eiaculazione precoce

Salve, Le chiedo la gentilezza di darmi un Suo parere sulla mia situazione. Convivo da 2 anni con il mo partner.abbiamo 30 anni.Io sono l’unica di cui si sia innamorato e con la quale ha voluto create una relazione seria.Dopo i primi rapporti, che ricordo addirittura troppo lunghi,ha iniziato a soffrire di eiaculazione precoce (solo con me, prima non aveva questo problema), spesso riesco cmq ad avere anch’io l’orgasmo, ma solo perchè inizio subito a stimolarmi, invece vorrei avere la tranquillità di godermi tutti i momenti dell’amore senza l’ansia di rimanere insoddisfatta.(la seconda nella stessa giornata non si può fare perché l’erezione non è stabile, e ciò accresce solo la frustrazione)da anni fa palestra 3 volte la sett.Se riusciamo a fare l’amore 1 gg si ed uno no i tempi si allungano,ma alla fine la media è di 1 volta a sett.Le posizioni influiscono in minima parte.

Aggiungo che l’ho incitato a farlo più spesso, invece ho addirittura scoperto che in alcuni gg si masturba(e non per allenarsi a mantenere l’erezione più a lungo) Non sarebbe un problema se così facendo non togliesse l’occasione di fare l’amore con me…Forse piuttosto che rimanere deluso dalla sua prestazione preferisce fare da solo? Ho preso questo discorso circa 5 volte, spalmate nel tempo, e mi aveva detto di star facendo qualcosa e dato che gli avevo consigliato di guardare degli esercizi su internet pensavo li stesse facendo, ma in realtà non era così.Credeva che sfogandosi di più in palestra sarebbe migliorato qualcosa…Dal canto mio credevo che con il tempo sarebbe un po’ calata l’emotività, mi lusinga sapere che mi desidera ancora come dal principio, ma spero ci sia un modo per durare di più nonostante si desideri molto la propria donna. Per orgoglio non vuole andare da uno specialista , continua a dirmi che risolverà da solo….Lei crede che facendo degli “esercizi” insieme, ad esempio stimolarlo cercando di protrarre l’erezione il più possibile si possa risolvere il problema? grazie 1000 . (Forse paradossalmente, sessualmente non siamo complementari, ad entrambi piace che sia l’altro a prendere l’iniziativa, lui è poco passionale e focoso, il rapporto sessuale è intenso e fentastico, ma il prima è sempre un po’ scontato, ad esempio posti alternativi al letto li ho sempre proposti io, e spesso si rivelano un fiasco, o perchè gli si raffreddano i piedi o perché la posizione è scomoda…mi sento poco donna e men che meno la Sua donna, non c’è quella complicità e disinibizione che una coppia consolidata dovrebbe secondo me raggiungere)

Lui caratterialmente rifugge i conflitti, parla poco e quando sono io ad affrontare dei discorsi seri devo praticamente imboccargli le parole o fargli 300 volte la stessa domanda e forse, dopo ,mi regala 2 parole soffocate come risposta.

Mi ha molto deluso sapere che in due anni non ha praticamente fatto nulla di concreto per risolvere il problema, non si è nemmeno informato su internet, e come motivazione mi ha detto che si dimenticava! cosa? si dimenticava di non soddisfare la sua compagna e che avrebbe dovuto fare qualcosa al riguardo?

Anche se ora mi dicesse che a costo di soddisfarmi si farebbe circoncidere rimarrebbe sempre la mia sfiducia in lui.

Come potrei mettere la mia vita nelle sue mani quando so che per 2 anni ha preferito ignorare me, piuttosto che mettere in discussione la sua virilità e affrontare un suo limite.

Mi dica la sua impressione per favore

Grazie 1000

Gentilissima,

L’erezione maschile è una cosa molto delicata, perché basta un po’ di insicurezza, la paura di essere giudicati, l’ansia da prestazione, un po’ di depressione e quant’altro, che essa magicamente sparisce, o si crea la disfunzione. Credo che lei farebbe meglio ad evitare di reclamare a gran voce il suo bisogno di soddisfazione sessuale, come se fosse una rivendicazione sindacale: suo marito, se fosse in grado di durare di più, lo farebbe sicuramente… Che beneficio pensa che abbia lui, a tenersi la disfunzione ? Gli “esercizi” di cui parla possono anche essere utili, ma in un contesto completamente diverso, come quello di una terapia sessuale, dove c’è un terapeuta che vi guida e vi consiglia sulle cose da fare, o da evitare. La cosa migliore che posso suggerirvi è dunque quella di intraprendere una terapia sessuale. Le sconsiglio invece di proporsi nel ruolo di “infermiera del sesso”  di suo marito, perché questo renderebbe il rapporto ancora più ansiogeno per lui e deludente per lei.
Cordialmente,

Dr. Walter La Gatta

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Psicoterapeuta Sessuologo Ancona - Terni | Ellepi Associati Ancona - Terni

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Ancona – Terni


– Psicoterapie individuali e di coppia

– Sessuologia (Sessuologia Clinica, individuale e di coppia)

– Tecniche di rilassamento e Ipnosi

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