gioco. Si tratta di un’esperienza di realismo magico, in cui elementi fantastici si fondono con altri molto più reali. Quando le persone flirtano on-line esse ricostruiscono nel testo degli elementi realistici, attraverso messaggi che riguardano il sorridere, il ridere e perfino il toccare. Gli elementi fantastici riguardano la descrizione dei propri corpi e il modo in cui si vive la propria identità e sessualità, descrivendo a volte più l’ideale di sé, che il proprio sé reale.

In queste relazioni online, realtà e fantasia scorrono parallele: si può giocare ad esempio ad essere un seduttore o una seduttrice, ruoli che nella vita si può avere difficoltà ad interpretare. Giocando “all’amore” nel cyber-spazio si possono creare magiche illusioni, capaci di consolare dalle frustrazioni della vita quotidiana ma che, per questa stessa ragione, diventano piuttosto pericolose per la vita reale degli individui.

Dr. Walter La Gatta

Pubblicato anche su Sessuologia News Online

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